<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249</id><updated>2012-01-13T17:50:45.691+01:00</updated><title type='text'>cesducim "CIVIC USES IN ITALY"</title><subtitle type='html'>GRUPPO DI STUDI SUGLI USI CIVICI E I DEMANI NELL'ITALIA MERIDIONALE e del Coordinamento per la Regione Campania della Consulta Nazionale della proprietà collettiva -riferimento tel. 3356797337 gdigenio@unisa.it</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://cesducim.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>92</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-5713835838152199874</id><published>2012-01-13T17:50:00.002+01:00</published><updated>2012-01-13T17:50:45.701+01:00</updated><title type='text'>USI CIVICI IN SARDEGNA</title><content type='html'>&lt;b&gt;Seminari a Sassari: Usi civici e provvedimenti in materia di abusivismo edilizio &lt;/b&gt;   &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Seminari sugli usi civici e sui provvedimenti in materia di abusivismo edilizio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L’associazione ecologista Gruppo d'Intervento Giuridico onlus, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche – C.N.R. di Sassari, promuove due seminari su temi particolarmente attuali del diritto ambientale, il cui svolgimento è previsto presso la sala conferenze del Campus C.N.R. di Sassari, Traversa La Crucca, 3 – Regione Baldinca–Li Punti (qui l’ubicazione):&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;- il primo sarà incentrato sui demani civici e i diritti di uso civico, realtà poco conosciuta ma di estrema importanza nell’Isola, e si svolgerà venerdi 20 gennaio 2012, con inizio alle ore 10.45;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- il secondo avrà a oggetto le tematiche dei provvedimenti in materia di abusivismo edilizio e si terrà venerdi  27 gennaio 2012, con inizio alle ore 10.45.   &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Entrambi i Seminari avranno particolare riferimento alle problematiche pratiche e all'esame di casi concreti verificatisi in Sardegna.    &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ai partecipanti sarà fornito materiale didattico in formato digitale e sarà consegnato un attestato di frequenza.   &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;I seminari di diritto ambientale svolti dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus sono in corso di accreditamento presso l’Ordine degli Avvocati di Sassari ai sensi dell’art. 3, punto 4, del Regolamento approvato dal Consiglio Nazionale Forense (art. 13 del codice deontologico forense, deliberazione del 13 luglio 2007).e presso l’Ordine dei Geologi della Sardegna (Regolamento per l’aggiornamento professionale continuo, approvato dal Consiglio Nazionale dei Geologi con deliberazione n. 128/2007 del 12 dicembre 2007). &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seminario sui demani civici e i diritti di uso civico (quadro normativo, giurisprudenza, esperienze applicative): &lt;br /&gt;venerdi 20 gennaio 2012, ore 10.45.&lt;br /&gt;Programma:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-  natura dei diritti di uso civico, costituzione ed evoluzione dei demani civici, con particolare riferimento alla Sardegna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-  la legge di riordino nazionale n. 1766/1927 e il relativo regolamento esecutivo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-  la legge regionale n. 12/1994 e successive modifiche e integrazioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-  i piani di recupero e valorizzazione dei demani civici e i regolamenti di gestione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-  fruizione dei diritti di uso civico e relativi provvedimenti attuativi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-  realtà dei demani civici in Sardegna&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-5713835838152199874?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5713835838152199874'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5713835838152199874'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2012/01/usi-civici-in-sardegna.html' title='USI CIVICI IN SARDEGNA'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-5187426064191638382</id><published>2011-11-24T08:36:00.000+01:00</published><updated>2011-11-24T08:36:29.305+01:00</updated><title type='text'>TUTELA DEI DIRITTI DELLA COLLETTIVITA'</title><content type='html'>Fondi: La legittimità degli atti adottati da anni dal Comune di Fondi in&lt;br /&gt;relazione alle occupazioni senza titolo dei terreni demaniali di uso civico&lt;br /&gt;per il risarcimento dei danni subiti dalla collettività, sinora comprovata&lt;br /&gt;da numerose sentenze in primo grado, è ora ulteriormente avvalorata dalla&lt;br /&gt;recentissima sentenza della Corte d'Appello di Roma - Iª sezione civile, che ha respinto l'appello avverso la sentenza del Tribunale di Latina - sezione di Terracina con la quale era stato condannato al risarcimento dei danni un occupatore, senza titolo ed abusivo, di terreno di uso civico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con detta sentenza, la Corte d'Appello ha confermato e riconosciuto il&lt;br /&gt;principio giuridico previsto dall'art. 2043 del codice civile che&lt;br /&gt;l'occupazione senza titolo e, dunque, arbitraria di un terreno di uso&lt;br /&gt;civico costituisce atto illecito, considerato che nel caso in oggetto la&lt;br /&gt;collettività si è vista privata di potenziali entrate. La Corte ha altresì&lt;br /&gt;condannato l'occupatore alle ulteriori spese del grado di giudizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Il Comune di Fondi ha pertanto visto nuovamente riconosciuta la regolarità dei procedimenti posti in essere intema di uso civico. Mentre nell'opposizione consiliare regna il caos più totale, con considerazioni estemporanee e contraddittorie - dichiarano il Sindaco di Fondi Salvatore De Meo e l'Assessore agli Usi Civici del  Comune di Fondi Piergiorgio Conti - il pronunciamento della Corte d'Appello su un ricorso "destituito di fondamento" ribadisce ancora una volta la correttezza e la legittimità degli atti assunti dall'Amministrazione comunale nell'interesse della collettività».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-5187426064191638382?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5187426064191638382'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5187426064191638382'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2011/11/tutela-dei-diritti-della-collettivita.html' title='TUTELA DEI DIRITTI DELLA COLLETTIVITA&apos;'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-7145024720407838823</id><published>2011-10-29T13:59:00.001+02:00</published><updated>2011-10-30T09:05:46.151+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Disastri ambientali: lunedì 31 ottobre convegno UniSa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' in programma il 31 Ottobre alle 9 nell'aula dei consigli dell'università di Salerno il convegno dal titolo "Disastri ambientali: responsabilità e soluzioni". Agli studenti di giurisprudenza verrà assegnato un credito CFU. Arriveranno i saluti del professor Enzo Maria Marenghi, preside di facoltà di giurisprudenza; del professore Giovanni Capo, capo dipartimento S.I.D.E.M.; Nazario Matarazzo, presidente associazione Unifriends; a moderare l'incontro sarà il dottore Marco Torrecuso. Interverranno il professore Giuseppe Di Genio, docente di Diritto Costituzionale; il professor Francesco Armenante, docente di scienza dell'amministrazione; il professor Giovanni De Feo, docente di procedure di valutazione ambientale; il professore Geminiello Preterossi, docente di filosofia del diritto; il professor Elio Lo Monte, docente diritto penale parte speciale; Rosario Buccella, assessore del comune di Capaccio; Tony Viterale sindaco del comune di Rofrano; Luigi Pergamo, presidente Astrambiente Salerno e Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania. Le conclusioni saranno affidate all'onorevole Guglielmo Vaccaro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-7145024720407838823?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.targatosa.it:81/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=10138:allunisa-ce-il-convegno-su-disastri-ambientali-responsabilita-e-soluzioni&amp;catid=46:territorio&amp;Itemid=61' title=''/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/7145024720407838823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/7145024720407838823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2011/10/disastri-ambientali-domani-convegno.html' title=''/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-5938898931188398607</id><published>2011-10-16T17:38:00.000+02:00</published><updated>2011-10-16T17:38:02.208+02:00</updated><title type='text'>CORTE DI CASSAZIONE N.3811 DEL 2011</title><content type='html'>DA STUDIOLEGALELAW.NET&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’appartenenza allo Stato di un’area risulta dal suo essere strumentalmente collegata alla realizzazione degli interessi di tutti i cittadini&lt;br /&gt;Risolto dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione il contrasto, tra una società e l’Amministrazione delle Finanze e l’Agenzia del Demanio, in merito all’appartenenza al demanio marittimo delle valli da pesca site nella laguna Nord di Venezia. Proprietà privata o demaniale ? Proprietà demaniale senza alcun dubbio. Già all’epoca del regolamento approvato dal competente organo dell’Impero, la laguna era considerata demanio pubblico, nel senso attuale di bene appartenente al demanio marittimo necessario che l’art. 28 del codice_della_navigazione individua in beni di origine naturale, la cui proprietà non può che essere pubblica e, quindi, distinti da quelli per i quali la demanialità è condizionata dalla loro appartenenza allo Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche in base alla normativa previgente la laguna e, quindi le valli da pesca, era considerata demanio pubblico e tale demanialità trova conferma nella vigente legislazione in relazione alle caratteristiche fisiche della laguna e con la stessa delle valli da pesca. Al fine della individuazione dei criteri indispensabili per attribuire natura “non privata” a un bene immobile, la Corte, con la Sentenza n. 3811/2011, ha rivisitato in via interpretativa il sistema normativo vigente, con particolare riferimento ai dati costituzionali. La disciplina positiva dei beni pubblici, peraltro, risiede tutt’ora, nelle sue linee fondamentali, nel codice civile il quale divide i beni pubblici, ossia i beni “appartenenti allo Stato, agli enti pubblici e agli enti ecclesiastici”, in tre categorie: beni demaniali, beni patrimoniali indispensabili e beni patrimoniali disponibili. I beni demaniali hanno quale caratteristica comune il fatto di essere beni immobili o universalità di mobili e di appartenere necessariamente a enti territoriali, ossia lo Stato, le regioni, le province e i comuni. Questi beni sono tali o per loro intrinseca qualità, il così detto “demanio necessario”, ovvero il demanio marittimo, idrico e militare, o per il fatto di appartenere a enti territoriali, il così detto demanio accidentale o eventuale, quali le strade, autostrade, aerodromi, immobili di interesse storico e artistico, raccolte dei musei etc. La Costituzione non contiene un’espressa definizione dei beni pubblici, né una loro classificazione. Tuttavia, dagli artt. 2, 9 e 42 Cost. si ricava il principio della tutela della umana personalità e del suo corretto svolgimento nell’ambito dello Stato sociale, anche nell’ambito del “paesaggio”, con specifico riferimento non solo ai beni costituenti, per classificazione legislativa- codicistica, il demanio e il patrimonio oggetto della “proprietà” dello Stato ma anche riguardo a quei beni che, indipendentemente da una preventiva individuazione da parte del legislatore, per loro intrinseca natura o finalizzazione risultino, sulla base di una compiuta interpretazione dell’intero sistema normativo, funzionali al perseguimento e al soddisfacimento degli interessi della collettività. L’art. 9 Cost., in particolare, prevede infatti che la Repubblica tutela “il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. La riforma, che ha modificato il titolo V della parte seconda della Costituzione, ha ricondotto alla competenza legislativa esclusiva dello Stato la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali. Ma, ciò che ha maggior rilievo nella classificazione dei beni pubblici è la loro funzione e gli interessi collegati a tali beni. Insomma, non si deve partire da una visione prettamente patrimoniale -proprietaria, ma, approdare a una prospettiva personale - collettivistica. Ciò comporta che, in relazione al tema in esame, è il riferimento non allo Stato - apparato, quale persona giuridica pubblica individualmente intesa, ma allo Stato - collettività, quale ente esponenziale e rappresentativo degli interessi della cittadinanza e quale ente preposto alla effettiva realizzazione di questi ultimi. Non conta la titolarità dei beni, bensì le intrinseche connotazioni, in particolar modo quelle di tipo ambientale e paesaggistico, destinate alla realizzazione dello Stato sociale.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Anna Teresa Paciotti&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-5938898931188398607?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5938898931188398607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5938898931188398607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2011/10/corte-di-cassazione-n3811-del-2011.html' title='CORTE DI CASSAZIONE N.3811 DEL 2011'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-1237484548897572192</id><published>2011-10-13T12:31:00.001+02:00</published><updated>2011-10-16T08:40:17.704+02:00</updated><title type='text'>Presidente dott. LUIGI CESARE OLIVETI</title><content type='html'>Gli amici tutti del Gruppo di studi sugli usi civici e i demani nell'Italia Meridionale Esprimono con grande dolore il cordoglio per la dipartita del dott. Luigi Cesare Oliveti, Presidente dell'Associazione nazionale usi civici di Firenze, punto di riferimento eccelso&lt;b&gt;&lt;/b&gt; per gli operatori del settore degli usi civici e delle proprietà collettive.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-1237484548897572192?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.usicivici.it' title='Presidente dott. LUIGI CESARE OLIVETI'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/1237484548897572192'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/1237484548897572192'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2011/10/presidente-dott-luigi-cesare-oliveti.html' title='Presidente dott. LUIGI CESARE OLIVETI'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-5175979313472806322</id><published>2011-10-01T14:18:00.006+02:00</published><updated>2011-10-16T17:44:48.469+02:00</updated><title type='text'>IMPORTANTE SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE N. 19792 DEL 2011 SUGLI USI CIVICI</title><content type='html'>SEGNALAZIONE GIURISPRUDENZIALE IMPORTANTE &lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MASSIMA&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;"Gli usi civici fanno bene all'ambiente pertanto non sono pignorabili i terreni e non applicabile la liberazione di fatto. Gli immobili assimilabili a beni demaniali per titolarità e circolazione."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;sentenza corte di cassazione recentissima del 28 settembre 2011 N. 19792&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;da Cassazione.net (in abbonamento)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VEDI ANCHE:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_10869.asp" target="_blank"&gt;Cassazione: usi civici non possono essere oggetto di espropriazione forzata&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la sentenza n. 19792 depositata il 28 settembre 2011, la Corte di Cassazione, in tema di usi civici, (L. 16.06.1927, n. 1766, art. 1, 11), ha stabilito che un bene soggetto ad uso civico non può essere oggetto di espropriazione forzata, ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.studiocataldi.it" target="_blank"&gt;Studiocataldi.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Url: &lt;a href="http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_10869.asp" target="_blank"&gt;&lt;i&gt;http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_10869.asp&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-5175979313472806322?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://cassazione.net' title='IMPORTANTE SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE N. 19792 DEL 2011 SUGLI USI CIVICI'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5175979313472806322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5175979313472806322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2011/10/importante-sentenza-della-corte-di.html' title='IMPORTANTE SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE N. 19792 DEL 2011 SUGLI USI CIVICI'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-2146421824683117823</id><published>2011-09-17T15:29:00.000+02:00</published><updated>2011-09-17T15:29:35.199+02:00</updated><title type='text'>LA MADRE TERRA FESTIVAL DELLA FOTOGRAFIA 23 SETT.-23 OTT. ROMA 2011</title><content type='html'>FOTOGRAFIA 2011: Motherland&lt;br /&gt;Il tema della decima edizione di FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma intende affrontare il particolare rapporto che si crea tra la fotografia e il territorio nell’accezione più profonda e intima basata su un’analisi autentica della forte relazione tra gli autori e l’appartenenza a un luogo, e in molti casi l’identificazione stessa. Nasce da un bisogno sempre più forte di cercare la propria “motherland”: ognuno risponde a suo modo, indaga terre di sua appartenenza, vecchie o nuovissime, grandi o piccole, reali o virtuali, con una documentazione assolutamente personale, frutto della propria vita e della necessità di tornare o di allontanarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Motherland è un tema indagato e diffuso nella fotografia, e noi lo ricerchiamo oggi in relazione alla creazione di sempre nuove identità in un mondo ormai completamente esplorato e tecnologizzato dove però ritorna molto forte il bisogno di indagare nuove “terre”, cercare la propria terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The theme of the tenth edition of the FOTOGRAFIA – International Festival of Rome aims to tackle the unique relationship established between photography and the land, in the deepest and most intimate sense of the word, based on a genuine analysis of the close relationship between the photographers and their belonging to a place, and in many cases their actual identification. It is the result of an increasingly pressing need to seek one’s “motherland”: everyone responds in their own way, examining lands that belong to them, whether they are old or new, large or small, real or virtual, with a completely personal documentation, which is the fruit of their life and the need to return or move away. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Motherland is a theme that is investigated and propagated by photography, and today we seek it in relation to the creation of constantly new identities in a world that has been completely explored and technologised, but in which the need to investigate new “lands” and to seek one’s own, is a prominent recurrent theme.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-2146421824683117823?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.fotografiafestival.it' title='LA MADRE TERRA FESTIVAL DELLA FOTOGRAFIA 23 SETT.-23 OTT. ROMA 2011'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2146421824683117823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2146421824683117823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2011/09/la-madre-terra-festival-della.html' title='LA MADRE TERRA FESTIVAL DELLA FOTOGRAFIA 23 SETT.-23 OTT. ROMA 2011'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-4371693506193332427</id><published>2011-05-07T12:51:00.004+02:00</published><updated>2011-10-16T08:37:02.193+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;L'INDUSTRIA DEL TURISMO&lt;br /&gt;Spiagge ai privati per 90 anni&lt;br /&gt;Gli ambientalisti: «Una vergogna»&lt;br /&gt;Bufera per le norme contenute nel decreto sullo Sviluppo. Tremonti: «Le spiagge restano pubbliche»&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MILANO - Arriva il diritto di superficie della durata di 90 anni sulle coste e i litorali. Lo ha confermato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, precisando tuttavia che «la spiaggia resta pubblica a tutti gli effetti». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LEGAMBIENTE E VERDI INSORGONO: «Mai avremmo potuto immaginare di raggiungere un punto così in basso. Il Belpaese smembrato e devastato dal cemento, in mano alla criminalità e agli speculatori con l' avallo del Governo», ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente secondo il quale il diritto di superficie «di fatto privatizza il patrimonio costiero» . Per Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, il provvedimento si configura come «una vera e propria spiaggiopoli: con meno di 1.000 euro al mese, pari alla locazione di un bilocale a Roma e Milano, sarà possibile affittare uno stabilimento balneare da 10.000 metri quadrati per 90 anni». Di fronte a Montecitorio stazionano alcuni ambientalisti camuffati da banda Bassotti &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SODDISFATTI GLI ESERCENTI - Di una «positiva novità da registrare con grande interesse» ha parlato invece la Federazione italiana imprese balneari. «Da almeno tre anni la Fiba-Confesercenti insiste su questo punto che può dare certezze a tutti gli imprenditori ed assicurare investimenti e lavoro nel lungo periodo» ha detto il presidente Vincenzo Lardinelli, osservando che «l'attuazione di questa proposta va gestita con equilibrio più i costi saranno ragionevoli, più ci sarà spazio per investimenti che vogliamo e chiediamo di fare proprio per rilanciare il turismo balneare».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TREMONTI , LE SPIAGGE RESTANO PUBBLICHE - «Non c'è nessuna vendita delle spiagge. La spiaggia rimane pubblica» aveva affermato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti nella conferenza stampa di presentazione spiegando che per le spiagge ci sarà «un diritto di superficie, bisogna essere in regola con fisco e con la previdenza e noi pensiamo che si debbano assumere giovani».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;05 maggio 2011&lt;br /&gt;da CORRIERE.IT&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-4371693506193332427?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.facebook.com/pages/cesducim-CIVIC-USES-IN-ITALY/200719473320936' title=''/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/4371693506193332427'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/4371693506193332427'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2011/05/lindustria-del-turismo-spiagge-ai.html' title=''/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-7695595387271045418</id><published>2011-04-29T16:33:00.000+02:00</published><updated>2011-04-29T16:33:04.305+02:00</updated><title type='text'>GIOTTO MINUCCI VINCE A MONTEPASCALI</title><content type='html'>Egregio Professore,&lt;br /&gt;mi pregio informarLa dell'esito positivo della causa USI CIVICI DI MONTEPESCALI (GR),&lt;br /&gt;pronunciata l'11 Gennaio 2011 dalla CORTE D'APPELLO di ROMA – SEZIONE USI CIVICI -il&lt;br /&gt;cui intento degli appellanti era quello di negare il riconoscimento della titolarità dei DIRITTI&lt;br /&gt;CIVICI ai cittadini residenti all'interno dello stesso territorio montepescalese comprendente anche&lt;br /&gt;la campagna sottostante . Tali DIRITTI trovano un'origine storica sin dal 1147 epoca della&lt;br /&gt;costituzione di MONTEPESCALI a LIBERO COMUNE , e conseguentemente tutti coloro che&lt;br /&gt;risiedono nella FRAZIONE sono gli effettivi titolari dei DIRITTI in virtù dell'atto di transazione&lt;br /&gt;definito nel 1939 dal Commissario Regio MANCA dott. EGISTO , con il quale la&lt;br /&gt;COMUNITA' di MONTEPESCALI ottenne la piena proprietà di 378 ettari di terreno e per&lt;br /&gt;effetto dell'articolo 26 della LEGGE 16 GIUGNO 1927 N° 1766 . Tale norma trova riscontro&lt;br /&gt;anche negli STATUTI del 1200 del LIBERO COMUNE di MONTEPESCALI ( tuttora vigenti&lt;br /&gt;ed attuali come stabilito dalla Nostra Costituzione Repubblicana : “ usi,costumi e consuetudini ,&lt;br /&gt;sono LEGGI ) il quale aprì le porte agli extra comunitari del tempo , a condizione che gli stessi&lt;br /&gt;rispettassero in toto quanto decretato nei citati Statuti dai Padri Coscritti , altrimenti venivano&lt;br /&gt;“ accomiatati a la terra e non dovevano far più ritorno “ .&lt;br /&gt;Mi gradita l'occasione di esprimerLe , Egregio Professore , deferenti ossequi uniti ai sensi di&lt;br /&gt;profonda stima .&lt;br /&gt;Chiedo scusa per qualche errore , comprensibile alla mia età avendo 85 anni .&lt;br /&gt;Cav. Giotto Minucci, Presidente emerito dell' A.S.B.U.C. Di MONTEPESCALI.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-7695595387271045418?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/7695595387271045418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/7695595387271045418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2011/04/giotto-minucci-vince-montepascali.html' title='GIOTTO MINUCCI VINCE A MONTEPASCALI'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-223380454238713460</id><published>2011-04-08T23:23:00.003+02:00</published><updated>2011-04-08T23:42:21.475+02:00</updated><title type='text'>GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA 22 APRILE 2011</title><content type='html'>SEMINARIO INFORMATIVO in occasione della GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA TUTELA DELLE TERRE DI USO CIVICO&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FACOLTA' DI GIURISPRUDENZA&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;DIPARTIMENTO DIRITTO PUBBLICO E TEORIA E STORIA DELLE ISTITUZIONI&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;UNIVERSITA' DI SALERNO&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VENERDI' 22 APRILE 2011 ORE 10.30&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INFO gdigenio@unisa.it&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.giornatamondialedellaterra.it&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-223380454238713460?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.giornatamodialedellaterra.it' title='GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA 22 APRILE 2011'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/223380454238713460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/223380454238713460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2011/04/giornata-mondiale-della-terra-22-aprile.html' title='GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA 22 APRILE 2011'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-2607603489252653745</id><published>2011-04-07T13:45:00.001+02:00</published><updated>2011-04-08T23:43:46.501+02:00</updated><title type='text'>BERLUSCONI A LAMPEDUSA. L'acquisto presunto di una residenza nell'isola di Lampedusa era su terra demaniale.</title><content type='html'>da CORRIERE.IT&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'acquisto di una residenza nell'isola. era su terra demaniale&lt;br /&gt;Lampedusa, il premier e la villa&lt;br /&gt;«Ne cercherò un'altra»&lt;br /&gt;Resta l'idea di rilanciare l'isola anche con campi da golf&lt;br /&gt;NOTIZIE CORRELATE&lt;br /&gt;«Villa di Lampedusa a Berlusconi? È una bugia, conosco il proprietario» (6 aprile 2011) L'acquisto di una residenza nell'isola. era su terra demaniale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lampedusa, il premier e la villa&lt;br /&gt;«Ne cercherò un'altra»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resta l'idea di rilanciare l'isola anche con campi da golf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Fotogramma) &lt;br /&gt;ROMA - Sabato Silvio Berlusconi ritornerà a Lampedusa per verificare le condizioni dell'isola dopo che è cominciato il trasferimento degli immigrati giunti con natanti di fortuna e dopo la sciagura dell'altra notte dovuta all'affondamento di un barcone con almeno 250 persone. &lt;br /&gt;La visita di sabato offrirà anche l'occasione per cercare una nuova villa da acquistare. Quella che in un primo tempo era stata prescelta non possiede i requisiti giusti. Lo ha rivelato lo stesso Cavaliere durante la riunione a Palazzo Chigi alla quale hanno preso parte i rappresentanti delle Regioni e i ministri che compongono la cabina di regia sull'immigrazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La villa, che si trova in una zona limitrofa all'aeroporto, sorge su un terreno demaniale. «L'ho scoperto - ha detto Berlusconi - dopo che sono state fatte alcune verifiche e quindi trattandosi di un terreno che appartiene a tutti noi non posso più acquistarla. Ne cercherò un'altra». &lt;br /&gt;A parte questo dettaglio, il governo sta esaminando una serie di progetti per fare decollare Lampedusa da un punto di vista economico. L'idea lanciata da Berlusconi e fatta propria dal sindaco sarebbe quella di farvi sorgere alcuni campi da golf e le necessarie strutture alberghiere. Su questo c'è l'impegno del capo del governo che si sarebbe già attivato per cercare delle imprese interessate a questo tipo di iniziativa. Un intervento che, qualificando l'offerta verso i turisti, farebbe da volano per l'economia isolana. Sarebbe, invece, tramontata, perché troppo laboriosa dal punto di vista realizzativo, l'idea di costruire un casinò. Ad avere dei dubbi sarebbe stato lo stesso premier secondo il quale una decisione del genere avrebbe bisogno di un passaggio in Parlamento, cosa che allungherebbe i tempi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R. R.&lt;br /&gt;07 aprile 2011&lt;br /&gt;© RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-2607603489252653745?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2607603489252653745'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2607603489252653745'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2011/04/berlusconi-lampedusa-lacquisto-di-una.html' title='BERLUSCONI A LAMPEDUSA. L&apos;acquisto presunto di una residenza nell&apos;isola di Lampedusa era su terra demaniale.'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-8011189314894446111</id><published>2011-03-28T22:28:00.002+02:00</published><updated>2011-03-28T22:30:53.696+02:00</updated><title type='text'>IL PROCESSO COMMISSARIALE SUGLI USI CIVICI</title><content type='html'>Il Cesducim intende organizzare un seminario di approfondimento sul PROCESSO COMMISSARIALE SUGLI USI CIVICI per cui invita tutti gli interessati a proporsi per relazionare sul tema individuato entro il 30 maggio 2011 all'indirizzo e-mail gdigenio@unisa.it.&lt;br /&gt;La sede del seminario è in corso di individuazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-8011189314894446111?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/8011189314894446111'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/8011189314894446111'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2011/03/il-processo-commissariale-sugli-usi.html' title='IL PROCESSO COMMISSARIALE SUGLI USI CIVICI'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-8076175369030777392</id><published>2011-02-14T17:48:00.005+01:00</published><updated>2011-05-04T22:02:02.125+02:00</updated><title type='text'>PROBLEMI E PROSPETTIVE SUGLI USI CIVICI</title><content type='html'>FINALMENTE PUBBLICATI GLI ATTI DEL CONVEGNO DI SALERNO SU "PROBLEMI E PROSPETTIVE SUGLI USI CIVICI", A CURA DI GIUSEPPE DI GENIO&lt;br /&gt;RUBBETTINO EDITORE, SOVERIA MANNELLI (CZ), 2010&lt;br /&gt;www.rubbettino.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;scritti di: MARINELLI, POLITI, CARIOLA et altri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GLI ATTI DEL CONVEGNO SARANNO PRESENTATI il 4.5.2011 aula 8 Università dell'Aquila Facoltà di Economia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-8076175369030777392?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/8076175369030777392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/8076175369030777392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2011/02/problemi-e-prospettive-sugli-usi-civici.html' title='PROBLEMI E PROSPETTIVE SUGLI USI CIVICI'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-3154464005595976899</id><published>2011-02-02T21:09:00.001+01:00</published><updated>2011-02-02T21:09:35.274+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>«Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001»&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-3154464005595976899?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/3154464005595976899'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/3154464005595976899'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2011/02/questo-blog-non-rappresenta-una-testata.html' title=''/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-4374005283635146571</id><published>2010-07-04T21:17:00.002+02:00</published><updated>2010-09-26T10:23:18.425+02:00</updated><title type='text'>intervista a CLUB 3 VIVERE IN ARMONIA EDIZIONI SAN PAOLO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/TJ8CfiVBq6I/AAAAAAAAAPQ/uT2cWbg7JGE/s1600/consulta+roma+24.9.2010.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/TJ8CfiVBq6I/AAAAAAAAAPQ/uT2cWbg7JGE/s400/consulta+roma+24.9.2010.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5521134408993713058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Italia vendesi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Entro fine luglio sarà disponibile l’elenco dei beni demaniali che potranno essere ceduti&lt;br /&gt; Lo Stadio dei marmi di Roma L’Italia è in vendita. Con l’entrata in vigore del federalismo demaniale molti luoghi di interesse, fino ad oggi proprietà dello Stato, potranno essere venduti o trasformati secondo la volontà delle amministrazioni locali. Terreni, palazzi, porzioni di costa, isole e musei: entro fine luglio l’agenzia del demanio metterà online l’elenco ufficiale e aggiornato dei beni a cui lo Stato rinuncerà per permettere a province e regioni di fare cassa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il federalismo demaniale. Il parere favorevole al primo decreto attuativo del federalismo fiscale è arrivato lo scorso 21 maggio, dopo aver ricevuto il via libera della commissione bicamerale. Il decreto prevede il trasferimento alle autonomie locali di gran parte dei beni del demanio statale, con la possibilità di venderne alcune parti per fare cassa. L’obiettivo è quello di consentire una maggiore valorizzazione del patrimonio (spesso abbandonato) con un introito che servirà ad abbattere il debito pubblico, per il 25% quello dello Stato e per il 75% quello degli enti locali.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I beni del demanio saranno trasferiti gratuitamente a comuni, province e regioni, che da parte loro ne garantiranno la massima valorizzazione funzionale. “La logica è quella della privatizzazione – spiega Giuseppe Di Genio, docente di diritto costituzionale presso l’università di Salerno – dando modo ai privati di intervenire nel settore pubblico. Gli enti locali potranno decidere in piena autonomia come utilizzare i beni ricevuti, vendendoli ad esempio ai singoli cittadini che siano interessati ad avviare attività o fornire servizi in luoghi strategici”.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali beni. Spiagge, fiumi e laghi andranno in automatico alle regioni, mentre i laghi chiusi (senza emissario) e le miniere verranno assegnati alle province. Dopo che il governo avrà emanato, tramite decreto, l’elenco dei beni disponibili, le amministrazioni locali avranno un mese di tempo per inoltrare la loro domanda di acquisizione, indicando un piano per la loro valorizzazione. Sono esclusi dal trasferimento il Quirinale, i palazzi delle Camere, quelli di rilevanza costituzionale, i parchi, le riserve naturali, le grandi arterie stradali e le ferrovie.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il demanio. Per demanio si intende l’insieme di tutti i beni che appartengono a uno Stato. In Italia, in base all’articolo 822 del codice civile, ne fanno parte “il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti, i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia; le opere destinate alla difesa nazionale”. Vi rientrano anche le strade, le autostrade e le strade ferrate; gli aerodromi; gli acquedotti; gli immobili riconosciuti d’interesse storico, archeologico e artistico; le raccolte dei musei, delle pinacoteche, degli archivi, delle biblioteche. “Questo decreto va a toccare solo la porzione statale – riprende Di Genio – visto che il demanio può essere di vario tipo: oltre ai beni statali, infatti, ci sono quelli locali, ovvero regionali, provinciali e comunali, e poi c’è il cosiddetto demanio civico, che appartiene ai singoli cittadini residenti in una determinata zona”.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cade l’inalienabilità. La principale caratteristica dei beni pubblici è la loro inalienabilità (ovvero non possono essere venduti), insieme al fatto di rappresentare oggetto di beneficio per la collettività, che ne può usufruire direttamente o indirettamente. “In realtà – commenta Di Genio – il carattere dell’inalienabilità è andato via via scemando, tanto che da tempo i comuni procedono a sdemanializzazioni non solo giuridiche, ma addirittura di fatto”. L’inalienabilità continua a vigere solo per il demanio civico, che è anche l’unico a non essere stato toccato dal federalismo.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto in mano agli enti. “Si tratta di un provvedimento molto delicato – conclude Di Genio – dal momento che coinvolge anche beni su cui esistono vincoli di carattere ambientale, archeologico e paesaggistico”. Gli enti locali dovranno essere in grado di individuare l’acquirente giusto, che sappia e voglia davvero valorizzare il bene in oggetto. “Se da un lato servirà a sanare il bilancio pubblico, d’altra parte può esserci il rischio che un privato acquisti un bene non per renderlo effettivamente più produttivo, ma magari per rivenderlo a terzi”. Italia in frantumi o più fruttuosa? Non resta che aspettare.   &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Paola Rinaldi&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-4374005283635146571?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/4374005283635146571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/4374005283635146571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2010/07/intervista-club-3-vivere-in-armonia.html' title='intervista a CLUB 3 VIVERE IN ARMONIA EDIZIONI SAN PAOLO'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/TJ8CfiVBq6I/AAAAAAAAAPQ/uT2cWbg7JGE/s72-c/consulta+roma+24.9.2010.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-758789377554266348</id><published>2010-06-28T09:22:00.000+02:00</published><updated>2010-06-28T09:23:18.283+02:00</updated><title type='text'>INIZIA LA SVENDITA DEMANIALE. BENE O MALE ?</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Isole e Dolomiti, la lista delle polemiche&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Al demanio locale anche le montagne. Il Pd: è estremismo&lt;br /&gt;ROMA — Si avvicina l’ora X per sapere quali saranno i beni del Demanio che potranno essere trasferiti agli enti locali in base al federalismo demaniale. A fine luglio l’Agenzia del demanio diretta da Maurizio Prato fornirà un elenco dettagliato e ufficiale che apparirà sul suo sito. Intanto, da ieri è disponibile una lista provvisoria che i governatori delle Regioni o i sindaci potranno cominciare a studiare per vedere se vi sono beni interessanti. Quelli finora «inventariati » valgono oltre 3 miliardi di euro, costituiti da 9 mila immobili, chilometri di spiagge, centinaia di miniere, fiumi e laghi (in questo caso solo in concessione). I pezzi più pregiati sono quelli storici come la Cittadella di Alessandria, il Palazzo dei Normanni a Palermo, la Rocca di Scandiano, il Castello di Vigevano. Da ieri si sono aggiunte altre perle come pezzi delle Dolomiti (Tofane, Monte Cristallo, la Croda del Becco a Cortina), alcuni vecchi immobili di Porta Portese, famosa ormai nel mondo per il celebre mercatino romano, la facoltà di Ingegneria della Sapienza e persino il Nuovo Cinema Sacher di Nanni Moretti, stimato 4 milioni e mezzo di euro.&lt;br /&gt;La tabella di marcia per lo storico passaggio, anticamera per una valorizzazione o addirittura la cessione a privati (in questo caso il ricavato andrà in gran parte alla riduzione del debito locale e per il 25% residuo per quello pubblico), si sta accorciando. Entro il 20 di agosto le amministrazioni centrali dovranno indicare i beni in uso che intendono conservare. Passati altri tre mesi — cioè entro il 20 di novembre—il governo pubblicherà l’elenco dei beni effettivamente cedibili agli enti locali. A questo punto Regioni e Comuni avranno a disposizione due mesi per fare richiesta spiegando però che cosa intendono fare. Se tutto va bene dopo altri 60 giorni arriveranno i decreti per il passaggio di proprietà: l’operazione dovrebbe dunque terminare entro fine marzo del prossimo anno.&lt;br /&gt;Nella lista messa a punto dall’Agenzia ci sono anche montagne e laghi, ex caserme come quella di Santo Stefano vicino a Ventotene e veri e propri gioielli dal valore incalcolabile come il Museo di Villa Giulia a Roma, l’ex Forte Sant’Erasmo a Venezia, il faro di Ponza. Sempre a Roma spiccano l’ex Forte Ardeatino, l’area della Villa Gregoriana a Tivoli e l’intera area dell’Idroscalo di Ostia (valore stimato quasi 7 milioni di euro) dove Pier Paolo Pasolini trovò la morte. Nel ricco e affascinante capitolo dei fari arrivano quelli di Ponza, di Mattinata sul Gargano, di Spignon a Venezia oltre a quello di Punta Palascia a Otranto. Tra le isole che possono essere devolute quella di Santo Stefano vicino a Ventotene, terreni nell’isola dell’Unione di Chioggia e in quella di Sant’Angelo delle Polveri a Venezia e un complesso di aree dell'isola di Palmaria vicino a Portovenere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono mancate le polemiche. Se il governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia ha valutato il federalismo demaniale «una cosa giusta», l’opposizione ha avuto molto da ridire. Per il portavoce dei Verdi Angelo Bonelli «dietro questa alienazione di beni si nasconde la più grande operazione edilizia ed immobiliare della storia della Repubblica italiana». Il deputato del Partito democratico Francesco Boccia osserva che il «federalismo non deve diventare un suk, ma una nuova stagione di doveri» e annuncia che nei prossimi giorni il Pd tornerà alla carica per introdurre «forme di compensazione dei territori meno fortunati». &lt;br /&gt;Roberto Bagnoli DA CORRIERE.IT&lt;br /&gt;28 giugno 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-758789377554266348?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/758789377554266348'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/758789377554266348'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2010/06/inizia-la-svendita-demaniale-bene-o.html' title='INIZIA LA SVENDITA DEMANIALE. BENE O MALE ?'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-7585398097378665442</id><published>2010-03-27T10:50:00.000+01:00</published><updated>2010-03-27T10:53:03.702+01:00</updated><title type='text'>RELAZIONE DEL DOTT. VENNERI AL CONVEGNO DI ROSSANO (CS) DEL 22.3.2010</title><content type='html'>EVOLUZIONE NEL TEMPO DELLE FORME DI ECONOMIA, SUI TERRENI D’USO CIVICO.&lt;br /&gt;	22-MARZO-2010 Rossano- (CS)&lt;br /&gt;(del dr. Leonardo Giambattista Venneri    cell.: 335-452517, mail: leo.venneri@katamail.com)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'uso civico è indissolubilmente legato alle sorti dell'umanità, da quando essa ha cominciato ad organizzarsi in società.  &lt;br /&gt;Come più volte da me ripetuto, l'uso civico è definibile "fenomeno vivente in continua evoluzione", la stessa definizione che sul dizionario Italiano è data della parola “lingua”. &lt;br /&gt;E più avanti capiremo perchè.&lt;br /&gt; Con l’aiuto di alcune immagini e soprattutto delle vignette dell’amico Corrado Lucibello (fig. 0) ho inteso riassumere, semplificando, l'evoluzione dell'uomo in 3 stadi.  &lt;br /&gt;La figura 1 mostra un uomo primitivo agli albori della sua comparsa, il cosiddetto “homo erectus”, che comparve circa 1-1.5 milioni di anni fa, e rappresenta appunto un uomo primitivo che comincia a prendere coscienza della sua superiorità sul resto del mondo, utilizzando i primi strumenti, estensioni delle mani, con i quali sopperire, modellati dall'ingegno, all'assenza di armi naturali, vale a dire denti od artigli. &lt;br /&gt;Il secondo step dell'evoluzione,(Fig. 2)  ci presenta l'homo sapiens, vissuto tra i 250-200.000 anni fa che, a differenza del suo predecessore, conosce ed ha imparato ad usare il fuoco, la ruota, lentamente arriva a plasmare i primi metalli, sebbene in modo rudimentale, ma soprattutto comincia ad organizzarsi in società, con lo sviluppo del linguaggio e dei sistemi di comunicazione. &lt;br /&gt;Insomma si creano le prime forme di cooperazione sociale, da cui poi si sviluppano le regole comportamentali, le usanze, i riti e le tradizioni. &lt;br /&gt;In ultimo, fig. 3, abbiamo l’homo economicus, molto spesso colluso o confuso con il suo contemporaneo, l’homo politicus, che rappresenta l’ultimo stadio dell’evoluzione umana, e questo ci fa riflettere sul fatto che non sempre ci si evolve verso il meglio. &lt;br /&gt;In modo più dettagliato e meno romanzesco l’evoluzione umana è raccontata dai libri di storia. Abbiamo ancora qualche figura, liberamente tratta da internet.( fig. 1-bis e 4)&lt;br /&gt;Ma quello che sui libri non si trova o meglio non sempre è chiaramente descritto, è la presenza di quella forma di organizzazione a sfondo economico che può ricomprendersi nella categoria degli usi civici. L’uso civico è storicamente documentato nell’antichità a partire dalla “χοίνη χωρα ” ovvero il “territorio comune” delle colonie  greche della Magna Graecia. Esso  era una sorta di riserva collettiva da cui i coloni traevano sostentamento, ciascuno in base alle proprie esigenze. &lt;br /&gt;Ancora un altro esempio è dato dalle arimannie germaniche. &lt;br /&gt;L’uso civico continua ad essere presente in tutto il medio-evo, ed in seguito, evolvendosi giuridicamente con le leggi eversive dalla feudalità, fino ad arrivare all’unità d’Italia ed alla prima legge di riordino (la  1766 del  16/06/1927), si arriva ai giorni nostri, con il conferimento dei poteri legislativi alle regioni, per quanto non di competenza statale (DPR 616/77).&lt;br /&gt;Parallelamente all’evoluzione dell’uomo, abbiamo un’evoluzione dell’economia, che possiamo riassumere  sempre con vignette, o immagini liberamente tratte da internet, e che rispecchiano i tre stadi del’evoluzione umana. Tale evoluzione economica è strettamente connessa all’uso civico, essendo esso profondamente legato alla storia dell’uomo in quanto dall’uso civico l’uomo traeva sostentamento e guadagno.&lt;br /&gt;Abbiamo pertanto: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) ECONOMIA DI SUSSISTENZA, O SOPRAVVIVENZA OD ESSENZIALE;&lt;br /&gt;2) ECONOMIA DI CONCORRENZA, O ASSISTENZA, O DI AUSILIO AL REDDITO;&lt;br /&gt;3) ECONOMIA DI CONSISTENZA, O DI MERCATO O DI ALTA REDDITIVITA’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima forma di economia è quella che io definisco di sussistenza, o sopravvivenza. (fig. 5 )&lt;br /&gt; E’ caratterizzata da una forma di sfruttamento delle risorse oltremodo arcaica e primitiva, ridotta all’osso,vuoi per l’assenza di strumenti adatti ad uno sfruttamento più razionale, vuoi per l’assenza di esigenze più evolute e complesse rispetto alla semplice sopravvivenza rivolta all’aspetto del quotidiano. &lt;br /&gt;In questa fase, l’uomo è principalmente raccoglitore e cacciatore, poco coltivatore. Un agricoltore in erba insomma. Comincia a sfruttare la terra con mezzi insufficienti a dare frutti soverchianti le necessità basilari, e si organizza per una forma di rudimentale allevamento di bestiame. Quest’economia è quella di base, direi essenziale. &lt;br /&gt;Come “USI ESSENZIALI” sono definiti nell’uso civico i diritti di pascolare ed abbeverare il bestiame, il diritto di raccogliere legna per sé, ed il diritto di semina. &lt;br /&gt;Vale a dire i diritti essenziali per una sopravvivenza molto spesso ai limiti del decoro. Come recita la già citata legge del 1927 all’articolo 4, che li definisce essenziali &lt;&lt; se il personale esercizio si riconosca necessario per i bisogni della vita &gt;&gt;.  &lt;br /&gt;Tale classificazione degli usi civici è la riprova della correlazione tra economia ed uso civico nella storia dell’uomo. Essenziali sono gli usi civici il cui esercizio è correlato al soddisfacimento dei bisogni primari dell’uomo, essenziale è la prima forma di economia, sempre agricola, che si affaccia nella storia dell’uomo. &lt;br /&gt;E nella storiografia, la condizione del servo della gleba è quella che meglio incarna questo primo stadio dell’economia.&lt;br /&gt;Successivamente, con lo sviluppo di nuove tecniche o tecnologie, passiamo ad una forma di economia alquanto più evoluta e che definirei di concorrenza ovvero di ausilio al reddito. &lt;br /&gt;Una forma di economia che ha superato il soddisfacimento dei bisogni primari, che ormai sono sufficientemente risolti, e che diventa di sostegno o meglio di incremento al reddito base.&lt;br /&gt;E’ un’economia che consente di avere un tornaconto che ecceda quello necessario al sostentamento personale e familiare. A questa forma di economia possiamo collegare sempre ai sensi dell’articolo 4 della già citata legge 1766 del 1927, gli “USI UTILI”, ovvero quelli compresi prevalentemente a scopo di industria.&lt;br /&gt;L’agricoltura si è evoluta, ( fig. 6) l’uomo ha scoperto nuovi attrezzi per lavorare al meglio il terreno, si affida ad opere d’ingegno, quali l’ingegneria idraulica, per garantire un’irrigazione costante dei campi, o ricavare forza motrice da impiegare nel lavoro, sostituendo lentamente la forza animale. Passiamo dai mulini ad acqua, ai mulini a vento, fino ad arrivare all’era del vapore, e poi dell’elettricità. &lt;br /&gt;Questa forma di economia è quella che permette all’uomo di evolversi da semplice contadino, rozzo e primitivo, a mediocre borghese. Status sociale che con abilità nel commercio lo porteranno in seguito, a diventare un ricco borghese. &lt;br /&gt;Siamo alla fase due dell’uso civico, quello che parla appunto di “usi utili”. &lt;br /&gt;Utili a migliorare la propria qualità di vita, essendo i bisogni primari già stati adeguatamente soddisfatti. Con l’evoluzione delle tecnologie, l’uomo passa da raccoglitore di frutti o di legna secca, ad industriale boschivo o imprenditore agricolo. &lt;br /&gt;Se prima con la forza delle sue braccia poteva dissodare e coltivare una limitata estensione di terreno, o tagliare legna appena sufficiente per i suoi bisogni,o limitarsi a raccogliere quanto la terra gli offriva spontaneamente, ( il ruspo, il ghiandatico, lo spicilegio) ora con l’ausilio delle macchine, (fig. 7) arriva a coltivare importanti estensioni di terreni, e a poter tagliare un intero bosco in pochi giorni al fine di commercializzarne il legname. &lt;br /&gt;O cavar pietre in quantità tale da costruire intere città. &lt;br /&gt;Il motivo per cui insisto su questo secondo stadio, vale a dire di concorrenza al reddito base,  sarà presto chiaro, dopo un breve cenno al terzo stadio dell’evoluzione economica. &lt;br /&gt;Quest’ultimo può essere definito dell’economia di consistenza, ovvero della cosiddetta economia di mercato ad alta redditività (fig.8). &lt;br /&gt;E’ quella forma di sfruttamento intensivo finalizzata strettamente alla produzione di reddito, anzi di alto reddito, un reddito di qualità, non più strettamente di base o di sopravvivenza, ma di una forma di ricchezza paragonabile a quella proveniente dalle alte speculazioni edilizie o finanziare.&lt;br /&gt;Nella nostro Paese, sui terreni di uso civico, possiamo dire che le prime due forme di economia, quella di sussistenza e di concorrenza, si sono realizzate dove prima e dove poi, completamente  in tutto il territorio.&lt;br /&gt;Invece la terza  non ha avuto nel meridione lo stesso sviluppo che ha avuto nel settentrione, e laddove si è cercato di praticarla, l’economia di mercato o di consistenza, non ha avuto sempre uno sviluppo sostenibile. &lt;br /&gt;Chi ha ancora qualche nonno in casa, potrà certamente intervistarlo sull’argomento e vedere come la propria famiglia si è evoluta economicamente grazie all’uso civico. &lt;br /&gt;Il nostro avo potrà di sicuro testimoniare come agli inizi del secolo dalla terra si riusciva a stento a ricavarne di che sopravvivere, molto spesso, pagate le tasse od i tributi, non restava danaro a sufficienza per mangiare ed acquistare le sementi per il raccolto dell’anno successivo, cosicchè non di rado si doveva scegliere se mangiare oggi, o mangiare domani. &lt;br /&gt;Poi man mano che si è andati avanti nel tempo e nuove forme di agricoltura si sono sviluppate, grazie anche al progresso scientifico-tecnologico, dalla terra si traeva a sufficienza per vivere e mettere qualcosa da parte. &lt;br /&gt;E’ così che i nostri nonni han potuto far studiare i nostri genitori, farli migliorare nella scala sociale. &lt;br /&gt;La seconda forma di economia è quella che maggiormente si è sviluppata sui terreni di uso civico del Mezzogiorno.  Il piccolo pezzo di terra dato in concessione, o la possibilità di pascolare su larghe estensioni di terra, soddisfatti i bisogni primari, ha consentito la produzione di un reddito tale da produrre ricchezza. Certo non sconfinata ricchezza, ma tale da garantire una certa indipendenza economica. &lt;br /&gt;Diversamente, la terza forma di economia, quella di alta produzione e redditività è inesistente e, laddove esista è a discapito della collettività in quanto non eco-sostenibile. &lt;br /&gt;Il paragone può essere fatto con i nostri fratelli del Nord-Italia, in particolare se si guarda alle regole Ampezzane, dove dallo sfruttamento eco-sostenibile dei beni d’uso civico, si è creata un’economia di alta redditività e tale da garantire lavoro e prosperità all’intera collettività, senza perdere di vista la tutela dello stesso bene di uso civico. &lt;br /&gt;Uno sfruttamento intensivo ma non eccessivo, tale cioè da garantire alto reddito, ma basso impatto ambientale.&lt;br /&gt;Di contro nel nostro mezzogiorno siamo ancora fermi al secondo stadio dell'economia, quella di concorrenza, e vi posso assicurare che in alcuni angoli sperduti del profondo Sud, resistono ancora sacche di "sussistenza". &lt;br /&gt;Più che parlare del passato, dovremmo parlare del futuro, delle occasioni che si possono generare da uno sfruttamento eco-sostenibile dei terreni di uso civico nelle nostre Regioni. &lt;br /&gt;L'evoluzione della tecnologia e del corpus normativo, hanno prodotto strumenti idonei al passaggio dall'economia di concorrenza all'economia di consistenza, occorre saperli sfruttare al meglio. &lt;br /&gt;Mi riferisco alla possibilità di produrre energie cosiddette “da fonti rinnovabili” sui terreni di suo civico, impianti eolici, impianti fotovoltaici, impianti a biomassa, addirittura la possibilità di contribuire alla risoluzione del problema rifiuti. &lt;br /&gt;Secondo un'evoluzione logica del pensiero, e senza troppe filosofie, a mio avviso finanche un impianto di compostaggio è compatibile con la destinazione d'uso di un terreno di uso civico, senza necessità di un mutamento di destinazione, se realizzati sui terreni di categoria "B", ovvero quelli “convenientemente utilizzati a coltura agraria”. &lt;br /&gt;Tale considerazione giuridica mi sovviene riferendomi alla L.R. Campania 11 del 1981, che all'art. 6, ne contempla la concessione ad imprese cooperative locali.&lt;br /&gt; Per cui tramite l'affidamento a cooperative di cui i comuni o le associazioni agrarie o di frazionisti sono soci, è a mio avviso possibile realizzare detto sito di compostaggio,per la produzione di concime da utilizzare sugli stessi terreni di uso civico, o in caso di eccedenza, da vendere e reinvestirne i proventi sempre sui terreni di uso civico. &lt;br /&gt;Tale forma di utilizzo è, ripeto, compatibile con la destinazione agricolo-colturale dei terreni, fatte salve le altre disposizioni normative circa la realizzazione del suddetto sito di compostaggio,  che lo rende attuale senza doverne mutare la destinazione d'uso con farraginosi procedimenti regionali. Infatti non si va a stravolgere il terreno con fantasiosi progetti di piazze, fontane od altro, ma a creare un sito dove realizzare in modo naturale del concime. &lt;br /&gt;Cosa che sui terreni di uso civico, già i nostri avi facevano, quando per eliminare i pochi rifiuti che all’epoca si producevano, li seppellivano in un fosso scavato nel terreno, per trasformarli in “humus” ricco di azoto ricavando concime, merce preziosa per l’epoca, e non sempre reperibile.&lt;br /&gt;La legge Calabria n° 18/07,parla di questa possibilità all'art. 23. &lt;br /&gt;Diversamente, ove non previsto dalle leggi regionali, si può far riferimento all'art. 23 della L. 1766 del 1927, che  recita: &lt;&lt;Gli assegnatari delle terre ripartite potranno riunirsi in consorzio per provvedersi più agevolmente dei mezzi necessari per utilizzarle e per godere dei vantaggi accordati dalle leggi. La riunione in consorzio sarà obbligatoria qualora il ministero dell'economia nazionale, su proposta del delegato tecnico, lo ritenga necessario per l'esecuzione di opere e servizi di interesse comune&gt;&gt;. &lt;br /&gt;Per le zone dove non è praticabile tale "escamotage legislativo", si ricorrerà alla procedura di mutamento di destinazione sui terreni che la prevedono, quelli di categoria “A”. &lt;br /&gt;Ma della legge Regione Calabria 18/07, ne parleremo meglio in una successiva occasione, sviscerando le innovazioni e le problematiche che contemporaneamente contiene in sé. &lt;br /&gt;Tornando alle possibili forme di economia praticabili sui terreni di uso civico, abbiamo la novità dell’ultim’ora. &lt;br /&gt;Un’altra nuova forma di valorizzazione per tali terreni è la possibilità offerta dal protocollo di Kyoto in merito ai cosiddetti "crediti di Carbonio". &lt;br /&gt;In pratica per limitare o contrastare l'eccessiva produzione di CO2, si fa ricorso a tale procedura che potremo semplificare così: chi produce CO2 (anidride carbonica - gas ritenuto responsabile dell’effetto serra), deve compensarla con un assorbimento della stessa. &lt;br /&gt;Ora le strade sono due, o ridurne le emissioni con costosissimi procedimenti di riqualificazione-ristrutturazione industriale, o recuperare fonti di O2 (ossigeno) altrove. &lt;br /&gt;E qui che si sta aprendo la nuova frontiera della corsa all'oro. &lt;br /&gt;Stavolta non più rappresentato dalla gialla materia, ma dai millenari boschi, per lo più di uso civico, delle nostre terre. &lt;br /&gt;I boschi fatta una somma algebrica tra la CO2 assorbita e quella prodotta, danno un fattore di credito in termini di CO2,  utilizzabile per compensare quella prodotta industrialmente.&lt;br /&gt; Esempio: un bosco di un ettaro produce per via della respirazione CO2 per un volume di 1 tonnellata annua. Di contro, è capace di assorbire, sempre a causa della fotosintesi, CO2 per un valore di 11 tonnellate annue. Per cui da 11-1 si ha un bilancio positivo di 10 tonnellate annue di CO2 che vengono “smaltite” dal nostro bel bosco. &lt;br /&gt;Questo comporta la possibilità di avere, nell’ambito dei complessi meccanismi di controllo del protocollo di Kyoto, un valore misurato in “crediti di carbonio”, concorrenti a rispettare le soglie di emissione. Ovvero si rispetta la soglia di emissione, pur producendo la stessa quantità di gas CO2,  che però viene assorbito dai boschi di cui si è proprietari o utilizzatori. E’ un meccanismo complesso che eventualmente affronteremo in una successiva discussione, sul tema specifico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-7585398097378665442?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/7585398097378665442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/7585398097378665442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2010/03/relazione-del-dott-venneri-al-convegno.html' title='RELAZIONE DEL DOTT. VENNERI AL CONVEGNO DI ROSSANO (CS) DEL 22.3.2010'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-4818163231102504370</id><published>2010-03-19T09:53:00.001+01:00</published><updated>2010-03-19T10:00:04.207+01:00</updated><title type='text'>FARMVILLE - UN GIOCO TELEMATICO SULLA TERRA</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/S6M7rS7CpeI/AAAAAAAAAPA/MbZvPy0l7ts/s1600-h/farmville.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 149px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/S6M7rS7CpeI/AAAAAAAAAPA/MbZvPy0l7ts/s400/farmville.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5450265589048321506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-4818163231102504370?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/4818163231102504370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/4818163231102504370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2010/03/farmville-un-gioco-telematico-sulla.html' title='FARMVILLE - UN GIOCO TELEMATICO SULLA TERRA'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/S6M7rS7CpeI/AAAAAAAAAPA/MbZvPy0l7ts/s72-c/farmville.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-5187120831689770429</id><published>2010-03-16T14:27:00.002+01:00</published><updated>2010-03-16T14:33:44.090+01:00</updated><title type='text'>VOLER BENE ALL'ITALIA - MANIFESTAZIONE DEL 9 MAGGIO 2010</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/S5-Iq7xpNSI/AAAAAAAAAO4/kQuaFdvMxcI/s1600-h/banner_590x230_PGI.gif"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 217px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/S5-Iq7xpNSI/AAAAAAAAAO4/kQuaFdvMxcI/s400/banner_590x230_PGI.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449224345323386146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;VOLER BENE ALL’ ITALIA&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Domenica 9 Maggio torna Voler Bene all’ Italia, la festa dei piccoli comuni italiani che celebra la forza di questi territori, per riscoprirne tesori, paesaggi, saperi e sapori.&lt;br /&gt;Il CESDUCIM partecipa all'iniziativa con una passeggiata nel verde cilentano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.piccolagrandeitalia.it/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-5187120831689770429?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5187120831689770429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5187120831689770429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2010/03/voler-bene-allitalia-manifestazione-del.html' title='VOLER BENE ALL&apos;ITALIA - MANIFESTAZIONE DEL 9 MAGGIO 2010'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/S5-Iq7xpNSI/AAAAAAAAAO4/kQuaFdvMxcI/s72-c/banner_590x230_PGI.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-2955125798787534131</id><published>2009-12-31T16:45:00.001+01:00</published><updated>2009-12-31T16:48:55.146+01:00</updated><title type='text'>IL c.d. FEDERALISMO DEMANIALE RIGUARDA ANCHE GLI USI CIVICI ? DUBBI E PERPLESSITA'</title><content type='html'>da Repubblica del 31.1.2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ECONOMIA &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il decreto di fine anno trasferisce agli enti locali il patrimonio demaniale da vendere&lt;br /&gt;Corsia preferenziale per i costruttori. La denuncia dei Verdi: "Una speculazione"&lt;br /&gt;Caserme, castelli, spiagge&lt;br /&gt;saldi di Stato sul territorio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di GIOVANNI VALENTINI&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA - Si annuncia come la più colossale svendita di Stato che sia stata mai concepita. Altro che privatizzazioni all'inglese, modello Thatcher o Blair. Qui siamo alla liquidazione totale del demanio statale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si svende un enorme patrimonio pubblico che appartiene a tutti i cittadini: settentrionali e meridionali, ricchi e poveri, di destra e di sinistra. &lt;br /&gt;Il decreto legislativo sul cosiddetto "federalismo demaniale", varato dal Consiglio dei ministri alla vigilia di Natale e rimesso ora all'esame delle competenti Commissioni parlamentari, prevede il trasferimento dei beni statali a Comuni, Province e Regioni, con la dismissione in massa di edifici pubblici, caserme e altre installazioni militari, terreni, spiagge, fiumi, laghi, torrenti, sorgenti, ghiacciai, acquedotti, porti e aeroporti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E come denuncia il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, una volta approvato definitivamente potrebbe innescare "la più grande speculazione edilizia e immobiliare nella storia della Repubblica". &lt;br /&gt;Sono in tutto sette gli articoli del provvedimento, presentato dal ministro della Semplificazione Normativa, il leghista Roberto Calderoli. Un grimaldello legislativo per forzare la "mano morta" che blocca, come si legge nella relazione introduttiva, "un patrimonio abbandonato e improduttivo". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma proprio in nome della semplificazione e della valorizzazione, due esigenze entrambe apprezzabili, si rischia in realtà di scardinare una cassaforte che contiene beni collettivi inalienabili: compresi quelli "assoggettati a vincolo storico, artistico e ambientale che non abbiano rilevanza nazionale", come si legge all'articolo 4. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'opposizione dei Verdi, a cui non possono non aderire gli ambientalisti più avvertiti e sensibili, punta in particolare contro due norme considerate devastanti. La prima (art.5, comma b) stabilisce che la delibera del piano di alienazione e valorizzazione da parte del Consiglio comunale "costituisce variante allo strumento urbanistico generale": in pratica, un meccanismo automatico di modifica dei piani regolatori, al di fuori di qualsiasi logica e programmazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'altra norma controversa è quella che semplifica le procedure per l'attribuzione dei beni statali ai fondi immobiliari (art. 6): "Si tratta - commenta Bonelli - di un maxi-regalo alle grandi famiglie dei costruttori che hanno già saccheggiato il territorio italiano, attraverso lo sfruttamento del territorio e la speculazione edilizia". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In attesa di un censimento completo, previsto dallo stesso provvedimento, i dati dell'Agenzia del demanio registrano 30 mila beni in gestione, di cui 20 mila edifici (67%) per 95 milioni di metri cubi e 10 mila terreni (33%) per 150 milioni di metri quadrati. Il demanio militare occupa lo 0,26% del territorio nazionale, pari a 783 chilometri quadrati, prevalentemente in Friuli Venezia Giulia e in Sardegna, dove si trova il poligono di Capo Teulada (72 chilometri quadrati). Seguono, con superfici minori, il Lazio e la Puglia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno può negare onestamente che buona parte di questo ingente patrimonio versi in stato di abbandono, affidato all'incuria o comunque alla mancanza di risorse per la sua valorizzazione. Dallo Stato centrale agli enti locali, spesso si gioca allo scaricabarile, nell'incertezza delle competenze e delle responsabilità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il trasferimento in blocco di questi beni ai Comuni, alle Province e alle Regioni, allo scopo dichiarato di fare cassa, minaccia di impoverire alla fine la ricchezza nazionale in funzione di un malinteso federalismo, come se un certo pezzo d'Italia fosse proprietà esclusiva di una determinata comunità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ha il diritto di stabilire, per esempio, che una spiaggia della Sardegna, della Sicilia o della Puglia appartiene soltanto a quella Regione? Chi ha l'autorità di alienare un bene storico, artistico o ambientale d'interesse locale? E ancora, chi può disporre di infrastrutture come acquedotti, porti e aeroporti, che per loro natura servono aree più ampie ed estese? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di là della necessità di rispettare i piani urbanistici, se non altro per evitare l'impatto negativo di varianti automatiche, è auspicabile dunque che il decreto legislativo sul "federalismo demaniale" venga modificato e corretto durante l'iter parlamentare, come reclamano i Verdi, almeno su due punti fondamentali: da una parte, l'esclusione dei beni storici e artistici dall'elenco delle dismissioni; dall'altra, l'introduzione dei vincoli di destinazione e uso per i terreni o gli edifici statali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è concepibile cedere un castello o un museo a un soggetto privato, solo perché il bene in questione non è considerato di "rilevanza nazionale". Mentre si può pensare di alienare legittimamente un'area abbandonata o una caserma, purché venga destinata a funzioni sociali: ospedali, centri di assistenza, istituti scolastici, parchi pubblici o impianti sportivi. Altrimenti, più che di semplificazione e valorizzazione, si dovrà parlare - appunto - di svendita e liquidazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© Riproduzione riservata (31 dicembre 2009)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-2955125798787534131?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2955125798787534131'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2955125798787534131'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2009/12/il-cd-federalismo-demaniale-riguarda.html' title='IL c.d. FEDERALISMO DEMANIALE RIGUARDA ANCHE GLI USI CIVICI ? DUBBI E PERPLESSITA&apos;'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-5111908672614901434</id><published>2009-11-02T09:46:00.001+01:00</published><updated>2009-11-02T09:51:11.477+01:00</updated><title type='text'>RISCHIO IDROGEOLOGICO PER I TERRENI DEL SALERNITANO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/Su6demUiSII/AAAAAAAAAOo/v6omhAgV2y4/s1600-h/FRANA.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399426152272119938" style="WIDTH: 129px; CURSOR: hand; HEIGHT: 97px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/Su6demUiSII/AAAAAAAAAOo/v6omhAgV2y4/s400/FRANA.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;dossier da Corriere.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A rischio idrogeologico il 99% dei comuni salernitani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Legambiente e Protezione Civile: Le amministrazioni municipali non rispettano i vincoli edificatori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SALERNO — L’ultimo rap&amp;shy;porto «Ecosistema Rischio», stilato da Legambiente Cam&amp;shy;pania, boccia la provincia di Salerno Che, rispetto alle altre quattro province campane, conta 157 su 158 comuni a ri&amp;shy;schio idrogeologico. «Il 99% della amministrazioni locali sono a rischio» sostiene l’as&amp;shy;sociazione ambientalista, che, nella consueta relazione an&amp;shy;nuale, assegna la maglia nera proprio alla provincia di Saler&amp;shy;no. Denunciando che l’81% delle amministrazioni che hanno risposto al monitorag&amp;shy;gio avviato da Legambiente ha reso edificabili aree golena&amp;shy;li, alvei di fiumi e aree a ri&amp;shy;schio frana. In alcuni comuni salernita&amp;shy;ni (il 25% per la precisione) ci sono interi quartieri nati in zo&amp;shy;ne rosse. E non solo. Nelle zo&amp;shy;ne a rischio idrogeologico so&amp;shy;no sorte anche strutture e fab&amp;shy;bricati industriali «con grave rischio — emerge dall’inchie&amp;shy;sta effettuata da Operazione Fiumi, la campagna di sensibi&amp;shy;lizzazione e prevenzione orga&amp;shy;nizzata da Legambiente e dal dipartimento della Protezio&amp;shy;ne civile — non solo per l’in&amp;shy;columità dei dipendenti, ma anche per eventuali sversa&amp;shy;menti di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni». Gli ambientalisti lanciano così una pesante denuncia su un presunto legame tra gli abusi edilizi edificati in zone a ri&amp;shy;schio idrogeologico e l’inqui&amp;shy;namento delle falde acquifere e del territorio. Alta la percentuale delle scuole costruite in zone a ri&amp;shy;schio. La settimana scorsa a stilare una mappa degli istitu&amp;shy;ti scolastici realizzati in aree da bollino rosso ci ha pensato l’Ance Salerno dopo la pubbli&amp;shy;cazione dei dati emersi da una indagine della Cresme su commissione Dexia Crediop. Individuando ben 162 edifici a rischio tra scuole e ospedali e piazzando Salerno al terzo posto nella classifica dei co&amp;shy;muni con il maggior numero di edifici pubblici realizzati in zone a rischio. Il rapporto di Legambiente Campania lancia, poi, l’affon&amp;shy;do finale, non salvando nean&amp;shy;che uno dei comuni della pro&amp;shy;vincia salernitana. Anzi, dise&amp;shy;gnando una mappa del territo&amp;shy;rio provinciale che desta anco&amp;shy;ra più allarme e preoccupazio&amp;shy;ne, perché nel monitoraggio capillare dell’associazione am&amp;shy;bientalista finiscono anche al&amp;shy;berghi e campeggi. Tutto ciò sarebbe stato possibile, secon&amp;shy;do il dipartimento della Prote&amp;shy;zione civile, anche in dispre&amp;shy;gio dei vincoli edificatori che, almeno nei vari piani regola&amp;shy;tori generali dei singoli comu&amp;shy;ni, compaiono. Ma, anche sul versante urbanistico, i conti non tornano. Perché, se da un lato il 76% delle amministrazioni comu&amp;shy;nali impone vincoli edificato&amp;shy;ri nei piani regolatori, dall’al&amp;shy;tro lato la percentuale aumen&amp;shy;ta (arrivando fino all’81%) se si considerano i comuni che hanno permesso la realizza&amp;shy;zione proprio nelle aree a ri&amp;shy;schio. Di delocalizzazioni, poi, neanche a parlarne. Solo nell’otto per cento dei casi so&amp;shy;no state avviate le procedure per trasferire le abitazioni in aree sicure. Per gli impianti in&amp;shy;dustriali, invece, nessuna de&amp;shy;localizzazione. «Ancora una volta constatiamo come i co&amp;shy;muni della Campania non ab&amp;shy;biano complessivamente mes&amp;shy;so le tematiche di prevenzio&amp;shy;ne di alluvioni e frane tra le priorità del loro lavoro» com&amp;shy;menta Paola Tartabini, porta&amp;shy;voce di Operazione Fiumi.&lt;br /&gt;Angela Cappetta © RIPRODUZIONE RISERVATA 02 novembre 2009&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-5111908672614901434?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5111908672614901434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5111908672614901434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2009/11/rischio-idrogeologico-per-i-terreni-del.html' title='RISCHIO IDROGEOLOGICO PER I TERRENI DEL SALERNITANO'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/Su6demUiSII/AAAAAAAAAOo/v6omhAgV2y4/s72-c/FRANA.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-5662483682321207691</id><published>2009-10-24T21:39:00.002+02:00</published><updated>2009-10-27T17:52:01.467+01:00</updated><title type='text'>USI CIVICI. IL CASO CASTELSANDRA IN CAMPANIA</title><content type='html'>segnalato dal dott. Venneri&lt;br /&gt;23/10/2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Castellabate. Hotel Castelsandra: il Consiglio di Stato (IV Sezione) ha bloccato (per il momento) le ruspe di Comune, Regione ed Ente Parco, gli enti che stavano per attivare le procedure di esecuzione delle opere di demolizione di 25 villette abusive. I giudici romani di Palazzo Spada hanno accolto la domanda cautelare, proposta in calce al ricorso di appello, e, per l’effetto, hanno sospeso l’efficacia della sentenza (è la numero 19 del 12 gennaio 2009) del Tar di Salerno di rigetto del ricorso della società (in liquidazione) Hotel Castelsandra di Romano Leonilde &amp;amp; C. Sas. Con l’ordinanza depositata mercoledì scorso, il Consiglio di Stato ha considerato che l’azione amministrativa del Comune, volta a dare esecuzione al progetto di demolizione del 1° lotto delle opere edilizie abusive del complesso Hotel Castelsandra, la cui legittimità è stata statuita dalla sentenza impugnata con l’attuale gravame, pone problematiche che meritano particolare approfondimento. Tutto avverrà con la sentenza definitiva di merito, appunto. In particolare, ad avviso del collegio giudicante, l’indagine giuridica deve riguardare la valenza del verdetto del Commissario degli usi civici, la pendenza della istanza di alienazione dei beni, la pendenza delle istanze di condono edilizio, il titolo abilitativo che si sarebbe formato per silenzio assenso e la competenza della giunta comunale a disporre la misura sanzionatoria. Il Consiglio di Stato, inoltre, ha evidenziato che, sotto il profilo del danno, la disposta demolizione integra gli estremi del grave ed irreparabile pregiudizio, che la società Hotel Castelsandra verrebbe a patire in conseguenza della esecutività della sentenza appellata di primo grado (non sospesa), Dopo la sentenza del Tar, favorevole al Comune, aveva ripreso efficacia la gara di appalto di abbattimento delle villette, aggiudicata a dicembre del 2007 all’Ati Areda Insalata-Manna. Il relativo progetto, approvato dalla giunta guidata dal sindaco Costabile Maurano, era stato finanziato dalla Regione per 600mila euro. Le 25 villette abusive sorgono sull’area, appartenente al demanio, circostante l’Hotel Castelsandra, nel 1992 confiscato dal Tribunale di Napoli perché il socio Antonio Agizza, ora deceduto, aveva legami con il clan camorristico dei Nuvoletta. Due anni dopo, la Corte di Cassazione assolveva con formula piena l’Agizza, imputato del reato di partecipazione ad associazione a delinquere di stampo mafioso, e qualche tempo dopo la Corte di appello di Napoli annullava la confisca degli immobili, transitati, nel frattempo, nella disponibilità dell’Agenzia del Territorio. Il Comune ha più volte ribadito la volontà di conservare le opere non abusive del complesso immobiliare Castelsandra e di destinarle a fini di pubblico interesse. Il ricorso in Consiglio di Stato della società Hotel Castelsandra é stato presentato dall’avvocato Lorenzo Lentini. Nella causa sono intervenuti gli avvocati Roberto Giuffrida (Comune) e Lidia Buondonno (Regione). Il collegio giudicate romano era composto dal presidente ff Pier Luigi Rodi, dall’estensore Giuseppe Romeo e dai consiglieri Antonino Anastasi, Sergio De Felice e Sandro Aureli.&lt;br /&gt;Sabato Leo da Il Mattino&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-5662483682321207691?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5662483682321207691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5662483682321207691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2009/10/usi-civici-il-caso-castelsandra-in.html' title='USI CIVICI. IL CASO CASTELSANDRA IN CAMPANIA'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-754469864234769629</id><published>2009-10-12T14:07:00.008+02:00</published><updated>2009-11-02T19:25:03.556+01:00</updated><title type='text'>PREMIO NOBEL A ELINOR OSTROM STUDIOSA DI USI CIVICI E PROPRIETA' COLLETTIVE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/StQvHjsHZ1I/AAAAAAAAAOg/_kpW_bQw2tE/s1600-h/ostrom.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5391986460755191634" style="WIDTH: 162px; CURSOR: hand; HEIGHT: 227px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/StQvHjsHZ1I/AAAAAAAAAOg/_kpW_bQw2tE/s400/ostrom.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"....&lt;em&gt;&lt;strong&gt;per aver dimostrato come la proprietà pubblica possa essere gestita dalle associazioni di utenti....." &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;osservazione del Cesducim:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;(forse allora mi permetto di ri-sottolineare sulla vecchia diatriba usi civici-proprietà collettive che la c.d. proprietà collettiva è una proprietà pubblica)&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;da corriere.it&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;Premiati per le loro ricerche sull'organizzazione della cooperazione nella governance&lt;br /&gt;Assegnato a&lt;strong&gt; Elinor Ostrom&lt;/strong&gt; e Oliver Williamson il Nobel per l'Economia&lt;br /&gt;La Ostrom, 76 anni, statunitense, è la prima donna ad aver vinto il riconoscimento nella categoria Elinor Ostrom (a destra) e Oliver Williamson STOCCOLMA (SVEZIA) - Elinor Ostrom e Oliver Williamson , entrambi statunitensi, hanno vinto il premio Nobel per l'economia 2009. Sono stati premiati per le loro ricerche sull'organizzazione della cooperazione nella governance economica.&lt;br /&gt;OSTROM - La Ostrom, 76 anni, è la prima donna ad essersi aggiudicata il prestigioso riconoscimento per quanto riguarda l'econonomia. La Olstrom, che insegna alla Indiana University di Bloomington, negli Usa, è una delle massime studiosi delle conseguenze del rapporto tra gli uomini e l'ambiente in particolare delle gestione delle risorse comuni e di come siano state creati nei secoli delle apposite istituzioni per la gestione delle stesse.&lt;br /&gt;WILLIAMSON - Oliver Williamson, 77 anni, che insegna a Berkeley, nella University of California, è invece il creatore della cosidetta Economia Neo-Istituzionalista. Williamson sostiene che ogni organizzazione economica nasce dal tentativo di minimizzare costi di transazione in contesti caratterizzati da contratti incompleti, investimenti specifici, razionalità limitata e opportunismo. Tale circostanza comporta che ogni organizzazione economica soffre di un problema di contrattazione incompleta.&lt;br /&gt;IL RICONOSCIMENTO - La Ostrom, spiega il comitato, «ha dimostrato come le comproprietà possono essere gestite in maniera efficace delle associazioni di utenti». Oliver E. Williamson, ha vinto invece «per la sua analisi della governance economica, in particolare i confini di un'impresa». Con i suoi studi, spiega la motivazione, Williamson «ha mostrato che i mercati e le organizzazioni gerarchiche, a riflesso di quanto avviene nelle aziende, hanno delle strutture di governance alternative che si differenziano per il modo diverso di risolvere i conflitti di interesse». Insieme al premio ai due vincitori vanno 10 milioni di corone svedesi, che equivalgono a poco meno di 1 milione di euro.&lt;br /&gt;OAS_AD('Bottom1');&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;dal sole 24 ore&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per sbloccare il potenziale umano serve un'apertura del settore pubblico e di quello privato che incoraggi la soluzione dei problemi da parte dei singoli individui in tutti gli aspetti dell'esistenza. In materia di fornitura e produzione di beni privati - beni relativamente facili da impacchettare e senza grosse esternalità - sappiamo che creare un mercato aperto e competitivo conduce a un incremento degli investimenti e dell'innovazione e a una diminuzione dei prezzi per i consumatori. L'imprenditorialità gioca un ruolo chiave nel settore privato, perché scopre metodi per mettere insieme fattori produttivi eterogenei in modi nuovi e complementari, data la disponibilità di risorse e tecnologia. Nel settore privato, la ricerca del profitto è la spinta trainante per gli imprenditori privati.La fornitura di beni pubblici esige istituzioni diverse da un mercato aperto e competitivo. Sono necessarie istituzioni che incoraggino l'azione collettiva e scoraggino il free-riding. Anche il mercato non è un'istituzione affidabile se mancano regole sulla proprietà, tribunali e polizia.Il linguaggio usato da molti analisti divide il ricco mondo delle istituzioni in una dicotomia improduttiva di "mercato" contro "Stato". Mentre i mercati sono considerati ambiti pubblici e aperti, dove individui e aziende competono tra loro, il settore pubblico viene raffigurato come una gerarchia verticistica con poco spazio per la soluzione dei problemi, se non da parte dei funzionari pubblici di grado più alto. Per sbloccare il potenziale umano, dobbiamo sbloccare il nostro modo di concepire gli assetti istituzionali non di mercato. Dobbiamo aprire il settore pubblico all'imprenditorialità e all'innovazione.Considerando che i benefici dei beni pubblici e delle risorse comuni sono sparpagliati all'interno di una comunità, molti studiosi ignorano la possibilità che imprenditori pubblici locali inventino metodi efficaci per la coproduzione di questi beni e servizi essenziali. Per altro verso, molti studiosi mettono l'accento sulla necessità di leadership nel settore pubblico. Gli studi approfonditi che abbiamo condotto sulla fornitura di servizi nei centri urbani e delle risorse comuni hanno ripetutamente riscontrato comunità di individui, nelle aree urbane e rurali, che si sono autorganizzati per fornire e coprodurre servizi locali di livello sorprendentemente buono considerando le limitazioni con cui devono fare i conti. Molti analisti politici partono dal presupposto che, senza importanti risorse esterne e pianificazione dell'alto, è impossibile fornire beni pubblici e risorse comuni sostenibili. Un simile presupposto assoluto è sbagliato. Se è vero che è sempre difficile trovare metodi efficaci per fornire questi servizi, gli imprenditori pubblici che lavorano a stretto contatto con i cittadini spesso trovano nuovi modi di mettere insieme i servizi, usando un mix di talenti e risorse locali.L'idea preconcetta che i locali non possano occuparsi dei problemi del settore pubblico ha portato in tutto il mondo all'adozione di leggi che assegnano la responsabilità dei servizi pubblici locali a enormi dipartimenti amministrativi dello Stato, spesso non provvisti delle risorse per portare a termine il loro compito. Non è così che si è sviluppata l'Europa. La legislazione contemporanea, che attribuisce ai governi regionali o nazionali la responsabilità dei beni pubblici e delle risorse comuni a livello locale, sottrae ai cittadini l'autorità di risolvere problemi che sono differenti da una località all'altra. Dobbiamo sbloccare le loro capacità e metterli nelle condizioni di essere riconosciuti come cittadini e funzionari pubblici locali con il potere e l'autorità di prendere misure per risolvere problemi locali. Dobbiamo concepire il settore pubblico come un sistema policentrico, e non come una gerarchia monocentrica.&lt;br /&gt;Tratto da «Unlocking Public Entrepreneurship and Public Economies» (2005)&lt;br /&gt;(Traduzione di Fabio Galimberti)&lt;br /&gt;13 ottobre 2009&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.iu.edu/nobel/"&gt;http://www.iu.edu/nobel/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-754469864234769629?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/754469864234769629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/754469864234769629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2009/10/premio-nobel-elinor-ostrom-studiosa-di.html' title='PREMIO NOBEL A ELINOR OSTROM STUDIOSA DI USI CIVICI E PROPRIETA&apos; COLLETTIVE'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/StQvHjsHZ1I/AAAAAAAAAOg/_kpW_bQw2tE/s72-c/ostrom.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-2859393520227347442</id><published>2009-09-27T11:34:00.004+02:00</published><updated>2009-11-29T11:48:14.951+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>(EVENTO MY PARK 2009-CESDUCIM ASCEA 26 SETTEMBRE 2009)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;pubblichiamo la Relazione del Dott. LEONARDO GIAMBATTISTA VENNERI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Poi che la carità del natio locomi strinse, raunai le fronde spartee rende' le a colui, ch'era già fioco. Indi venimmo al fine ove si partelo secondo giron dal terzo, e dovesi vede di giustizia orribil arte. A ben manifestar le cose nove,dico che arrivammo ad una landache dal suo letto ogne pianta rimove. La dolorosa selva l'è ghirlandaintorno, come 'l fosso tristo ad essa;quivi fermammo i passi a randa a randa. Lo spazzo era una rena arida e spessa,non d'altra foggia fatta che coleiche fu da' piè di Caton già soppressa. O vendetta di Dio, quanto tu deiesser temuta da ciascun che leggeciò che fu manifesto a li occhi mei! D'anime nude vidi molte greggeche piangean tutte assai miseramente,e parea posta lor diversa legge. violenti controSupin giacea in terra alcuna gente, DIO alcuna si sedea tutta raccolta, ARTEe altra andava continüamente. NATURAQuella che giva 'ntorno era più molta,e quella men che giacëa al tormento,ma più al duolo avea la lingua sciolta. Sovra tutto 'l sabbion, d'un cader lento,piovean di foco dilatate falde,come di neve in alpe sanza vento".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avrete riconosciuto l’incipit del XIV Canto dell’Inferno, tratto dalla Divina Commedia di Dante Alighieri. Siamo nel terzo girone del settimo cerchio, e da qui fino al XVII Canto, si narra di color che “fanno forza ne la deitade, spregiando natura e sua bontade”, ovvero i violenti contro Dio, Natura ed Arte. Chi sono costoro che Dante indica tra i violenti contro natura ed arte, puniti da una pioggia di fuoco, è ben chiaro. Pur tuttavia, è mia opinione pensare che se il Sommo Poeta fosse vissuto ai giorni nostri, avrebbe indicato tra questi, non i sodomiti e gli usurai, bensì i violenti contro la natura intesa come ambiente, vale a dire i devastatori della natura, i deturpatori del paesaggio, coloro che inquinano le risorse naturali, gli speculatori edilizi, coloro insomma, che si fan spregio della natura, mossi solo dalla sete di danaro . Ed è di questo che vogliamo parlare, del rispetto, rispetto della natura, e delle leggi. Partendo dal generale, fino ad arrivare al particolare, ovvero al tema odierno.&lt;br /&gt;Una recente pronunzia del Consiglio di Stato, datata 10 settembre 2009, recentissima quindi, sancisce, e si spera definitivamente, come le ragioni della tutela del paesaggio, siano prevalenti sull’attività imprenditoriale. Ora, sia il paesaggio che l’attività imprenditoriale sono tutelati dalla costituzione (Art. 9 e art. 41) ma con questa decisione, la n° 5459/2009, il Consiglio di Stato sez. VI, ha stabilito delle priorità, o meglio ha indicato come interesse prevalente da tutelare, il paesaggio. Il passaggio chiave è quello finale: “ … la previsione regionale, di particolare rigore, trova piena giustificazione nell’esigenza di salvaguardare un paesaggio di incomparabile bellezza, che ha già subito attentati a causa della propensione italica ad una edificazione indiscriminata. Nella valutazione comparativa di contrapposti interessi, quello generale alla salvaguardia del paesaggio anche a tutela delle generazioni future, e quello individuale e imprenditoriale allo sviluppo degli insediamenti turistici, trova piena legittimità costituzionale la previsione regionale, estesa anche alle lottizzazioni in corso”.&lt;br /&gt;In pratica contro la propensione tutta italiana di cementificare ogni luogo, la norma di salvaguardia regionale, nel proteggere l’ambiente, supera ampiamente qualsiasi censura di costituzionalità, pure ventilata dalla parte ricorrente, (per inciso nel frattempo c’è stata una pronunzia della Consulta, la n° 51 del 10 febbraio 2006 che ha ribadito la competenza della Sardegna a legiferare in materia di paesaggio vincolandola solo all’art. 3 Cost, riferito alle riforme economico-sociali) Altro spunto di interesse notevole, è che il paesaggio, quindi il territorio, va tutelato per le generazioni future. E’ un patrimonio che non deve essere dilapidato dall’uomo che vive il presente, ma valorizzato anche e soprattutto per chi deve venire in futuro, le nuove generazioni appunto. Ed in quest’ottica si inserisce il tema odierno. Pienamente rappresentato dalla sentenza precedente. L’uso civico è, come spesso ho ripetuto, un baluardo, un muro difensivo contro gli appetiti di amministratrici ed amministratori dell’ultim’ora ( il riferimento al gentil sesso è anche perché poche ore fa una sentenza del TAR Puglia ha annullato una giunta provinciale formata da soli uomini, senza donne, per cui mi adeguo…). Il paesaggio di cui al codice Urbani (D. Lgs 42/2004) ben comprende i terreni gravati da usi civici, che sono comunque tutelati dalle forme di utilizzo previste dalla L.R Campania 11/1981, nella misura in cui i mutamenti di destinazione sono temporanei e limitati nel tempo al fine per cui si chiede, e la previsione dell’esproprio è solo per interessi sovranazionali. Correttamente l’attività di agriturismo, leggendo l’articolo 1 della Legge Regione Campania n° 15 del 6 novembre 2008 “Disciplina per l’attività di Agriturismo”, si presta ad essere esercitata sui terreni di uso civico, in quanto completamente compatibile con la nuova normativa, ed anche perché proprio qui ad Ascea era presente lo “ius casalinandi”, ovvero il diritto di costruire ricoveri per deporvi attrezzi in vista della stagione del raccolto, o delle transumanze. Orbene tale uso già esistente legittima la previsione dell’utilizzo di tali terreni per attività agrituristiche, anche senza, ma qui sarebbe necessario un più approfondito studio, dicevo anche senza l’autorizzazione al mutamento di destinazione, purchè si rispettino i dettami di cui all’art. 6 L.R 11/81, ovvero la concessione a cooperative locali. Inutile ribadire che ogni profitto deve essere reinvestito sempre sui terreni stessi ed alle attività loro collegati (art. 8) senza possibilità di altro utilizzo. Ritengo necessaria però, la previsione della stessa, ad abundantiam, nei regolamenti comunali per l’esercizio degli usi civici. Regolamenti che in provincia di Salerno, hanno pochissimi comuni e che sono obbligatori, pena il commissariamento. Il dato preciso è che dei 153 comuni della provincia salernitana, ben 145 hanno terreni di uso civico. Di questi, forse circa 18 hanno i regolamenti.&lt;br /&gt;In ultimo si richiami l’attenzione degli enti preposti al corretto svolgimento dell’attività agrituristica, in ossequio alla nuova normativa regionale, in particolare all’articolo 10, che disciplina la connessione e la prevalenza. Per cui non si abbiano a vedere agriturismi sorti su terreni di uso civico che propongono nei loro menù piatti a base di molluschi, crostacei, ecc., chiaramente prodotti non di loro produzione, né tantomeno agriturismi che diventino poi dei veri e propri hotels, tanto da poter ospitare ricevimenti da centinaia di persone. Sarebbe una doppia violazione di legge, prima della Legge sugli usi civici, che non permetterebbe l’esercizio di tale attività industriale, poi della legge in materia di agriturismo. Su questo devono esercitare le proprie competenze gli enti preposti:comuni provincie e regioni, in osservanza degli articoli 4, 5, e 6 della precitata Legge Regionale 15/2008. Ribadisco quanto già dissi in altre occasioni, e cioè che ogni violazione di legge in materia di usi civici, può configurare una violazione all’art. 9 della Cost, che tutela il paesaggio, oltre che di altre leggi in materia ambientale, per cui ci si potrebbe appellare all’art. 141 comma 1 lettera “A” del D.Lgs 267/2000 (Testo Unico Enti Locali) e all’ Art. 126 Cost. che prevedono lo scioglimento rispettivamente dei consigli comunali e regionali.&lt;br /&gt;Spiace ricordare che la provincia non ha competenze specifiche in materia, salvo che quelle di controllo sui reati ambientali, con la polizia provinciale, e sulle attività commerciali, tramite l’ufficio annona, oltre quelle già ricordate poc’anzi.&lt;br /&gt;Per tanto si è detto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-2859393520227347442?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2859393520227347442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2859393520227347442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2009/09/agriturismo-ed-usi-civici-evento-my.html' title=''/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-5436490339198225056</id><published>2009-09-07T16:26:00.008+02:00</published><updated>2009-09-16T11:26:10.691+02:00</updated><title type='text'>EVENTO NEL PARCO NAZIONALE DEL CILENTO</title><content type='html'>Università degli Studi di Salerno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dipartimento di Diritto pubblico generale&lt;br /&gt;e teoria delle istituzioni&lt;br /&gt;Cattedra di Diritto Costituzionale m/z&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Centro studi sugli usi civici e i demani nell’Italia Meridionale&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cesducim.blogspot.com/"&gt;http://www.cesducim.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;con il patrocinio del Collegio dei Geometri di Salerno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 26 settembre 2009 ore 10,30&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AGRITURISMO E USI CIVICI&lt;br /&gt;evento my park 2009&lt;br /&gt;Incontro-forum di discussione sull’utilizzo dei terreni di uso civico per attività agrituristiche per i giovani del Parco del Cilento e altre problematiche tipiche dell'uso civico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;saluti delle autorità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assessore all'Agricoltura, Foreste, Incendi boschivi, Tutela degli animali&lt;br /&gt;della Provincia di Salerno,&lt;br /&gt;dott. Miano Mario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;intervengono&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emanuele Salsano, Ciro Robustelli, Luigi Cesare Oliveti, Pietro D’Angiolillo, Giovanni Clemente, Giuseppe Di Genio, Giovanbattista Venneri, Francesco Tomasco, Michele Labriola, Ignazio Formosa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agriturismo “La Casa Vecchia”&lt;br /&gt;Via Piano della Torre&lt;br /&gt;Ascea paese (direzione Pisciotta)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;0974972196&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3356797337&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-5436490339198225056?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5436490339198225056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5436490339198225056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2009/09/evento-del-parco-nazionale-del-cilento.html' title='EVENTO NEL PARCO NAZIONALE DEL CILENTO'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-2316585110743997792</id><published>2009-08-19T17:58:00.003+02:00</published><updated>2009-08-19T18:01:59.772+02:00</updated><title type='text'>PROGETTO MINISTERIALE DI CONCESSIONE DELLE TERRE DEMANIALI AI GIOVANI: IDEA INTERESSANTE MA GIA' PRESENTE NEI REGOLAMENTI DI USO CIVICO IN ITALIA</title><content type='html'>&lt;strong&gt;APPLICATO FINALMENTE DAL MINISTRO ZAIA IL MODELLO DI GESTIONE GIA' NOTO PER I TERRENI DEMANIALI DI USO CIVICO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="indice"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Terra e giovani, Zaia: il futuro dell’agricoltura italiana nasce ogni giorno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;30/07/2009&lt;br /&gt;"Il Piano nobile del Ministero ha da oggi i volti dei ragazzi che ho incontrato in questi mesi di Governo: per loro abbiamo pensato il progetto Terra e Giovani, approvato ieri dalla Camera dei Deputati insieme al Decreto anticrisi. Vogliamo così favorire e incentivare l'accesso delle giovani generazioni al mondo dell'agricoltura e al mercato fondiario. I ragazzi sono il futuro". Con queste parole il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha inaugurato la nuova galleria di immagini esposte nel Piano nobile del Ministero e raccolte nel volume "La terra siamo noi": i volti dei tanti giovani che il Ministro stesso ha incontrato in questi 15 mesi alla guida del dicastero di via XX settembre. L'inaugurazione è avvenuta alla presenza dei rappresentanti del mondo agricolo, dei dirigenti del Ministero, dell'ICQ, del Corpo Forestale dello Stato e dei Carabinieri Politiche Agricole e di due giovani, Devis Pilonato e Milva Zeoli, di 32 e 23 anni rispettivamente, che lavorano nelle aziende agricole delle loro famiglie e hanno raccontato la loro esperienza di giovani in agricoltura. Le immagini sono state presentate al pubblico oggi, simbolicamente il giorno dopo il via libera, da parte della Camera dei Deputati, al Decreto anticrisi contenente anche il progetto "Terra e Giovani", fortemente voluto dal Ministro Zaia e destinato ai giovani aspiranti imprenditori agricoli.Secondo tale progetto, che ora, insieme al Decreto, passerà al vaglio del Senato, l'Agenzia del demanio cederà in affitto i terreni, i beni agricoli di proprietà dello Stato e degli enti pubblici ai giovani agricoltori, sulla base degli indirizzi adottati con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze. Per monitorare l'andamento dell'iniziativa, sarà predisposta una relazione annuale, anche in vista di un possibile futuro acquisto da parte dei giovani delle terre affittate."Come Cornelia disse, riferendosi ai figli, cioè ai Gracchi, 'questi sono i miei gioielli', i giovani – ha detto ancora Zaia - sono il cuore pulsante del rilancio del settore. Oggi gli imprenditori con meno di 40 anni che guidano aziende agricole sono soltanto il 10% del totale. Dobbiamo far crescere questa percentuale, dare nuova linfa alla nostra agricoltura agevolando l'accesso dei giovani alle terre, che oggi costano troppo; al lavoro agricolo, che deve essere più remunerativo". L'incontro con la stampa di oggi è stata anche l'occasione per presentare il bilancio degli ultimi sei mesi di lavoro al Mipaaf e sottolineare i risultati raggiunti e gli obiettivi futuri."Voglio ricordare un provvedimento simbolico della nostra politica agricola – ha detto Zaia - quello sull'etichettatura dell'olio che segna l'inizio di una nuova stagione all'insegna della trasparenza e della sicurezza alimentare. Proseguiremo la nostra battaglia perché anche il latte abbia etichette trasparenti e chiare a tutela dei consumatori e del lavoro dei nostri produttori".&lt;br /&gt;› &lt;a title="Link esterno" href="http://www.agricolturaitalianaonline.gov.it/libro_ministero_web/"&gt;Leggi il volume "La terra siamo noi", donato ai giornalisti, consultabile on-line sul sito di AIOL&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-2316585110743997792?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2316585110743997792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2316585110743997792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2009/08/progetto-ministeriale-di-concessione.html' title='PROGETTO MINISTERIALE DI CONCESSIONE DELLE TERRE DEMANIALI AI GIOVANI: IDEA INTERESSANTE MA GIA&apos; PRESENTE NEI REGOLAMENTI DI USO CIVICO IN ITALIA'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-5673149850162824489</id><published>2009-07-18T17:39:00.002+02:00</published><updated>2009-07-29T12:51:58.528+02:00</updated><title type='text'>SUCCESSO DELLE REGOLE DI AMPEZZO DAVANTI AL TAR VENETO</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SnApyOd0lnI/AAAAAAAAAOA/kX-iVJXOkss/s1600-h/consulta.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5363833099051636338" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 201px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SnApyOd0lnI/AAAAAAAAAOA/kX-iVJXOkss/s400/consulta.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nuove centrali idroelettriche: accordo fra Regole e Regione davanti al T.A.R. (Cortina d’Ampezzo, 9 luglio 2009).Il Coordinamento Veneto della Consulta Nazionale della Proprietà Collettiva rende noto che, con delibera n° 1609 della Giunta Regionale del 9 giugno scorso, la Regione Veneto ha accolto le preoccupazioni del mondo della proprietà collettiva veneta riguardo ai nuovi impianti idroelettrici su territorio regionale.Lo scorso inverno la Consulta aveva promosso un ricorso davanti al T.A.R. Veneto – sostenuto da circa 30 Regole del Bellunese – contro una disposizione della Giunta Regionale che indicava nuove disposizioni per il settore idroelettrico.Con sua delibera del 30 dicembre 2008 (n° 4070), infatti, il Veneto prevedeva misure di agevolazione per chi intende progettare e realizzare centrali idroelettriche sul territorio regionale. Nelle more della decisione, però, era previsto che non fosse più necessario ottenere il consenso dei proprietari dei terreni attraversati dalle condotte o dalle opere edili; anzi, questi sarebbero stati espropriati dei loro terreni per scopi di interesse pubblico.Le Regole del Bellunese si sono opposte a questa decisione, ricorrendo appunto al tribunale amministrativo regionale per ricordare che il patrimonio storico regoliero è tutelato dalla legge all’inalienabilità e indivisibilità: esso ha destinazione perpetua a bosco e pascolo e non può essere ceduto a terzi. Vi si può però autorizzare un mutamento di destinazione per uso pubblico, con un adeguato indennizzo della comunità regoliera per i nuovi usi e per il maggior valore che i terreni acquisiscono con la trasformazione.La Regione Veneto, sollecitata dalla Consulta e da molte Regole, ha accolto le ragioni delle comunità e ha modificato recentemente le disposizioni sulle centrali idroelettriche. Con delibera di Giunta del 9 giugno scorso (n° 1609), la Regione ha perciò ribadito che, “nel caso in cui l’impianto interessi aree demaniali appartenenti al patrimonio indisponibile degli Enti pubblici, ovvero beni del patrimonio regoliero, la procedura espropriativa non è ammessa e, pertanto, il richiedente deve dimostrare, mediante atti idonei, la disponibilità del soggetto proprietario a concedere l’uso delle aree medesime”.Detto più chiaramente, se un imprenditore privato intende realizzare un impianto idroelettrico su proprietà regoliera, l’occupazione deve essere prima autorizzata dalla Regola interessata, che rimarrà comunque proprietaria dei terreni.Il T.A.R. ha quindi emesso una rapida sentenza di chiusura del contenzioso, in quanto la decisione regionale viene incontro alle richieste presentate al tribunale dalla Consulta.Soddisfazione è stata espressa in tutto il mondo regoliero per questa decisione della Giunta Regionale, che ha saputo interpretare le esigenze di difesa collettiva del territorio pur mantenendo gli obiettivi di un maggiore impegno nel settore delle energie rinnovabili.&lt;br /&gt;COMPLIMENTI AL DOTT. STEFANO LORENZI, strenuo difensore della proprietà collettiva&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-5673149850162824489?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5673149850162824489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5673149850162824489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2009/07/successo-delle-regole-di-ampezzo.html' title='SUCCESSO DELLE REGOLE DI AMPEZZO DAVANTI AL TAR VENETO'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SnApyOd0lnI/AAAAAAAAAOA/kX-iVJXOkss/s72-c/consulta.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-2638738324713381496</id><published>2009-07-14T15:02:00.006+02:00</published><updated>2009-12-04T13:22:58.135+01:00</updated><title type='text'>GAD-GRUPPO AVVOCATI DEMANIALISTI ITALIANI</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SnAp9JoVWbI/AAAAAAAAAOI/d393qT2la7E/s1600-h/80772.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5363833286732110258" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 306px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SnAp9JoVWbI/AAAAAAAAAOI/d393qT2la7E/s400/80772.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;ELENCO APERTO DEGLI AVVOCATI DEMANIALISTI ITALIANI CON LA CREAZIONE DI UN GRUPPO DI LAVORO E DI ADESIONE ALLE PROBLEMATICHE DEL DEMANIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISCRIZIONE LIBERA E GRATUITA&lt;br /&gt;&lt;a href="mailto:gdigenio@unisa.it"&gt;gdigenio@unisa.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;avv. Giuseppe Di Genio, Foro di Salerno&lt;br /&gt;avv. Luciano De Vita, Foro di Salerno&lt;br /&gt;avv. Antonio Conte, Foro di Avellino&lt;/div&gt;&lt;div&gt;avv. Giovanni Mascolo, Foro di Potenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;avv. Giovanni Trotta, Foro di Nocera Inferiore&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;avv. Tommaso Migliaccio, Foro di Catanzaro&lt;br /&gt;avv. Cristina Marsigliante, Foro di Rossano&lt;br /&gt;avv. Vincenzo Palopoli, Foro di Rossano&lt;br /&gt;avv. Nicola Candiano, Foro di Rossano&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-2638738324713381496?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2638738324713381496'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2638738324713381496'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2009/07/gad-gruppo-avvocati-demanialisti.html' title='GAD-GRUPPO AVVOCATI DEMANIALISTI ITALIANI'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SnAp9JoVWbI/AAAAAAAAAOI/d393qT2la7E/s72-c/80772.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-5510184791012385698</id><published>2009-05-21T19:19:00.001+02:00</published><updated>2009-05-21T19:21:48.440+02:00</updated><title type='text'>ABUSI NELL'AREA PARCO DEL CILENTO. DOSSIER DEL CODACONS. MOLTI DI QUEI TERRENI SONO ANCHE IN USO CIVICO MA NESSUNO LO DICE.</title><content type='html'>2°  DOSSIER  CILENTO DEL CODACONS SALERNO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’EMERGENZA  AMBIENTALE&lt;br /&gt;NEL  TERRITORIO  DEL  PARCO  NAZIONALE &lt;br /&gt;DEL  CILENTO  E  DEL  VALLO  DI  DIANO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Azioni dal 1 gennaio 2008 al 31 gennaio 2009)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOSSIER a cura di dell’Ufficio Legale del Codacons Campania Onlus&lt;br /&gt;Su iniziativa di:        Prof. Enrico Marchetti, Presidente Regionale&lt;br /&gt;                                 Avv. Pierluigi Morena, Responsabile Gruppo Tutela Ambiente Codacons&lt;br /&gt;Hanno collaborato: Avv. Raffaella D’Angelo, ufficio legale Codacons&lt;br /&gt;                               Avv. Maria Cristina Rizzo, ufficio legale Codacons&lt;br /&gt;                              Avv. Matteo Marchetti, ufficio legale Codacons&lt;br /&gt;                              Ing. Roberto De Luca, Responsabile sede Codacons Sala Consilina       &lt;br /&gt;                         &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prefazione&lt;br /&gt;Wikipedia, l’enciclopedia virtuale più consultata su Internet, afferma che il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano è nato dalla necessità di tutelare il Cilento dalle speculazioni edilizie e da un distruttivo turismo di massa.&lt;br /&gt;Con l’istituzione del Parco, oltre 13 anni fa, non sono diminuite le speculazioni edilizie né si è contenuto il degrado ambientale.&lt;br /&gt;Tutt’altro!&lt;br /&gt;Il Parco è sulla carta ricco di aree protette, quali sono le Zone Protezione Speciale (ZPS) e Siti d’Interesse comunitario (SIC), individuate con apposite direttive comunitarie (Direttive Cee 79/409 “Uccelli” e 92/43 “Habitat”).&lt;br /&gt;Il Parco è stato insignito di altri e alti riconoscimenti internazionali.&lt;br /&gt;Esso è riconosciuto dall’UNESCO come “Riserva di Biosfera” (giugno 1997).&lt;br /&gt;Nell’anno 1998, poi, è stato riconosciuto “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”, da trasmettere integro alle generazioni future.&lt;br /&gt;I riconoscimenti paesaggistici e ambientali non mancano, come si vede.&lt;br /&gt;Aree protette, aree SIC, aree ZPS, leggi molto vincolanti.&lt;br /&gt;Si tende –almeno sulla carta- a conciliare lo sviluppo territoriale con la conservazione della natura.&lt;br /&gt;Tuttavia, le cose, com’è noto, non vanno come dovrebbero!&lt;br /&gt;Si registrano sistematiche violazioni delle leggi che dovrebbero tutelare le qualità culturali e naturali che sono alla base dello status di Parco e dei riconoscimenti internazionali.&lt;br /&gt;Tali violazioni sono state ripetutamente denunciate dal Codacons con tutti gli strumenti giudiziari che la Legge mette a disposizione. Non sono mancati quindi esposti, diffide, denunce-querela alle Procure della Repubblica. E ancora ricorsi al Tar, ripetuti esposti alla Soprintendenza per i Beni Culturali e per il Paesaggio e all’Ente Parco.&lt;br /&gt;Talvolta si è dovuta investire l’Unione Europea del crescente degrado ambientale. Come nel caso delle dune marittime di Marina di Camerota oramai aggredite dal turismo di massa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Dossier riprende anche azioni avviate negli anni precedenti e per questo è stata inserita la rubrica Dove eravamo rimasti? Un’altra rubrica Come è andata a finire? Segnala gli esiti delle azioni intraprese dal Codacons.&lt;br /&gt;È questa una testimonianza documentale di quella parte di Sud che, i forma associata, si batte per l’affermazione della legalità, del rispetto delle regole da contrapporre all’inerzia, all’ineluttabile, alla rinuncia, alla nefasta tendenza a “svendere legalità e pezzi di territorio per acquistare consenso”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le iniziative del Codacons nel territorio del PNCVD&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutela del litorale costiero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cementificazione della costa sta assumendo connotati sempre più preoccupanti.&lt;br /&gt;I Comuni concedono concessioni a costruire in modo invasivo, anche a pochi metri dal mare, talvolta addirittura con rimozione di sabbia e di massi naturali. &lt;br /&gt;In tal modo diventa spesso difficile comprendere l’effettività del ruolo di controllo, di supervisione e di tutela paesaggistica che la Legge concede ad Enti quali il PNCVD e la Soprintendenza ai Beni Culturali e per il Paesaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pisciotta.&lt;br /&gt;Il Porto&lt;br /&gt;Il Comune di Pisciotta, utilizzando finanziamenti comunitari (i noti P.o.r.), procede all’ampliamento del Porto turistico di Pisciotta. I lavori danno luogo a una pesantissima opera di cementificazione.&lt;br /&gt;Nei primi mesi dell’anno 2008 il Codacons formulava istanza di accesso richiedendo alla Soprintendenza ai Beni Culturali e per il Paesaggio di Salerno copia delle autorizzazioni all’ampliamento del Porto.&lt;br /&gt;L’Associazione, esaminata la documentazione fornita dalla Soprintendenza, con atto del 3.4.08 evidenziava il mancato rispetto degli accordi convenuti tra la Soprintendenza medesima ed il Comune, infatti:&lt;br /&gt;·        non risultava agli atti l’attivazione di  alcuna procedura per la Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) a norma della legislazione esistente;&lt;br /&gt;·        contravvenendo a quanto autorizzato dalla Soprintendenza, veniva realizzato un pennello a &lt;&gt; a nord del Porto stesso, con la completa asportazione della originaria scogliera preesistente, nonchè il salpamento di parte della scogliera a sud del porto, oltre i 70 m. dalla battigia.&lt;br /&gt;Il Codacons investiva della questione anche la Regione Campania, la quale, con Nota del 28.2.08, comunicava che presso il Settore Tutela Ambiente non risultava presentata istanza per V.I.A. nè Valutazione d’Incidenza.&lt;br /&gt;A quel punto la Soprintendenza, dopo sopralluoghi di rito, ordinava con Atto (Prot. N.15682) del 27.05.08 la immediata sospensione dei lavori sul pennello a forma di “T” con ripristino dello stato preesistente.&lt;br /&gt;Avverso il provvedimento di sospensione del 27 maggio 2008 il Comune di Pisciotta presentava ricorso innanzi al Tribunale Amministrativo di Salerno.&lt;br /&gt;Il Codacons interveniva nel giudizio amministrativo a sostegno delle ragioni della Soprintendenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, nell’ottobre 2008 l’Associazione chiedeva formalmente un parere alla Regione Campania e al Ministero dell’Ambiente per sapere se un’opera portuale ricadente in area Parco non debba prevedere una preventiva autorizzazione dell’Ente Parco medesimo e se non debba preventivamente predisporsi una Valutazione di Impatto Ambientale.&lt;br /&gt;La Regione comunicava che non era concesso alcun parere di Valutazione di Impatto Ambientale e che provvedimenti adottati senza l’adozione della V.I.A. sono annullabili per violazione di legge.&lt;br /&gt;Il Ministero non riscontrava la Nota del Codacons.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora Pisciotta: la cementificazione a pochi metri dal mare.&lt;br /&gt;In località Lacco nel Comune di Pisciotta, a pochi metri dal mare, la Cooperativa Sea Village intende realizzare circa 40 villini (!), una struttura produttiva turistica &lt;case&gt; ricadente nella zona omogenea D del vigente P.R.G. del comune di Pisciotta.&lt;br /&gt;In verità un massiccio e pesante intervento urbanistico in prossimità della costa e del mare!!&lt;br /&gt;La Cooperativa richiedeva allo Sportello Unico Attività Produttive del Cilento di attivare le procedure per la variante urbanistica.&lt;br /&gt;Il Comune di Pisciotta (correttamente) si opponeva alla variante dichiarando allo Sportello Unico-Cilento la non conformità di tale intervento urbanistico al vigente strumento urbanistico poiché intervento ricadente in Zona E4 (zona agricola di salvaguardia, geologicamente instabile) che non prevede interventi produttivi turistici come quelli proposti dalla Cooperativa medesima.&lt;br /&gt;Inoltre il Comune di Pisciotta sosteneva che l’insediamento produttivo può certamente essere ubicato in aree specificatamente destinate alla realizzazione di tali impianti in quanto nella zonizzazione del P.R.G. del Comune vi sono ancora aree destinate ad insediamenti produttivi ampiamente estese da consentire non uno ma più progetti simili a quello proposto.&lt;br /&gt;La Cooperativa proponeva ricorso al Tribunale Amministrativo di Salerno avverso il provvedimento di diniego.&lt;br /&gt;Il Codacons Campania è intervenuto nel giudizio amministrativo a sostegno della posizione del Comune e contro il tentativo di speculazione edilizia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agropoli.&lt;br /&gt;Diffida preventiva alla Soprintendenza per i Beni Culturali e per il Paesaggio di Salerno per la salvaguardia e la preservazione della baia di Trentova.&lt;br /&gt;Tale iniziativa si rendeva necessaria dopo la notizia di stampa  (su “Il Mattino” del 28.09.2007, pagina 43 Edizione di Salerno) relativa alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra il Comune di Agropoli e Italia Turismo spa per la “valorizzazione della baia di Trentova” con progetti che, a quel che riportavano gli organi di informazione, sarebbero finalizzati  prevalentemente alla ricettività turistica.&lt;br /&gt;Il Codacons interveniva per diffidare da eventuali interventi votati alla cementificazione e alla speculazione edilizia che snaturassero la conformazione e l’equilibrio paesaggistico della rinomata Baia.&lt;br /&gt;Ciò soprattutto alla luce di precedenti interventi che nello specifico hanno già alterato l’eco-sistema della baia di Trentova, si pensi alla costruzione della strada che conduce ad Agropoli -la quale costeggia la collina a ridosso della baia- che ha già stravolto il paesaggio.&lt;br /&gt;La diffida segnalava che sulla spiaggia di Trentova, negli anni, sorgevano strutture tutt’altro che eco-compatibili, senza dubbio alcuno invasive e in ogni caso di notevole impatto visivo e pregiudizievole per l’ambiente e per il paesaggio; si pensi alla distesa di cabine (di colore bianco) in cemento armato o al disarmonico chiosco posto al centro della baia.&lt;br /&gt;E’ quindi indispensabile un’attenta attività di controllo per la salvaguardia di uno degli ultimi avamposti del Cilento costiero lasciato –quasi per miracolo- fuori - forse perché non nella disponibilità delle amministrazioni locali - dalle logiche cementizie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dove eravamo rimasti?&lt;br /&gt;Il Codacons nel 2008 ha ripreso la battaglia per la tutela della baia di Trentova.&lt;br /&gt;Nel dicembre 2008, veniva presentato al Comune di Agropoli istanza di accesso per avere copia di eventuali progetti preliminari e/o esecutivi e comunque interventi nell’area ricompresa nella baia di Trentova; di eventuali studi di fattibilità relativi alla realizzazione di interventi di ricettività turistica o attività ricreative sull’area di Trentova; delle variazioni di vincoli urbanistici e/o ambientali sussistenti nell’area della baia di Trentova nonché eventuali Verbali e pareri espressi in seno all’eventuale Conferenza dei Servizi.&lt;br /&gt;Il Comune di Agropoli non rispondeva a tale istanza.&lt;br /&gt;Il Codacons, nel gennaio 2009 presentava ricorso al Tribunale Amministrativo di Salerno per ottenere accesso agli atti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marina di Camerota.&lt;br /&gt;Oltre 30 concessioni agli stabilimenti balneari: uno degli ultimi lembi di spiaggia con dune marittime nelle mani del turismo di massa.&lt;br /&gt;Il Codacons Campania, nell’ottobre 2008  ha presentato alla Commissione Europea una denuncia per apertura di Procedura di Infrazione contro lo Stato italiano per violazione delle norme comunitarie che proteggono le aree S.I.C..&lt;br /&gt;La vicenda riguarda le note dune marittime presenti – un tempo – sul litorale di Marina di Camerota.&lt;br /&gt;Il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano elaborava un Piano di Gestione del S.I.C. (IT8050041) denominato “Scoglio del Mingardo e spiaggia di Cala del Cefalo” in ottemperanza del Progetto LIFE Natura “gestione della rete dei Sic e Zps nel Parco”. &lt;br /&gt;Il Progetto definitivo del Parco -corredato di Relazione generale, Valutazione di Incidenza e Planimetrie- è in realtà contraddittorio, incongruente e lacunoso.&lt;br /&gt;In sintesi: il Progetto non consente un’adeguata  protezione del Sito d’Interesse Comunitario, anzi lo pregiudica fortemente. Il Piano riconosce, e non potrebbe essere diversamente, che “Cala del Cefalo rappresenta per l’Italia meridionale uno degli ultimi lembi di duna colonizzata da vegetazione psammofila, caratterizzata da specie vegetali tipiche dei terreni sabbiosi, in grave pericolo di estinzione, principalmente a causa del calpestio, del passaggio di automezzi sulle dune”.&lt;br /&gt;Quindi il Piano, nelle sue linee-guida prevede, almeno sulla carta, un controllo delle concessioni nel tratto dunale e costiero sottolineando che l’antropizzazione derivante (anche) dalle crescenti concessioni agli stabilimenti balneari nell’area dunale comporta un sicuro danno ambientale. Si fa un gran parlare del pregiudizievole incremento delle strutture ricettive (campeggi e villaggi turistici) e delle strutture balneari (ristoranti e stabilimenti) a discapito della vegetazione presente sulle diverse fasce dunali e dell’integrità degli ambienti naturali presenti ai piedi delle pareti rocciose.&lt;br /&gt;Il Piano poi osserva che l’eccessiva presenza antropica, dovuta a strutture ricettive sempre più estese, danneggia l’intero habitat, con danno anche per le specie di uccelli (Gabbiano reale e gabbiano corso) che abitualmente nidificano sulle falesie rocciose lì presenti. Queste perplessità sono ripetute, con enfatica apprensione, anche nella parte dedicata all’Analisi Swot.&lt;br /&gt;Osservazioni tutte riprodotte anche nella Valutazione di Incidenza Ambientale che è stata elaborata nell’Area SIC nell’ambito del Piano di Gestione del sito.&lt;br /&gt;Tutto sulla carta, ovviamente.&lt;br /&gt;Ben differente è la realtà!&lt;br /&gt;Infatti, malgrado le analisi sui problemi sussistenti sull’area SIC e sul conseguente danno ambientale, oramai irreversibile, che ne è derivato, nonostante le belle dichiarazioni d’intenti e lo studio-censimento dell’Università di Napoli “Federico II”, Dipartimento di Arboricoltura, Botanica e Patologia Vegetale, che attesta che nel 2007 –raffrontando i dati con quelli raccolti nel 2000- si registravano gravi perdite di specie autoctone su Cala del Cefalo a causa del disturbo antropico, l’Ente Gestore dell’area, ossia il medesimo Ente Parco e con esso gli altri soggetti interessati, ha previsto -e autorizzato nella stagione estiva 2008- oltre 30 (!) stabilimenti balneari lungo l’intera area SIC e a ridosso immediato delle dune marittime.&lt;br /&gt;Tali strutture, peraltro, non sono nemmeno dotate delle strutture eco-compatibili e bio-degradabili enunciate nel Piano.&lt;br /&gt;Uno sfruttamento smisurato e di massa che non è sottoposto neppure a controlli o a minime attività di vigilanza. E pensare che da un lato l’ente gestore del sito nei citati piani apertamente sostiene che l’antropizzazione –dovuta alle strutture suddette- è causa di danno naturalistico, dall’altro lato ne consente una fruizione turistica di massa e senza utilizzo di materiali sostenibili con l’ambiente.&lt;br /&gt;Pertanto “uno degli ultimi lembi di duna colonizzata dell’Italia meridionale” è consapevolmente oggetto di sicura distruzione.&lt;br /&gt;Non è tutto.&lt;br /&gt;Troppi sono anche i campeggi che si aprono nella pineta, essi tendono a recingere le aree con materiali fissi che sono ritenute dannosi dallo stesso Piano. Come si vede, su un’area tanto sensibile è tollerata una diffusa illegalità, uno sfruttamento incondizionato e una mancanza di vigilanza che negli anni hanno determinato: eliminazione del sottobosco, presenza di edifici in muratura, percorsi asfaltati o compattati con materiali alloctoni, presenza di piante alloctone, mancanza di depurazione a norma delle acque reflue, sconfinamenti speculativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutela delle aree interne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Monte San Giacomo.&lt;br /&gt;Il Comune di Monte San Giacomo approntava la costruzione di una strada – avente la portata di un’autostrada ! - sul Monte San Giacomo, a 1200 metri sul livello del mare, in zona di particolare pregio ambientale e paesaggistico e in difformità dai progetti originari.&lt;br /&gt;Il Codacons, sostenendo la lotta di Comitati civici, presentava denuncia penale alla competente Autorità Giudiziaria presentando istanza di costituzione di parte civile nel processo penale incardinato innanzi al Tribunale di Sala Consilina contro gli amministratori locali. &lt;br /&gt;L’istanza di costituzione di parte civile veniva accolta, il processo penale è in corso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torraca.&lt;br /&gt;Centrale eolica e kartodromo: area SIC (IT 8050022)&lt;br /&gt;La montagna di Casalbuono che si affaccia sul golfo di Policastro, nel comune di Torraca, è una zona di forte migrazione di molte specie di uccelli e ritenuta, dall’Autorità di Bacino, molto fragile per la sua natura carsica, e quindi inadatta ad ogni attività umana.&lt;br /&gt;Tuttavia, su questa area l’amministrazione comunale intendeva portare avanti due interventi che, se realizzati, avrebbero causato un considerevole danno ambientale: un kartodromo e una centrale eolica.&lt;br /&gt;Il Codacons presentava atti di interventi nei giudizi amministrativi promossi innanzi al Tar di Salerno. L’Associazione contestava l’inidonea ubicazione della centrale eolica e Ie speculazioni sulle certificazioni ambientali. I ricorsi venivano accolti.&lt;br /&gt;Il Comune proponeva appello al Consiglio di Stato, l’appello veniva accolto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutela dei corsi d’acqua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Fiume Calore.&lt;br /&gt;Il Consorzio Velia per la Bonifica del Bacino dell’Alento aveva un’idea originale (!?!), persino illuminante.&lt;br /&gt;Nel luglio 2008 (Atto con Prot. N. 1086) il Consorzio presentava all’Ente Parco una Scheda Tecnica Preliminare su “L’interconnessione degli Schemi Idrici Sele - Alento” (Proposta sostenibile per lo sviluppo integrato del Cilento Centrale e della Valle del Sele).&lt;br /&gt;Un progetto faraonico quanto inutile e dannoso.&lt;br /&gt;Il Progetto - lugubremente denominato “Interconnessione degli Schemi Idrici” – prevedeva di realizzare, in prossimità delle note “Gole del Calore”, la deviazione delle acque del Fiume con concomitante esecuzione di una galleria drenante sommersa nel sistema alluvionale del fiume e costruzione di una galleria lunga 2.500 mt che consentirebbe di scaricare le acque nel bacino dell’Alento per essere successivamente trasferite verso il sistema irriguo del Consorzio di Bonifica di Paestum.&lt;br /&gt;Tutto ciò per combattere la tropicalizzazione del clima nel Sud Italia, senza che si specifichino neppure le fonti scientifiche della asserita tropicalizzazione in atto.  &lt;br /&gt;Il Codacons Campania diffidava la Regione Campania, l’Ente Parco e lo stesso Consorzio dall’intraprendere un progetto tanto scellerato. Cautelativamente inviava un esposto alla Corte dei Conti per chiedere vigilanza sulla regolarità della gestione del finanziamento di 161.400 Euro erogato al Consorzio dalla ex Agensud per la redazione di un studio di fattibilità sulla interconnessione degli schemi idrici.&lt;br /&gt;Inoltre avviava la campagna “Salviamo il Fiume Calore” contro l’ipotesi di captazione che riscuoteva un considerevole successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo il testo della protesta lanciata dal Codacons:&lt;br /&gt;Anch’io aderisco alla campagna del CODACONS CAMPANIA&lt;br /&gt;“Salviamo il Fiume Calore - Non ingoiamo il rospo!”&lt;br /&gt;Mando la mia e.mail  di protesta indignata ma civile&lt;br /&gt;al Parco del Cilento e del Vallo di Diano&lt;br /&gt;per dire CINQUE VOLTE NO!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ø    NO al Progetto per la captazione e deviazione delle acque del Fiume Calore, all’altezza delle Gole del Calore;&lt;br /&gt;Ø     NO alla Galleria drenante sommersa nell’alveo fluviale;&lt;br /&gt;Ø    NO alla Galleria di 2500 metri nella montagna di Magliano per il trasferimento delle acque nel Bacino dell’Alento;&lt;br /&gt;Ø   NO ad inutili Conferenze di Servizi su Progetti devastanti per l’ambiente e per il paesaggio; &lt;br /&gt;Ø     NO alle speculazioni e agli scempi ambientali nel Cilento.&lt;br /&gt;c h i e d o&lt;br /&gt;all’ENTE PARCO di non indugiare oltre e di pronunciarsi nei prossimi 15 giorni per respingere il Progetto “Interconnessione degli Schemi Idrici” presentato dal Consorzio Velia Bonifica Bacino Alento.&lt;br /&gt;NON INGOIERO’ ALTRI ROSPI !!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è andata a finire?&lt;br /&gt;Il Consorzio accantonava il progetto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Fiume Bussento.&lt;br /&gt;Il fiume Bussento scorre quasi interamente all’interno dell’area del Parco Nazionale ed il suo corso insiste nell’area protetta (zona 1) ed interessa luoghi rientranti nel novero delle aree SIC. Il corso del fiume all’altezza di Caselle in Pittari defluisce all’interno di un inghiottitoio carsico dove sparisce, dando vita ad un fiume sotterraneo, per poi confluire nuovamente all’esterno all’altezza di Morigerati e poi sfociare a mare, dando vita ad un fenomeno carsico di particolare pregio e  rilevanza ambientale. L’ultimo corso del fiume Bussento è ritenuto area S.I.C. (IT8050007 "Basso corso del fiume Bussento").&lt;br /&gt;Tale patrimonio idrico è messo a repentaglio dal progetto che riguarda proprio l’ultimo tratto del fiume Bussento ove è previsto un intervento (Centro Canoe e strutture varie quali 3 corpi di fabbrica in ferro, vetro e legno, a due piani, con uffici, sala polifunzionale, spogliatoi, depositi, bar, mansarda praticabile ecc.) fortemente invasivo finanziato (anche) mediante POR, misura 1.9..&lt;br /&gt;Inoltre, nella stessa area, o in prossimità della medesima, la Società Snam ha presentato un progetto di gasdotto che partendo da Manforte S.Giorgio in Sicilia, con tragitto sottomarino, giungerebbe alla foce del Bussento e con un tragitto in superficie costeggerebbe, e/o attraverserebbe, il fiume per un tratto di 3 km.&lt;br /&gt;Tali interventi determinano, e in parte hanno già determinato, danni ambientali e paesaggistici, segnatamente alla vegetazione ripariale dove trovano rifugio e cibo uccelli migratori.&lt;br /&gt;Il Codacons Campania, con atto inoltrato verso la fine dell’anno 2008, invitava l’Ente Parco e la Regione ad adottare tutte le possibili misure di protezione del sito e chiedeva alla Regione se sussistente la Valutazione di Impatto Ambientale sul progetto relativo al Centro Canoe.&lt;br /&gt;La Regione Campania rimaneva inerte e non rispondeva all’atto dell’Associazione. &lt;br /&gt;Il 18.11.08 il Ministero dell’Ambiente (con atto Prot. n.DSA-2008-0033197) in risposta ad un accesso del Codacons Campania comunicava che per il progetto “iniziativa Sealine Tirrenica” era stata istruita presso il Ministero medesimo apposita procedura VIA.&lt;br /&gt;Il Codacons a quel punto si appellava all’art.9 L.241/1990 che recita che “qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento” e quindi chiedeva al Ministero di intervenire nel Procedimento amministrativo istruito dalla Commissione VIA.&lt;br /&gt;L’istanza non ha ancora avuto riscontro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora sul Fiume Calore.&lt;br /&gt;Il  fiume Calore scorre quasi interamente all’interno dell’area del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano ed il suo corso  insiste nell’area protetta del parco (zona 1) ed interessa numerose zone rientranti nel novero delle aree SIC, quali siti di importanza comunitaria appositamente classificati.&lt;br /&gt;È noto anche che i paesi situati a monte delle rinomate “Gole del Calore” siano poco attenti alla depurazione delle acque riversate nel corso d’acqua del Calore.&lt;br /&gt;Il Codacons, nel gennaio del 2009, ha lanciato la nuova Campagna “SALVIAMO IL FIUME CALORE”.&lt;br /&gt;Veniva così inoltrata una diffida al Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, invitando l’Ente ad assumere tutte le più opportune e urgenti iniziative e misure per la risoluzione delle problematiche ambientali del Fiume.&lt;br /&gt;Inoltre il Codacons Campania richiedeva all’Ente Parco accesso ai documenti concernenti l’adozione di depuratori da parte dei Comuni della Valle del Calore, dei provvedimenti su controlli sulla sussistenza di tali impianti, sulla qualità delle acque e sul controllo della conformità degli impianti di depurazione eventualmente esistenti alle norme di legge.&lt;br /&gt;Ancora l’Ente veniva sensibilizzato sulla necessità di controllo del deflusso minimo vitale.&lt;br /&gt;La Campagna interessava anche i Comuni di Laurino, Valle dell’Angelo e Magliano Vetere, tutti posti a monte delle “Gole”, ai quali si richiedevano notizie sull’esistenza e in tal caso sul funzionamento degli impianti di depurazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutela del territorio: azioni contro l’abusivismo edilizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È il diffuso – e ahinoi tollerato - abusivismo edilizio uno dei fattori di maggiore degrado ambientale che si registra nel Parco Nazionale. L’annoso problema ha oramai assunto i connotati di una piaga sociale e finanche “culturale”.&lt;br /&gt;Il fenomeno è estremamente sottovalutato – o addirittura in nulla avvertito – dalle popolazioni e dalle Istituzioni che lo tollerano tanto da non applicare, nella maggior parte dei casi, le misure di contrasto e di repressione che pure sono previste dalla Legge. &lt;br /&gt;Può apparire un paradosso, ma il Cilento era più intatto prima che diventasse un’area protetta. Nel 2005 sono stati accertati dai carabinieri del Comando provinciale di Salerno 100 casi di abuso edilizio nel Parco.&lt;br /&gt;Come esempio di profondo degrado e di gestione quantomeno discutibile della cosa pubblica non possiamo non riferire qui di seguito su quello che è diventato un vero e proprio CASO, il “CASO MONTECORICE” sollevato con forza dal Codacons in tutte le sedi con puntuali diffide legali presentate al Comune, alla Soprintendenza, all’Ente Parco, al Prefetto, al Ministero dell’Ambiente. A queste diffide hanno fatto seguito anche azioni di carattere giudiziario. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa fa l’Ente Parco contro il diffuso abusivismo edilizio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niente, verrebbe subito da dire.&lt;br /&gt;Quasi niente, diciamo ricorrendo a formule più diplomatiche!&lt;br /&gt;Il “caso Montecorice” è in questo Dossier dettagliamene descritto. Esso, come si vedrà, è l’emblema dell’inerzia culturale, dell’inefficienza amministrativa, della poca attenzione verso la legalità e il rispetto delle regole.&lt;br /&gt;Il Codacons tuttavia non esauriva al “caso Montecorice” la propria attività finalizzata alla tutela ambientale e alla osservanza della legalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con istanza di accesso ambientale del settembre 2007 il Codacons aveva già chiesto all’Ente Parco copia delle Ordinanze emesse per la demolizione di opere abusive nell’area Parco nonché copia delle Ordinanze aventi ad oggetto l’acquisizione al patrimonio pubblico delle opere abusive presenti nel territorio del Parco.&lt;br /&gt;Ciò al fine di verificare l’esercizio del potere repressivo degli abusi edilizi che la Legge 394/1991 pur riconosce al Presidente dell’Ente Parco nell’ambito del territorio del PNCVD; un potere forte e concreto sia inibitorio che demolitorio delle opere abusive, in pratica gli stessi poteri attribuiti al dirigente comunale.&lt;br /&gt;L’Ente Parco, in risposta all’istanza di accesso, forniva la documentazione richiesta.&lt;br /&gt;Dagli atti acquisiti emergeva che l’Ente Parco, nel corso dei suoi quasi QUINDICI  ANNI (!) di vita, emetteva solo QUATTRO ORDINANZE di demolizione.&lt;br /&gt;Un numero esiguo, irrisorio a fronte di un fenomeno di abusivismo edilizio diffuso, con tassi tra i più alti in Italia e nell’Europa comunitaria.&lt;br /&gt;Queste le Ordinanze rese:&lt;br /&gt;anno 1998-abbattimento di corpi di fabbrica siti in Casalvelino;&lt;br /&gt;anno 1999-abbattimento di piccolo manufatto nel Comune di Centola;&lt;br /&gt;anno 2000-abbattimento di 53 corpi di fabbrica siti nel Comune di Montecorice;&lt;br /&gt;anno 2002-abbattimento di un piccolo manufatto e di piccole strutture in legno site nel                  territorio del Comune di Castellabate.&lt;br /&gt;Nel dicembre 2008 l’Associazione chiedeva nuovamente all’Ente Parco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La richiesta di trasparenza nella lotta contro l’abusivismo edilizio.&lt;br /&gt;L’Associazione, considerata la poca avvedutezza nella politica di contrasto al fenomeno dell’abusivismo edilizio, chiedeva all’Ente Parco di conoscere le ordinanze adottate ai sensi dell’art.29 della legge 394/1991 negli anni 2003, 2004, 2005, 2006, 2007 e 2008 per l’abbattimento e per il ripristino delle opere edilizie abusive nell’area del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano.&lt;br /&gt;L’Ente Parco non rispondeva alla richiesta di accesso.&lt;br /&gt;Il Codacons Campania predisponeva Ricorso al Tribunale Amministrativo per vedere riconosciuto il diritto di accesso e quindi la trasparenza dell’attività amministrativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli eco – mostri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Montecorice.&lt;br /&gt;Nel Comune di Montecorice, sovrastanti la pregiatissima collina della Loc. Case del Conte, in prossimità delle Ripe Rosse, vi sono, in posizione dominante, svariati manufatti abusivi.&lt;br /&gt;Gli ordini di demolizione sono inevasi  da oltre 20 anni! &lt;br /&gt;Fuor dal burocratese, le ordinanze di demolizione non sono eseguite da oltre VENTICINQUE ANNI!&lt;br /&gt;Un complesso residenziale -non completato- composto di numerosi scheletri di cemento che arrecano all’ambiente un notevolissimo pregiudizio e determinano un sicuro degrado paesaggistico tanto da essere giustamente definiti “eco-mostri”.&lt;br /&gt;“Eco-mostri” che il proprietario ha strenuamente difeso in sede penale, civile e amministrativa perdendo tutte le battaglie giudiziarie stanti le conclamanti illegalità.&lt;br /&gt;Più di vent’anni non sono bastati alle Autorità competenti (Comune, Ente Parco, Prefetto, Procura della Repubblica) a procedere agli abbattimenti così come previsto dalla Legge.&lt;br /&gt;È questa una storia molto “italiana” che merita di essere raccontata nel dettaglio.&lt;br /&gt;Si segnalano le varie tappe:&lt;br /&gt;-1- Il Codacons presentava istanza di accesso ambientale al Comune di Montecorice chiedendo la documentazione relativa ai manufatti in questione.&lt;br /&gt;Da tale documentazione emergeva chiaramente l’abusività dei manufatti.&lt;br /&gt;-2- A quel punto il Codacons, preso atto dell’inerzia del Comune di Montecorice che non si attivava per la demolizione delle opere abusive, richiedeva l’intervento del Prefetto di Salerno affinché valutasse se gli amministratori locali violavano persistentemente le norme di legge e affinché adottasse i necessari provvedimenti per l’abbattimento delle strutture abusive.&lt;br /&gt;-3- Il Prefetto di Salerno, con Nota del 10-sett-07, chiedeva chiarimenti al Sindaco di Montecorice. Inoltre il Prefetto, con Nota del 7-genn-08, a seguito di nuova richiesta formulata per iscritto dal Codacons, comunicava che l’11-ott-07 venivano convocati in Prefettura il Sindaco e i rappresentanti della Soprintendenza di Salerno e dell’Ente Parco. In detta riunione il Sindaco di Montecorice si impegnava ad accelerare l’iter per la demolizione dei manufatti abusivi.&lt;br /&gt;Dopo molti mesi nulla è cambiato!!&lt;br /&gt;I manufatti di cemento sono ancora lì, intatti.&lt;br /&gt;-4- Il Codacons, a quel punto, presentava nuova istanza di accesso ambientale al Comune di Montecorice per verificare eventuali iniziative assunte dall’Ente.&lt;br /&gt;Il Comune non rispondeva all’accesso. Il Codacons, nel gennaio 2008, ha presentato ricorso al Tar di Salerno.&lt;br /&gt;-5- Il Codacons, viste le incomprensibili inerzie ed omissioni, investiva della questione il Presidente della Repubblica.&lt;br /&gt;-6- Nel luglio del 2008 il Comune di Montecorice finalmente rigettava l’istanza di condono edilizio e successivamente adottava Ordinanza di abbattimento degli Eco – mostri.&lt;br /&gt;-7- Il proprietario dei manufatti di cemento avverso tali atti presentava Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e impugnativa innanzi al Tribunale Amministrativo di Salerno.&lt;br /&gt;Il Codacons interverrà in dette procedure per sostenere le ragioni del Comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ultimo paradosso: gli Eco-mostri generati con i fondi P.O.R.&lt;br /&gt;Il Codacons Campania assume iniziativa per comprendere il meccanismo di gestione dei finanziamenti comunitari nell’area del Parco Nazionale.&lt;br /&gt;A titolo esemplificativo, l’attenzione si concentra su DUE progetti che hanno usufruito del finanziamento P.O.R..&lt;br /&gt;È l’Ente Parco ad avere un ruolo centrale nella gestione dei P.O.R., denominati P.I.T., non cambia però la sostanza: si tratta sempre di finanziamenti europei. Cooperano con l’Ente Parco nella gestione dei cospicui finanziamenti comunitari gli altri enti locali.&lt;br /&gt;Veniamo ai DUE progetti; a seguito di accesso agli atti l’Associazione ottiene i documenti sul “Museo del fiume e dell’area faunistica della Lontra” nel Comune di Aquara e il “Centro Internazionale per lo Studio delle Migrazioni – Calcante -Progetto definito “I MITI”- nel Comune di Centola. &lt;br /&gt;Strutture, queste, che allo stato non risultano essere operanti né funzionali, anzi, dette pesanti strutture creano (paradossalmente) un pregiudizievole impatto per l’ambiente e per il paesaggio stante l’ampiezza dei volumi e l’utilizzo di materiali non eco-compatibili.&lt;br /&gt;Complessi, come accennato, non funzionati pur avendo determinato un esborso finanziario ingente.&lt;br /&gt;I costi?&lt;br /&gt;Il “Museo del fiume e dell’area faunistica della Lontra” richiedeva una spesa di 538.102,58 Euro!!&lt;br /&gt;Il “Centro Internazionale per lo Studio delle Migrazioni – Calcante -Progetto definito “I MITI”- (fortemente voluto dalla Regione Campania e con parere favorevole dell’Ente Parco)  prevedeva un esborso di 1.291.142,18 Euro!!&lt;br /&gt;Solo per meglio comprendere come funzionano le cose …. “certe cose”: il Centro Internazionale per lo Studio delle Migrazioni non veniva costruito, com’è da aspettarsi in un Paese normale, con materiali eco – compatibili e facilmente mimetizzati con l’ambiente circostante. Veniva invece edificata, con pesante calcestruzzo e in posizione dominante, una vera palazzina di TRE piani, a forma di “fungo” circolare.&lt;br /&gt;Veniva così portata a compimento la (definitiva) devastazione paesaggistica di un’intera area che scorre lunga la rinomata Mingardina, tratto prima di allora pregiatissimo.&lt;br /&gt;Tanto in nome dell’osservazione della fauna migratoria……..&lt;br /&gt;Tre i risultati conseguiti con (molti de)i P.O.R.:&lt;br /&gt;un clamoroso sperpero di denaro pubblico;&lt;br /&gt;un danno di immagine verso le istituzioni comunitarie e verso i contribuenti europei;&lt;br /&gt;nessuno sviluppo, anzi edificazione di nuovi eco-mostri che degradano il paesaggio.&lt;br /&gt;Il Codacons Campania ha presentato denuncia alla Corte dei Conti nazionale e comunitaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nuovi POR 2007/2013&lt;br /&gt;L’Associazione, visti gli sprechi che hanno caratterizzato la precedente gestione dei fondi europei, chiedeva all’Ente Parco di conoscere il programma e quindi le opere da finanziare nel territorio del Parco con fondi POR / PIT.&lt;br /&gt;Il Ministero dell’Ambiente, investito per conoscenza dell’istanza del Codacons, interveniva dichiarando che il diritto alla trasparenza e alla divulgazione cede di fronte ad altre esigenze di salvaguardia di altri interessi protetti dalla normativa speciale.&lt;br /&gt;L’Ente Parco non rispondeva alla richiesta di accesso.&lt;br /&gt;Il Codacons Campania predisponeva Ricorso al Tribunale Amministrativo per vedere riconosciuto il diritto di accesso e quindi la trasparenza dell’attività amministrativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conclusioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le situazioni di forte degrado evidenziate nel presente Dossier rappresentano un frammento minimo delle numerosissime sofferenze ambientali e paesaggistiche cui è sottoposto un patrimonio che ha un valore così pregevole da ricevere ambiti riconoscimenti internazionali dall’Unesco.&lt;br /&gt;L’incuria ha raggiunto punte di tale gravità che accompagnata dalle inerzie delle Istituzioni e degli organi deputati all’attività di controllo mantiene vivo il quesito che diede il titolo al Dossier 2007: Cilento, è degno di essere chiamato Parco naturale?&lt;br /&gt;La domanda è affermativa se ci soffermiamo sulle bellezze naturali che resistono alla mano dell’Uomo e ad una gestione quantomeno discutibile delle risorse.&lt;br /&gt;Più difficile è la risposta se valutiamo le scelte amministrative e strategiche.&lt;br /&gt;È tuttavia intenzione del Codacons sottoporre il quesito all’attenzione dell’opinione pubblica e dei rappresentanti istituzionali di buona volontà. Primi fra tutti quelli che operano in seno alla Commissione dell’Unione Europea, alle Autorità inquirenti, alla Prefettura, al Ministero dell’Ambiente, al nuovo Presidente dell’Ente Parco, alla Soprintendenza per i Beni Culturali e per il Paesaggio, alla Capitaneria di Porto. Organi questi naturali destinatari degli esposti, delle denunce, delle querele, delle diffide e delle azioni giudiziarie del Codacons.&lt;br /&gt;La domanda non potrà non investire anche i rappresentanti dell’UNESCO, sezione Italia, affinché essi facciano –responsabilmente- le opportune riflessioni sulla sussistenza delle condizioni che hanno portato al riconoscimento degli status ambientali già assegnati al Cilento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-5510184791012385698?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5510184791012385698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5510184791012385698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2009/05/abusi-nellarea-parco-del-cilento.html' title='ABUSI NELL&apos;AREA PARCO DEL CILENTO. DOSSIER DEL CODACONS. MOLTI DI QUEI TERRENI SONO ANCHE IN USO CIVICO MA NESSUNO LO DICE.'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-4202326448661692910</id><published>2009-05-05T22:53:00.002+02:00</published><updated>2009-05-05T22:56:51.651+02:00</updated><title type='text'>per SURVIVAL A TUTELA DEI POPOLI INDIGENI</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SgCnhE8PRWI/AAAAAAAAAN4/FgYUPl_Y0u8/s1600-h/survival-5x1000-2009a.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5332446145510589794" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 187px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SgCnhE8PRWI/AAAAAAAAAN4/FgYUPl_Y0u8/s400/survival-5x1000-2009a.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Prima di lasciare le loro proprietà bruciano tutto, per non lasciare niente agli Indios. Per la prima volta a essere cacciati dalla loro terra, nell'Amazzonia brasiliana, non saranno gli indigeni: sono loro ad avere vinto, per la prima volta, &lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/09_marzo_20/indios_sentenza_giudici_4923a3d0-156b-11de-b9ee-00144f486ba6.shtml" target=""&gt;una battaglia legale che riconosce i loro diritti e vieta ai latifondisti di frazionare un'altra fetta di foresta.&lt;/a&gt; A dover fare le valige, con le buone o con le cattive, sono i bianchi. Scaduta la data limite di 45 giorni per il ritiro volontario dei non-indios, la polizia federale brasiliana ha infatti cominciato le operazioni di espulsione dei grandi coltivatori di riso (arrozeiros), dei latifondisti e dei contadini che ancora occupano abusivamente la terra indigena Raposa/Serra do Sol, nello stato amazzonico settentrionale di Roraima.&lt;br /&gt;LA RESISTENZA DEI LATIFONDISTI - Il capo degli "arrozeiros", Paulo Cesar Quartiero, accusato di molteplici episodi di violenza contro i nativi locali e di danni all’ambiente, ha resistito quasi 12 ore allo sgombero opponendosi a una pattuglia di 25 agenti. La sua Fazenda Providencia, riferiscono i giornali brasiliani, è stata assegnata dal "tuxaua" (capo indigeno) Avelino Pereira della comunità di Santa Rita a dieci famiglie di nativi che vivranno di agricoltura. Le autorità locali stimano che il ritiro forzato degli occupanti da Raposa si protrarrà, tra le tensioni, almeno per due settimane.&lt;br /&gt;LA DECISIONE DELLA CORTE - Con una decisione che avrà ripercussioni anche sulle terre indigene ancora da demarcare, il Supremo tribunale federale brasiliano si era pronunciato a metà marzo per l’allontanamento dei bianchi confermando l’omologazione in area continua e senza frazionamenti di Raposa, 1,7 milioni di ettari abitati da 17.000 indigeni Macuxi, Wapixana, Ingariko, Patamona e Taurepang, già firmata dal presidente Lula nel 2005 a conclusione di un iter legale durato quasi 30 anni.&lt;br /&gt;IL GOVERNATORE: «DIVENTERA' UNO ZOO UMANO» - A peggiorare le cose è intervenuto anche il governatore di Roraima, José de Anchieta Júnior, da sempre contrario ai diritti degli Indios. Nelle dichiarazioni al quotidiano "Globo" non ha certo nascosto il suo disappunto per la decisione della Corte suprema: « Non pretendo nè voglio discutere oltre. Ne abbiamo già parlato a fondo. La riserva indigena di Roraima si trasformerà in un autentico zoo umano. Senza contatto con i Bianchi, quelli che vedremo vivere là saranno animali umani».&lt;br /&gt;NUOVE INSIDIE PER GLI INDIOS - Nella sentenza ci sono comunque alcune clausole che potrebbero avere gravi conseguenze per gli Indiani in tutto il Brasile. I giudici della Corte Suprema hanno infatti stabilito che i governi federali dello stato brasiliano – alcuni dei quali notoriamente anti-&lt;br /&gt;Un indios di Raposa durante la visita al Papa a Roma Indiani – dovrebbero essere coinvolti in modo più attivo nei processi di demarcazione dei territori indigeni. La loro partecipazione potrebbe rendere le demarcazioni più lente e difficoltose. La sentenza sancisce anche che i popoli indigeni non debbano essere consultati su progetti di sviluppo che, pur riguardando le loro terre, vengano dichiarati “di interesse nazionale”. I giudici hanno anche stabilito che i territori indigeni che sono già stati demarcati (e mappati) non devono essere ampliati. Questo preoccupa in modo particolare tribù come i Guarani, a cui sono state riconosciute legalmente solo piccole aree di terra prima della costituzione del 1988 che garantisce i loro “diritti originali” sulle terre ancestrali. Ana Paula Souto Maior, avvocato della ONG brasiliana ISA (Istituto Socio Ambientale), ha commentato: «Alcune di queste condizioni sono allarmanti e non resta che vedere che tipo di impatto potranno avere sui numerosi territori che ancora aspettano di essere demarcati o ampliati».&lt;br /&gt;&lt;a href="mailto:srodi@rcs.it" target=""&gt;Stefano Rodi&lt;/a&gt; 05 maggio 2009 &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-4202326448661692910?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/4202326448661692910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/4202326448661692910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2009/05/per-survival-tutela-dei-popoli-indigeni.html' title='per SURVIVAL A TUTELA DEI POPOLI INDIGENI'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SgCnhE8PRWI/AAAAAAAAAN4/FgYUPl_Y0u8/s72-c/survival-5x1000-2009a.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-4301310733678137780</id><published>2009-04-02T22:27:00.003+02:00</published><updated>2009-04-02T22:34:58.207+02:00</updated><title type='text'>IL MANDRIANO DI CASTELLIRI FORSE HA RAGIONE ?</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SdUgxo05W4I/AAAAAAAAANo/a0NlIvQtagc/s1600-h/mapdata.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320194571953068930" style="FLOAT: left; 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MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 137px; CURSOR: hand; HEIGHT: 103px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SdD9RtufwtI/AAAAAAAAANg/x8OKVT5_mBc/s400/pecora.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.altalex.com/index.php?idnot=45444"&gt;http://www.altalex.com/index.php?idnot=45444&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-7979766207614623301?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/7979766207614623301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/7979766207614623301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2009/03/legittima-la-scorta-di-stupefacenti-per.html' title='Legittima la scorta di stupefacenti per uso personale del pastore in transumanza'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SdD9RtufwtI/AAAAAAAAANg/x8OKVT5_mBc/s72-c/pecora.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-5067262447535770946</id><published>2009-03-25T19:08:00.002+01:00</published><updated>2009-04-03T15:23:45.493+02:00</updated><title type='text'>ANCORA SULLA VICENDA DI EBOLI</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SdYN2b4um1I/AAAAAAAAANw/X5SgfjQXbUg/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320455238634609490" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 142px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SdYN2b4um1I/AAAAAAAAANw/X5SgfjQXbUg/s400/images.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;25/03/2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal Mattino di Salerno&lt;br /&gt;MARIA VITA DELLA MONICA Eboli. Approda al tribunale amministrativo lo scontro nel centrosinistra sui terreni dell'Orientale. Nei giorni scorsi Gerardo Rosania, consigliere regionale della Sinistra, ha approntato con i suoi legali il ricorso che presenterà al Tar per bloccare la transazione siglata dal comune di Eboli l'11 febbraio scorso: «Accontentarsi di un quinto dei terreni è veramente ridicolo. Noto che l’assessore al ramo cita numeri e cifre a caso dimostrando di ignorare il problema». Accordo poco vantaggioso per gli ebolitani. Rosania solleva anche un secondo dubbio: «Ci è giunta notizia di un ridimensionamento delle zone rosse, quelle sottoposte a vincolo idrogeologico. Su questo argomento porremo la massima attenzione. Se qualcuno pensa di trasformare la vicenda dei terreni dell’Orientale in un affare immobiliare, si sbaglia di grosso». A fine febbraio era uscito allo scoperto Mauro Vastola, consigliere comunale del Partito Democratico. Le sue domande sono tutt’ora rimaste senza risposta. Vastola punta l’attenzione su una serie di elementi: «Quelle terre a chi fanno capo? Da chi sono occupate? Con quali contratti sono detenute? Gli eventuali possessori coincidono con i titolari dei contratti? Chi c’è dietro queste persone e queste società che, a vario titolo, detengono i terreni dell’Orientale? Qual è il loro interesse in questa transazione?». Accordo pubblico nell’interesse privato, è la sensazione dominante che ha spinto sia Rosania sia Vastola a rivolgersi al tribunale amministrativo regionale. La delibera della discordia è la numero 11/2009 approvata dal consiglio comunale nel febbraio scorso. La polemica riguarda anche il futuro dei terreni. Come utilizzare i terreni dell’Orientale? «Per ora il sindaco Melchionda ha rispolverato i progetti di Carmelo Conte, vecchi di vent’anni fa. Non si scorge alcuno sforzo di originalità» ha spiegato Cosimo Pio Di Benedetto (Pdl). La maggioranza che fa capo a Melchionda si difende con una frenata: «Nulla ancora è stato deciso, faremo un concorso internazionale di idee per stabilire cosa fare su quelle terre. Fermo restando la legittimità del consiglio comunale, unico organo sovrano deputato a decidere» spiega Arturo Marra, assessore al ramo. Sui possessori di quei terreni, però, non arrivano risposte. Un progetto di qualche anno fa viene rilanciato da Mario Conte (Pd): «Possiamo pensare già a un porto turistico, fermo restando che la nostra guida sarà il concorso internazionale aperto a tutti». Conte poi prova a ridimensionare l’allarme di Rosania: «Le zone rosse non sono un problema, anche se cadono i vincoli idrogeologici non ci sarà alcuna speculazione edilizia, in quanto si tratta di terreni agricoli». Ma i nodi restano aggrovigliati. Nessuno ha precisato i nomi e i titoli degli attuali detentori. Nemmeno sui numeri c’è univocità politica. Mentre la maggioranza parla di «150 ettari di terreni acquisiti dal comune» il centrosinistra che fa capo a Rosania e Vastola attesta la cifra esatta “intorno ai 110 ettari”. L’assessore Marra è il più ottimista con la sua versione isolata: «Aabbiamo chiuso un accordo su 207 ettari di terreno». Da una parte il sindaco Melchionda e i suoi collaboratori parlano di «accordo storico che conclude una controversia protrattasi per diversi secoli». Dall’altro lato, Rosania e Vastola non solo chiedono al Tar l’annullamento della delibera, ma aspettano che venga fatta piena luce.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-5067262447535770946?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5067262447535770946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5067262447535770946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2009/03/25032009-dal-mattino-di-salerno-maria.html' title='ANCORA SULLA VICENDA DI EBOLI'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SdYN2b4um1I/AAAAAAAAANw/X5SgfjQXbUg/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-2613522093218897197</id><published>2009-02-28T15:09:00.001+01:00</published><updated>2009-02-28T15:11:45.779+01:00</updated><title type='text'>USI CIVICI A EBOLI. UNA QUESTIONE SENZA FINE ?</title><content type='html'>da il Mattino di Salerno&lt;br /&gt;28/02/2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eboli. Torna in consiglio comunale con una interrogazione urgente la vicenda dei terreni dell’Istituto Orientale, un contenzioso ultradecennale su 400 ettari di fondi agricoli che il comune di Eboli donò al Collegio dei Cinesi. Su una superficie di oltre due milioni di metri quadrati torna ad insediarsi lo scontro politico che ora potrebbe avere anche conseguenze sull’accordo transattivo in prima battuta approvato dal consiglio comunale e sul quale c’è l’ultima parola dell’Avvocatura dello Stato. Un consigliere comunale del Pd, Mauro Vastola, ripropone la vicenda che già aveva avuto diversi commenti. «Ci siamo riappropriati di 2 milioni di metri quadrati di terreni, in una zona strategica della Piana del Sele. Su quei terreni potrà già nascere il porto turistico, in attesa che il consiglio comunale torni a discuterne per darne gli indirizzi concreti» aveva sostenuto il presidente del consiglio comunale, Mario Conte. Il sindaco Melchionda: «Il consiglio comunale ha posto fine a un lungo braccio di ferro, ottenendo così la restituzione di 150 di ettari di terreno. Ora ne avremo la proprietà esclusiva». All’Orientale resteranno i fondi San Pietro Primo, San Pietro e Petruccia: «Su questi terreni abbiamo rinunciato al diritto degli usi civici», ha spiegato Melchionda. Cosimo Pio Di Benedetto (Pdl): «La transazione poteva essere chiusa con un risultato migliore». «La proposta transattiva, raffrontata alla normativa sugli usi civici del 1927 ed alla legge regionale numero 11 dell’81 - dice il consigliere comunale Mauro Vastola - offre uno spunto ad una serie di dubbi ed interogativi». Prima cifra da stabilire, secondo Vastola, è l’estensione totale dei terreni su i quali il comune di Eboli rivendica il diritto di uso civico. Perchè sugli usi civici «i proprietari sono i cittadini di Eboli, non i privati e lo stesso comune. «Al Comune spetta solo l’attività di gestione e di amministrazione dei terreni gravati da usi civici e non può disporre degli stessi» aggiunge Vastola. Sugli stessi terreno insistono anche una serie di occupatori. «È giusto ed opportuno che in consiglio comunale si conoscano gli attuali occupatori dei terreni e la loro legittimazione. Perchè c’è un interrogativo al quale chiedo risposta: è vero che con la conciliazione inserita nella proposta transattiva i terreni vengono posseduti in enfiteusi dagli occupatori i quali potranno affrancarselo con il pagamento del canone attuale moltiplicato per quindici vantando effettuati miglioramenti agrari?»&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-2613522093218897197?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2613522093218897197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2613522093218897197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2009/02/usi-civici-eboli-una-questione-senza.html' title='USI CIVICI A EBOLI. UNA QUESTIONE SENZA FINE ?'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-6869158891712927699</id><published>2009-02-18T14:53:00.001+01:00</published><updated>2009-02-18T14:53:49.221+01:00</updated><title type='text'>USI CIVICI A EBOLI (SA)</title><content type='html'>dal Mattino di Salerno&lt;br /&gt;18/02/2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FRANCESCO FAENZA Eboli.&lt;br /&gt;Il comune si riappropria dei terreni dell’Orientale, i socialisti di Conte lanciano l’idea: «costruiamo il porto turistico». L’opposizione non vota la delibera e boccia l’operazione: «Non hanno un’idea da spendere, si rifanno ai progetti di Conte di 20 anni fa” afferma Cosimo Pio Di Benedetto (Pdl). Si conclude tra le polemiche un contenzioso decennale su 400 ettari di fondi agricoli che il comune di Eboli donò al Collegio dei Cinesi (l’antesignano dell’istituto universitario orientale) fondato dal missionario ebolitano. Mario Conte, presidente del consiglio comunale, ha già la prima proposta da lanciare: «Ci siamo riappropriati di 2 milioni di metri quadrati di terreni, in una zona strategica della Piana del Sele. Su quei terreni potrà già nascere il porto turistico, in attesa che il consiglio comunale torni a discuterne per darne gli indirizzi concreti». Su un concorso internazionale di idee è orientato il sindaco di Eboli, Martino Melchionda: «Il consiglio comunale ha posto fine a un lungo braccio di ferro, ottenendo così la restituzione di 150 di ettari di terreno. Ora ne avremo la proprietà esclusiva. Ma i rapporti con l’Orientale non sono compromessi. Avvieremo una gestione collettiva per dare un impulso alle attività agricole». I fondi contesi sorgono a pochi metri dal mare e dal fiume Sele. Ma anche dalla discarica di Coda di Volpe. Senza la bonifica di quest’area, con 25mila ecoballe di rifiuti, sarà difficile parlare di progetti di rilancio. Nella proprietà del comune rientrano 100 ettari del fondo Santa Cecilia, 5 ettari del fondo Badia. All’Orientale resteranno i fondi San Pietro Primo, San Pietro e Petruccia: «Su questi terreni abbiamo rinunciato al diritto degli usi civici», spiega Melchionda. Restano da definire gli interventi sul fondo Santa Cecilia, presente lungo la provinciale 30. Scuote la testa l’opposizione: «Dopo un anno e mezzo la giunta Melchionda non ha partorito un’idea valida su cosa fare di quei terreni- afferma Cosimo Pio Di Benedetto (Pdl)-. L’Orientale ha solo l’interesse di fittarli ai privati, ma chi vuoi che venga a costruire una Università qui? Rispolverare le idee di Conte significa o che Conte aveva visto giusto vent’anni fa, oppure che Melchionda è in ritardo di 20 anni con i suoi progetti. La transazione poteva essere chiusa con un risultato migliore. Il concorso internazionale di idee è la soluzione di chi non ha idee. Con quella delibera, il sindaco non ha vincoli di alienazione dei terreni, può venderli a chi gli pare. Prima di cantare vittoria, andiamo a vedere i diritti dei privati su quei terreni. Sugli usi civici c’è poco da cantare vittoria, potevamo ottenerne 400 ettari, ce ne siamo accontentati di 150». Sulla vicenda interviene Giuseppe La Brocca, capogruppo dell’Mpa: «Bisognava chiarire la partita degli usi civici, ma non è stata fatta chiarezza. Se la maggioranza avesse fatto l’un per cento dei suoi proclami, saremmo la città più bella d’Europa. Purtroppo la realtà è ben diversa». A calmare gli animi ci prova Mario Conte. Per ora i 150 ettari sono passati nella proprietà del comune: «A breve faremo un consiglio comunale per discutere sui quali progetti realizzare sui fondi dell’Orientale. Abbiamo da poco concluso una vecchia vertenza». Ma le contestazioni all’operazione sono solo all’inizio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-6869158891712927699?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/6869158891712927699'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/6869158891712927699'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2009/02/usi-civici-eboli-sa.html' title='USI CIVICI A EBOLI (SA)'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-8902088806640241184</id><published>2009-02-11T18:15:00.001+01:00</published><updated>2009-02-11T18:17:26.888+01:00</updated><title type='text'>GIURISDIZIONE SUI BENI DEMANIALI</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Riparto di giurisdizione in tema di concessioni di beni demaniali&lt;br /&gt;Consiglio di Stato , sez. VI, decisione 03.02.2009 n° 586&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sintetica ma efficace la pronuncia n. 586/2009 dei giudici di Palazzo Spada riguardante il riparto di giurisdizione in materia di concessioni di beni demaniali.&lt;br /&gt;Il Consiglio di Stato ritiene che sussiste la giurisdizione del G.A. per una controversia in materia di concessioni di beni demaniali nel caso in cui essa riguardi una delibera con la quale l’amministrazione, nell’esercizio di un potere autoritativo, ha rideterminato il quantum del canone da pagare.&lt;br /&gt;Mentre il T.A.R., declinando la propria giurisdizione, aveva affermato la cognizione dell’A.G.O., sulla base del disposto dell’art. 5, comma 2, L. 1034/1971, il Consesso è lapidario nell’affermare che: secondo giurisprudenza consolidata (cfr. Cass., Sez.Un. n. 411/2007), “ le controversie concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi riservate, in materia di concessioni amministrative, alla giurisdizione del giudice ordinario sono quelle contrassegnate da un contenuto meramente patrimoniale, attinente al rapporto interno tra p.a. concedente e concessionario del bene, contenuto in ordine al quale la contrapposizione tra le parti si presta ad essere schematizzata secondo il binomio “obbligo-pretesa”, senza che assuma rilievo un potere di intervento riservato alla p.a. per la tutela di interessi generali”. Qualora, invece, la controversia esuli da tali limiti, coinvolgendo la verifica di come l’amministrazione ha esercitato i suoi poteri autoritativi incidendo sul rapporto concessorio, il conflitto tra p.a. e concessionario si configura secondo il binomio “ potere-interesse” e viene attratto nella sfera di competenza giurisdizionale del giudice amministrativo.&lt;br /&gt;Pertanto, sussiste la giurisdizione del GA atteso che la controversia coinvolge la verifica di come la P.A. abbia esercitato i suoi poteri autoritativi incidendo sul rapporto concessorio.&lt;br /&gt;(DA Altalex, 11 febbraio 2009)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consiglio di Stato&lt;br /&gt;Sezione VI&lt;br /&gt;Decisione 3 febbraio 2009, n. 586&lt;br /&gt;REPUBBLICA ITALIANA&lt;br /&gt;IN NOME DEL POPOLO ITALIANO&lt;br /&gt;Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)&lt;br /&gt;ha pronunciato la seguente&lt;br /&gt;DECISIONE&lt;br /&gt;sul ricorso in appello n. 8807/2003, proposto da C. A., rappresentato e difeso dagli avv.ti Silvio Malossini e Francesco Vannicelli, elettivamente domiciliato presso lo studio di quest’ultimo in Roma alla via Varrone, n. 9;&lt;br /&gt;contro&lt;br /&gt;il Comune di Bocenago, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv.ti prof. Paolo Stella Richter e Paolo Dalla Fior, elettivamente domiciliato in Roma presso lo studio del primo in Roma, viale G. Mazzini, n. 11;&lt;br /&gt;la Provincia Autonoma di Trento, in persona del Presidente pro tempore, non costituitasi nel presente grado di giudizio;&lt;br /&gt;per la riforma e l’annullamento&lt;br /&gt;della sentenza del Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa del Trentino-Alto Adige sede di Trento, n. 187/2002, resa tra le pari;&lt;br /&gt;Visto il ricorso con i relativi allegati;&lt;br /&gt;Visto la memoria di costituzione in giudizio del Comune di Bocenago;&lt;br /&gt;Vista la memoria difensiva notificata dall’appellante a sostegno delle sue posizioni;&lt;br /&gt;Visti gli atti tutti della causa;&lt;br /&gt;Relatore alla udienza pubblica del 7 novembre 2008, il Consigliere Roberto Giovagnoli, ed uditi altresì gli avv.ti Vannicelli e Stella Richter;&lt;br /&gt;FATTO E MOTIVI DELLA DECISIONE&lt;br /&gt;Ritenuto in fatto e considerato in diritto:&lt;br /&gt;- che il Tribunale di primo grado ha declinato la giurisdizione sulla base dell’art. 5, comma 2, della l. n. 1034/1971, che attribuisce alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi relativi ad un rapporto di concessione di beni demaniali;&lt;br /&gt;- che, secondo giurisprudenza consolidata (cfr. Cass. Sez. Un. n. 411/2007), “le controversie concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi riservate, in materia di concessioni amministrative, alla giurisdizione del giudice ordinario sono quelle contrassegnate da un contenuto meramente patrimoniale, attinente al rapporto interno tra p.a. concedente e concessionario del bene, contenuto in ordine al quale la contrapposizione tra le parti si presta ad essere schematizzata secondo il binomio “obbligo-pretesa”, senza che assuma rilievo un potere di intervento riservato alla p.a. per la tutela di interessi generali”. Qualora, invece, la controversia esuli da tali limiti, coinvolgendo la verifica di come l’amministrazione ha esercitato i suoi poteri autoritativi incidendo sul rapporto concessorio, il conflitto tra p.a. e concessionario si configura secondo il binomio “potere-interesse” e viene attratto nella sfera di competenza giurisdizionale del giudice amministrativo;&lt;br /&gt;- che, in applicazione di tali principi, nel caso di specie deve essere affermata la giurisdizione amministrativa, in quanto oggetto del giudizio è la delibera con la quale il Comune di Bocenago, nell’esercizio di un potere autoritativo, ha riderminato il quantum del canone da pagare;&lt;br /&gt;- che, pertanto, la sentenza appellata va annullata con rinvio al Tribunale di primo grado affinché dia luogo al giudizio di merito;&lt;br /&gt;- che la decisione sulle spese, anche del presente grado, verrà assunta al momento della definizione del giudizio, alla luce dell’esito della lite;&lt;br /&gt;P.Q.M.&lt;br /&gt;Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Sesta, non definitivamente pronunciando accoglie l’appello e, per l’effetto, annulla la sentenza appellata con rinvio al giudice di primo grado.&lt;br /&gt;Spese al definitivo.&lt;br /&gt;Ordina che la presente decisione sia eseguita dall’Autorità amministrativa.&lt;br /&gt;Così deciso in Roma, il 7 novembre 2008 dal Consiglio di Stato in sede giurisdizionale - Sez. VI - nella Camera di Consiglio, con l'intervento dei Signori:&lt;br /&gt;Claudio VARRONE Presidente&lt;br /&gt;Paolo BUONVINO Consigliere&lt;br /&gt;Domenico CAFINI Consigliere&lt;br /&gt;Bruno Rosario POLITO Consigliere&lt;br /&gt;Roberto GIOVAGNOLI Consigliere Est.&lt;br /&gt;Presidente&lt;br /&gt;CLAUDIO VARRONE&lt;br /&gt;Consigliere Segretario&lt;br /&gt;ROBERTO GIOVAGNOLI STEFANIA MARTINES&lt;br /&gt;DEPOSITATA IN SEGRETERIA IL 03/02/2009.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-8902088806640241184?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/8902088806640241184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/8902088806640241184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2009/02/giurisdizione-sui-beni-demaniali.html' title='GIURISDIZIONE SUI BENI DEMANIALI'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-845477817580452371</id><published>2009-02-11T18:12:00.000+01:00</published><updated>2009-02-11T18:14:05.542+01:00</updated><title type='text'>LA SDEMANIALIZZAZIONE DI BATTIPAGLIA (SA)</title><content type='html'>11/02/2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal Mattino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RITA TRAPANESE&lt;br /&gt;Battipaglia. Circa due milioni e 400mila euro finora incassati ed un altro milione ancora da riscuotere. Un'autentica boccata d'ossigeno per le asfittiche casse comunali arriva dalla vendita dei terreni di usi civici ubicati in località Difesa Nuova, nel comune di Pontecagnano Faiano. Suoli la cui proprietà è stata assegnata a Battipaglia all'atto della costituzione a comune ma che sono restati sempre sotto la competenza amministrativa del centro picentino. Aree (comprese in massima parte tra la linea ferroviaria e la strada SS18) occupate nel tempo da abusivi che poi hanno avuto modo di regolarizzare la proprietà in seguito ad un articolato iter che ha portato alla loro sdemanializzazione. E proprio i contratti (sedici sui possibili ventiquattro) già stipulati tra l'ente locale e quanti hanno espresso la volontà di acquistare il suolo su cui nel frattempo avevano avviato attività produttive o costruito abitazioni hanno consentito di registrare un'"entrata" positiva nei conti del comune. Una voce presente da tempo nel bilancio di previsione annuale che però finora non aveva portato ad un effettivo incasso per svariati intoppi burocratici. Lunghi scambi di incartamenti tra comune e uffici regionali, diversi ricorsi al tribunale amministrative fino all'ultima sentenza del Tar di Salerno che ad ottobre del 2006 ha accolto un'istanza presentata dall'avvocato Giuseppe Lullo, responsabile dell'Ufficio Legale dell'ente. Nell'ordinanza si rimarcava la "perdurante inerzia" della Regione Campania, e si nominava un commissario ad acta per definire l'ormai annosa questione. C'è stata poi anche una rinuncia all'incarico di un primo funzionario. L'impasse è stato superato con la nomina a commissario della dottoressa Rosa La Ragione che ha dato una svolta alla procedura ("i terreni in questione hanno perso la destinazione agro-silvo-pastorale", si leggeva nelle motivazioni della sentenza) fino ad arrivare ad emettere il decreto di sdemanializzazione dei terreni con l'assegnazione agli abusivi dei relativi suoli con la clausola di una verifica finale delle aree rispetto ad eventuali vincoli aeroportuali. Gli occupanti per entrare nel pieno possesso dei suoli hanno dovuto pagare un prezzo a metro quadro stabilito dall'Ufficio Tecnico Erariale ed aggiornato secondo l'Istat. Dunque un iter conclusosi solo di recente ma iniziato, tra molte polemiche, nel lontano 1995 durante la prima amministrazione del sindaco Fernando Zara. I terreni interessati dal processo di sdemanializzazione, oltre che in agro di Pontecagnano Faiano, sono presenti anche nel territorio di Eboli. Ed, in merito a questi ultimi, si è avviata la relativa procedura che dovrebbe portare alla vendita di decine e decine di appezzamenti a monte della strada litoranea, partendo da una recente ed aggiornata ricognizione della zona. Per questi lotti si è in attesa dei pareri dell'Autorità di Bacino e dello stesso comune di Eboli per poter poi inviare tutti gli incartamenti alla Regione. Questa ulteriore operazione di vendita dei beni demaniali dovrebbe fruttare altri due milioni di euro. Una somma però che dovrà essere utilizzata, così come quella finora incassata, per realizzare un'opera pubblica sul territorio cittadino nel rispetto della originaria destinazione dei suoli all'utilizzo della comunità battipagliese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-845477817580452371?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/845477817580452371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/845477817580452371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2009/02/la-sdemanializzazione-di-battipaglia-sa.html' title='LA SDEMANIALIZZAZIONE DI BATTIPAGLIA (SA)'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-8971100210049661984</id><published>2009-02-10T17:43:00.004+01:00</published><updated>2009-02-10T19:32:57.157+01:00</updated><title type='text'>GLI USI CIVICI SU STRISCIA LA NOTIZIA DEL 3 FEBBRAIO 2009</title><content type='html'>(segnalazione puntuale come al solito del dott. G. B. Venneri di Casalvelino -SA-)&lt;br /&gt;Martedì 03 Febbraio 2009&lt;br /&gt;&lt;a href="javascript:openVideoLl("&gt;Capitan Ventosa e le mucche&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una vicenda di liti decennali e di mucche&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/"&gt;http://www.striscialanotizia.mediaset.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;VAI POI SU ARCHIVO PUNTATE&lt;br /&gt;E SU 119 PUNTATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-8971100210049661984?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/8971100210049661984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/8971100210049661984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2009/02/gli-usi-civici-su-striscia-la-notizia.html' title='GLI USI CIVICI SU STRISCIA LA NOTIZIA DEL 3 FEBBRAIO 2009'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-2352719152622408655</id><published>2009-01-21T12:08:00.000+01:00</published><updated>2009-01-21T12:09:33.323+01:00</updated><title type='text'>IL TAR SALERNO SUL CASO HOTEL CASTELSANDRA DI CASTELLABATE</title><content type='html'>N. 00019/2009 REG.SEN.&lt;br /&gt;N. 01867/2007 REG.RIC.&lt;br /&gt;N. 01868/2007 REG.RIC.&lt;br /&gt;REPUBBLICA ITALIANA&lt;br /&gt;IN NOME DEL POPOLO ITALIANO&lt;br /&gt;Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania&lt;br /&gt;sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda)&lt;br /&gt;ha pronunciato la presente&lt;br /&gt;SENTENZA&lt;br /&gt;Sul ricorso numero di registro generale 1867 del 2007, proposto da: Agizza Antonio, rappresentato e difeso dagli avv. Pietro Federico e Lorenzo Lentini, con domicilio eletto presso l’avv. Lorenzo Lentini in Salerno, c.so Garibaldi, 103;&lt;br /&gt;contro&lt;br /&gt;Comune di Castellabate, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avv. Adriano Tortora, con domicilio eletto presso la Segreteria del Tar;Regione Campania, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall'avv. Beatrice Dell'Isola, con domicilio eletto presso gli uffici regionali in Salerno, c.so Garibaldi,33 ; Ministero Per i Beni e Le Attivita' Culturali, Soprintendenza Beni Arch., Paesaggio,Patr.Storico e Demoet, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’ l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Salerno, con domicilio eletto presso di questa in Salerno, corso Vittorio Emanuele n. 58;Ente Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Salerno con domicilio eletto presso la sede di questa in Salerno, corso Vittorio Emanuele N.58;&lt;br /&gt;nei confronti di&lt;br /&gt;Società Ardea S.p.a., Ditta Insalata Elia, Ditta Manna Oreste, in persona dei legali rappresentanti p.t., non costituiti in giudizio;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul ricorso numero di registro generale 1868 del 2007, proposto da: Societa' Hotel Castelsandra di Romano Leonilde &amp;amp; C. s.a.s., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avv. Pietro Federico e Lorenzo Lentini, con domicilio eletto presso l’avv. Lorenzo Lentini in Salerno, c.so Garibaldi, 103;&lt;br /&gt;contro&lt;br /&gt;Comune di Castellabate, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avv. Adriano Tortora, con domicilio eletto presso la Segreteria del Tar;Regione Campania, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall'avv. Beatrice Dell'Isola, con domicilio eletto presso gli uffici regionali in Salerno, c.so Garibaldi,33 ; Ministero Per i Beni e Le Attivita' Culturali, Soprintendenza Beni Arch., Paesaggio,Patr.Storico e Demoet, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’ l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Salerno, con domicilio eletto presso di questa in Salerno, corso Vittorio Emanuele n. 58;Ente Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Salerno con domicilio eletto presso la sede di questa in Salerno, corso Vittorio Emanuele N.58;&lt;br /&gt;nei confronti di&lt;br /&gt;Società Ardea S.p.a., Ditta Insalata Elia, Ditta Manna Oreste, in persona dei legali rappresentanti p.t., non costituiti in giudizio;&lt;br /&gt;per l'annullamento&lt;br /&gt;previa sospensione dell'efficacia,&lt;br /&gt;quanto ai ricorsi principali:&lt;br /&gt;della delibera di Giunta Comunale del Comune di Castellabate n. 137 del 15-5-2004, con la quale si è approvato il progetto esecutivo di demolizione del I lotto delle opere edilizie abusive del complesso Hotel Castelsandra, in uno ai relativi allegati progettuali;&lt;br /&gt;del verbale di conferenza di servizi del 6-7-2007, con il quale sono stati acquisiti i pareri favorevoli delle autorità di tutela paesaggistico-ambientale sul progetto di demolizione;&lt;br /&gt;del protocollo di intesa richiamato nel predetto verbale di conferenza di servizi;&lt;br /&gt;della nota della Regione Campania- Area Gestione del Territorio- prot. n. 3960 del 23-2-2004 di richiesta di trasmissione del progetto di demolizione;&lt;br /&gt;della nota 8548 del 16-4-2004, con cui la regione Campania ha diffidato il Comune di Castellabate a procedere alla demolizione abusiva delle opere, con avviso dell’attivazione dei poteri sostitutivi in caso di ulteriore inerzia;&lt;br /&gt;della nota 2573 del 3-3-2004 del Comune di Castellabate di richiesta di assegnazione somme di cui al fondo di rotazione ex l.reg. n. 15/2002 per la demolizione del complesso immobiliare;&lt;br /&gt;ove occorra, della nota prot. 36 del 26-10-2003 dell’UTC di trasmissione dello studio di fattibilità relativo agli interventi di demolizione;&lt;br /&gt;del decreto dirigenziale della Regione Campania del 29-12-2003 di assegnazione al Comune della somma di euro 600000 per la demolizione delle opere abusive;&lt;br /&gt;ove occorra, della delibera di C.C. del Comune di Castellabate, con cui si è ribadita la volontà di conservare le opere del complesso immobiliare Hotel Castelsandra, realizzate con titoli edilizi formalmente rilasciati e di conservarle nel patrimonio comunale ai fini del pubblico utilizzo;&lt;br /&gt;del bando dell’1-10-2007 di indizione di procedura aperta per l’affidsamento dei lavori di demolizione, in uno al relativo disciplinare di gara ed alle determine dirigenziali di approvazione;&lt;br /&gt;dei verbali di gara, nonché della determinazione di aggiudicazione dei lavori;&lt;br /&gt;di ogni altro atto presupposto, connesso o conseguente;&lt;br /&gt;quanto agli atti di motivi aggiunti:&lt;br /&gt;degli atti già impugnati con il ricorso principale nonché&lt;br /&gt;della determina n. 576/AC del 28-12-2007, a firma del Responsabile dell’area tecnica, di approvazione degli atti e del verbale di gara e di aggiudica definitiva in favore dell’A.T.I. Ardea-Insalata-Manna dei lavori di demolizione delle opere edilizie abusive del compendio immobiliare denominato Castelsandra;&lt;br /&gt;ove occorra, di tutti i verbali di gara e in particolare del verbale prot. n. 4674 del 2-11-2007 di aggiudica e degli atti consequenziali;&lt;br /&gt;ove occorra di tutti gli atti presupposti e, in particolare:&lt;br /&gt;del decreto dirigenziale n. 2587 del 29-12-2003, di copertura finanziaria dell’intervento demolitorio;&lt;br /&gt;della delibera di G.M. n. 137 del 15-5-2004, con la quale è stato approvato il progetto esecutivo delle opere di demolizione;&lt;br /&gt;della delibera di C.C. n. 10 del 4-5-2004, che ha inserito l’intervento nell’elenco triennale dei LL.PP.;&lt;br /&gt;della determina a contrattare n. 307 del 6-7-2007 di avvio della gara in oggetto, procedendo alla pubblicazione del bando;&lt;br /&gt;della nota prot. n. 15782 del 7-8-2007 del RUP, di sospensione della gara di cui al prot. n. 3954/2007;&lt;br /&gt;della determina UTC di Castellabate n. 462 dell’1-10-2007;&lt;br /&gt;del bando di gara prot. n. 4243 dell’1-10-2007;&lt;br /&gt;delle note dell’UTC prot. 4871la/FLS e 4781b/AC del 9-11-2007 di comunicazione di aggiudica provvisoria;&lt;br /&gt;della nota n. 22468 dell’ATI, con la quale si è dimostrato il possesso dei requisiti richiesti;&lt;br /&gt;ove occorra,&lt;br /&gt;della nota UTC n. 22339 del 16-11-2007;&lt;br /&gt;dei verbali di riunione tra EE.LL. del 17-7, 4-9, 23-9 e del 28-10 del 2003;&lt;br /&gt;della comunicazione di avvio del procedimento prot. 10095 del 5-5-2004;&lt;br /&gt;della delibera di G.M. n. 125 del 6-6-2007;&lt;br /&gt;di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Visti i ricorsi con i relativi allegati;&lt;br /&gt;Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Castellabate;&lt;br /&gt;Visto l'atto di costituzione in giudizio di Regione Campania;&lt;br /&gt;Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ente Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano;&lt;br /&gt;Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Castellabate;&lt;br /&gt;Visto l'atto di costituzione in giudizio di Regione Campania;&lt;br /&gt;Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero Per i Beni e Le Attivita' Culturali;&lt;br /&gt;Viste le memorie difensive;&lt;br /&gt;Visti tutti gli atti della causa;&lt;br /&gt;Relatore nell'udienza pubblica del giorno 15/05/2008 il dott. Francesco Mele e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;&lt;br /&gt;Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FATTO&lt;br /&gt;Con ricorso notificato il 27/11/2007 e depositato in pari data, iscritto al n. 1867/2007 R.G. il signor Antonio Agizza, in qualità di socio della s.a.s. Hotel Castelsandra e di gestore del complesso alberghiero sito in agro del Comune di Castellabate, impugnava dinanzi a questo Tribunale amministrativo Regionale i provvedimenti in epigrafe specificati, relativi alla demolizione delle opere edilizie abusive del complesso Hotel castelsandra, deducendone la illegittimità e chiedendone l’annullamento.&lt;br /&gt;Con articolata prospettazione denunziava: 1 ) Violazione di legge (artt. 324 cpc e 2909 c.c.)- violazione del giudicato- eccesso di potere per arbitrarietà, travisamento, sviamento, iniquità, erroneità dei presupposti – violazione dei principi di imparzialità, correttezza, buona fede ed affidamento; 2) Violazione di legge (artt. 31 e ss. , 32 e 32 l. n. 47/1985)- eccesso di potere per travisamento, difetto dei presupposti, di istruttoria, arbitrarietà, sviamento, iniquità – violazione del giusto procedimento- violazione dell’art. 21 nonies l. n. 241/1990; 3) Eccesso di potere per contraddittorietà, illogicità, irrazionalità, ingiustizia manifesta, sviamento; 4) Violazione di legge ( art. 12 l. n. 1766/1927 e 10 l.r.C. n. 11/1981) – violazione del giusto procedimento – eccesso di potere per difetto di istruttoria, del presupposto, di motivazione, iniquità, sviamento; 5) Violazione di legge (art. 27 e ss., 41 dpr n. 380/2001) – eccesso di potere per difetto, erroneità dei presupposti, arbitrarietà, sviamento, iniquità; 6) Violazione dei principi di tipicità e tassatività del regime sanzionatorio paesistico – violazione di legge ( art. 167 dlgs 42/2004, art. 6 l.r.C. n. 65/1981) – eccesso di potere; 7) Violazione di legge (artt. 3, 4 e 5 l.r.c. n. 16/1981 in relazione al PRG di Castellabate) – eccesso di potere per difetto del presupposto, erroneità, sviamento, violazione del giusto procedimento e difetto di istruttoria; 8) Violazione dei principi in teme di decisione della questione pregiudiziale- eccesso di potere per erroneità, sviamento, violazione del giusto procedimento, difetto di istruttoria- violazione della tutela dell’affidamento; 9) Eccesso di potere e nullità di tutti gli atti emessi a seguito della confisca penale.&lt;br /&gt;Con ricorso notificato il 27/11/2007 e depositato in pari data, iscritto al n. 1868/2007 R.G., la società Hotel Castelsandra di Romano Leonilde e C. s.a.s. proponeva ricorso giurisdizionale avverso i suddetti provvedimenti amministrativi, articolando le medesime censure già prospettate dal signor Antonio Agizza.&lt;br /&gt;Con successivi atti di motivi aggiunti, notificati il 17-1-2008 e depositati il 28-1-2008, il signor Agizza e la società Hotel Castelsandra impugnavano gli atti in epigrafe specificati, sempre relativi al procedimento di demolizione delle opere abusive del compendio alberghiero Hotel Castelsandra e all’affidamento dei relativi lavori, denunziando illegittimità derivata ed i seguenti vizi propri: 1) Violazione di legge (artt. 7 e 21 nonies l. n. 241/1990, in relazione agli artt. 31 e ss. dpr n. 380/2001)- violazione del giusto procedimento- eccesso di potere per illogicità, contraddittorietà, arbitrarietà, difetto di motivazione, di istruttoria e sviamento; 2) Violazione di legge ( artt. 31, 38 e 44 l. n. 47/1985)- violazione del giusto procedimento,- eccesso di potere per difetto assoluto di presupposto, arbitrarietà, iniquità e sviamento; 3) Contraddittorietà, illogicità e violazione delle prescrizioni dell’Assessore all’Urbanistica della Regione Campania; 4) Violazione dei principi generali in tema di manifestazione di volontà e di autotutela- violazione dell’onus clare loquendi- violazione degli artt. 7 e 10 della l. n. 241/1990- violazione del contraddittorio e del diritto di difesa- eccesso di potere.&lt;br /&gt;Instauratosi il contraddittorio, si costituivano in giudizio il Comune di Castellabate, la Regione Campania ed il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, deducendo l’inammissibilità e l’infondatezza dei ricorsi.&lt;br /&gt;Le cause venivano discusse e trattenute per la decisione all’udienza del 15 maggio 2008.&lt;br /&gt;DIRITTO&lt;br /&gt;Deve preliminarmente essere disposta la riunione dei ricorsi iscritti ai nn. 1867/2007 e 1868/2007 R.G. per evidente connessione oggettiva e soggettiva.&lt;br /&gt;Trattasi, invero, di ricorsi proposti avverso le medesime amministrazioni, concernenti gli stessi provvedimenti amministrativi ed afferenti ad un’unica vicenda, relativa alla demolizione di opere edilizie eseguite nel Comune di Castellabate.&lt;br /&gt;Ciò premesso, ritiene il Tribunale che i ricorsi ed i successivi motivi aggiunti siano infondati nel merito e vadano pertanto respinti.&lt;br /&gt;La prima questione che deve essere esaminata dal Collegio concerne il condono delle opere abusive delle quali è stata disposta la demolizione.&lt;br /&gt;Parte ricorrente richiama in proposito la sentenza n. 2/2004 del Commissario per gli Usi Civici della Campania, assumendo che la stessa, con autorità di cosa giudicata, avrebbe affermato: “- la titolarità della concessione in godimento prevista dall’art. 32 della legge n. 47/1985; - il carattere sostanziale di concessione edilizia in sanatoria del parere prot. n. 218/2001, a firma del Sindaco e del responsabile del Servizio; - l’assenso implicito, attraverso il suddetto parere prot. n. 218/2001 alla disponibilità in uso delle aree demaniali gravate da usi civici, ai sensi dell’art. 32 della legge n. 47/1985”.&lt;br /&gt;Deve, pertanto, acclararsi se effettivamente sulle richiamate affermazioni si sia formato il giudicato, onde escludere la possibilità da parte di questo giudice di un autonomo esame della questione.&lt;br /&gt;Ritiene in proposito il Tribunale che non vi sia formazione di giudicato sul punto.&lt;br /&gt;Costituisce costante affermazione giurisprudenziale (Cass. 23-12-1999, n. 14477; 6-9-1999, n. 9401) quella secondo cui il giudicato sostanziale (art. 2909 c.c.)- che, in quanto riflesso di quello formale (art. 324 cpc) fa stato ad ogni effetto fra le parti per l’accertamento del diritto controverso – si forma su tutto ciò che ha costituito oggetto della decisione, compresi gli accertamenti di fatto, i quali rappresentano le premesse necessarie ed il fondamento logico-giuridico della pronuncia, spiegando, quindi, la sua autorità non solo nell’ambito della controversia e delle ragioni fatte valere dalle parti (cosiddetto giudicato esplicito), ma estendendosi necessariamente agli accertamenti che si ricollegano in modo inscindibile con la decisione, formandone il presupposto, così da coprire tutto quanto rappresenta il fondamento logico-giuridico della pronunzia; pertanto, l’accertamento su di un punto di fatto o di diritto costituente la premessa necessaria della decisione divenuta definitiva, quando sia comune ad una causa introdotta posteriormente, preclude il riesame della questione, anche se il giudizio successivo abbia finalità diverse da quelle del primo ed a condizione che i due giudizi abbiano identici elementi costitutivi dell’azione (soggetti, causa pretendi e petitum), secondo l’interpretazione della decisione affidata al giudice di merito.&lt;br /&gt;L’autorità di cosa giudicata, quindi, copre le questioni che, ove non dedotte specificamente, hanno costituito dei precedenti logici necessari alla pronuncia (cfr. Cass. 29-5-1999, n. 5241), formando la premessa logica indispensabile della statuizione contenuta nel dispositivo della sentenza con autorità di cosa giudicata (cfr. Cass. 16-4-1999, n. 3795), costituendo, dunque, precedenti logici essenziali e necessari alla pronuncia (Cass. 14-1-2000, n. 14747).&lt;br /&gt;Ciò posto, va osservato che l’oggetto del giudizio svoltosi dinanzi al Commissario per gli Usi Civici, come si evince dalla richiamata sentenza n. 3/2004, concerne la declaratoria di demanialità civica dei terreni su cui è sorto il complesso alberghiero Hotel Castelsandra, al fine della declaratoria di nullità del decreto di confisca n. 19/89 M.P., nonché l’obbligo di restituzione del suddetto complesso alberghiero al ricorrente”.&lt;br /&gt;Ed, invero, il dispositivo della sentenza, per la qual parte si assume si passaggio in giudicato, “dichiara che l’area di sedime sulla quale insiste il complesso alberghiero “Hotel Castelsandra” ed i manufatti ed infrastrutture sovrastanti rientrano nel demanio civico del Comune di Castellabate”.&lt;br /&gt;Non vi è, dunque, alcuna statuizione di merito (non essendovi tra l’altro corrispondenza alcuna con la domanda proposta) in ordine alla sanatoria urbanistico-edilizia di opere abusive concernenti il predetto complesso, suscettibile di acquistare autorità di cosa giudicata.&lt;br /&gt;Rileva, invero, il Tribunale che i “dicta” giurisdizionali richiamati dal ricorrente non attengono all’oggetto principale del giudizio ( accertamento della natura demaniale civica del bene), ma costituiscono argomentazioni volte a giustificare la reiezione delle eccezioni di carenza di legittimazione e di interesse ad agire formulate dalle controparti.&lt;br /&gt;E’, invero, in tale parte della sentenza ed all’esclusivo fine della ammissibilità dell’esame delle domande di merito che il Commissario per la liquidazione degli usi civici afferma della esistenza di una disponibilità all’uso del suolo ex art. 32 della legge 47/1985 in presenza di parere favorevole rilasciato dal Sindaco e dal Responsabile del servizio del Comune di Castellabate in data 29-9-2001 (prot. n. 218/2001), assumendo pure che tale provvedimento rivestirebbe “natura sostanziale di concessione”.&lt;br /&gt;Deve, pertanto, ritenersi che la soluzione delle questioni di rito abbia funzione meramente preparatoria della decisione finale di merito e non formi oggetto del giudicato.&lt;br /&gt;In ogni caso, le richiamate affermazioni varrebbero al limite a sostenere nel presente giudizio, con efficacia preclusiva di altra statuizione, una legittimazione ovvero un interesse ad agire di parte ricorrente (necessariamente richiedendosi comunque identità di personae , petitum e causa pretendi, questione sulla quale, peraltro, non appare indispensabile, ai fini della decisione, indagare nella presente sede ), ma non certamente ad impedire al Tribunale di esaminare autonomamente, al fine dell’accertamento di legittimità dei provvedimenti assunti dalla p.a., questioni concernenti la sanatoria dei beni in contestazione.&lt;br /&gt;Né, a parere del Collegio, le affermazioni del Commissario per la liquidazione degli usi civici richiamate dai ricorrenti possono costituire giudicato implicito nel presente giudizio.&lt;br /&gt;Questo, come si è sopra detto, si riferisce ai precedenti logici essenziali e necessari della pronuncia.&lt;br /&gt;Invece, nella fattispecie in esame, la sanatoria delle costruzioni non incide né interferisce assolutamente in via logica con la statuizione, contenuta nel dispositivo della sentenza, della natura demaniale civica dei beni, prescindendo questa assolutamente dal regime edilizio-urbanistico dei manufatti.&lt;br /&gt;Tale natura, invero, è questione che può essere risolta senza dover necessariamente indagare, come in realtà è avvenuto, sulla avvenuta sanatoria o meno delle costruzioni.&lt;br /&gt;Non vi è, dunque, alcun rapporto di presupposizione logica, risultando la questione essere stata esaminata dal Commissario solo al fine meramente processuale di ritenere ammissibile la domanda di merito proposta.&lt;br /&gt;Sulla base delle considerazioni tutte sopra svolte, dunque, risulta infondato il primo motivo di ricorso con il quale viene dedotta elusione di giudicato e questo Tribunale può autonomamente esaminare le questioni concernenti il condono dei manufatti senza incontrare preclusione alcuna riveniente da giudicato.&lt;br /&gt;La disamina di tali questioni, impone, peraltro, un preliminare chiarimento in ordine al regime dominicale delle aree e delle opere abusive per cui è causa.&lt;br /&gt;Le stesse non appartengono al ricorrente, ma sono di proprietà del Comune di Castellabate.&lt;br /&gt;Tale circostanza è pacifica tra le parti ed è stata definitivamente chiarita dalla richiamata pronuncia del Commissario per la Liquidazione degli Usi Civici, la quale ha affermato che “non è contestabile il carattere di demanio civico dell’area di sedime di cui risulta titolare il Comune di Castellabate, così come non è discutibile che in virtù del principio dell’accessione detto Comune sia altresì proprietario del complesso turistico alberghiero e delle infrastrutture realizzate dalla società Hotel Castelsandra, e che anche questi beni abbiano assunto carattere di demanio civico”. Trattasi, dunque, di beni che “sono soggetti ad un regime giuridico che ha i caratteri propri della demanialità in quanto sono inalienabili, incommerciabili, imprescrittibili, non suscettibili di pignoramento e quindi di espropriazione forzata tanto su istanza di parte che della stessa P.A.”.&lt;br /&gt;Ciò premesso, e venendo allo specifico esame delle questioni sollevate da parte ricorrente, va in primo luogo evidenziato che per i beni in relazione ai quali è stata disposta la demolizione non vi è stata emanazione di alcun provvedimento di condono edilizio ovvero di concessione in sanatoria.&lt;br /&gt;Non si rinviene, al riguardo, negli atti di causa alcun provvedimento espresso, conclusivo del relativo procedimento, che abbia sanato dal punto di vista urbanistico-edilizio i manufatti per cui è causa.&lt;br /&gt;Né è possibile ritenere che valore sostanziale di concessione in sanatoria sia rivestito dalla determinazione n. 218/2001 del 26-9-2001, con la quale, in relazione alla domanda di condono prodotta dalla Società, il Comune di Castelsandra ha espresso “parere favorevole ai sensi dell’art. 32 della legge n. 47/1985”.&lt;br /&gt;Costituisce, invero, ormai pacifica acquisizione giurisprudenziale (cfr. da ultimo TAR Lazio, II, 12-5-2008, n. 3867) quella secondo cui il parere favorevole della Commissione Edilizia e la sua comunicazione non costituiscono rilascio della concessione edilizia, che è atto formale ed autonomo.&lt;br /&gt;Tali considerazioni valgono anche per la concessione edilizia in sanatoria, ove alcun rilievo di equipollenza è possibile scorgere né nel parere della Commissione Edilizia Integrata né nel parerre reso ai sensi dell’art. 32 della legge n. 47/1985 , il quale è atto endoprocedimentale, non conclusivo del procedimento, diverso ed autonomo rispetto alla concessione edilizia in sanatoria, come chiaramente dimostrato dalla stessa lettera della legge, la quale subordina il rilascio di quest’ultima al previo parere favorevole dell’autorità preposta al vincolo (così stigmatizzando la distinzione e la valenza autonoma dei due atti).&lt;br /&gt;Quest’ultimo, invero, nella considerazione della giurisprudenza è ritenuto unicamente atto equipollente ad un ordinario nulla osta paesaggistico.&lt;br /&gt;Va, poi, precisato, con riferimento allo specifico caso concreto, che la richiamata determinazione n. 218/2001 costituisce parere favorevole sotto il profilo paesaggistico in relazione ad opere realizzate in area sottoposta a vincolo e non anche atto di disponibilità dell’ente proprietario alla concessione onerosa del suolo per l’ipotesi di manufatti realizzati su aree di proprietà di enti pubblici territoriali, ai sensi del terz’ultimo comma del richiamato art. 32 della legge n. 47/1985.&lt;br /&gt;Difatti, come si evince chiaramente dal contenuto del provvedimento (che contiene un generico richiamo all’art. 32), la determinazione favorevole riguarda la sola compatibilità paesaggistico-ambientale delle opere; non vi è riferimento alcuno alla concessione della disponibilità di un suolo demaniale e vi è una espressa affermazione di equipollenza dell’atto alla autorizzazione preventiva di cui all’art. 151 del D.L.gvo n. 490/1999, nonché il richiamo ad una esclusiva valutazione di compatibilità paesaggistica (“parere favorevole a condizione che eventuali manufatti che determinano un particolare impatto ambientale vengano opportunamente trattati con un mirato intervento di recupero paesistico ambientale”).&lt;br /&gt;Va, infine, osservato che non appare corretta l’affermazione del Commissario per la Liquidazione degli Usi Civici, nella parte in cui rileva che detto parere sarebbe “significativamente intervenuto due giorni dopo il decreto direttoriale del 27-9-2001 dell’Agenzia del Demanio”.&lt;br /&gt;Invero, il parere, come risulta dalla copia conforme depositata in giudizio, è precedente, in quanto adottato il 26-9-2001, onde neppure da tale circostanza (ammesso che possa avere tale valenza) è possibile desumerne il carattere di concessione edilizia in sanatoria ovvero di concessione in disponibilità dell’uso del suolo.&lt;br /&gt;Dalle considerazioni sopra svolte emerge, dunque, che per le opere per cui è causa non vi è alcun provvedimento espresso di concessione in sanatoria.&lt;br /&gt;Deduce, peraltro, parte ricorrente che nel caso concreto il titolo abilitativo in sanatoria si sarebbe formato per silenzio –assenso, ai sensi dell’art. 35 della legge n. 47/1985.&lt;br /&gt;Anche tale affermazione non risulta condivisibile; e ciò per due ordini di motivi.&lt;br /&gt;Va in primo luogo rilevato che l’elaborazione giurisprudenziale sul punto ha chiarito che il silenzio-assenso è un effetto provvedimentale che consegue all’inerzia dell’amministrazione; dunque, ad una situazione per la quale il privato abbia adempiuto a tutti gli oneri procedimentali e documentali ed in relazione alla quale esistano quei requisiti minimi per poter consentire all’ente di emanare una pronunzia espressa sulla istanza del privato.&lt;br /&gt;Tale situazione non è configurabile nella fattispecie in esame.&lt;br /&gt;Invero, una pronunzia espressa sulla sanatoria urbanistico-edilizia delle opere non poteva essere emessa, considerato che, trattandosi di manufatti edificati su area demaniale, mancava l’indefettibile presupposto dell’atto di concessione in disponibilità dell’ente proprietario del suolo.&lt;br /&gt;Al riguardo, è stato affermato, in analoga fattispecie (cfr. TAR Lazio, II, 3-2-1990, n. 280), che nel caso di opera insistente su area demaniale marittima sottoposta a vincolo ambientale, l’istanza di condono non è in alcun modo idonea a far maturare automaticamente il silenzio-assenso, in conseguenza del solo decorso del termine di ventiquattro mesi dalla presentazione della istanza stessa, occorrendo un esplicito parere dell’autorità preposta alla gestione del vincolo.&lt;br /&gt;Orbene, tali considerazioni valgono anche nel caso in cui sia necessaria la concessione dell’uso del suolo, che nel caso in esame, come si è sopra visto, manca, trattandosi di condizione indefettibile per il rilascio della concessione in sanatoria.&lt;br /&gt;Rileva, poi, a parere del Tribunale anche un ulteriore elemento, relativo alla pratica di condono afferente le opere oggetto del presente giudizio.&lt;br /&gt;L’analisi della documentazione allegata al ricorso evidenzia che le istanze di condono edilizie (assunte al numero di protocollo 111 dal Comune di Castellabate) risultano essere presentate dalla sig.ra Romano Leonilde, amministratore delegato della s.a.s. Hotel Castelsandra, dichiarando espressamente che proprietario delle opere è l’Hotel Castelsandra s.a.s. e che le stesse non sono state eseguite su aree di proprietà dello Stato o di Enti pubblici territoriali.&lt;br /&gt;Dunque, la società ha richiesto il condono edilizio di manufatti di cui assume la proprietà e non realizzati su aree demaniali.&lt;br /&gt;Orbene, come è stato in precedenza evidenziato, tale circostanza non corrisponde al vero, atteso che l’area di sedime e le opere appartengono al demanio civico del Comune di Castellabate.&lt;br /&gt;Dunque, la domanda di condono reca indicazioni erronee in ordine a circostanze essenziali alla definizione della pratica.&lt;br /&gt;Le stesse, pertanto, così come proposte, si presentano palesemente inammissibili e comunque non accoglibili, considerato che si pretende di ottenere la sanatoria edilizia di beni appartenenti ad un ente pubblico (in virtù del principio dell’accessione), realizzate su area demaniale, alla stessa stregua di un qualsiasi altro bene privato, senza attivare (con corretto impulso di parte e con regolare istanza) lo specifico procedimento all’uopo previsto.&lt;br /&gt;E’ evidente che in tale situazione il mancato pronunciamento espresso dell’Ente non determina affatto la formazione del silenzio-assenso.&lt;br /&gt;Le considerazioni sopra svolte in ordine alle istanze di condono ed ai relativi contenuti consentono, altresì, al Tribunale di ritenere infondata l’ulteriore rilievo di illegittimità della disposta demolizione articolato in ricorso, fondato sulla mancata previa definizione della istanza di condono.&lt;br /&gt;Parte ricorrente richiama al riguardo l’orientamento giurisprudenziale per il quale è illegittimo l’ordine di demolizione di opere abusive per le quali sia stata in precedenza presentata domanda di sanatoria, ove l’Amministrazione non abbia dapprima definito tale procedimento di regolarizzazione del manufatto.&lt;br /&gt;Tale regola giurisprudenziale, invero, non risulta applicabile al caso in esame.&lt;br /&gt;Osserva, invero, il Collegio che essa costituisce applicazione del principio di ragionevolezza dell’azione amministrativa.&lt;br /&gt;Questo è canone generale dell’azione amministrativa, fondato sull’art. 97 della Costituzione, ed esprime il precetto secondo cui sono vietate le decisioni arbitrarie ed irragionevoli dell’amministrazione, così imponendo a quest’ultima di bilanciare gli interessi coinvolti nel procedimento in maniera plausibile e giustificabile.&lt;br /&gt;Dunque, è irragionevole la scelta dell’Amministrazione di ingiungere la demolizione di un’opera abusiva senza avere prima definito il procedimento di sanatoria, considerato che, ove il manufatto fosse ritenuto sanabile, l’azione sanzionatoria si rivelerebbe inutile ed ingiusta, in quanto mortificherebbe l’interesse del privato senza peraltro realizzare adeguatamente quello pubblico, attesa la sanabilità per l’ordinamento dell’opera edilizia.&lt;br /&gt;Osserva, peraltro, il Tribunale che l’operatività della regola va valutata anche sotto il profilo procedimentale, considerato che l’azione amministrativa si svolge attraverso procedimenti; invero, in tale vicenda si è in presenza di un’ipotesi di “collegamento” tra procedimenti (quello sanzionatorio e quello di condono edilizio), fattispecie quest’ultima che si verifica quando l’uno interferisce sull’altro, per quanto non facciano parte della stessa sequenza procedimentale.&lt;br /&gt;Tale “interferenza” è riconducibile ai principi generali dell’azione amministrativa: invero, secondo una regola di economia amministrativa e di ragionevolezza la pendenza della domanda di sanatoria sospende il procedimento sanzionatorio, che potrà riprendere il suo iter solo se la domanda viene respinta.&lt;br /&gt;L’”interferenza” citata, pertanto, ha modo di operare, costituendo l’obbligo di previa definizione di uno dei procedimenti rispetto all’altro, solo se per il procedimento di condono edilizio operi in concreto il principio del dovere di conclusione del procedimento, sancito dall’articolo 2 della legge n. 241/1990.&lt;br /&gt;Invero, solo se nella fattispecie concreta l’amministrazione ha il dovere di concluderlo con un provvedimento espresso, possono ritenersi operanti i citati canoni della economia e della ragionevolezza dell’azione, finalizzati ad evitare determinazioni tra loro contrastanti, arbitrarie o irragionevoli.&lt;br /&gt;Orbene, ritiene il Tribunale che nella fattispecie oggetto del presente giudizio la richiamata regola giurisprudenziale non abbia modo di operare proprio perché in concreto non risulta sussistente un obbligo di conclusione del procedimento di condono edilizio.&lt;br /&gt;La giurisprudenza, occupandosi dell’istituto del silenzio e della inerzia dell’amministrazione, ha avuto modo di individuare le fattispecie nelle quali difetta, in capo alla p.a., l’obbligo di conclusione del procedimento.&lt;br /&gt;Costituisce, invero, pacifica acquisizione giurisprudenziale quella secondo cui “ ai sensi dell’art. 2 della legge n. 241/1990, la pubblica amministrazione ha l’obbligo di concludere il procedimento con provvedimento espresso, salvo che non sia stata già adottata una formale risoluzione amministrativa rimasta inoppugnata e non siano sopravvenuti mutamenti della situazione di fatto o di diritto, o si tratti di domande manifestamente assurde o totalmente infondate o illegali”(cfr.Cons.Stato, IV, 20-11-2000, n. 6181; IV, 23-1-1989, n. 21).&lt;br /&gt;Non può, poi, non evidenziarsi che, in ipotesi di vizi formali della domanda ( es. irritualità, incompletezza, difetto di documentazione) si ritiene che, pur sussistendo in astratto un obbligo dell’Amministrazione di provvedere, in relazione al contenuto della domanda tale obbligo non sussiste in concreto per motivi pregiudiziali o formali. .&lt;br /&gt;Nella fattispecie in esame non vi è obbligo di conclusione del procedimento di condono con provvedimento espresso in quanto la domanda del privato, così come proposta, si manifesta in tutta evidenza inammissibile o infondata, essendo stata richiesta dal privato, nella qualità di titolare di diritto dominicale, la sanatoria di opere di proprietà comunale insistenti su area demaniale civica.&lt;br /&gt;Non sussistendo l’obbligo di conclusione del procedimento, è evidente che non vi è una interferenza procedimentale rilevante al fine di ritenere obbligatoria, rispetto alla demolizione, la previa definizione della domanda di condono edilizio.&lt;br /&gt;Ritiene, di poi, il Tribunale, in tal modo rilevando la non fondatezza del vizio di contraddittorietà denunziato con l’atto di motivi aggiunti, che l’inesistenza di un obbligo di provvedere è un dato oggettivo - rilevante di per sé, esclusivamente derivante dalla mancanza di un obbligo di provvedere secondo norme giuridiche o principi generali dell’azione amministrativa - il quale non può essere posto in non cale da una contraria manifestazione di volontà di altro soggetto amministrativo.&lt;br /&gt;Sicchè, risulta a tal fine irrilevante la circostanza che in sede di conferenza di servizi l’Assessore Regionale all’Urbanistica abbia affermato che “il Sindaco dovrà emanare il provvedimento di diniego della richiesta di condono edilizio”, considerato che il suddetto obbligo risultava oggettivamente insussistente e non poteva di conseguenza essere costituito ex novo dall’organo regionale.&lt;br /&gt;Né, a giudizio del Collegio, vi è stata nella specie violazione del principio dell’autovincolo, considerato che l’affermazione di conclusione provvedimentale del procedimento di condono proviene da un ente diverso (regione) rispetto all’autorità competente alla definizione della sanatoria urbanistico-edilizia.&lt;br /&gt;Va, di poi, osservato che un vincolo alla definizione con atto espresso del procedimento di condono edilizio non si ravvisa neppure nell’adottato atto di avviso di avvio del procedimento di demolizione delle opere abusive; esso, invero, è determinazione logicamente e giuridicamente successiva all’esito negativo del condono, non costituendone affatto un presupposto , tale da indurre per un verso il privato a ritenere che il procedimento sarà definito con atto espresso e da costituire, per altro verso, un obbligo in tal senso in capo all’amministrazione.&lt;br /&gt;Vi è, invece, che con il richiamato avviso di avvio il Comune ha palesato la propria volontà di demolire le opere abusive, volontà che è stata di seguito attuata con le successive scelte di approvazione del progetto di demolizione e di affidamento dei relativi lavori.&lt;br /&gt;Può a questo punto passarsi all’esame di altra doglianza prospettata in ricorso, concernente la illegittimità dei provvedimenti impugnati riveniente dalla pendenza di una istanza di alienazione dei beni, ai sensi degli artt. 12 l. n. 1766/1927, 39 R.D. n. 322/1928 e 10 l. reg. Campania n. 11/1981.&lt;br /&gt;Anche qui parte ricorrente sostiene l’obbligo della P.A. della previa definizione della istanza di alienazione rispetto alla procedura demolitoria, che risulterebbe pertanto illegittima.&lt;br /&gt;A giudizio del Tribunale pure tale motivo di ricorso non è meritevole di favorevole considerazione.&lt;br /&gt;Invero, dato per fermo -in relazione a tutto quanto in precedenza esposto- che le opere per le quali è stata disposta la demolizione non hanno ottenuto il rilascio di concessione in sanatoria (né espressa né per silentium), non può revocarsi in dubbio che l’ente pubblico proprietario abbia il potere di disporne la demolizione al fine di ripristinare l’equilibrio urbanistico violato, così perseguendo l’interesse pubblico alla corretta utilizzazione e trasformazione del territorio.&lt;br /&gt;La pendenza di una domanda di alienazione dei predetti manufatti (in uno peraltro ai relativi suoli e ad altri immobili assentiti da titolo edificatorio) non gli impone una previa decisione sul punto, considerato che la procedura demolitoria interessa solo le opere illecitamente realizzate e , dunque, la volontà di eliminazione delle stesse, essendo diretta al ripristino della legalità violata (oltre che al perseguimento dell’interesse urbanistico), risulta certamente prevalente e in alcun modo condizionata da una richiesta di cessione del privato.&lt;br /&gt;Per l’effetto, sotto tale profilo, non sono riscontrabili nella condotta della P.A. né violazione di obblighi di legge né profili di irragionevolezza, illogicità o altri sintomi di eccesso di potere.&lt;br /&gt;Va, invero, osservato, che la demolizione è riferita alle sole opere abusive e non anche a quelle realizzate previo rilascio di autorizzazione alla edificazione, per le quali il Comune , con delibera di C.C. n. 12 del 28-3-2003, ha espresso volontà di conservazione e di attivazione del procedimento di sdemanializzazione.&lt;br /&gt;Dunque, la doglianza di parte ricorrente è per le ragioni sopra esposte infondata senza dovere ulteriormente indagare se vi sia stato comunque in altri provvedimenti assunti dal Comune un diniego implicito della domanda di alienazione.&lt;br /&gt;Deve a questo punto essere esaminata la legittimità degli atti impugnati nella parte in cui dispongono la demolizione delle opere abusive del compendio Hotel Castelsandra e l’affidamento dei relativi lavori.&lt;br /&gt;Parte ricorrente ne deduce l’invalidità, evidenziando che nella specie non sarebbero state adottati i provvedimenti tipici previsti dalla legge n. 47/1985 per la demolizione dei manufatti non assentiti da previo titolo abilitativo.&lt;br /&gt;In particolare, si rileverebbe l’incompetenza dell’organo emanante, la mancata previa diffida all’autore dell’abuso e l’omissione di indefettibili fasi procedimentali, non risultando riconducibile l’attività espletata ai moduli procedimentali previsti dal dpr n. 380/2001 (segnatamente dagli artt. 35 e 27 del suddetto provvedimento normativo).&lt;br /&gt;Le doglianze di parte ricorrente non sono suscettibili di favorevole considerazione, in relazione alla peculiarità della fattispecie oggetto di causa.&lt;br /&gt;Va in primo luogo rilevato che gli immobili per cui è causa insistono su area demaniale civica, onde risulta possibile il procedimento di demolizione diretta, senza il preventivo passaggio dell’ingiunzione al responsabile dell’abuso.&lt;br /&gt;Invero, l’articolo 27, comma 2, del richiamato dpr n. 380/2001 consente tale possibilità nel caso in cui si tratti di aree “appartenenti ai beni disciplinati dalla legge 16 giugno 1927, n. 1766”, previa comunicazione alle amministrazioni competenti le quali possono eventualmente intervenire ai fini della demolizione.&lt;br /&gt;Nel caso in esame risultano essere state coinvolte tutte le amministrazioni interessate, le quali hanno condiviso la determinazione, come emerge dalla corrispondenza intercorsa tra gli enti e dai numerosi verbali di conferenza di servizi depositati in giudizio.&lt;br /&gt;Di poi, va osservato che l’ingiunzione di demolizione al responsabile dell’abuso – finalizzata ad ottenere la eliminazione dei manufatti da parte di questo e, nell’ordinario modulo, ad evitare che l’opera e l’area di sedime vengano acquisite al patrimonio indisponibile dell’ente- presuppone necessariamente che il privato abbia la disponibilità materiale del bene, onde potere eseguire l’attività di ripristino.&lt;br /&gt;Nella vicenda in esame è pacifico che parte ricorrente fosse priva della disponibilità dell’area e delle costruzioni, atteso che queste erano state consegnate al Comune di Castellabate (si veda il verbale di consegna del 25-10-2001) e che il Commissario per la Liquidazione degli Usi Civici, con la richiamata pronuncia n. 3/2004, aveva respinto la domanda di restituzione del Compendio Immobiliare al signor Agizza. Inoltre, in concreto non avrebbe avuto modo di operare la mancata acquisizione delle opere e dell’area di sedime, considerato che il compendio risultava di proprietà del Comune di Castellabate.&lt;br /&gt;Né assume nella presente fattispecie valenza invalidante la circostanza che la demolizione non sia stata in concreto disposta dall’organo burocratico.&lt;br /&gt;Va, invero, evidenziata la peculiarità e la complessità del procedimento nel quale si inserisce la richiamata attività di demolizione.&lt;br /&gt;Essa, infatti, rientra in una complessiva opera di riqualificazione del sito, che non comporta la mera eliminazione delle costruzioni abusive ma altresì la ricomposizione ambientale dell’area interessata con il ripristino, per quanto possibile, della situazione pregressa all’intervento costruttivo.&lt;br /&gt;La rilevanza e la complessità dell’operazione ne ha comportato la realizzazione in termini di vero e proprio lavoro pubblico, da realizzarsi in una pluralità di lotti, mediante affidamento in appalto a soggetto terzo, individuato con procedura ad evidenza pubblica.&lt;br /&gt;Sicchè la determinazione demolitoria si inserisce in un vero e proprio intervento di riqualificazione dell’area, per il quale trova applicazione il modulo procedimentale tipico della realizzazione dei lavori pubblici, articolato nelle peculiari fasi del finanziamento, della approvazione del progetto, dell’affidamento dei lavori e della esecuzione degli stessi, con applicazione delle relative competenze di legge, le quali assorbono quella “semplice” ed “ordinaria” del dirigente, propria della ingiunzione e dell’ordine di demolizione.&lt;br /&gt;Una determinazione demolitoria del Comune esiste nella fattispecie in esame, sia pur palesata attraverso le competenze proprie del procedimento di realizzazione di lavori pubblici.&lt;br /&gt;Va in proposito in primo luogo evidenziato che il Consiglio Comunale, nella citata deliberazione n. 12/2003, ha espresso la volontà di conservare le opere assistite da formale titolo edilizio per destinarle all’utilizzo pubblico, in tal modo esprimendo anche l’intento di eliminare dal mondo giuridico i manufatti abusivi ormai di proprietà dell’ente per il principio dell’accessione.&lt;br /&gt;Di poi, la scelta demolitoria è stata espressamente manifestata dalla Giunta Municipale nella delibera n. 137/2004, con la quale è stato approvato il progetto esecutivo di demolizione, predisposto dall’Ufficio Tecnico Comunale.&lt;br /&gt;Va da ultimo esaminata la doglianza con la quale viene dedotto eccesso di potere e violazione di legge, in quanto l’attività posta in essere dal Comune impedirebbe, con la demolizione dei manufatti, l’accertamento del valore delle opere realizzate nel giudizio, instaurato dinanzi al giudice ordinario, per il riconoscimento del diritto all’indennità per i miglioramenti realizzati.&lt;br /&gt;Essa è infondata, in considerazione della circostanza che la demolizione concerne unicamente le opere abusive, frutto di attività illecità per la quale non appare ipotizzabile alcun ristoro patrimoniale, a maggior ragione non dovuto in relazione alla scelta dell’ente di eliminazione dei manufatti e, dunque, di non utilizzazione degli stessi.&lt;br /&gt;Sulla base delle considerazioni tutte sopra svolte, dunque, i ricorsi principali devono essere respinti in quanto infondati.&lt;br /&gt;Alla infondatezza dei ricorsi principali segue, altresì, la reiezione dei motivi aggiunti proposti, con i quali vengono impugnati gli atti della procedura demolitoria in epigrafe indicati.&lt;br /&gt;Le argomentazioni sopra svolte valgono, invero, ad evidenziare la legittimità dell’azione amministrativa anche con riferimento ai provvedimenti di demolizione e di affidamento a soggetto privato delle relative opere.&lt;br /&gt;Le spese di causa possono, peraltro, essere integralmente compensate tra le parti costituite, sussistendone giusti motivi in relazione alla peculiarità ed alla complessità della controversia.&lt;br /&gt;P.Q.M.&lt;br /&gt;Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania-Salerno (Sezione II), definitivamente giudicando sui ricorsi in epigrafe, così provvede:&lt;br /&gt;riunisce i ricorsi iscritti ai nn. 1867/2007 e 1868/2007 R.G.;&lt;br /&gt;respinge i ricorsi.&lt;br /&gt;Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.&lt;br /&gt;Così deciso in Salerno nella camera di consiglio dei giorni 15/05/2008 e 30/10/2008 con l'intervento dei Magistrati:&lt;br /&gt;Luigi Antonio Esposito, Presidente&lt;br /&gt;Francesco Mele, Consigliere, Estensore&lt;br /&gt;Paolo Severini, Primo Referendario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ESTENSORE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL PRESIDENTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DEPOSITATA IN SEGRETERIA&lt;br /&gt;Il 12/01/2009&lt;br /&gt;(Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186)&lt;br /&gt;IL SEGRETARIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-2352719152622408655?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2352719152622408655'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2352719152622408655'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2009/01/il-tar-salerno-sul-caso-hotel.html' title='IL TAR SALERNO SUL CASO HOTEL CASTELSANDRA DI CASTELLABATE'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-7902724853254675212</id><published>2009-01-18T11:45:00.001+01:00</published><updated>2009-01-18T11:49:18.342+01:00</updated><title type='text'>NOTIZIE SUGLI USI CIVICI NEL CILENTO</title><content type='html'>NOTIZIA RIPRESA DAL MATTINO DI SALERNO DEL 17.1.2009 Castellabate. Saranno demolite le 25 villette abusive che sorgono sull'area (demanio di uso civico) circostante l'Hotel Castelsandra. Il via libera alle ruspe arriva dal Tar che ha respinto nel merito i ricorsi della società Hotel Castelsandra, in liquidazione, e del compossessore. I ricorrenti avevano impugnato numerosi atti che sono preordinati alla demolizione dei manufatti ed alla riqualificazione dell'area. Il Tribunale, però, ha giudicato infondate le censure di legittimità prospettate Riprende efficacia, quindi, la gara di appalto di abbattimento delle opere edilizie abusive, aggiudicata a dicembre del 2007 all'Ati Ardea-Insalata-Manna. Nel 2003 la Regione ha assegnato al Comune di Castellabate 600.000 euro per procedere alle demolizioni. Qualche mese dopo il finanziamento, la giunta comunale, guidata dal sindaco, ha approvato il progetto esecutivo del primo lotto dei lavori. In precedenza, la Regione aveva diffidato lo stesso Comune di Castellabate, minacciando di nominare un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia municipale. Intanto, l'Amministrazione comunale ha ribadito la volontà di conservare le opere del complesso immobiliare Castelsandra, realizzate con titoli edilizi formalmente rilasciati, e di conservarle nel patrimonio comunale ai fini del pubblico interesse. La storia - Circa quaranta anni fa una coppia di belgi decise di costruire l'albergo di prima categoria (120 posti letto) immerso nel verde collinare, dandogli il nome della giovane figlia morta. Successivamente i coniugi vendevano l'immobile alla società Hotel Castelsandra che realizzava i 25 villini abusivi. Nel 1992 il Tribunale di Napoli disponeva la confisca di tutti i beni della società per legami con un clan camorristico. Nel 1994, però, la Cassazione assolveva con formula piena un socio al 50%, dal reato di partecipazione ad associazione a delinquere di stampo mafioso e ad agosto dello stesso anno la Corte di Appello di Napoli annullava la confisca. Il 28 novembre del 2007, giorno successivo alla presentazione dei ricorsi, un decreto monocratico del presidente del Tar sospendeva gli atti impugnati. Nell'udienza del successivo 5 dicembre le parti concordemente chiedevano il rinvio, con mantenimento degli effetti della sospensiva presidenziale. Il 14 febbraio del 2008, il collegio giudicante, in relazione alla rilevanza e complessità della vicenda, fissava la trattazione del merito della controversia all'udienza del successivo 15 maggio, concedendo nelle more la richiesta sospensiva dei provvedimenti impugnati. A circa otto mesi dalla discussione dei ricorsi, il Tribunale ha depositato il suo corposo verdetto che, come ha comunicato l'avvocato Lorenzo Lentini, difensore dei ricorrenti, sarà appellato in Consiglio di Stato. Nella causa sono intervenuti anche gli avvocati Adriano Tortora (Comune), Beatrice Dell'Isola (Regione) ed il rappresentante dell'Avvocatura distrettuale dello Stato&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-7902724853254675212?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/7902724853254675212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/7902724853254675212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2009/01/notizie-sugli-usi-civici-nel-cilento.html' title='NOTIZIE SUGLI USI CIVICI NEL CILENTO'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-1135060048272763005</id><published>2008-11-23T11:45:00.002+01:00</published><updated>2008-11-23T11:50:58.257+01:00</updated><title type='text'>SEMINARIO COMUNE DI ROSSANO (CS)</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SSk1jLBQW8I/AAAAAAAAAMc/a5NrHw_3YzE/s1600-h/rossano.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5271803717183626178" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 149px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SSk1jLBQW8I/AAAAAAAAAMc/a5NrHw_3YzE/s400/rossano.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;ISTITUTO UNIVERSITARIO INTERNAZIONALE&lt;br /&gt;“SAPIENTIA MUNDI”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dipartimento”Polo didattico turistico integrato per la cultura dell’accoglienza”&lt;br /&gt;presso Accademia dell’Arte Sanitaria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lungotevere in Sassia, 3 - 00193 Roma Tel. 06 - 6893051 fax 06 - 6833485&lt;br /&gt;Direttore Prof. Giuseppe Anelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISTITUTO ACCADEMICO RICERCHE della NUOVA AL.NA.C.I.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La S.V. è INVITATA a PARTECIPARE al SEMINARIO APERTO&lt;br /&gt;del CORSO MASTER PROFESSIONALIZZANTE per&lt;br /&gt;PERITI ISTRUTTORI DEMANIALI in materia di USI CIVICI&lt;br /&gt;“ USI CIVICI : RETAGGI del passato o OPPORTUNITA’ di ricognizione e&lt;br /&gt;riordino del demanio comunale e di sistemazione dei possessi dei cittadini ? ”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROSSANO 25 novembre 2008 - PALAZZO S. BERNARDINO, Sala Rossa&lt;br /&gt;con il Patrocinio del Comune di Rossano&lt;br /&gt;PROGRAMMA&lt;br /&gt;INTRODUCE E PRESIEDE:&lt;br /&gt;Ing. Rita Carolina LAURENZANO Coordinatore delle Attività calabro-lucane dell’I.U.I.S.M.&lt;br /&gt;Consigliere Delegato della Nuova AL.NA.C.I.&lt;br /&gt;Ore 9,00 - REGISTRAZIONE CORSISTI e PARTECIPANTI&lt;br /&gt;Ore 9,30 - APERTURA dei LAVORI e SALUTI&lt;br /&gt;Prof. Giuseppe ANELLI Vice-Presidente dell’Istituto Universitario Internazionale “Sapientia Mundi” di Roma&lt;br /&gt;Presidente Nazionale della Nuova AL.NA.C.I.&lt;br /&gt;Prof. Franco FILARETO Sindaco del Comune di Rossano&lt;br /&gt;Ore 9,45 - RELAZIONE INTRODUTTIVA&lt;br /&gt;Ing. Rita Carolina LAURENZANO Perito Istruttore Demaniale in materia di Usi Civici&lt;br /&gt;“ La Legge Regionale della Calabria sugli Usi Civici n. 18/2007: le competenze dell’ Ente locale&lt;br /&gt;gestore dei diritti della collettività - profili tecnici ed operativi della norma ”&lt;br /&gt;Ore 10,00 - RELAZIONI&lt;br /&gt;Dott. Cesare OLIVETI Presidente Associazione Nazionale Usi Civici di Firenze&lt;br /&gt;“Problematiche nell’attuazione della Legge Regionale della Calabria sugli Usi Civici n. 18/2007”&lt;br /&gt;Prof. avv. Giuseppe DI GENIO Docente di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Salerno,&lt;br /&gt;Presidente del Centro Studi sugli Usi Civici ed i Demani nella Italia Meridionale CESDUCIM&lt;br /&gt;Direttore del Corso Master Professionalizzante per Periti Istruttori Demaniali in materia di usi civici&lt;br /&gt;“Sviluppo della Legislazione nazionale e regionale sugli Usi Civici”&lt;br /&gt;Dott. Tonino CARACCIOLO Direttore Scientifico del Centro Cartografico della Calabria&lt;br /&gt;“La formazione e l’utilizzazione di un Data-Base integrato topografico-catastale per gli Usi Civici&lt;br /&gt;Ore 11,30 - COFFEE BREAK&lt;br /&gt;Ore 12,00 – RIPRESA LAVORI - INTERVENTI PROGRAMMATI&lt;br /&gt;Ore 12,45 - CONCLUSIONI e DIBATTITO&lt;br /&gt;Contatto: Ing. Rita C. Laurenzano Vicolo San Nicola all’Olivo , 2 87067 Rossano (Cs) tel. 0983 526956 - fax 0983 520813 Mobil 328 5625990&lt;br /&gt;e-mail corsousicivici@libero.it&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-1135060048272763005?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/1135060048272763005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/1135060048272763005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2008/11/seminario-comune-di-rossano-cs.html' title='SEMINARIO COMUNE DI ROSSANO (CS)'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SSk1jLBQW8I/AAAAAAAAAMc/a5NrHw_3YzE/s72-c/rossano.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-3258578000008046497</id><published>2008-11-08T22:45:00.001+01:00</published><updated>2008-11-08T22:51:14.912+01:00</updated><title type='text'>SEMINARIO SULLA LIQUEFAZIONE DEI TERRENI</title><content type='html'>Seminario dal titolo: LIQUEFAZIONE DEI TERRENI IN CONDIZIONI SISMICHE - 15 novembre 2008&lt;br /&gt;Scritto da CEA Messina Onlus Sabato 15 novembre 2008 - ore 16:00&lt;br /&gt;SEMINARIO SUL TEMA:LIQUEFAZIONE DEI TERRENI IN CONDIZIONI SISMICHEorganizzato congiuntamente da CEA Messina ONLUS e dalla Sezione Sicilia di Sigea (&lt;a title="SigeaWeb" href="http://www.sigeaweb.it/"&gt;www.sigeaweb.it&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;presso:ORATORIO SALESIANO "SAN DOMENICO SAVIO"via Lenzi n.24 - Messina&lt;br /&gt;c/o la sala multimediale 1° piano&lt;br /&gt;&lt;a class="caption" title="Locandina seminario Liquefazione dei Terreni in Condizioni Sismiche" href="http://www.ceamessina.it/DOC/SEMINARI/2008/05A3_locandina_Seminario_Liquefazione_CEA_Messina-Sigea.pdf" target="_blank"&gt;Visualizza la locandina&lt;/a&gt;&lt;a title="Depliant illustrativo dell'evento" href="http://www.ceamessina.it/DOC/SEMINARI/2008/05Pieghevole_Seminario_Liquefazione_CEA_Messina-Sigea.pdf" target="_blank"&gt;Visualizza il depliant del seminario&lt;/a&gt;&lt;a title="Scheda di registrazione del seminario" href="http://www.ceamessina.it/DOC/SEMINARI/2008/Registrazione_Seminario_Liquefazione.pdf" target="_blank"&gt;Scarica la scheda di registrazione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il Seminario&lt;br /&gt;Il tema della Liquefazione dei Terreni in Condizioni Sismiche, rappresenta una possibile minaccia che può manifestarsi durante i terremoti, interessando, in genere, depositi sabbiosi, sabbioso-limosi, a granulometria uniforme, normalmente consolidati e saturi.&lt;br /&gt;Dall’osservazione di zone colpite da liquefazione, si è notato che tale evenienza può avvenire nelle seguenti circostanze:&lt;br /&gt;terremoti di magnitudo (M), uguale  o superiore a 5.5,  con accelerazioni superiori o uguali a 0.2 g;&lt;br /&gt;al di sopra dei 15 metri di profondità, infatti, oltre questa profondità non sono stati osservati fenomeni di liquefazione;&lt;br /&gt;falda in prossimità della superficie.&lt;br /&gt;Il libro&lt;br /&gt;Nel Corso del Seminario verrà  presentato il  volume&lt;br /&gt;“Liquefazione dei terreni in condizioni sismiche” del Dott. Geologo Sebastiano G. Monaco - Edizioni EPC Libri. Il volume vuole essere un manuale pratico per la definizione del rischio liquefazione (Iwasaki et.al., 1978), utilizzando i metodi più diffusi, che permettono di esprimere la suscettibilità di un deposito alla liquefazione, attraverso la definizione di un coefficiente di sicurezza Fs,  espresso come rapporto fra la resistenza agli sforzi di taglio ciclico (CRR) e la sollecitazione di taglio massima (CSR), indotta dal sisma.&lt;br /&gt;Relazione a cura di:&lt;br /&gt;Michele Maugeri è Professore Ordinario di Geotecnica presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Catania ed è attualmente Direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale e Coordinatore del Dottorato di Ricerca in Ingegneria Geotecnica. E' membro del Council dell'IGS ed è Presidente dell'Italian Chapter (AGI-IGS). E' delegato per l'Italia nel TC4 su Earthquake Geotechnical Engineering (ISSMGE) e nell’ETC12 per l'applicabilità dell'EC8. E' stato Coordinatore Nazionale del Progetto di Ricerca del CNR-GNDT-INGV "Scenari dettagliati e provvedimenti finalizzati alla prevenzione sismica nell'area urbana di Catania". E' autore di libri a carattere scientifico ed è autore e/o coautore di oltre 300 articoli scientifici.&lt;br /&gt;Ringraziamenti&lt;br /&gt;Un doveroso ringraziamento ai relatori che con la loro presenza hanno reso possibile questo Seminario, alla disponibilità dell’Oratorio S. Domenico Savio (&lt;a href="http://www.salesianisavio.me.it/"&gt;www.salesianisavio.me.it&lt;/a&gt;), ed in Particolare il Direttore Don Giovanni Lo Grande che ci ha gentilmente messo a disposizione i locali che ci ospitano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ulteriori informazioni:&lt;br /&gt;Segreteria Organizzativa&lt;br /&gt;CEA Messina Onlus - SIGEA Sicilia&lt;br /&gt;Tel   348 3832468 – 347 5870723&lt;br /&gt;Fax  178 6018456&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ceamessina.it/"&gt;www.ceamessina.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-3258578000008046497?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/3258578000008046497'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/3258578000008046497'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2008/11/seminario-sulla-liquefazione-dei.html' title='SEMINARIO SULLA LIQUEFAZIONE DEI TERRENI'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-5133373080889619260</id><published>2008-10-31T14:57:00.004+01:00</published><updated>2008-12-23T12:37:11.065+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SVDNX40Q9JI/AAAAAAAAANI/pu3OQdDruU8/s1600-h/foto+trento+2008.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5282948173177877650" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SVDNX40Q9JI/AAAAAAAAANI/pu3OQdDruU8/s400/foto+trento+2008.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SVDMzA1ou4I/AAAAAAAAANA/RvswhnLxRss/s1600-h/PA180014[1].JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SQxyfJeozMI/AAAAAAAAAMM/HtX6jASskrk/s1600-h/trento.bmp"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.jus.unitn.it/usi_civici/home.html" target="_top"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="testowhite" href="http://www.unitn.it/" target="_top"&gt;Università di Trento&lt;/a&gt;&lt;a name="t"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="t"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facoltà di Economia &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Facoltà di Giurisprudenza &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dipartimento di Economia &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dip. di Scienze Giuridiche&lt;br /&gt;&lt;a class="testo" href="http://www.jus.unitn.it/usi_civici/home.html" target="_top"&gt;Centro studi e documentazione sui demani civici e le proprietà collettive&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="titoletto" href="http://www.jus.unitn.it/usi_civici/convegni/14rs/home.html" target="_top"&gt;14^ Riunione Scientifica&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PERCHÉ INSISTERE SULL’ATTUALITÀ DELLA PROPRIETÀ COLLETTIVA&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un falso dilemma: collettività arretrate e progressiste&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;20-21 novembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Programma dei lavori &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Venerdì 21 novembre 2008&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Presiede i lavori il prof. Francesco Nuvoli &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;professore di Estimo rurale nella Facoltà di Agraria dell'Università degli studi di Sassari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9.30&lt;br /&gt;Consorzio delle Comunalie parmensi: Dalla gestione del bosco alle filiere del fungo , di Carlantonio Zanzucchi e Antonio Mortali&lt;br /&gt;10.00&lt;br /&gt;Comunità delle regole di Spinale e Manez: La gestione del patrimonio civico in area turistica , di Zeffirino Castellani&lt;br /&gt;10.45&lt;br /&gt;Magnifica Comunità di Fiemme: La gestione della filiera ambiente-foresta-legno , di Raffaele Zancanella&lt;br /&gt;11.15&lt;br /&gt;Partecipanza agraria diVilla Fontana: Un inconsueto connubio tra ambiente ed attività venatoria per la valorizzazione del territorio: l'esperienza delle Partecipanze agrarie Emiliane , di Michele Filippini&lt;br /&gt;11.45&lt;br /&gt;Comunalia di Coltaro: Dall'uso dei “ballottini” del Po alla erogazione di servizi civili alla collettività di Coltaro , di Angelo Mori e Stefano Mantovani&lt;br /&gt;12.15&lt;br /&gt;Consorzio degli Uomini di Massenzatica: Dalla creazione del territorio alla agricoltura intensiva e alle finalità sociali , di Carlo Ragazzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;15.00&lt;br /&gt;Tavola rotonda a commento della Sentenza n. 29/2008 del TAR/sede di Trento&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presiede e conclude: &lt;strong&gt;Paolo Grossi&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;professore di Storia del Diritto italiano nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Firenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partecipano:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gianfranco Bronzetti&lt;/strong&gt; , già professore di Diritto amministrativo nella Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Trento.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giuseppe Di Genio&lt;/strong&gt; , professore di Diritto costituzionale comparato nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Salerno.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alberto Germanò&lt;/strong&gt; , professore di Diritto agrario nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università degli studi “ La Sapienza ” di Roma.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Athena Lorizio&lt;/strong&gt; , avvocato demanialista, Studio legale Cerulli Irelli-Lorizio &amp;amp; Associati, Roma. &lt;strong&gt;Fabrizio Marinelli&lt;/strong&gt; , professore di Istituzioni di Diritto privato nella Facoltà di Economia e prorettore dell'Università degli studi di L'Aquila.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Francesco Nuvoli&lt;/strong&gt; , professore di Estimo rurale nella Facoltà di Agraria dell'Università degli studi di Sassari.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fabrizio Politi&lt;/strong&gt; , professore di Diritto costituzionale della Facoltà di Economia dell'Università degli studi di L'Aquila&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;17.00&lt;br /&gt;Interventi conclusivi, approvazione della mozione conclusiva e chiusura dei lavori&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-5133373080889619260?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5133373080889619260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5133373080889619260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2008/10/universit-di-trento-facolt-di-economia.html' title=''/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SVDNX40Q9JI/AAAAAAAAANI/pu3OQdDruU8/s72-c/foto+trento+2008.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-5409580432522665365</id><published>2008-10-26T10:12:00.002+01:00</published><updated>2008-10-26T10:17:19.477+01:00</updated><title type='text'>RIUNIONE DELLA CONSULTA NAZIONALE DELLA PROPRIETA' COLLETTIVA A CORTINA D'AMPEZZO</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SQQ1jhzzOfI/AAAAAAAAAL8/x6PWGa65MSc/s1600-h/cortina.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5261389149162912242" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SQQ1jhzzOfI/AAAAAAAAAL8/x6PWGa65MSc/s400/cortina.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-5409580432522665365?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5409580432522665365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5409580432522665365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2008/10/riunione-della-consulta-nazionale-della.html' title='RIUNIONE DELLA CONSULTA NAZIONALE DELLA PROPRIETA&apos; COLLETTIVA A CORTINA D&apos;AMPEZZO'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SQQ1jhzzOfI/AAAAAAAAAL8/x6PWGa65MSc/s72-c/cortina.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-6111841717546585726</id><published>2008-10-26T10:08:00.004+01:00</published><updated>2008-11-23T10:32:02.578+01:00</updated><title type='text'>CONVEGNO FOLIGNO SULLA PROPRIETA' COLLETTIVA 18.10.2008</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SShVUO1yuyI/AAAAAAAAAMU/4774Swocens/s1600-h/PA180007.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5271557169906629410" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SShVUO1yuyI/AAAAAAAAAMU/4774Swocens/s400/PA180007.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Convegno sul tema: Uso civico: attualità di un sistema arcaico A cavallo degli anni '80 Maurizio Cancelli ha concepito l'idea di valorizzare la montagna attraverso la sua arte e quella di quanti avessero voluto praticarla nelle terre della Comunanza. Nasce il progetto di Parco per (e non de) l'Arte di Cancelli come istituente cultuale che interviene per tutelare, salvaguardare, valorizzare e promuovere l'area geografica della montagna folignate, i suoi saperi, le sue tradizioni, le sue produzioni, le sue memorie storiche, archeologiche, artistiche, etno-antropologiche. Da questa idea l'origine del convegno programmato per il 18 ottobre 2008, a Palazzo Trinci di Foligno. Ad esso prendono parte con personali contributi: Giuseppe Di Genio (Università di Salerno), Luigi Cesare Oliveti (presidente Associazione Usi civici di Firenze), Franco Carletti (Commissario Usi civici di Roma), Paolo Grossi (università di Fienze), Pietro Nervi (Università di Trento), Fabio Bettoni (Università di Perugia), Floriana Cipriani (Regione Umbria), Ugo Giannantono (Agronomo), Denio D'Ingecco (Presidente Cassa di Risparmio di Foligno). Le conclusioni sono tratte da Carlo Liviantoni (Vicepresidente della Regione Umbria).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-6111841717546585726?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/6111841717546585726'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/6111841717546585726'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2008/10/convegno-foligno-sulla-propriet.html' title='CONVEGNO FOLIGNO SULLA PROPRIETA&apos; COLLETTIVA 18.10.2008'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SShVUO1yuyI/AAAAAAAAAMU/4774Swocens/s72-c/PA180007.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-807466096973894059</id><published>2008-10-26T10:03:00.002+01:00</published><updated>2008-10-30T20:36:16.047+01:00</updated><title type='text'>CORSO USI CIVICI ISTITUTO INTERNAZIONALE SAPIENTIA MUNDI ROMA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SQoMpNtNyUI/AAAAAAAAAME/1PS91MEaGJE/s1600-h/sapientia+mundi+3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5263033016729323842" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 269px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SQoMpNtNyUI/AAAAAAAAAME/1PS91MEaGJE/s400/sapientia+mundi+3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;ISTITUTO UNIVERSITARIO INTERNAZIONALE “SAPIENTIA MUNDI”&lt;br /&gt;Dipartimento “Polo didattico turistico integrato per la cultura dell’accoglienza” presso Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria&lt;br /&gt;Lungotevere in Sassia, n°3 - 00193 Roma&lt;br /&gt;Direttore Prof. Giuseppe Anelli&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.sapientiamundi.it/"&gt;http://www.sapientiamundi.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’Istituto Universitario “Sapientia Mundi” - in collaborazione con le Entità Accademiche ad esso aderenti ed in particolare con il Dipartimento “Polo didattico turistico integrato per la cultura dell’accoglienza” e sostenuto dallo Istituto Accademico Ricerche della NUOVA AL.NA.CI. - ha organizzato il Corso MASTER di ALTA FORMAZIONE Professionalizzante per PERITO ISTRUTTORE DEMANIALE ESPERTO in materia di USI CIVICI.&lt;br /&gt;Il Corso sarà coordinato dal Prof. Giuseppe Di Genio titolare della Cattedra di Diritto Costituzionale Comparato della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Salerno e Presidente del Centro Studi sugli Usi Civici ed i Demani nella Italia Meridionale.&lt;br /&gt;Il Corso sarà coadiuvato, tra le altre figure professionali - per le specificità territoriali della NUOVA AL.NA.CI. – dall’ing. Rita Carolina Laurenzano e si svolgerà con metodologia blended (parte a distanza e parte in seminari) ed ha una durata di 1500 ore.&lt;br /&gt;Il Corso vuole rispondere alle esigenze determinatasi sia nei Tecnici liberi professionisti che nei Tecnici delle Pubbliche Amministrazioni a seguito della entrata in vigore della Legge Regionale della Calabria 21 agosto 2007 n°18 “Norme in materia di usi civici” e s.i., e si concretizzerà anche attraverso Seminari tematici: Seminario sulla legittimazione delle aree di uso civico, sull’affrancazione dei livelli, sull’alienazione dei terreni comunali e sull’applicazione del Procedimento Semplificato (art. 27 della citata legge).&lt;br /&gt;Al corso possono partecipare Tecnici liberi professionisti e Tecnici delle Pubbliche Amministrazioni: Geometri, Ingegneri, Architetti ed Agronomi, ecc.&lt;br /&gt;Il costo del corso per i Tecnici delle P.A. è di €. 1.570, 00 che per i Tecnici dei Comuni aderenti alla NUOVA AL.NA.CI. si riducono ad €. 565,00.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i Tecnici liberi professionisti la quota di partecipazione è di €. 1.570, 00, che in caso del raggiungimento di un certo numero di iscritti si riducono ad €. 565,00, avendo lo I.U.I.S.M. a fondamento del proprio operare la Carità della Cultura che si concretizza nella istituzione di Borse di Studio.&lt;br /&gt;L’iscrizione si effettua attraverso l’invio - entro il 15 luglio c.a. e comunque fino ad esaurimento - della Domanda di Iscrizione al numero di fax 0983/520813, unitamente al proprio Curriculum ed alla copia del BONIFICO così dettagliato:&lt;br /&gt;IMPORTO BONIFICO: Importo di €. 565,00 o di €. 1.570,00 a secondo della categoria di appartenenza;&lt;br /&gt;BENEFICIARIO: COTEM – I.U.I.S.M. – Banca INTESA SAN PAOLO – ROMA, Agenzia 80 (IBAN IT28U0306903315074000004274);&lt;br /&gt;CAUSALE: ISCRIZIONE CORSO ALTA FORMAZIONE USI CIVICI di ….. (nome del richiedente l’iscrizione).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rossano, 25 Giugno 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Coordinatore delle Attività calabro-lucane dello I.U.I.S.M.&lt;br /&gt;Ing. Rita Carolina Laurenzano&lt;br /&gt;Per ogni informazione o richiesta della Domanda di Iscrizione si può inviare una e-mail a &lt;a href="mailto:corsousivici@libero.it"&gt;mailto:corsousivici@libero.it&lt;/a&gt; o contattare:&lt;br /&gt;Ing. Rita Carolina Laurenzano&lt;br /&gt;Vicolo San Nicola all’Olivo n°2&lt;br /&gt;87067 Rossano (CS)&lt;br /&gt;0983/520813 - 328/5625990&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-807466096973894059?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/807466096973894059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/807466096973894059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2008/10/corso-usi-civici-istituto.html' title='CORSO USI CIVICI ISTITUTO INTERNAZIONALE SAPIENTIA MUNDI ROMA'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SQoMpNtNyUI/AAAAAAAAAME/1PS91MEaGJE/s72-c/sapientia+mundi+3.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-7608511269746534547</id><published>2008-10-10T17:22:00.001+02:00</published><updated>2008-10-10T17:23:23.001+02:00</updated><title type='text'>IL DOTT. VENNERI SI SOFFERMA SUL PROBLEMA DEI RIFIUTI SUI TERRENI GRAVATI DA USO CIVICO</title><content type='html'>Analizzando meglio il c.d. decreto-rifiuti, ovvero il decreto – legge 23 maggio 2008, n. 90, recante misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni   di   protezione  civile,  successivamente  convertito  nella  Legge    n° 123 del 14 luglio 2008 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale  n° 165 del 16 luglio 2008, ho notato che:&lt;br /&gt;Questa legge all’art. 18 recita: Per le finalita' di cui al presente decreto, e fermo restando il rispetto dei principi dell'ordinamento comunitario e dei principi fondamentali in materia di tutela della salute, della sicurezza sul lavoro, dell'ambiente e del patrimonio culturale, il Sottosegretario di Stato e i capi missione sono autorizzati, ove necessario per la salvaguardia della salute pubblica e per il tempo strettamente necessario a garantire la tutela di tale interesse, a derogare alle seguenti disposizioni ecc.ecc. E giù un’elenco di leggi, decreti, articoli di legge che vanno dalla legge 20 marzo 1865, n. 2248, recante «Legge sui lavori pubblici» articoli 7 e 11, allegato F, titolo VI, articolo 331, al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 recante «Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro», articoli 18, 46, 225 e allegati; per un totale di circa 47 tra leggi, Regi decreti,  D.P.R., Leggi regionali ed altro e, ad abundantiam, le normative statali e regionali in materia di espropriazioni, salvaguardando il diritto di indennizzo dei soggetti espropriandi, nonché, per stare tranquilli, leggi regionali strettamente collegate agli interventi da eseguire.&lt;br /&gt;Pur tuttavia, nel caso che a noi interessa, è importante notare che la L. 123/08: a) deroga alla legge 1766 del 1927;&lt;br /&gt;b) al Regio decreto 332 del 1928;&lt;br /&gt;c) al D.P.R. 616 del 24 luglio 1977 artt. 69, 81, 82, 101;&lt;br /&gt;d) alla L. n° 394 del 6 dicembre 1991 (L. quadro sulle aree protette) artt. 6 11 13;&lt;br /&gt;                   MA NON VA IN DEROGA E NEMMENO CITA:&lt;br /&gt;1)    il D.P.R. 15 gennaio 1972  n° 11 art. 1, che all’ultimo comma ha trasferito alle regioni le competenze in materia di usi civici;&lt;br /&gt;2)    L’art. 66 del D.P.R. 24 luglio 1977 n° 616 che trasferisce le funzioni amministrative nella materia “agricoltura e foreste” e quindi gli usi civici, alle Regioni; (sono derogati invece gli art. 69-81-82-101)COSA PIU’ IMPORTANTE NON DEROGA ALLA LEGGE REGIONALE DELLA CAMPANIA  N° 11 DEL 17 MARZO 1981 “NORME IN MATERIA DI USI CIVICI” CHE NON E’ NEMMENO CITATA. PER CUI ESSENDO STATI ATTRIBUITI SENZA SUSPICIONE DI INCOSTITUZIONALITA’ COL D.P.R. 616/1977 ALLE REGIONI  I POTERI IN MERITO ALLA CONCESSIONE DEI MUTAMENTI DI DESTINAZIONE, LA REGIONE CAMPANIA, HA SEMPRE L’ULTIMA PAROLA IN MERITO AD UN’EVENTUALE UTILIZZO DI  TERRENI GRAVATI DA USI CIVICO PER I FINI DI CUI ALLA LEGGE 123/2008.   E’ NECESSARIO UN DECRETO  DI AUTORIZZAZIONE AL MUTAMENTO DI DESTIN&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-7608511269746534547?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/7608511269746534547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/7608511269746534547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2008/10/il-dott-venneri-si-sofferma-sul.html' title='IL DOTT. VENNERI SI SOFFERMA SUL PROBLEMA DEI RIFIUTI SUI TERRENI GRAVATI DA USO CIVICO'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-6134207528710818388</id><published>2008-09-30T20:00:00.002+02:00</published><updated>2008-09-30T20:02:35.081+02:00</updated><title type='text'>L'ATTIVITA' DEL CESDUCIM</title><content type='html'>SUCCESSO DEL NOSTRO SITO NELLE STATISTICHE SUL WEB PER QUANTO CONCERNE IL SETTORE "ISTRUZIONE E FORMAZIONE"&lt;br /&gt;WWW.STATISTICHE.IT&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-6134207528710818388?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/6134207528710818388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/6134207528710818388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2008/09/lattivita-del-cesducim.html' title='L&apos;ATTIVITA&apos; DEL CESDUCIM'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-1291546936718878289</id><published>2008-09-02T17:08:00.001+02:00</published><updated>2008-09-02T20:38:47.815+02:00</updated><title type='text'>il nostro simbolo: l'elegante ginestra</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1XECsp7qI/AAAAAAAAALM/8CWCM1P0cwE/s1600-h/ginestra.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5241441268284386978" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1XECsp7qI/AAAAAAAAALM/8CWCM1P0cwE/s400/ginestra.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-1291546936718878289?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/1291546936718878289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/1291546936718878289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2008/09/blog-post.html' title='il nostro simbolo: l&apos;elegante ginestra'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1XECsp7qI/AAAAAAAAALM/8CWCM1P0cwE/s72-c/ginestra.bmp' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-6466431735287676192</id><published>2008-08-25T22:59:00.015+02:00</published><updated>2008-10-26T10:07:06.639+01:00</updated><title type='text'>nel 2009 EVENTO DEL PARCO NAZIONALE DEL CILENTO</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SMVQMcYPiTI/AAAAAAAAALc/2JJy-jiEXNk/s1600-h/camerota.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5243685515849337138" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SMVQMcYPiTI/AAAAAAAAALc/2JJy-jiEXNk/s400/camerota.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;da My Park Calendario degli eventi del PNCVD allegato al Corriere della Sera, La Repubblica e Panorama&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PARCO NAZIONALE DEL CILENTO E DEL VALDIANO&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cilentoediano.it/"&gt;http://www.cilentoediano.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CENTRO STUDI SUGLI USI CIVICI E I DEMANI NELL’ITALIA MERIDIONALE&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cesducim.blogspot.com/"&gt;http://www.cesducim.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GLI USI CIVICI NELL’AREA DEL PARCO DEL CILENTO. IL NUOVO P.S.R. E LE OPPORTUNITA' EUROPEE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Escursione su percorso in uso civico via mare Punta Infreschi&lt;br /&gt;Escursione su percorso in uso civico Oasi WWF, Ferriera e uliveto in Morigerati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sede dell’evento&lt;br /&gt;Marina di Camerota prima decade ottobre 2008&lt;br /&gt;Hotel America, via Bolivar n. 84&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.americahotel.it/index.html"&gt;http://www.americahotel.it/index.html&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Coordina&lt;br /&gt;Prof. Avv. Giuseppe Di Genio&lt;br /&gt;Università di Salerno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluti delle Autorità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partecipano al forum di discussione:&lt;br /&gt;Dott. Antonio Romano, Comune di Camerota; Dott. Luigi Cesare Oliveti, Presidente Associazione Nazionale Usi civici; geom. Michele Labriola, perito demaniale in Basilicata; dott. Eugenio Cioffi, assessore Comune di Morigerati; avv. Giovanni Clemente, foro di Salerno; avv. Pietro D’Angiolillo, foro di Napoli; dott. Gianvincenzo Savignano, Università di Salerno; dott. Gianbattista Venneri, frazionista Acquavella; Francesco Tomasco, frazionista Acquavella; avv. Spartico Capocefalo, Provincia di Benevento; geom. Gianbattista Bonuomo, perito demaniale in Puglia; ......................................&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interventi&lt;br /&gt;Dott. Angelo Frattini, Pubblico Ministero Procura della Repubblica di Salerno&lt;br /&gt;Dott. Renato Martuscelli, Pubblico Ministero Procura della Repubblica Vallo della Lucania&lt;br /&gt;Prof. Emanuele Salsano, Università di Salerno e PNCVD&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conclusioni&lt;br /&gt;Prof. Vincenzo Pepe&lt;br /&gt;Seconda Università di Napoli&lt;br /&gt;Presidente Fondazione Vico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Info Cesducim&lt;br /&gt;&lt;a href="mailto:gdigenio@unisa.it"&gt;gdigenio@unisa.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;3356797337&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;n.b. il programma e le date sono ancora provvisorie. Si attendono richieste di partecipazione e suggerimenti soprattutto in relazione ai fondi europei sugli usi civici.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-6466431735287676192?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cesducim.blogspot.com/feeds/6466431735287676192/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2994748242851322249&amp;postID=6466431735287676192&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/6466431735287676192'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/6466431735287676192'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2008/08/evento-del-parco-nazionale-del-cilento.html' title='nel 2009 EVENTO DEL PARCO NAZIONALE DEL CILENTO'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SMVQMcYPiTI/AAAAAAAAALc/2JJy-jiEXNk/s72-c/camerota.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-5994688000869919797</id><published>2008-06-24T14:46:00.005+02:00</published><updated>2008-09-02T20:40:14.216+02:00</updated><title type='text'>I RIFIUTI SUI TERRENI GRAVATI DA USO CIVICO IN CAMPANIA. IL DECRETO LEGGE N. 90-2008 E LA L. 123  DEROGA ALLA DISCIPLINA DEGLI USI CIVICI DEL 1927.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/decreto_rifiuti/"&gt;http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/decreto_rifiuti/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nota giustamente il dott. Venneri che la deroga legislativa, alquanto bizzarra, non coinvolge la legge regionale in base alla separazione delle competenze !&lt;br /&gt;A voi il dibattito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://ambienti.wordpress.com/testi/legge-n-123-14072008-decreto-legge-n-90-coordinato/"&gt;http://ambienti.wordpress.com/testi/legge-n-123-14072008-decreto-legge-n-90-coordinato/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-5994688000869919797?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5994688000869919797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5994688000869919797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2008/06/i-rifiuti-sui-terreni-gravati-da-uso.html' title='I RIFIUTI SUI TERRENI GRAVATI DA USO CIVICO IN CAMPANIA. IL DECRETO LEGGE N. 90-2008 E LA L. 123  DEROGA ALLA DISCIPLINA DEGLI USI CIVICI DEL 1927.'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-2067057213685099125</id><published>2008-06-24T12:41:00.006+02:00</published><updated>2008-09-10T11:02:52.573+02:00</updated><title type='text'>IGNORATA LA TUTELA DEGLI USI CIVICI NELLA BOZZA DI STATUTO DELLA REGIONE CAMPANIA NONOSTANTE LE COMPETENZE E LA LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 1981</title><content type='html'>&lt;a href="http://http//www.consiglio.regione.campania.it/crc/servlet/Statuto.jsp"&gt;http://http://www.consiglio.regione.campania.it/crc/servlet/Statuto.jsp&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;STATUTO&lt;br /&gt;DELLA REGIONE CAMPANIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Approvato dal Consiglio regionale della Campania in prima lettura&lt;br /&gt;ai sensi dell’articolo 123 della Costituzione della Repubblica Italiana&lt;br /&gt;nella seduta consiliare del 12 giugno 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo I&lt;br /&gt;Dichiarazioni identitarie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 1 Principi fondamentali&lt;br /&gt;Articolo 2 Regione Campania&lt;br /&gt;Articolo 3 Unità nazionale, autonomia e sussidiarietà&lt;br /&gt;Articolo 4 Principio di uguaglianza&lt;br /&gt;Articolo 5 Valore della differenza di genere&lt;br /&gt;Articolo 6 Diritto al lavoro&lt;br /&gt;Articolo 7 Iniziativa economica e coesione economico-sociale&lt;br /&gt;Articolo 8 Obiettivi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo II&lt;br /&gt;Regione, Unione europea e rapporti internazionali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 9 Integrazione europea&lt;br /&gt;Articolo 10 Regione e disciplina comunitaria ed internazionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo III&lt;br /&gt;Partecipazione, trasparenza e referendum&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 11 Partecipazione e pubblicità&lt;br /&gt;Articolo 12 Iniziativa legislativa dei cittadini, degli enti locali, del Consiglio delle autonomie locali e del Consiglio regionale dell’economia e del lavoro&lt;br /&gt;Articolo 13 Referendum abrogativo&lt;br /&gt;Articolo 14 Referendum consultivo&lt;br /&gt;Articolo 15 Referendum approvativo&lt;br /&gt;Articolo 16 Petizioni, voti, istanze e richieste&lt;br /&gt;Articolo 17 Difensore civico regionale&lt;br /&gt;Articolo 18 Organismi di pari opportunità e Consulta degli immigrati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo IV&lt;br /&gt;Rapporti Regione-enti locali.&lt;br /&gt;Il Consiglio delle autonomie locali ed il Consiglio regionale dell’economia&lt;br /&gt;e del lavoro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 19 Rapporti Regione-enti locali&lt;br /&gt;Articolo 20 Attività di interesse generale&lt;br /&gt;Articolo 21 Sviluppo omogeneo del territorio regionale&lt;br /&gt;Articolo 22 Consiglio delle autonomie locali&lt;br /&gt;Articolo 23 Funzioni del Consiglio delle autonomie locali&lt;br /&gt;Articolo 24 Consiglio regionale dell’economia e del lavoro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo V&lt;br /&gt;Organi della Regione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capo I&lt;br /&gt;Consiglio regionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 25 Forma di governo e organi della Regione&lt;br /&gt;Articolo 26 Consiglio regionale e sue attribuzioni&lt;br /&gt;Articolo 27 Composizione del Consiglio regionale&lt;br /&gt;Articolo 28 Consiglieri regionali&lt;br /&gt;Articolo 29 Norme sulla chiarezza dei testi normativi&lt;br /&gt;Articolo 30 Interrogazioni, interpellanze, mozioni, interrogazioni a risposta immediata&lt;br /&gt;Articolo 31 Dibattito annuale sullo stato della Regione&lt;br /&gt;Articolo 32 Indennità, rimborsi e forme di previdenza&lt;br /&gt;Articolo 33 Statuto dell’opposizione&lt;br /&gt;Articolo 34 Prima seduta del Consiglio regionale&lt;br /&gt;Articolo 35 Elezione del Presidente e dell’Ufficio di presidenza&lt;br /&gt;Articolo 36 Attribuzioni del Presidente del Consiglio&lt;br /&gt;Articolo 37 Ufficio di presidenza&lt;br /&gt;Articolo 38 Regolamento del Consiglio&lt;br /&gt;Articolo 39 Sedute del Consiglio&lt;br /&gt;Articolo 40 Gruppi consiliari&lt;br /&gt;Articolo 41 Commissioni consiliari&lt;br /&gt;Articolo 42 Commissioni permanenti in sede redigente e in sede deliberante&lt;br /&gt;Articolo 43 Attività conoscitiva e sindacato ispettivo delle commissioni&lt;br /&gt;permanenti&lt;br /&gt;Articolo 44 Commissioni d’inchiesta&lt;br /&gt;Articolo 45 Accesso alle informazioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capo II&lt;br /&gt;Presidente della Giunta regionale e Giunta regionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 46 Presidente della Giunta regionale&lt;br /&gt;Articolo 47 Attribuzioni del Presidente della Giunta regionale&lt;br /&gt;Articolo 48 Gradimento consiliare sulle nomine&lt;br /&gt;Articolo 49 Questione di fiducia&lt;br /&gt;Articolo 50 Giunta regionale&lt;br /&gt;Articolo 51 Attribuzioni della Giunta regionale&lt;br /&gt;Articolo 52 Sfiducia, non gradimento, censura&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo VI&lt;br /&gt;Procedimenti di formazione delle leggi e dei regolamenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 53 Iniziativa legislativa&lt;br /&gt;Articolo 54 Procedimento legislativo&lt;br /&gt;Articolo 55 Promulgazione e pubblicazione&lt;br /&gt;Articolo 56 Potestà regolamentare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo VII&lt;br /&gt;Consulta di garanzia statutaria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 57 Consulta di garanzia statutaria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo VIII&lt;br /&gt;Finanze, bilancio e programmazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 58 Autonomia finanziaria&lt;br /&gt;Articolo 59 Documento di programmazione economica e finanziaria&lt;br /&gt;Articolo 60 Legge finanziaria&lt;br /&gt;Articolo 61 Bilancio&lt;br /&gt;Articolo 62 Conto consuntivo&lt;br /&gt;Articolo 63 Collegio dei revisori conti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo IX&lt;br /&gt;Ordinamento amministrativo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capo I&lt;br /&gt;Principi dell’attività amministrativa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 64 Funzioni amministrative regionali&lt;br /&gt;Articolo 65 Procedimento amministrativo e diritto di accesso&lt;br /&gt;Articolo 66 Separazione tra politica e amministrazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capo II&lt;br /&gt;Principi di organizzazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 67 Personale regionale&lt;br /&gt;Articolo 68 Norme transitorie e finali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TITOLO I&lt;br /&gt;Dichiarazioni identitarie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 1&lt;br /&gt;Principi fondamentali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La Campania è Regione autonoma nell’unità ed indivisibilità della Repubblica, secondo le norme della Costituzione, dell’Unione europea e del presente Statuto. Essa esercita i suoi poteri e le sue funzioni nel rispetto della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, del presente Statuto e dell’ordinamento comunitario ed internazionale.&lt;br /&gt;2. La Regione Campania ispira la propria azione ai principi della democrazia, dello stato di diritto e della centralità della persona umana. Garantisce e promuove i principi di uguaglianza, solidarietà, libertà, giustizia sociale e pari opportunità tra donne e uomini. Partecipa alla promozione della pace con iniziative legislative di informazione ed educazione in conformità al principio costituzionale del ripudio della guerra quale mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. La Regione contribuisce al mantenimento di tali valori nel rispetto e con il contributo delle diversità e delle minoranze.&lt;br /&gt;3. La Regione Campania garantisce la partecipazione democratica di tutti i cittadini e le cittadine, degli enti, delle associazioni, delle formazioni sociali e delle istituzioni territoriali alla determinazione ed attuazione dell’indirizzo politico regionale.&lt;br /&gt;4. La Regione Campania mantiene e garantisce il legame con i campani emigrati nel mondo.&lt;br /&gt;5. La Regione, crogiolo delle antiche civiltà italica, etrusca, greca, romana e sannita, svolge la funzione di grande mediatrice fra oriente ed occidente conferitale dal carattere universale della sua cultura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 2&lt;br /&gt;Regione Campania&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La Regione comprende i territori delle province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno.&lt;br /&gt;2. La città di Napoli è il capoluogo della Regione.&lt;br /&gt;3. La Regione con propria legge adotta un gonfalone ed uno stemma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 3&lt;br /&gt;Unità nazionale, autonomia e sussidiarietà&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La Regione, nel rispetto dell’unità nazionale, conforma la propria azione ai principi costituzionali di autonomia, sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza e leale collaborazione.&lt;br /&gt;2. La Regione promuove forme di collaborazione interregionali per la cura degli interessi che si riflettono al di fuori del proprio territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 4&lt;br /&gt;Principio di uguaglianza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La Regione riconosce e garantisce i diritti di libertà e di uguaglianza previsti dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali riconosciute nel nostro ordinamento ponendoli a fondamento e limite di tutte le proprie attività.&lt;br /&gt;2. La Regione concorre a rimuovere gli ostacoli di ordine economico, sociale, culturale, sessuale, etnico e religioso che limitano l’uguaglianza e la libertà dei cittadini.&lt;br /&gt;3. La Regione riconosce l’apporto derivante dalle diverse storie, dalle diverse culture e dalle radici religiose cristiane delle comunità campane e considera l’incontro tra le differenti civiltà, religioni e culture del Mediterraneo quale fondamentale strumento di formazione e crescita di una comunità pluralista ed interetnica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 5&lt;br /&gt;Valore della differenza di genere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La Regione riconosce e valorizza la differenza di genere nel rispetto della libertà e della dignità umana.&lt;br /&gt;2. La Regione rimuove ogni ostacolo che impedisce la piena parità delle donne e degli uomini nella vita sociale, culturale, economica, politica, e in materia di lavoro, di formazione e di attività di cura; assicura le azioni di promozione della parità anche nelle fasi di pianificazione, attuazione, monitoraggio e valutazione delle azioni stesse.&lt;br /&gt;3. La Regione, ai fini di cui al comma 2, adotta programmi, azioni ed ogni altra iniziativa tesi ad assicurare il pieno rispetto dei principi di parità, di pari opportunità e di non discriminazione ed il riequilibrio della rappresentanza tra donne ed uomini nelle cariche elettive nonché a promuovere condizioni di parità per l’accesso alle consultazioni elettorali e la presenza equilibrata dei due generi in tutti gli uffici e le cariche pubbliche. Al fine di conseguire il riequilibrio della rappresentanza dei sessi, la legge elettorale regionale promuove condizioni di parità per l’accesso di uomini e donne alla carica di consigliere regionale mediante azioni positive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 6&lt;br /&gt;Diritto al lavoro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Nel quadro dei valori e dei principi della Costituzione, la Regione promuove il diritto di uomini e donne ad un lavoro libero e capace di garantire una vita dignitosa ad ogni persona ed opera per rimuovere gli ostacoli di ogni tipo che possono limitarlo o impedirlo.&lt;br /&gt;2. La Regione assicura le condizioni per il diritto al lavoro di tutti i cittadini italiani e per le persone provenienti da altre parti dell’Europa e del mondo e dimoranti nel territorio regionale in conformità alla legislazione vigente. Promuove ed incentiva la piena occupazione di uomini e donne, concorrendo a misure atte a determinarne la qualità e la stabilità. Tutela i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, attua i principi della dignità e della sicurezza nel lavoro ed assicura la formazione professionale. Promuove l’elevazione sociale dei soggetti e delle categorie svantaggiate, favorisce ed incentiva l’inserimento dei disabili nella società e nel lavoro.&lt;br /&gt;3. La Regione assume l’occupazione delle donne come riferimento di qualità del sistema economico campano.&lt;br /&gt;4. La Regione opera per garantire ai giovani in età lavorativa idonee condizioni di occupazione e la protezione contro ogni lavoro che ne può minare la salute e lo sviluppo psicofisico o metterne a rischio il processo formativo.&lt;br /&gt;5. La Regione contrasta l’economia sommersa e favorisce la regolarizzazione del lavoro.&lt;br /&gt;6. La Regione promuove l’effettiva tutela dei diritti sociali delle lavoratrici e dei lavoratori nei casi di perdita del posto di lavoro, di maternità, di malattia, di infortuni, di dipendenza o di vecchiaia anche mediante la realizzazione e gestione di servizi regionali complementari a quelli statali.&lt;br /&gt;7. La Regione tutela la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori soprattutto contro le molestie sessuali e la violenza psicologica sul luogo del lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 7&lt;br /&gt;Iniziativa economica e coesione economico-sociale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La Regione garantisce e sostiene la libertà e l’attività di impresa in conformità sia alla Costituzione, sia al diritto comunitario e sia alla legislazione statale secondo le regole dello sviluppo ecologicamente sostenibile, come definito nei protocolli internazionali.&lt;br /&gt;2. La Regione opera per regolare lo sviluppo economico, l’economia di mercato e la libera concorrenza al fine di favorire la piena occupazione, la promozione del benessere, i fini sociali, la coesione economico-sociale e la difesa dello stato sociale.&lt;br /&gt;3. L’iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana.&lt;br /&gt;4. La Regione promuove la competitività del territorio campano e delle imprese che in esso operano ed investono, favorendo il riequilibrio economico e sociale fra le diverse aree.&lt;br /&gt;5. La Regione opera nel rispetto dei vincoli comunitari ed in raccordo con norme nazionali in tema di stabilità economica.&lt;br /&gt;6. La Regione considera l’uso economicamente efficiente delle risorse territoriali strumento di crescita ed emancipazione della collettività amministrata.&lt;br /&gt;Articolo 8&lt;br /&gt;Obiettivi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La Regione promuove ogni utile iniziativa per favorire:&lt;br /&gt;a) la lotta contro la pena di morte, la tortura fisica e psichica, il terrorismo, la riduzione in schiavitù e ogni forma di tratta degli esseri umani;&lt;br /&gt;b) l’accrescimento per ogni persona delle opportunità e delle garanzie di libertà nella elaborazione del proprio progetto di vita in contesti liberamente scelti;&lt;br /&gt;c) la cultura della legalità e il contrasto alla criminalità; il diritto di ogni persona alla propria integrità fisica e psichica, alla propria sicurezza e la tutela dei diritti fondamentali delle persone detenute ed internate;&lt;br /&gt;d) la tutela del principio secondo cui il patrimonio genetico di ogni individuo è bene indisponibile e la tutela della vita umana nel rispetto delle leggi dello Stato;&lt;br /&gt;e) il riconoscimento ed il sostegno alla famiglia fondata sul matrimonio ed alle unioni familiari, nel rispetto dei principi dettati dagli articoli 3, 29 e 30 della Costituzione orientando a tal fine le politiche sociali, economiche e finanziarie e di organizzazione dei servizi;&lt;br /&gt;f) il diritto all’informazione e all’accesso alle procedure di adozione e alle tecniche di procreazione assistita, senza discriminazioni, nel rispetto delle leggi statali;&lt;br /&gt;g) la tutela, lo sviluppo e la diffusione della cultura, della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica; la tutela ed il sostegno dei luoghi dove si formano, si condividono e si diffondono le conoscenze scientifiche e tecnologiche; l’interazione tra saperi; la realizzazione ed il potenziamento delle reti di eccellenza e l’incremento della cooperazione scientifica internazionale;&lt;br /&gt;h) il riconoscimento e la valorizzazione delle attività associative svolte in ambito sociale, culturale, economico e politico;&lt;br /&gt;i) la tutela della maternità e il diritto dei bambini alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere;&lt;br /&gt;l) la valorizzazione di istruzione, formazione professionale ed alta formazione al fine di assicurare maggiori opportunità personali di crescita culturale, sociale e civile;&lt;br /&gt;m) la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale della Regione, delle diversità culturali, religiose e linguistiche, nonché di quelle relative ai dialetti locali;&lt;br /&gt;n) l’adozione di politiche tese a valorizzare la qualità ed il merito di ciascun individuo;&lt;br /&gt;o) la realizzazione di un elevato livello delle prestazioni concernenti i diritti sociali nonché il godimento dei diritti politici e sociali degli immigrati, degli stranieri profughi rifugiati e degli apolidi, ivi compreso il diritto di voto, per quanto compatibile con la Costituzione;&lt;br /&gt;p) l’attuazione di politiche tese a garantire un livello elevato di tutela della salute fondate sulla prevenzione e su un qualificato sistema sanitario regionale basato, innanzitutto, su una qualificata sanità pubblica;&lt;br /&gt;q) l’adozione di sistemi di garanzia della sicurezza alimentare e degli interessi dei consumatori;&lt;br /&gt;r) la valorizzazione delle risorse economiche, turistiche e produttive di ogni area del territorio regionale ed il superamento delle disuguaglianze sociali derivanti da squilibri territoriali e settoriali della Regione in modo da garantire la piena occupazione;&lt;br /&gt;s) la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, del territorio, delle risorse naturali e del patrimonio rurale; la tutela degli ecosistemi e della biodiversità; la difesa della vita delle piante e il rispetto e il riconoscimento dei diritti degli animali come previsti dalle Convenzioni internazionali e dalla normativa comunitaria;&lt;br /&gt;t) l’accesso ai beni pubblici necessari al godimento dei diritti di cittadinanza;&lt;br /&gt;u) il riconoscimento dell’acqua, dell’aria e del vento come beni comuni dell’umanità di valore universale indirizzandone l’utilizzo all’interesse pubblico;&lt;br /&gt;v) la pratica delle attività sportive.&lt;br /&gt;Titolo II&lt;br /&gt;Regione, Unione europea e rapporti internazionali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 9&lt;br /&gt;Integrazione europea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La Regione si riconosce parte del processo di integrazione europea. Essa partecipa ove previsto alla formazione degli atti normativi comunitari utilizzando gli strumenti previsti dai trattati comunitari, dalla Costituzione, dallo Statuto e dalle leggi dello Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 10&lt;br /&gt;Regione e disciplina comunitaria ed internazionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La Regione, nel rispetto dei principi costituzionali, nelle materie di sua competenza:&lt;br /&gt;a) partecipa alla definizione degli indirizzi sostenuti in sede di Unione europea dall’Italia nonché alla formazione degli atti normativi comunitari e alla loro attuazione ed esecuzione;&lt;br /&gt;b) realizza forme di collegamento con le istituzioni dell’Unione europea per l’esercizio delle proprie funzioni;&lt;br /&gt;c) provvede all’attuazione e all’esecuzione di accordi e convenzioni internazionali;&lt;br /&gt;d) conclude accordi con Stati ed intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati dalle leggi dello Stato, la cui sottoscrizione è autorizzata o ratificata dal Consiglio ai sensi dell’articolo 26, comma 4, lettera i);&lt;br /&gt;e) promuove iniziative di cooperazione internazionale ed in particolare con i popoli colpiti da eventi bellici o calamità naturali ed in ritardo di sviluppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo III&lt;br /&gt;Partecipazione, trasparenza e referendum&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 11&lt;br /&gt;Partecipazione e pubblicità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Le attività legislative e amministrative della Regione sono informate ai principi della trasparenza e della partecipazione dei cittadini, delle formazioni sociali, delle autonomie funzionali, degli enti e delle associazioni.&lt;br /&gt;2. Ai fini della piena applicazione delle norme di cui al presente articolo, i poteri e le attività regionali sono esercitati con la più ampia pubblicità per consentire la massima diffusione delle informazioni, degli atti e dei documenti.&lt;br /&gt;3. Con legge regionale sono individuati gli organi e gli uffici preposti all’applicazione della disposizione di cui al comma 2.&lt;br /&gt;4. Le leggi, i regolamenti ed i provvedimenti amministrativi generali della Regione sono pubblicati nel Bollettino ufficiale della Regione Campania. Nel rispetto del principio di trasparenza la Regione pubblica, entro tre mesi dall’approvazione, il bilancio sul proprio sito web. Stesso adempimento garantisce per enti, agenzie, aziende , società e consorzi, anche interregionali, comunque dipendenti o partecipati in forma maggioritaria dalla Regione. Insieme ai bilanci, sono pubblicati i nominativi dei componenti degli organi sociali, di amministrazione e controllo ed il numero dei dipendenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 12&lt;br /&gt;Iniziativa legislativa dei cittadini, degli enti locali,&lt;br /&gt;del Consiglio delle autonomie locali&lt;br /&gt;e del Consiglio regionale dell’economia e del lavoro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. L’iniziativa legislativa dei cittadini è esercitata mediante una proposta sottoscritta da almeno diecimila elettori iscritti nelle liste elettorali dei comuni della Regione e presentata nella forma di un progetto redatto in articoli ed illustrato da una relazione descrittiva.&lt;br /&gt;2. L’iniziativa legislativa appartiene inoltre ai singoli Consigli provinciali e comunali dei capoluoghi di provincia, nonché a non meno di tre Consigli comunali la cui popolazione sia complessivamente superiore a cinquantamila abitanti.&lt;br /&gt;3. L’iniziativa legislativa di cui ai commi 1 e 2 non è ammessa per la modifica o la revisione dello Statuto regionale, per le leggi tributarie e di bilancio e per la legge finanziaria regionale.&lt;br /&gt;4. L’iniziativa legislativa può essere esercitata dal Consiglio delle autonomie locali su materie riguardanti gli enti locali e dal Consiglio regionale dell’economia e del lavoro su materie di sua pertinenza.&lt;br /&gt;5. L’iniziativa legislativa di cui al presente articolo non è esercitabile nel semestre antecedente la scadenza naturale del Consiglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 13&lt;br /&gt;Referendum abrogativo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il referendum per l’abrogazione totale o parziale di una legge regionale è indetto dal Presidente della Giunta regionale qualora lo richiedano centomila elettori della Regione o cinque Consigli comunali che rappresentino una popolazione di almeno centocinquantamila abitanti, o due Consigli provinciali o quindici Consigli comunali a prescindere dalla popolazione rappresentata o tre consigli di Comunità montane.&lt;br /&gt;2. Hanno diritto a partecipare al referendum tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali dei Comuni della Regione.&lt;br /&gt;3. Qualora l’esito del referendum non abbia determinato l’abrogazione della legge, la proposta abrogativa non può essere ripresentata nella stessa legislatura e comunque prima che siano trascorsi tre anni.&lt;br /&gt;4. Il referendum abrogativo non è ammesso per le leggi di bilancio, tributarie, finanziarie, di governo del territorio, di tutela ambientale e sullo stato giuridico dei consiglieri regionali, per le leggi relative ai rapporti internazionali e con l’Unione europea nonché sullo Statuto e sulle leggi di revisione statutaria.&lt;br /&gt;5. Il referendum abrogativo non è ammesso se l’esito positivo determina una riduzione del principio di pari opportunità.&lt;br /&gt;6. Nei sei mesi antecedenti le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale non possono svolgersi votazioni referendarie.&lt;br /&gt;7. La legge regionale disciplina le modalità di indizione e di svolgimento del referendum abrogativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 14&lt;br /&gt;Referendum consultivo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Consiglio regionale può deliberare l’indizione di referendum consultivi su tutte le iniziative ed i provvedimenti di competenza della Regione.&lt;br /&gt;2. Sono obbligatoriamente sottoposte a referendum consultivo delle popolazioni interessate le proposte di legge concernenti la istituzione di nuovi comuni e i mutamenti delle circoscrizioni e delle denominazioni comunali.&lt;br /&gt;3. Se la votazione sul referendum ha avuto esito negativo, la stessa richiesta non può essere ripresentata nella stessa legislatura.&lt;br /&gt;4. Nei sei mesi antecedenti le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale non possono svolgersi votazioni referendarie.&lt;br /&gt;5. La legge regionale disciplina le modalità di proposizione e svolgimento del referendum consultivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 15&lt;br /&gt;Referendum approvativo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Cinquantamila elettori possono presentare una proposta di legge o di regolamento della Regione affinché sia sottoposta per l’approvazione al referendum popolare. La proposta non può essere presentata nei sei mesi antecedenti alla scadenza del Consiglio regionale e nei sei mesi successivi alla convocazione dei comizi elettorali per la formazione dei nuovi organi regionali.&lt;br /&gt;2. La proposta è previamente presentata al Consiglio o alla Giunta. Qualora nel termine di sei mesi dalla presentazione la proposta non sia approvata, o sia approvata ma con modifiche sostanziali, essa è sottoposta al voto popolare.&lt;br /&gt;3. La proposta è approvata se alla votazione referendaria partecipa la maggioranza degli aventi diritto e sia raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.&lt;br /&gt;4. Il referendum approvativo non è ammesso per le leggi di bilancio, tributarie, finanziarie, di governo del territorio, di tutela ambientale e sullo stato giuridico dei consiglieri regionali, per le leggi relative ai rapporti internazionali e con l’Unione europea nonché sullo Statuto e sulle leggi di revisione statutaria.&lt;br /&gt;5. La legge regionale disciplina le modalità di proposizione e svolgimento del referendum approvativo.&lt;br /&gt;Articolo 16&lt;br /&gt;Petizioni, voti, istanze e richieste&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni agli organi regionali per richiederne l’intervento o per sollecitare l’adozione di provvedimenti su materie di competenza regionale.&lt;br /&gt;2. Le Province, i Comuni ed altri enti locali nonché enti, organizzazioni e associazioni rappresentative a livello regionale possono rivolgere al Consiglio voti, istanze e richieste di intervento su questioni di interesse generale o collettivo secondo le modalità previste dal Regolamento consiliare.&lt;br /&gt;3. Gli organi regionali hanno l’obbligo di prendere in esame le petizioni e di fornire risposta scritta ai richiedenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 17&lt;br /&gt;Difensore civico regionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Presso la Regione Campania è istituito il Difensore civico regionale.&lt;br /&gt;2. La legge regionale ne disciplina le funzioni e le modalità di nomina e ne garantisce l’indipendenza.&lt;br /&gt;3. Il Difensore civico presenta annualmente una relazione al Consiglio regionale sull’attività svolta.&lt;br /&gt;4. La carica del Difensore civico è onoraria. La legge disciplina il rimborso spese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 18&lt;br /&gt;Organismi di pari opportunità e Consulta degli immigrati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Presso la Regione Campania sono istituiti:&lt;br /&gt;a) la Commissione regionale per la realizzazione della parità dei diritti e delle opportunità tra uomo e donna;&lt;br /&gt;b) la Consulta regionale femminile, organo consultivo che svolge anche indagini conoscitive sulla condizione della donna;&lt;br /&gt;c) la Consulta degli immigrati, per favorire la loro integrazione nella comunità campana.&lt;br /&gt;2. La legge regionale ne disciplina le funzioni e le modalità di nomina, ne garantisce l’indipendenza e assicura la gratuità delle cariche.&lt;br /&gt;3. Ciascuno dei suddetti organismi presenta una relazione annuale sull’attività svolta al Consiglio regionale, che ne discute in apposita seduta.&lt;br /&gt;4. La legge disciplina il rimborso spese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TITOLO IV&lt;br /&gt;Rapporti Regione-enti locali. Il Consiglio delle autonomie locali&lt;br /&gt;ed il Consiglio regionale dell’economia e del lavoro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 19&lt;br /&gt;Rapporti Regione-enti locali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. I Comuni, in forma singola o associata, le Province, le Città metropolitane e le Comunità montane per quanto di loro competenza concorrono alla determinazione della politica regionale ed alla programmazione economica e territoriale, esercitando le funzioni amministrative ed il potere regolamentare nel rispetto della Costituzione, della legge e del presente Statuto.&lt;br /&gt;2. In attuazione dell’articolo 118 della Costituzione, le funzioni amministrative che non richiedono un esercizio unitario a livello regionale sono conferite con legge regionale ai Comuni, alle Province, alle Città metropolitane e alle Comunità montane per quanto di loro competenza, sulla base dei principi di autonomia, sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione.&lt;br /&gt;3. La Regione trasferisce agli enti locali il personale necessario e una quota delle proprie entrate per il finanziamento degli oneri relativi all’esercizio delle funzioni loro attribuite.&lt;br /&gt;4. La Regione favorisce, anche in funzione della collaborazione fondata su ambiti territoriali omogenei, lo sviluppo delle Comunità montane e delle forme associative tra enti locali.&lt;br /&gt;5. La Regione, in applicazione del principio di sussidiarietà, riconosce il ruolo delle autonomie funzionali, le valorizza e ne assicura la partecipazione e la consultazione.&lt;br /&gt;Articolo 20&lt;br /&gt;Attività di interesse generale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La Regione, i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Comunità montane in attuazione del principio di sussidiarietà favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 21&lt;br /&gt;Sviluppo omogeneo del territorio regionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il riparto delle risorse finalizzate allo sviluppo della Regione deve tener conto degli squilibri economici e sociali presenti fra le diverse aree territoriali e delle esigenze dei piccoli Comuni.&lt;br /&gt;Articolo 22&lt;br /&gt;Consiglio delle autonomie locali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. E’ istituito il Consiglio delle autonomie locali, organismo regionale di partecipazione e consultazione dei Comuni, delle Province, delle Città metropolitane e delle Comunità montane.&lt;br /&gt;2. Il Consiglio è composto da quaranta membri, compresi i presidenti delle Province e i sindaci delle città capoluogo, che ne fanno parte di diritto.&lt;br /&gt;3. La legge regionale determina i criteri per l’elezione dei rimanenti componenti del Consiglio delle autonomie locali, che devono ricoprire la carica di sindaco, di consigliere provinciale o di consigliere comunale, garantendo che siano rappresentati proporzionalmente anche i piccoli Comuni, nel rispetto di una presenza equilibrata di donne ed uomini.&lt;br /&gt;4. Il Consiglio delle autonomie locali, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, elegge il Presidente ed il vice-presidente. Se in prima convocazione nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta, si procede a votazione di ballottaggio cui concorrono i due candidati più votati.&lt;br /&gt;5. Il Consiglio regionale determina annualmente, sulla base delle somme stanziate in bilancio, le dotazioni di mezzi e di personale necessari per il funzionamento del Consiglio delle autonomie locali.&lt;br /&gt;6. Il regolamento del Consiglio delle autonomie locali è approvato a maggioranza assoluta dei suoi componenti ed è pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione Campania.&lt;br /&gt;7. I bilanci del Consiglio delle autonomie locali sono pubblicati nel Bollettino ufficiale della Regione Campania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 23&lt;br /&gt;Funzioni del Consiglio delle autonomie locali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Consiglio delle autonomie locali, secondo il principio di leale collaborazione, esprime parere:&lt;br /&gt;a) sulle proposte di modifica dello Statuto;&lt;br /&gt;b) sulle proposte di legge attinenti agli enti locali ed al conferimento agli stessi di funzioni e relative risorse;&lt;br /&gt;c) sulle proposte di regolamento e di atti di carattere generale concernenti gli enti locali;&lt;br /&gt;d) sulle proposte di programma regionale di sviluppo, di documento di programmazione economica e finanziaria e di bilancio.&lt;br /&gt;2. I pareri sulle proposte di cui alle lettere a) e b) del comma 1 sono espressi entro trenta giorni dalla ricezione degli atti. Se, decorso tale termine, non è stato espresso alcun parere, lo stesso è dato per acquisito in forma favorevole. Se è espresso parere contrario, la proposta può essere approvata dal Consiglio regionale a maggioranza assoluta dei suoi componenti.&lt;br /&gt;3. I pareri sulle proposte di cui alle lettere c) e d) del comma 1 sono espressi entro venti giorni dalla ricezione degli atti. Decorso tale termine il parere si ha per acquisito in senso favorevole. Sugli atti di cui alla lettera d) il Consiglio delle autonomie locali può avanzare osservazioni e proposte al Consiglio regionale.&lt;br /&gt;4. La proposta generale di bilancio previsionale della Regione e gli atti di programmazione sono trasmessi dalla Giunta regionale al Consiglio delle autonomie locali, che ha facoltà di avanzare entro venti giorni osservazioni e proposte al Consiglio regionale.&lt;br /&gt;5. Il Consiglio delle autonomie locali esprime pareri sulle questioni che gli sono sottoposte dagli enti locali e promuove la cooperazione istituzionale tra gli enti locali e tra la Regione e gli enti locali.&lt;br /&gt;6. Il Consiglio delle autonomie locali esercita l’iniziativa legislativa ai sensi dell’articolo 12.&lt;br /&gt;7. Il Presidente del Consiglio delle autonomie locali può essere sentito dalle Commissioni consiliari e può essere consultato dal Presidente della Giunta regionale su questioni di interesse comune della Regione e degli enti locali.&lt;br /&gt;8. Il Consiglio delle autonomie locali, secondo le modalità stabilite dalla legge, al fine del migliore esercizio delle proprie funzioni, può monitorare lo svolgimento delle attività della Regione e degli enti locali.&lt;br /&gt;9. Il Consiglio delle autonomie locali esprime pareri se il Consiglio o la Giunta regionale ne fanno richiesta. La procedura per la trasmissione e per l’acquisizione del parere del Consiglio delle autonomie locali è stabilita dal Regolamento del Consiglio regionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 24&lt;br /&gt;Consiglio regionale dell’economia e del lavoro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Consiglio regionale dell’economia e del lavoro è composto, nei modi previsti dalla legge regionale, da rappresentanti del sistema camerale regionale e da esperti e rappresentanti delle forze sindacali e imprenditoriali. Deve essere garantita la presenza di rappresentanti di tutte le province.&lt;br /&gt;2. Il Consiglio regionale dell’economia e del lavoro ha iniziativa legislativa e regolamentare in materia economica e sociale.&lt;br /&gt;3. Il Consiglio regionale dell’economia e del lavoro esprime pareri alla Giunta ed al Consiglio regionale su loro richiesta.&lt;br /&gt;4. La legge assicura la gratuità delle cariche e disciplina il rimborso spese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo V&lt;br /&gt;Organi della Regione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capo I&lt;br /&gt;Consiglio regionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 25&lt;br /&gt;Forma di governo e organi della Regione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La forma di governo regionale è stabilita dallo Statuto in armonia con la Costituzione.&lt;br /&gt;2. Sono organi della Regione:&lt;br /&gt;a) il Consiglio regionale;&lt;br /&gt;b) la Giunta regionale;&lt;br /&gt;c) il Presidente della Giunta regionale.&lt;br /&gt;3. Il Consiglio regionale esprime la centralità politica e istituzionale della Regione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 26&lt;br /&gt;Consiglio regionale e sue attribuzioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Consiglio regionale rappresenta le comunità della Regione. Determina l’indirizzo politico generale esercitando le funzioni legislative e di controllo sull’attività dell’amministrazione regionale, nonché di programmazione secondo quanto stabilito dallo Statuto e dalle leggi.&lt;br /&gt;2. Il Consiglio regionale ha autonomia organizzativa e, nell’ambito dello stanziamento assegnatogli dal bilancio, autonomia amministrativa e contabile. Dispone di propri uffici dei quali si avvalgono l’Ufficio di presidenza, le commissioni, i gruppi consiliari ed i singoli consiglieri.&lt;br /&gt;3. Il Consiglio regionale esercita la potestà legislativa; delibera sui regolamenti della Giunta; esercita le altre funzioni ad esso attribuite dalla Costituzione, dallo Statuto e dalle leggi.&lt;br /&gt;4. Il Consiglio, inoltre:&lt;br /&gt;a) approva il documento di programmazione economico-finanziaria presentato dalla Giunta regionale;&lt;br /&gt;b) disciplina con legge il proprio ordinamento contabile;&lt;br /&gt;c) approva la legge finanziaria, il bilancio di previsione annuale e pluriennale della Regione e il rendiconto generale presentati dalla Giunta regionale; approva, con legge, il conto consuntivo al quale sono allegati i conti consuntivi degli enti, agenzie, aziende, società e consorzi, anche interregionali, comunque dipendenti o partecipati in forma maggioritaria dalla Regione; autorizza con legge l’esercizio provvisorio;&lt;br /&gt;d) disciplina, in armonia con la Costituzione e nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti con legge statale, i casi di ineleggibilità, incompatibilità e conflitto di interessi anche sopravvenuti dei consiglieri regionali, del Presidente della Giunta regionale e di componenti la Giunta regionale;&lt;br /&gt;e) decide sulle nomine attribuite espressamente alla sua competenza dalle leggi ed esprime parere su quelle di competenza della Giunta regionale, nei casi e nelle forme previsti dalla legge regionale;&lt;br /&gt;f) valuta gli effetti delle politiche regionali con particolare riferimento ai programmi di intervento deliberati con legge;&lt;br /&gt;g) propone e vota mozioni di non gradimento e di censura nei confronti degli assessori nei modi previsti dall’articolo 52;&lt;br /&gt;h) delibera l’istituzione di enti, agenzie, aziende , società e consorzi, anche interregionali, comunque dipendenti o partecipati in forma maggioritaria dalla Regione, la loro fusione o soppressione e approva i relativi bilanci;&lt;br /&gt;i) autorizza, in conformità alle previsioni costituzionali, la sottoscrizione delle intese e degli accordi conclusi con stati esteri e con enti territoriali interni ad altri stati; ratifica le intese con altre regioni;&lt;br /&gt;l) elegge i delegati della Regione per l’elezione del Presidente della Repubblica assicurando la rappresentanza delle minoranze;&lt;br /&gt;m) delibera sulle richieste di referendum di cui agli articoli 75 e 138 della Costituzione e formula i pareri previsti dagli articoli 132 e 133 della Costituzione;&lt;br /&gt;n) può presentare proposte di legge anche costituzionale alle Camere;&lt;br /&gt;o) decide sulla mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta regionale nei modi previsti dall’articolo 52;&lt;br /&gt;p) vigila su tutti i servizi regionali prestati sul territorio.&lt;br /&gt;Articolo 27&lt;br /&gt;Composizione del Consiglio regionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Consiglio regionale è costituito, oltre che dal Presidente della Giunta, da sessanta consiglieri eletti a suffragio universale e diretto, secondo quanto dispone la legge elettorale regionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 28&lt;br /&gt;Consiglieri regionali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. I consiglieri regionali rappresentano l’intera Regione ed esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato.&lt;br /&gt;2. I consiglieri regionali entrano nell’esercizio delle loro funzioni con il completamento delle operazioni di proclamazione. Fino a tale momento sono prorogati i poteri del precedente Consiglio regionale.&lt;br /&gt;3. La prima seduta del nuovo Consiglio regionale ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalla data della proclamazione degli eletti.&lt;br /&gt;4. Il Consiglio procede alla convalida delle elezioni dei suoi componenti.&lt;br /&gt;5. Ciascun consigliere regionale è titolare del potere di iniziativa legislativa.&lt;br /&gt;6. I consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 29&lt;br /&gt;Norme sulla chiarezza dei testi normativi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Le normative regionali devono caratterizzarsi per chiarezza e semplicità dei testi. Il Consiglio regionale approva testi unici.&lt;br /&gt;2. Il regolamento consiliare disciplina le modalità di redazione dei testi normativi al fine di assicurarne la qualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 30&lt;br /&gt;Interrogazioni, interpellanze, mozioni, interrogazioni a risposta immediata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. I consiglieri regionali possono presentare mozioni, interpellanze ed interrogazioni alle quali la Giunta regionale ha l’obbligo di rispondere nei termini previsti dal regolamento consiliare. Hanno diritto a ricevere dall’Ufficio di presidenza, dalla Giunta, dagli uffici regionali e da quelli degli enti dipendenti o delegati dalla Regione, tutte le informazioni e i documenti utili all’espletamento del loro mandato. Sono tenuti al rispetto della riservatezza sulle informazioni acquisite nei casi previsti dalla legge.&lt;br /&gt;2. E’ previsto l’istituto dell’interrogazione a risposta immediata.&lt;br /&gt;3. Il Regolamento consiliare disciplina gli aspetti procedimentali degli istituti di cui al presente articolo garantendo uno spazio adeguato all’opposizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 31&lt;br /&gt;Dibattito annuale sullo stato della Regione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Presidente della Giunta regionale, entro il 31 marzo di ciascun anno, presenta al Consiglio, per la discussione, una relazione sullo stato della Regione, anche al fine di contribuire alla costruzione della opinione pubblica regionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 32&lt;br /&gt;Indennità, rimborsi e forme di previdenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Le indennità, i rimborsi e le forme di previdenza dei consiglieri sono stabilite con legge regionale.&lt;br /&gt;Articolo 33&lt;br /&gt;Statuto dell’opposizione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Ciascun consigliere regionale dichiara, attraverso il proprio gruppo o individualmente, la propria appartenenza alla maggioranza o all’opposizione.&lt;br /&gt;2. Ciascun gruppo di opposizione può ottenere, con il voto favorevole di almeno un terzo dei componenti del Consiglio regionale e secondo le modalità stabilite dal Regolamento consiliare, l’istituzione di commissioni d’inchiesta con durata massima di sei mesi. Non possono essere istituite o funzionare contemporaneamente più di una di tali commissioni.&lt;br /&gt;3. All’opposizione è riconosciuta una riserva di tempi per l’esercizio del sindacato ispettivo.&lt;br /&gt;4. Il Regolamento consiliare prevede una riserva di argomenti e di proposte di legge da porre all’ordine del giorno del Consiglio su richiesta dell’opposizione.&lt;br /&gt;5. La presidenza delle commissioni di controllo è assegnata all’opposizione.&lt;br /&gt;6. Nell’Ufficio di presidenza di tutte le commissioni è sempre assicurata la presenza dell’opposizione.&lt;br /&gt;7. Il Regolamento consiliare disciplina la figura del relatore di minoranza.&lt;br /&gt;Articolo 34&lt;br /&gt;Prima seduta del Consiglio regionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Consiglio regionale si riunisce, in prima seduta, su convocazione del consigliere più anziano d’età che ne assume provvisoriamente la presidenza. Fungono da segretari i due consiglieri più giovani di età.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 35&lt;br /&gt;Elezione del Presidente e dell’Ufficio di presidenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Nella prima seduta il Consiglio elegge il Presidente, due vice-presidenti, due segretari e due questori che costituiscono l’Ufficio di presidenza. Nella composizione dell’Ufficio di presidenza è assicurata la rappresentanza dell’opposizione ed il rispetto del principio di una equilibrata presenza di donne ed uomini. Ove possibile, ciascun sesso deve essere rappresentato da almeno due consiglieri, uno di maggioranza ed uno di opposizione.&lt;br /&gt;2. Il Presidente è eletto a scrutinio segreto e a maggioranza dei due terzi dei componenti l’assemblea nella prima votazione, a maggioranza assoluta dei componenti nella seconda votazione. Se nella seconda votazione nessun candidato ha riportato la maggioranza richiesta, si procede nello stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti. E’ proclamato eletto il consigliere che consegue il maggior numero dei voti.&lt;br /&gt;3. Alla elezione dei due vice-presidenti, dei due segretari e dei due questori si procede con tre votazioni separate a scrutinio segreto. Ogni consigliere vota un solo nome. Risultano eletti, in ciascuna votazione, i due consiglieri, uno della maggioranza ed uno dell’opposizione, che abbiano ottenuto il maggior numero di voti.&lt;br /&gt;4. Il Consiglio regionale può revocare il Presidente del Consiglio, i vice-presidenti, i segretari ed i questori, collegialmente o individualmente, a seguito dell’approvazione di una mozione di sfiducia secondo le modalità previste dal Regolamento.&lt;br /&gt;5. Il Consiglio procede al rinnovo delle cariche secondo le modalità di cui ai commi precedenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 36&lt;br /&gt;Attribuzioni del Presidente del Consiglio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Presidente rappresenta il Consiglio e ne tutela le funzioni e la dignità, lo convoca secondo le modalità previste dallo Statuto e dal Regolamento consiliare e lo presiede; fissa l’ordine del giorno delle sedute, sentita la conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari, assicura la regolarità delle sedute e il buon andamento dei lavori.&lt;br /&gt;2. Il Presidente garantisce ai consiglieri il libero esercizio del proprio mandato.&lt;br /&gt;3.Il Presidente provvede alla costituzione e all’insediamento delle commissioni consiliari di cui coordina l’attività, nonché convoca e presiede l’Ufficio di presidenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 37&lt;br /&gt;Ufficio di presidenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. L’Ufficio di presidenza coadiuva il Presidente del Consiglio nell’esercizio delle sue funzioni.&lt;br /&gt;2. La Giunta delle elezioni giudica sui titoli di ammissione dei consiglieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 38&lt;br /&gt;Regolamento del Consiglio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Regolamento interno del Consiglio regionale è adottato e modificato a maggioranza dei due terzi dei componenti. Esso disciplina l’organizzazione ed il funzionamento del Consiglio e dei suoi organi interni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 39&lt;br /&gt;Sedute del Consiglio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Consiglio regionale si riunisce in via ordinaria su convocazione del Presidente, secondo il calendario definito a norma dell’ articolo 36, comma 1.&lt;br /&gt;2. Il Consiglio regionale si riunisce in via straordinaria su richiesta della Giunta regionale o di un quinto dei consiglieri in carica. Il Presidente del Consiglio procede alla convocazione entro cinque giorni dalla richiesta.&lt;br /&gt;3. Le sedute del Consiglio regionale sono pubbliche salvo i casi previsti dal Regolamento consiliare.&lt;br /&gt;4. Le deliberazioni del Consiglio non sono valide se non è presente la metà più uno dei suoi componenti e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che lo Statuto preveda una maggioranza qualificata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 40&lt;br /&gt;Gruppi consiliari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il regolamento disciplina le modalità di costituzione dei gruppi consiliari, che devono essere composti da almeno cinque consiglieri. Possono essere costituiti anche gruppi con almeno due consiglieri, purché siano eletti nella medesima lista elettorale e abbiano rappresentanza nel Parlamento nazionale o in quello europeo.&lt;br /&gt;2. I consiglieri regionali che, per mancanza del numero minimo necessario, non possono costituire un gruppo consiliare formano un unico gruppo misto, per l’organizzazione ed il funzionamento del quale il Regolamento consiliare assicura la garanzia delle componenti che sono emanazione di liste presenti alle elezioni regionali o espressione di gruppi parlamentari nazionali.&lt;br /&gt;3. L’Ufficio di presidenza, sentita la Conferenza dei presidenti dei gruppi, provvede, nei limiti della legge regionale e nel rispetto del Regolamento consiliare, all’assegnazione ai gruppi consiliari di personale, strutture e contributi iscritti nel bilancio del Consiglio.&lt;br /&gt;4. Il consigliere regionale che nel corso del mandato cambia gruppo di appartenenza non porta, al nuovo gruppo al quale si è iscritto, i benefici economici e di status connessi alla carica.&lt;br /&gt;Articolo 41&lt;br /&gt;Commissioni consiliari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Consiglio regionale si articola in commissioni permanenti e speciali, composte in modo da rispecchiare la proporzione numerica tra i gruppi consiliari ed in numero massimo complessivo non superiore a dodici. Il Regolamento consiliare ne stabilisce il numero e ne disciplina le competenze ed il funzionamento.&lt;br /&gt;Articolo 42&lt;br /&gt;Commissioni permanenti in sede redigente e in sede deliberante&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Regolamento consiliare stabilisce:&lt;br /&gt;a) le modalità con cui le commissioni permanenti definiscono e approvano il testo delle proposte di legge e lo trasmettono al Consiglio per l’approvazione finale con sole dichiarazioni di voto;&lt;br /&gt;b) i casi e le forme in cui l’esame e l’approvazione dei provvedimenti legislativi sono deferiti integralmente alle commissioni permanenti.&lt;br /&gt;2. Nei casi in cui la Commissione opera in sede deliberante, l’approvazione della proposta di legge è valida qualora voti a favore della stessa la maggioranza assoluta dei suoi componenti.&lt;br /&gt;3. Nelle ipotesi di cui al presente articolo il provvedimento è comunque rimesso alla procedura normale di esame e di approvazione del Consiglio, o sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto, qualora ne facciano richiesta la Giunta regionale, un decimo dei componenti il Consiglio o un quinto dei componenti la commissione.&lt;br /&gt;4. La procedura normale di esame e di approvazione da parte del Consiglio è sempre adottata per i progetti di legge relativi alla modifica dello Statuto, alla legge elettorale regionale, alla legge di approvazione del bilancio e del rendiconto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 43&lt;br /&gt;Attività conoscitiva e sindacato ispettivo delle commissioni permanenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Le commissioni, ognuna nell’ambito delle proprie competenze, svolgono funzioni di controllo, di indagine conoscitiva e di sindacato ispettivo sull’attività amministrativa della Regione e degli enti da essa dipendenti, secondo le modalità stabilite dal Regolamento consiliare e riferendone al Consiglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 44&lt;br /&gt;Commissioni d’inchiesta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Consiglio, su richiesta motivata di almeno un quinto dei componenti, può istituire commissioni con il compito di svolgere inchieste di pubblico interesse sull’attività amministrativa della Regione, degli enti, agenzie, aziende, società e consorzi, anche interregionali, comunque dipendenti o partecipati in forma maggioritaria dalla Regione, e su ogni altra questione di interesse regionale.&lt;br /&gt;2. Le commissioni d’inchiesta sono formate in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi consiliari garantendo comunque la partecipazione di almeno un rappresentante per ogni gruppo.&lt;br /&gt;3. La presidenza delle commissioni d’inchiesta compete ad un consigliere regionale appartenente all’opposizione.&lt;br /&gt;4. L’atto istitutivo della commissione determina l’oggetto dell’inchiesta, il termine per la sua conclusione, non superiore a sei mesi, e le altre norme necessarie al suo funzionamento.&lt;br /&gt;5. Non possono funzionare, contemporaneamente, più di due commissioni d’inchiesta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 45&lt;br /&gt;Accesso alle informazioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Gli uffici della Regione e degli enti da essa dipendenti sono obbligati a fornire ai consiglieri regionali ed alle commissioni consiliari tutte le informazioni e i dati necessari per lo svolgimento dei loro compiti, senza vincolo di segreto d’ufficio, nei tempi stabiliti dal regolamento consiliare. I consiglieri e le commissioni sono vincolati ad osservare gli obblighi di riservatezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capo II&lt;br /&gt;Presidente della Giunta regionale e Giunta regionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 46&lt;br /&gt;Presidente della Giunta regionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Presidente della Giunta regionale è eletto a suffragio universale e diretto contestualmente alla elezione del Consiglio regionale, di cui è componente.&lt;br /&gt;2. Nella seduta di insediamento il Presidente della Giunta regionale espone il programma di governo al Consiglio, che ne discute.&lt;br /&gt;3. Il Presidente della Giunta regionale nei dieci giorni successivi nomina, nel pieno rispetto del principio di una equilibrata presenza di donne ed uomini, i componenti la Giunta, tra i quali un vice-presidente, e ne dà comunicazione al Consiglio regionale nella prima seduta successiva alla nomina per la espressione del gradimento di cui all’articolo 48.&lt;br /&gt;4. Fino alla nomina dei componenti della Giunta regionale, il Presidente provvede all’ordinaria amministrazione.&lt;br /&gt;5. Il Presidente della Giunta regionale può revocare uno o più componenti la Giunta, o modificare le deleghe, dandone successiva comunicazione al Consiglio. Il Consiglio, nella prima seduta utile, discute della comunicazione del Presidente.&lt;br /&gt;6. La sfiducia, la rimozione, l’impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie del Presidente della Giunta regionale comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio. Gli stessi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio.&lt;br /&gt;7. In caso di morte, di impedimento permanente o di dimissioni volontarie del Presidente della Giunta regionale, il vice-presidente, la Giunta regionale e il Consiglio regionale rimangono in carica per l’esercizio dell’ordinaria amministrazione fino all’insediamento dei nuovi organi.&lt;br /&gt;8. In caso di votazione di sfiducia o di dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti del Consiglio, il Presidente della Giunta regionale, la Giunta e il Consiglio rimangono in carica per l’esercizio dell’ordinaria amministrazione fino all’insediamento dei nuovi organi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 47&lt;br /&gt;Attribuzioni del Presidente della Giunta regionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Presidente della Giunta regionale:&lt;br /&gt;a) rappresenta la Regione;&lt;br /&gt;b) dirige la politica della Giunta e ne è responsabile, mantiene l’unità di indirizzo politico-amministrativo e coordina l’attività degli assessori;&lt;br /&gt;c) nomina e revoca i componenti la Giunta regionale;&lt;br /&gt;d) attribuisce e revoca gli incarichi all’interno della Giunta;&lt;br /&gt;e) effettua le nomine di sua competenza e quelle di competenza della Giunta, previa deliberazione della stessa, nel pieno rispetto del principio di una equilibrata presenza di donne ed uomini;&lt;br /&gt;f) presenta al Consiglio, previa delibera della Giunta regionale, i disegni di legge e ogni altro provvedimento d’iniziativa della Giunta;&lt;br /&gt;g) promulga le leggi regionali ed indice i referendum previsti dallo Statuto;&lt;br /&gt;h) presenta al Consiglio la relazione annuale sullo stato della Regione come previsto dall’articolo 31;&lt;br /&gt;i) emana i regolamenti;&lt;br /&gt;l) sovrintende all’amministrazione regionale;&lt;br /&gt;m) adotta i provvedimenti contingibili ed urgenti previsti dalla legge ed i provvedimenti nell’esercizio dei poteri sostitutivi di competenza della Regione;&lt;br /&gt;n) nomina, dopo l’approvazione della Giunta, gli organi di gestione delle agenzie regionali.&lt;br /&gt;2. Il Presidente della Giunta regionale o un assessore delegato partecipa ai lavori degli organi di coordinamento per i rapporti tra Stato e Regioni e ne informa il Consiglio.&lt;br /&gt;3. Il Presidente della Giunta regionale esercita le altre funzioni attribuitegli dalla Costituzione, dallo Statuto e dalle leggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 48&lt;br /&gt;Gradimento consiliare sulle nomine&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Sulle nomine di competenza del Presidente della Giunta regionale e della Giunta, il Consiglio regionale esprime il suo gradimento, che deve essere reso entro trenta giorni dalla richiesta. Decorso tale termine, il gradimento si intende espresso in senso positivo. Se il Consiglio si esprime in senso contrario, il Presidente della Giunta può comunque confermare le nomine dandone comunicazione motivata al Consiglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 49&lt;br /&gt;Questione di fiducia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La questione di fiducia può essere posta dal Presidente della Giunta regionale esclusivamente sulla legge di bilancio annuale e pluriennale, sugli atti ad essa collegati, sulle leggi relative alla istituzione di tributi ed imposte regionali, nonché sugli atti di adempimento di obblighi comunitari o da adottare in ottemperanza di termini perentori previsti da leggi dello Stato. Essa può essere posta anche sull’approvazione o reiezione di emendamenti e di articoli dei suddetti atti.&lt;br /&gt;2. La questione di fiducia è approvata con voto palese per appello nominale e comporta l’approvazione del provvedimento sul quale è posta.&lt;br /&gt;3. Il voto contrario della maggioranza assoluta dei consiglieri regionali sulla questione di fiducia determina l’obbligo di dimissioni del Presidente della Giunta regionale, della Giunta e lo scioglimento del Consiglio regionale.&lt;br /&gt;Articolo 50&lt;br /&gt;Giunta regionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La Giunta regionale è l’organo esecutivo della Regione. Esercita le sue funzioni nel rispetto delle direttive del Presidente della Giunta e dell’indirizzo politico determinato dal Consiglio regionale.&lt;br /&gt;2. La Giunta regionale è composta dal Presidente e da dodici assessori, compreso il vice-presidente.&lt;br /&gt;3. I componenti la Giunta regionale possono essere nominati anche al di fuori dei componenti il Consiglio fra cittadini in possesso dei requisiti di eleggibilità e di compatibilità alla carica di consigliere regionale.&lt;br /&gt;4. La Giunta regionale opera collegialmente. Il Presidente ripartisce tra gli assessori l’esercizio delle funzioni per settori organici di materie.&lt;br /&gt;5. La Giunta regionale adotta, su proposta del Presidente della Giunta, un regolamento interno per disciplinare le modalità relative al proprio funzionamento.&lt;br /&gt;6. Le deliberazioni della Giunta regionale non sono valide se non è presente la maggioranza dei suoi componenti e se non sono assunte a maggioranza dei presenti. In caso di parità di voto, prevale il voto del Presidente.&lt;br /&gt;7. Le sedute della Giunta regionale non sono pubbliche, salvo diversa decisione della Giunta stessa.&lt;br /&gt;8. Le indennità di funzione e le forme di previdenza del Presidente, del vice-presidente e degli assessori sono stabilite con legge regionale.&lt;br /&gt;Articolo 51&lt;br /&gt;Attribuzioni della Giunta regionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La Giunta regionale:&lt;br /&gt;a) provvede all’attuazione del programma di governo, esercitando tutte le competenze diverse non attribuite al Consiglio e al Presidente della Giunta;&lt;br /&gt;b) predispone il documento di programmazione economica e finanziaria, il progetto di bilancio di previsione, il rendiconto generale della Regione e gli altri atti di programmazione finanziaria;&lt;br /&gt;c) amministra il patrimonio ed il demanio regionale;&lt;br /&gt;d) nel rispetto degli obiettivi generali e degli indirizzi deliberati dal Consiglio, rende esecutivo il piano regionale di sviluppo economico-sociale;&lt;br /&gt;e) sovrintende, nel rispetto dei principi generali deliberati dal Consiglio, all’ordinamento ed alla gestione di enti, agenzie, aziende, società e consorzi, anche interregionali, comunque dipendenti o partecipati in forma maggioritaria dalla Regione e verifica la rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti;&lt;br /&gt;f) delibera sulla impugnazione di leggi e sulla promozione dei conflitti di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale, dandone comunicazione al Consiglio regionale nella prima seduta;&lt;br /&gt;g) adotta gli atti di organizzazione generale.&lt;br /&gt;2. La Giunta regionale esercita ogni altra funzione attribuitale dalla Costituzione, dallo Statuto o dalla legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 52&lt;br /&gt;Sfiducia, non gradimento, censura&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il voto del Consiglio regionale contrario ad una proposta della Giunta regionale non comporta obbligo di dimissioni, salvo quanto previsto dall’articolo 49.&lt;br /&gt;2. Il Consiglio regionale può esprimere la sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta mediante l’approvazione di una mozione motivata sottoscritta da almeno un quinto dei suoi componenti. La mozione non può essere messa in discussione prima di tre giorni ed è posta in discussione non oltre venti giorni dalla presentazione ed è approvata per appello nominale con voto palese a maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio regionale.&lt;br /&gt;3. L’approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta regionale comporta l’obbligo di dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio.&lt;br /&gt;4. Il Consiglio regionale può esprimere in qualsiasi momento il non gradimento nei confronti di un assessore mediante mozione motivata, sottoscritta da almeno un quinto dei suoi componenti e approvata per appello nominale con voto palese a maggioranza assoluta dei suoi componenti.&lt;br /&gt;5. Il non gradimento del Consiglio nei confronti di un assessore non comporta l’obbligo di dimissioni. Qualora il Presidente della Giunta non intenda revocare l’assessore, deve motivare tale scelta in aula.&lt;br /&gt;6. Il Consiglio regionale, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, può esprimere la censura nei confronti di un assessore in relazione a singoli atti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo VI&lt;br /&gt;Procedimenti di formazione delle leggi e dei regolamenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 53&lt;br /&gt;Iniziativa legislativa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. L’iniziativa delle leggi appartiene alla Giunta, a ciascun consigliere regionale e ai soggetti di cui all’articolo 12.&lt;br /&gt;2. L’iniziativa legislativa è esercitata mediante presentazione al Presidente del Consiglio di progetti di legge redatti in articoli e illustrati da una relazione descrittiva nonché, se comportano spese a carico del bilancio regionale, da una relazione tecnico-finanziaria.&lt;br /&gt;3. Le proposte di legge presentate al Consiglio regionale decadono con la fine della legislatura, salvo quelle di iniziativa popolare e di iniziativa dei consigli comunali e provinciali.&lt;br /&gt;4. È riservato alla Giunta regionale il potere di iniziativa legislativa in materia di leggi di bilancio e di legge finanziaria regionale.&lt;br /&gt;Articolo 54&lt;br /&gt;Procedimento legislativo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. I progetti di legge, previo esame della commissione consiliare competente per materia, sono discussi e votati dal Consiglio articolo per articolo e con votazione finale, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 42.&lt;br /&gt;2. Il Regolamento consiliare stabilisce procedimenti abbreviati per i progetti di legge dei quali il Consiglio dichiara l’urgenza.&lt;br /&gt;3. Nei casi di esercizio dell’iniziativa legislativa previsti dall’articolo 12, il progetto di legge è portato all’esame del Consiglio regionale entro tre mesi dalla data di presentazione. Scaduto il termine, il progetto è iscritto all’ordine del giorno della prima seduta del Consiglio regionale e discusso con precedenza su ogni altro argomento.&lt;br /&gt;Articolo 55&lt;br /&gt;Promulgazione e pubblicazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La legge regionale è promulgata entro un mese dalla sua approvazione.&lt;br /&gt;2. Le leggi sono pubblicate nel Bollettino ufficiale della Regione Campania subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla data di pubblicazione, salvo un diverso termine stabilito nelle leggi stesse.&lt;br /&gt;Articolo 56&lt;br /&gt;Potestà regolamentare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. I regolamenti sono emanati dal Presidente della Giunta regionale, previa deliberazione della Giunta.&lt;br /&gt;2. I regolamenti sono sottoposti all’approvazione del Consiglio che deve provvedere entro sessanta giorni dalla loro trasmissione al Presidente del Consiglio. Se, decorso tale termine, il Consiglio non si è pronunciato, i regolamenti sono emanati e pubblicati.&lt;br /&gt;3. I regolamenti regionali sono pubblicati nel Bollettino ufficiale della Regione nei modi e nei tempi previsti per la pubblicazione della legge regionale.&lt;br /&gt;4. Nelle materie di competenza esclusiva della Regione la legge regionale può autorizzare la Giunta ad emanare regolamenti in materie già disciplinate con legge. In tal caso la legge regionale di autorizzazione determina le norme generali regolatrici della materia e dispone l’abrogazione delle norme legislative vigenti, con effetto dalla data dell’entrata in vigore delle norme regolamentari.&lt;br /&gt;Titolo VII&lt;br /&gt;Consulta di garanzia statutaria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 57&lt;br /&gt;Consulta di garanzia statutaria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La Regione può istituire con propria legge la Consulta di garanzia statutaria.&lt;br /&gt;2. La Consulta di garanzia statutaria esprime pareri sulla legittimità delle leggi, dei regolamenti regionali, degli atti preparatori con i quali la Regione partecipa alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari, degli schemi di accordo con Stati esteri e degli schemi di intese con enti territoriali interni ad altro Stato. Qualsiasi organo dell’amministrazione regionale e locale della Campania può rivolgere alla Consulta di garanzia statutaria motivate richieste di parere non vincolante sulla interpretazione dello Statuto, delle leggi e degli atti amministrativi generali della Regione Campania.&lt;br /&gt;3. La Consulta di garanzia statutaria decide sull’ammissibilità dei referendum regionali.&lt;br /&gt;4. La Consulta di garanzia statutaria è composta da un massimo di cinque membri eletti dal Consiglio regionale. Essi sono scelti tra i professori universitari in materie giuridiche, fra i magistrati anche a riposo delle giurisdizioni ordinaria e amministrativa, fra gli avvocati dopo venti anni di esercizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo VIII&lt;br /&gt;Finanze, bilancio e programmazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 58&lt;br /&gt;Autonomia finanziaria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La Regione, nell’ambito della propria autonomia finanziaria, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, stabilisce ed applica con legge tributi ed entrate propri.&lt;br /&gt;2. Il sistema tributario regionale è informato a criteri di progressività. Le imposte regionali e le aliquote regionali di imposte statali possono essere aumentate per finalità espressamente indicate.&lt;br /&gt;3. La Regione ha un proprio demanio ed un proprio patrimonio.&lt;br /&gt;4. La Regione può ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento.&lt;br /&gt;5. I limiti quantitativi dell’indebitamento e le modalità delle garanzie prestate dalla Regione sono stabiliti dalla legge regionale, nel rispetto dei principi costituzionali e della legislazione dello Stato.&lt;br /&gt;Articolo 59&lt;br /&gt;Documento di programmazione economica e finanziaria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il documento di programmazione economica e finanziaria, improntato ai principi della partecipazione, è un atto di indirizzo per l’attività di governo della Regione, degli enti, delle aziende e delle agenzie regionali.&lt;br /&gt;2. Il documento di programmazione economica e finanziaria definisce su base annuale, con previsioni triennali, i programmi e gli interventi nelle diverse materie e le relative grandezze finanziarie.&lt;br /&gt;3. Il Consiglio regionale approva, entro il 15 luglio di ciascun anno, il documento di programmazione economica e finanziaria presentato dalla Giunta regionale almeno trenta giorni prima.&lt;br /&gt;Articolo 60&lt;br /&gt;Legge finanziaria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La Regione, nei modi previsti dalla legge di contabilità, approva la legge finanziaria, che deve contenere esclusivamente norme di natura finanziaria.&lt;br /&gt;2. La legge finanziaria tiene conto delle grandezze individuate dal documento di programmazione economica e finanziaria.&lt;br /&gt;3. Il Presidente del Consiglio regionale e i presidenti delle commissioni consiliari dichiarano inammissibili gli emendamenti in contrasto con i commi precedenti o privi delle indicazioni di copertura finanziaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 61&lt;br /&gt;Bilancio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. L’esercizio finanziario della Regione ha la durata di un anno e coincide con l’anno solare.&lt;br /&gt;2. La Giunta regionale ogni anno predispone e presenta al Consiglio regionale, nei termini previsti dalla legge di contabilità, il progetto di bilancio di previsione.&lt;br /&gt;3. Il Consiglio regionale approva con legge il bilancio di previsione annuale ed il bilancio pluriennale della Regione, le loro variazioni ed il rendiconto generale presentati dalla Giunta regionale.&lt;br /&gt;4. Il bilancio tiene conto degli obiettivi e delle grandezze finanziarie definiti nel documento di programmazione economica e finanziaria.&lt;br /&gt;5. Ogni legge che importa nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte.&lt;br /&gt;6. L’esercizio provvisorio del bilancio, autorizzato dal Consiglio regionale, può essere concesso con legge per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.&lt;br /&gt;Articolo 62&lt;br /&gt;Conto consuntivo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il conto consuntivo è presentato dalla Giunta regionale entro i termini previsti dalla legge di contabilità. Ad esso sono allegati i conti consuntivi degli enti, agenzie, aziende, società e consorzi, anche interregionali, comunque dipendenti o partecipati in forma maggioritaria dalla Regione.&lt;br /&gt;2. La Giunta regionale presenta con il conto consuntivo una relazione al Consiglio sullo stato di attuazione del piano regionale di sviluppo, dei piani settoriali e dei relativi progetti attuativi con l’indicazione dei costi e dei risultati finanziari operativi.&lt;br /&gt;3. Il conto consuntivo è approvato dal Consiglio regionale con legge.&lt;br /&gt;Articolo 63&lt;br /&gt;Collegio dei revisori dei conti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Collegio dei revisori dei conti è composto di tre membri non consiglieri, iscritti nell’albo dei revisori ed eletti dal Consiglio. I revisori durano in carica per l’intera legislatura e non sono rieleggibili.&lt;br /&gt;Titolo IX&lt;br /&gt;Ordinamento amministrativo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capo I&lt;br /&gt;Principi dell’attività amministrativa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 64&lt;br /&gt;Funzioni amministrative regionali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Ai sensi dell’articolo 118 della Costituzione, la Regione esercita le funzioni amministrative, nei casi in cui ne ritiene necessario l’esercizio unitario a livello regionale, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione.&lt;br /&gt;2. L’attività amministrativa si conforma ai principi di legalità, buon andamento e imparzialità. La legge regionale attua la semplificazione dei procedimenti amministrativi.&lt;br /&gt;3. L’attività amministrativa della Regione è soggetta al controllo di gestione. La legge regionale determina strumenti e procedure per la valutazione del rendimento e dei risultati dell’attività amministrativa regionale, consentendo ai destinatari della stessa di conoscere l’esito delle valutazioni.&lt;br /&gt;Articolo 65&lt;br /&gt;Procedimento amministrativo e diritto di accesso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La legge regionale disciplina il procedimento amministrativo nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento.&lt;br /&gt;2. Gli atti dell’amministrazione regionale sono pubblici. I cittadini, singoli o associati, hanno diritto di prendere visione e di estrarre copia degli atti amministrativi e dei documenti della Regione, secondo le modalità previste dalla legge.&lt;br /&gt;3. Gli atti e i provvedimenti amministrativi regionali devono essere motivati.&lt;br /&gt;Articolo 66&lt;br /&gt;Separazione tra politica e amministrazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Agli organi di direzione politica dell’amministrazione regionale spettano le funzioni di indirizzo politico e amministrativo.&lt;br /&gt;2. Ai dirigenti spetta l’adozione degli atti e dei provvedimenti amministrativi non rientranti nell’esercizio delle funzioni di indirizzo politico-amministrativo, compresi quelli che impegnano l’amministrazione verso l’esterno. Essi sono responsabili in via esclusiva dell’attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati.&lt;br /&gt;Capo II&lt;br /&gt;Principi di organizzazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 67&lt;br /&gt;Personale regionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Agli uffici della Regione si accede per pubblico concorso, salvi i casi previsti dalla legge.&lt;br /&gt;2. I dirigenti della Giunta regionale appartengono a un ruolo unico; ad essi sono attribuiti, in relazione agli incarichi affidati, differenti competenze e responsabilità.&lt;br /&gt;3. Il personale del Consiglio regionale è inquadrato in un ruolo organico distinto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 68&lt;br /&gt;Norme transitorie e finali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Gli organi della Regione insediati alla data di entrata in vigore dello Statuto rimangono in carica, nella loro attuale struttura, fino alla fine della legislatura in corso nel rispetto delle previsioni costituzionali.&lt;br /&gt;2. Il Consiglio regionale provvede ad adeguare la legislazione regionale alle nuove previsioni del presente Statuto entro due anni.&lt;br /&gt;3. Il Consiglio regionale adegua il proprio Regolamento interno entro sei mesi dalla data di entrata in vigore dello Statuto. Nelle more dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento, si applica, ove possibile, il Regolamento interno vigente.&lt;br /&gt;4. Il presente Statuto, dopo la promulgazione, entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-2067057213685099125?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2067057213685099125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2067057213685099125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2008/06/ignorata-la-tutela-degli-usi-civici.html' title='IGNORATA LA TUTELA DEGLI USI CIVICI NELLA BOZZA DI STATUTO DELLA REGIONE CAMPANIA NONOSTANTE LE COMPETENZE E LA LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 1981'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-6091354576813115194</id><published>2008-06-23T15:41:00.002+02:00</published><updated>2008-06-24T14:38:39.437+02:00</updated><title type='text'>IL CONVEGNO DI AVELLINO SUGLI USI CIVICI</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SF-oiPGZvYI/AAAAAAAAAH8/TXLA1ULDY_I/s1600-h/1)Seminario_Avellino_21_maggio_%2708.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215072199640726914" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SF-oiPGZvYI/AAAAAAAAAH8/TXLA1ULDY_I/s400/1)Seminario_Avellino_21_maggio_%2708.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;21.5.2008 -Importante seminario   di studio   si terra’   21.5.2008 ore 10,00 ,presso la Provincia di Avellino - sala Grasso - sul tema : ” gli usi civici”  . Relazioni introduttive  : Prof. avv.  Giuseppe Di Genio (Universita’ di Salerno ) , dr. Gianvincenzo Savignano ( Univ. Salerno ) . Sono prevsiti interventi  del Dr. Luigi Olivetti ( Pres. Ass. nazionale Usi civici) ,  Geom. Michele  Labriola ( perito demaniale Regione Basilicata ) e Avv. Spartico Capocefalo  ( Consigliere Provinciale Benevento )    .  &lt;br /&gt;breve resoconto&lt;br /&gt;Gli usi civici sono diritti d’uso che spettano a coloro che compongono una determinata collettività. Tale uso si manifesta in attività relative al godimento di un determinato bene quale: godere del pascolo, fare legna o usare dei prodotti del bosco, seminare terreni, ecc. Risalgono a vecchi diritti collettivi prima ancora che sorgessero i comuni; quando poi la proprietà passò al Comune come ente rappresentativo della collettività, i singoli cittadini rimasero comunque titolari del relativo diritto. Sono diritti inalienabili e imprescrittibili e non soggetti a commercio. Appartengono alle popolazioni di un determinato territorio ove hanno la residenza e sono soggetti al regime giuridico dei beni demaniali. Sono diritti a carattere gratuito perché il singolo cittadino è titolare dell’uso, tutt’al più può pagarsi il sevizio per tale sfruttamento. Hanno perso di attualità con l’evolversi delle situazioni economiche per cui non rispondono più a quel carattere di necessità di un tempo; tant’è che le Amministrazioni ne facilitano lo sgravio attraverso il procedimento cosiddetto di affrancazione e liquidazione, dando la possibilità ai proprietari dei terreni gravati, di liberarli pagando ai Comuni un prezzo che può essere in natura (parte del fondo) o attraverso un canone capitalizzato. I terreni utilizzati come pascolo e bosco dovranno essere gestiti secondo le norme della legge forestale che prevedono la costituzione di aziende speciali per la gestione di piani economici relativi, seguiti da successivi regolamenti comunali. Né i privati possono pretendere qualsiasi diritto per usucapione o per qualsiasi altro uso sui beni soggetti ad uso civico che peraltro, anche se momentaneamente non esercitati, sono comunque sempre esistenti. I beni di uso civico dovrebbero essere goduti in natura. È ovvio che se per ragioni pratiche l’Amministrazione dovesse provvedere collettivamente al taglio e alla fatturazione di legna o altro e alla consegna dei quantitativi assegnati potrà esigere il rimborso delle spese sostenute senza però ottenerne degli utili. Solo dopo soddisfatti tali diritti in natura l’ente amministratore potrà vendere le erbe, la legna o il legname esuberante, a profitto dell’Amministrazione. Per vendita si può comprendere ogni altro modo di sfruttamento del prodotto quali l’affitto, la concessione in uso, ecc.&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-6091354576813115194?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/6091354576813115194'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/6091354576813115194'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2008/06/il-convegno-di-avellino-sugli-usi.html' title='IL CONVEGNO DI AVELLINO SUGLI USI CIVICI'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SF-oiPGZvYI/AAAAAAAAAH8/TXLA1ULDY_I/s72-c/1)Seminario_Avellino_21_maggio_%2708.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-2737342735308860559</id><published>2008-06-23T15:39:00.000+02:00</published><updated>2008-06-23T15:41:13.505+02:00</updated><title type='text'>IL CONVEGNO DI GROSSETO SUGLI USI CIVICI</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.usicivici.it/attività.htm"&gt;http://www.usicivici.it/attività.htm&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-2737342735308860559?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2737342735308860559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2737342735308860559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2008/06/il-convegno-di-grosseto-sugli-usi.html' title='IL CONVEGNO DI GROSSETO SUGLI USI CIVICI'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-5746012229478951240</id><published>2008-04-04T19:29:00.000+02:00</published><updated>2008-04-04T19:30:19.271+02:00</updated><title type='text'>RAI REPORT SUGLI USI CIVICI - UN SERVIZIO GIA' ANDATO IN ONDA MA UTILE DA RIPERCORRERE</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90172,00.html"&gt;http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90172,00.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-5746012229478951240?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5746012229478951240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/5746012229478951240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2008/04/rai-report-sugli-usi-civici-un-servizio.html' title='RAI REPORT SUGLI USI CIVICI - UN SERVIZIO GIA&apos; ANDATO IN ONDA MA UTILE DA RIPERCORRERE'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-42668326806266039</id><published>2008-04-02T20:36:00.005+02:00</published><updated>2008-04-23T12:44:30.882+02:00</updated><title type='text'>RIUNIONE DELLA CONSULTA NAZIONALE DELLA PROPRIETA' COLLETTIVA NELLA SEDE DELLA REGIONE PIEMONTE A TORINO IL 1° APRILE 2008</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SA8TBBVCiXI/AAAAAAAAAHs/FglNuZa31AI/s1600-h/100_8707.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192389803638950258" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SA8TBBVCiXI/AAAAAAAAAHs/FglNuZa31AI/s400/100_8707.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;risultati positivi per la partecipanza di trino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.consiglioregionale.piemonte.it/attivita/comunicati/2008/04_aprile_2008/bosco_partecipanza.htm"&gt;http://www.consiglioregionale.piemonte.it/attivita/comunicati/2008/04_aprile_2008/bosco_partecipanza.htm&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-42668326806266039?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/42668326806266039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/42668326806266039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2008/04/riunione-della-consulta-nazionale-della.html' title='RIUNIONE DELLA CONSULTA NAZIONALE DELLA PROPRIETA&apos; COLLETTIVA NELLA SEDE DELLA REGIONE PIEMONTE A TORINO IL 1° APRILE 2008'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SA8TBBVCiXI/AAAAAAAAAHs/FglNuZa31AI/s72-c/100_8707.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-9042673101481571983</id><published>2008-02-15T13:21:00.004+01:00</published><updated>2008-02-15T13:33:07.613+01:00</updated><title type='text'>APPELLO PER LA TUTELA DELLA PARTECIPANZA DI TRINO(Vercelli)</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.parks.it/parco.partecipanza.trino/"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5167182640078975554" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/R7WFO_d48kI/AAAAAAAAAHc/1efQ4MtKqYY/s400/TRINO.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-9042673101481571983?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/9042673101481571983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/9042673101481571983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2008/02/appello-per-la-tutela-della.html' title='APPELLO PER LA TUTELA DELLA PARTECIPANZA DI TRINO(Vercelli)'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/R7WFO_d48kI/AAAAAAAAAHc/1efQ4MtKqYY/s72-c/TRINO.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-2819436145927559370</id><published>2008-01-22T10:55:00.001+01:00</published><updated>2008-01-23T15:27:36.492+01:00</updated><title type='text'>IL CONSIGLIO DI STATO SUGLI USI CIVICI - La reintegra si può fare anche in corso di legittimazione -</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/R5W-XKxRJoI/AAAAAAAAAHM/roVEf76HxJk/s1600-h/CDS.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158238253460039298" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/R5W-XKxRJoI/AAAAAAAAAHM/roVEf76HxJk/s400/CDS.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="javascript:openPopUp(" bd="MA&amp;amp;estr=O018%20S05%20A2007%20N6793%20')&amp;quot;"&gt;Consiglio di stato, sez. V, 31 dicembre 2007 , n. 6793&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) hapronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n.r.g. 5325 del 2006, proposto dal sig. .............., rappresentato e difeso e dagli avv.ti .......... e domiciliato presso lo studio del secondoin Roma, piazza della Rotonda, n. 2; contro la Regione Campania, in persona del Presidente pro tempore dellaGiunta Regionale, rappresentato e difeso dall'avv. ........dell'Avvocatura Regionale ed elettivamente domiciliato in Roma, viaPoli n. 29, presso la sede dell'Avvocatura regionale; il comune di Stella Cilento, in persona del Sindaco pro tempore,rappresentato e difeso dall'avv. ........., presso il cuistudio è elettivamente domiciliato, in Roma, via Taranto 18; per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania- Salerno- I Sezione, n. 1114/2005, in data 6 luglio 2005 Visto il ricorso con i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio della Regione Campania delcomune di Stella Cilento Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettivedifese; Visti gli atti tutti della causa; Designato relatore, alla pubblica udienza del 4 maggio 2007, ilconsigliere Cesare Lamberti ed uditi, altresì, gli avvocati come da verbale d'udienza; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue.&lt;br /&gt;&lt;a name="Fatto"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.iuritalia.com/Sa/sa_showdocNav.asp?rid=1&amp;amp;ftc=58308#FattobackFattoback"&gt;Inizio documento&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;1. Con ricorso al Tar dalla Campania il sig. D......... esponeva di essere affittuario del terreno sito in agro di Casal Velino, Loc. Verduzio, di ha. 18 circa, in catasto partita 306, foglio 2, p.lle 3, 38, 13, 2, 14, 15, concessogli con contratto del 30.08.1973 dal Comune di Stella Cilento e con l'obbligo di apportarvi radicali permanenti trasformazioni fondiarie rispetto alla originaria condizione pascolativa e semincolta.1.1. Il sig. De Bartolomeis era stato autorizzato, con delibera n. 83 del 31.8.1986, ad eseguire opere di miglioramento, ai sensi della l.r. n. 42/82, in relazione alla quali aveva di un primo contributo di lire 22.684.000 per la realizzazione di una strada interpoderale e un pozzo artesiano e di un secondo di lire 18.573.000, per la realizzazione di un impianto meleto specializzato, un pozzo trivellato ed altro.1.3. Il contratto era dichiarato nullo ab origine con sentenza della Corte d'Appello di Salerno n. 215 del 17.04.1997, emessa al termine del giudizio promosso dal Comune di Stella Cilento, per la natura demaniale del fondo, con la conseguente qualificazione come abusiva dell'occupazione sin dal 1973. La sentenza era eseguita il 21.07.2001, con estromissione dal fondo del ricorrente, nonostante questi avesse sin dal 24.06.1997 chiesto la legittimazione dell'occupazione del terreno demaniale, ai sensi dell'art. 9 della l. n. 1766/1927. Dell'istanza esistevano i requisiti per l'accoglimento, accertati con apposita perizia disposta dalla Regione Campania. Sull'istanza si era espressa negativamente l'Avvocatura Regionale nel parere richiesto dall'Ufficio Usi Civici, in quanto il ricorrente era detentore qualificato e non occupatore abusivo.1.4. Rientrato nella disponibilità del terreno, il Comune di Stella Cilento, in data 3.3.2001, aveva concesso il terreno in affitto a privati per coltivazioni orticole stagionali.2. Con decreto n. 4/157 del 27 novembre 2004, comunicato con nota prot. n. 289622 del 06.04.2004, il dirigente del Settore B.C.A. della Giunta Regionale della Campania - Area Generale Coordinamento Sviluppo Attività Settore Primario, aveva intimato al sig. ........ di reintegrare e ridevolvere alla massa collettiva di pertinenza del Comune di Stella Cilento la terra civica di ha. 18.41.03, per mancanza dei requisiti di cui all'art. 9 della legge n. 1766 del 1927, con il calcolo dei frutti indebitamente percepiti per 115.428,12.3. Nei cinque distinti motivi di primo grado, il sig. De Bartolomeis assumeva di essere in possesso della legittimazione all'uso del terreno e deduceva il vizio di istruttoria e lo sviamento avendo l'amministrazione pretermesso dalla legittimazione alla concessione il soggetto che aveva effettivamente apportato migliorie. Il ricorrente deduceva, in particolare, la violazione dell'art. 9 della legge n. 1766/1927, dell'art. 4 della legge regionale della Campania n. 11/1981 e dell'art. 25 del regio decreto n. 332/1928 art. 25 nonché travisamento ed erronea valutazione dei presupposti di fatto e falsa rappresentazione della realtà.3.1. Ad avviso del ricorrente, sussistevano appieno i presupposti per l'accoglimento dell'istanza di legittimazione previsti dall'art. 9, lett. a) e b) della legge n 1766/1927, e consistenti nell'aver apportato miglioramenti agrari, nel non avere interrotto la continuità del demanio e nell'avere occupato il fondo da oltre dieci anni.3.2. Alla mancanza del requisito del possesso per tutto il periodo in cui ha avuto luogo la relazione di materiale disponibilità del fondo, addotta nel provvedimento impugnato, il ricorrente eccepiva l'irrilevanza dell'annullamento giudiziale del contratto di locazione a suo tempo stipulato con il comune con la conseguenza che agli aveva assunto sin da principio la vera e propria veste di occupante abusivo, perché l'uso di beni demaniali può essere concesso a terzi esclusivamente attraverso atti unilaterali e non contrattuali.3.3. Nell'atto di costituzione al Tar della Campania, il Comune di Stella Cilento e la Regione Campania hanno eccepito il difetto di giurisdizione e chiesto il rigetto del ricorso.4. La sentenza in epigrafe ha respinto il ricorso, affermando che non esiste il requisito del possesso del fondo per difetto ab origine dell'elemento psicologico nella forma dell'animus possidendi.5. La sentenza è appellata dal sig. De Bartolomeis. Si sono costituiti in giudizio la Regione ed il Comune di Stella Cilento che eccepisce l'inammissibilità del ricorso.6. L'appello viene in decisione alla pubblica udienza del 4 maggio 2007.&lt;br /&gt;&lt;a name="Diritto"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.iuritalia.com/Sa/sa_showdocNav.asp?rid=1&amp;amp;ftc=58308#DirittobackDirittoback"&gt;Inizio documento&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;1. Con decreto n. 4/157 del 27 novembre 2004, comunicato al sig. .......con nota prot. n. 289622 del 6.4.2004, il dirigente del Settore B.C.A. della Giunta Regionale della Campania - Area Generale Coordinamento Sviluppo Attività Settore Primario, ritenuto di dover reintegrare e ridevolvere alla massa collettiva di pertinenza del Comune di Stella Cilento (SA) are 25.32.19 con il calcolo dei frutti indebitamente percepiti, in danno delle cinque ditte riportate nel ruolo allegato, benché proposte per la legittimazione, ha reintegrato alla massa collettiva di pertinenza del comune di Stella Cilento per mancanza di legittimazione o dei requisiti previsti dall'art. 9 della legge n. 1766 del 16 giugno 1927, le terre civiche anzidette, fra cui quella del ricorrente.1.1. Relativamente al sig. ..........., la reintegrazione è motivata come segue: " l'art. 25, R.D. n. 332 del 26.02.1928, qualifica come occupatore abusivo per gli effetti di cui agli artt. 9 e 10 della legge n. 1766 del 16 giugno 1927, i possessori senza titolo e i possessori sulla base di un titolo non riconosciuto valido dalle leggi vigenti. Pertanto non può essere considerato tale colui che ab origine ha assunto la veste di detentore nomine alieno del suolo in esecuzione di un contratto di locazione (dichiarato, poi, nullo con sentenza n. 215 del 17 aprile 1997, passata in giudicato sulla base dell'accertamento della natura demaniale del suolo soggetto ad uso civico) in mancanza peraltro di un formale atto di interversione della detenzione in possesso ex art. 1141 c.c.. Inoltre, per effetto del rilascio del bene al comune come dal verbale del 21 luglio 1997, il ......... non si trova più in alcun rapporto materiale con il fondo precedentemente condotto in locazione, essendosi i suoi rapporti con il comune definiti in ossequio alla succitata sentenza". Ciò anche alla luce del parere espresso dall'Avvocatura Regionale con foglio prot. 6529 del 3.7.2002 e reiterato con foglio prot. n. 638987 del 30 ottobre 2003.2. Nell'impugnare il provvedimento al Tar della Campania, il sig. ....... deduceva di avere ottenuto in affitto il terreno con contratto del 30 agosto 1973 dal Comune di Stella Cilento e con l'obbligo di apportarvi radicali permanenti trasformazioni fondiarie rispetto alla originaria condizione pascolativa e semincolta, con facoltà di apportarvi miglioramenti agrari e con autorizzazione ad effettuare, a sua cura, l'impianto di un frutteto specializzato, con l'intesa che lo stesso sarebbe rimasto, al termine della locazione, di assoluta ed esclusiva proprietà del Comune.2.1. In seguito al contratto del 30 agosto 1973, il ricorrente affermava, inoltre, di essere stato autorizzato con delibera consiliare n. 83/1986 ad eseguire opere di miglioramento su un fondo dell'agro Casalvelino, di avere ottenuto, nel 1974, prima un contributo di lire 22.648.000 per la realizzazione di una strada poderale, per la sistemazione idraulica agraria e per la costruzione di un pozzo artesiano e di avere ottenuto, nel 1987, un altro contributo di lire 18.573.000 per la realizzazione di un impianto - meleto specializzato, un pozzo trivellato profondo 50 mt., una condotta interrata e un impianto di irrigazione a goccia con stazione di filtraggio. Deduceva pertanto di avere apportato al fondo il cambio della ragione agraria rispetto allo stato risultante dalla descrizione di cui al verbale 8 settembre 1973, tanto da trasformarlo da seminativo a frutteto specializzato irriguo e idoneo colture orticole intensive.2.2. Il contratto del 30 agosto 1973 con il comune era stato dichiarato nullo ab origine dalla sentenza 17 aprile 1997, n. 215 della Sezione Specializzata Agraria della Corte d'Appello di Salerno.2.2. Nella veste di occupante abusivo del fondo sin dal principio, il ricorrente è stato estromesso dal fondo sin dal 21 luglio 2001, quando la sentenza è stata portata ad esecuzione.2.3. Il sig. De Bartolomeis, con istanza in data 24 giugno 1997 ha richiesto la legittimazione dell'occupazione del terreno demaniale ai sensi dell'art. 9 della legge n. 1766/1927, secondo la quale le occupazioni di uso civico possono essere legittimate, a domanda, qualora l'occupatore vi abbia apportato sostanziali migliorie, se la zona occupata non interrompa la continuità dei terreni e se l'occupazione duri da almeno dieci anni.2.4. Dall'accertamento peritale, operato in seguito alla verifica disposta dall'assessore all'Agricoltura della regione Campania con decreto n. 2116 del 15 marzo 1999, è risultato che la posizione del sig. ....... integrava tutti i requisiti previsti dall'art. 9, l. n. 1766/1927 e dall'art. 4, l.r. n. 11/1981 per la concessine della legittimazione del possesso abusivo. Tanto attestava l'arch. Carmela Fasolino con propria nota del 31 gennaio 2001 in relazione alla posizione del ricorrente in relazione all'occupazione dei terreni civici del Comune di Stella Cilento in agro di Casalvelino dell'estensione di ha 23.50.53.2.4. A seguito di contestazione del sindaco del comune di Stella Cilento, l'Ufficio usi civici chiedeva parere all'Avvocatura regionale che si esprimeva negativamente in ordine alla concessione al sig. De Bartolomeis della richiesta legittimazione dell'occupazione abusiva ritenendo che questi fosse detentore qualificato del fondo. In data 3 marzo 2001, il fondo era concesso in affitto a privati dal comune di Stella Cilento con le strutture migliorative operate dal ricorrente con contratto di cessione in uso temporaneo registrato il 28 luglio 2003. Il sig. .......... sollecitava, a tal punto l'Avvocatura Regionale a rivedere le proprie determinazioni e la Giunta regionale a concludere il procedimento di verifica dello stato di occupazioni del demanio civico del comune. Con successiva nota del 30 settembre 2003 inviata alla Regione Campania - Ufficio Usi Civici il ricorrente proponeva ulteriori considerazioni.2.5. Ciò posto, il ricorrente contestava la legittimità del provvedimento in epigrafe, con il quale era decretata la reintegra per mancanza dei requisiti ex art. 9, l. n. 1766/1927 della terra civica di ha. 18.41.03, per mancanza dei requisiti di cui all'art. 9 della legge n. 1766 del 1927, con il calcolo dei frutti indebitamente percepiti per 115.428,12, demandando al Comune di Stella Cilento per l'immissione in possesso della terra reintegrata.3. Nelle cinque censure articolate di primo grado, di violazione della l. n. 1766 del 16 luglio 1927 art. 9 della l. r. Campania n. 11 del 17.3.1981 art. 4 e del r.d. n. 332 del 26.02.1928 art. 25, il ricorrente sosteneva (1) l'esistenza dei requisiti richiesti dalla legge per la concessione dell'invocata legittimazione, (2) la giuridica impossibilità di un atto di interversione, per la natura demaniale dell'area che non consente in radice di ipotizzare il possesso in senso civilistico, (3) l'ammissibilità della concessione della legittimazione anche quando sia intervenuta, nelle more del procedimento, la reintegra del suolo di uso civico in favore dell'ente locale, (4) la contraddittorietà del comportamento dell'Amministrazione che aveva ritenuto prevalenti gli interessi degli attuali affittuari invece di quello del ricorrente che aveva apportato migliorie al fondo, (5) la violazione dell'onere di esaminare la memoria depositata a sostegno dell'istanza di legittimazione.4. Nel rigettare il ricorso, la sentenza impugnata ha disatteso le prime due censure, sull'assunto che la suscettibilità del bene demaniale di essere posseduto da soggetti privati, anche se non con effetti acquisitivi per usucapione, implica la qualificazione del possesso in relazione ad aspetto che attengono alla consistenza materiale del bene posseduto, e non da profili di carattere più propriamente giuridico.4.1. Secondo i primi giudici, l'efficacia ex nunc della sentenza di nullità del contratto di locazione non incide né sulla relazione diretta con il bene (corpus) né sull'elemento psicologico (animus) giuridicamente rilevanti per qualificare il possesso. Il sig. ....... deteneva il bene in forza di un contratto di locazione, la cui nullità dichiarata dalla sentenza 17 aprile 1997, n. 215 della Corte d'Appello di Salerno non può, ai fini della qualificazione dell'elemento psicologico, retroagire in modo tale da qualificare il possesso del bene illegittimo sin dall'origine ma incide per il futuro sulla condizione psicologica del soggetto.4.2. La sentenza ha poi ravvisato il difetto dei presupposti per la legittimazione che implica il trapasso del bene in mano privata e l'abbandono da parte dell'ente titolare che non si configurano se il bene sia stato il bene al privato tramite un contratto di locazione, la cui esistenza comprova l'intento del comune di utilizzare il bene sia pure in via mediata ed indiretta.4.3. Le ulteriori cesure sono state rigettate per infondatezza ed inammissibilità. La terza, in quanto il ricorrente è stato spossessato del bene il 21 luglio 2001 in esecuzione della sentenza della Corte d'Appello di Salerno n. 215/97 ed ha comunque perduto ogni relazione materiale con la cosa, dopo la educazione del contratto di affitto. La quarta, perché generica, avendo il ricorrente omesso di indicare su quali memorie e controdeduzioni l'Amministrazione non avrebbe replicato. Le quinta, perchè è il giudice ordinario competente a decidere delle contestazioni circa l'ammontare dei frutti indebitamente percepiti e da restituire.5. Dei motivi di appello appuntati avverso la decisone, precede l'esame del terzo, nel quale si contesta che il requisito del possesso, necessario per la concessione della legittimazione delle terre di uso civico, debba essere inteso in senso strettamente civilistico, come ha ritenuto il provvedimento dirigenziale impugnato, nel denegare al sig. ........ la legittimazione dell'occupazione perché detentore sin dall'origine in forza di un contratto di locazione e pertanto in nome altrui .5.1. Il motivo è da accogliere per quanto si dirà.5.2. Secondo l'art. 9, della legge n. 1766/1927 le "occupazioni" avvenute sulle terre di uso civico appartenenti ai Comuni, alle frazioni ed alle associazioni per effetto della liquidazione dei diritti degli usi civici e di qualsiasi altro diritto di promiscuo godimento spettanti agli abitanti di un comune, o di una frazione di comune, possono essere legittimate su domanda degli occupatori e a condizione che siano state apportate consistenti migliorie, che non sia interrotta la continuità dei terreni e che l'occupazione duri da almeno dieci anni. Ai sensi dell'art. 25 del regolamento di esecuzione della legge di cui al r.d. n. 332/1928, la disposizione della legge anzidetta si applica alle terre ... "da chiunque possedute per le quali manchi il titolo...".5.3. Delle due espressioni che il legislatore adopera, l'"occupazione" delle terre si riferisce ad un atto reale o ad un'operazione che il privato pone in essere nell'ambito della sua autonomia che di sostanzia nella coltivazione della terra o nella raccolta dei frutti, da cui non scaturisce alcun acquisto della proprietà (l'occupazione in senso tecnico è, infatti solo quella mobiliare art. 932 c.c.). Il "possesso" delle terre per le quali manchi il titolo è un vero e proprio istituto giuridico che si manifesta nell'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o altro diritto reale e qualificato dagli elementi di cui all'art. 1140 c.c..5.4. Del possesso, l'occupazione è uno degli elementi costitutivi, posto che essa è la modalità in cui si manifesta l'apprensione materiale unilaterale da ove trae origine il potere sulla cosa, se non è posseduta da nessuno, ed è la modalità in cui si esercita lo jus possidendi. Ai fini della legittimità del possesso, è l'occupazione che deve essere qualificata dal titolo o dalla buona fede, la cui esistenza vale a qualificare l'animus del soggetto che la esercita e condiziona il prodursi degli effetti collegati al possesso. Anche se in misura meno piena, l'ordinamento tutela anche il possesso non titolato, purché di buona fede: l'occupante privo di titolo può infatti opporsi allo spoglio ed usucapire la proprietà anche se nell'arco dei venti anni.5.5. Che, dunque, l'art. 25, r.d. n. 332/1928, abbia definito soggette alla legittimazione le terre "da chiunque possedute" e non "da chiunque occupate" non significa che il legislatore abbia limitato la possibilità di acquisire le terre già destinate ad uso civico sulle quali fosse stato esercitato un possesso legittimo o qualificato ed escluso il detentore dalla possibilità di chiedere la legittimazione dell'occupazione. Che infatti la possibilità di richiedere la legittimazione sia stata ammessa in favore dei possessori privi di titolo o del quali non sia riconosciuta la validità a norma delle leggi vigenti in ciascuna regione all'epoca della concessione, sta ad indicare l'intento del legislatore di considerare la sola situazione di contiguità fra il soggetto e la res, ferma restando la facoltà anche per il detentore di presentare analoga richiesta.5.6. È perciò da escludere che il possesso in senso civilistico sia requisito necessario per ottenere la concessione della legittimazione a richiedere l'acquisto del bene. Ed è da disattendere l'affermazione della sentenza impugnata che ha negato la possibilità del sig. De Bartolomeis di richiedere la legittimazione dell'occupazione del terreno per mancanza del requisito dell'animus possidendi, avendo egli acquisito la disponibilità del fondo in base al contratto di locazione, nel prosieguo riconosciuto nullo sin dall'origine dalla sentenza della Corte d'Appello di Salerno n. 215/97.5.7. Nel dichiarare la nullità del contratto di locazione, la Sezione Agraria della Corte d'Appello di Salerno ha considerato possibile assentire sui terreni di uso civico forme di godimento individuale a favore di privati senza giustificare la vacanza di un esercizio attuale dell'uso civico ed ha ritenuto che il vincolo di destinazione, sino a che non venga rimosso nei modi di legge, estenda la sua influenza anche sulle vicende dei rapporti ulteriori e sulle correlative posizioni soggettive incentrate sul bene.5.8. La Sezione Agraria ha dichiarato assolutamente nullo il contratto di locazione in quanto ... "un rapporto di affitto che sottragga prima per dodici anni e poi per ulteriori quindici anni (...) il cespite de quo alla sua destinazione legale consentendone una utilizzazione tanto abnorme è irrimediabilmente nullo in assoluto, per violazione di norme imperative (...) tutelanti interessi pubblici. In definitiva, nella specie, il comune, senza azionare il procedimento previsto dall'art. 41, r.d. 332/1928 (per la diversa destinazione delle terre) pur avendo la sola amministrazione temporanea del bene destinato ad uso civico, ne ha disposto attribuendo ad esso una "qualitas" (sdemanializzazione di fatto) inesistente, al fine di esercitare sul medesimo una compressione ed una limitazione indebita".5.9. Sia pur riconoscendo la giuridica inesistenza del contratto di locazione, la sentenza n. 215/97 della Sezione Agraria, ha quindi riconosciuto che il bene non aveva più l'idoneità a soddisfare l'interesse pubblico, essendo stato sdemanializzato in fatto dal comportamento della stesso comune che aveva derelitto il bene per ventisette anni. Anche se il ricorrente aveva acquisito il bene per effetto della stipula di un contratto di locazione, come si afferma nella sentenza impugnata, la sua relazione oggettiva con il medesimo non era equiparabile al quella del conduttore ma a quella di chi occupa una cosa oramai derelitta. La sua posizione era pertanto la stessa di quella dell'occupante abusivo che non viene meno quando sia stato costituito un titolo interinale di godimento del fondo (arg. T.A.R. Lazio, sez. I, 18 settembre 2001, n. 7444).6. La sentenza di primo grado è perciò erronea sia quando riconduce la situazione del ricorrente a quella del conduttore e non dell'occupatore, non desumendo alcun argomento dalla declaratoria di nullità del contratto pronunziata dalla sentenza della Sezione Agraria della Corte d'Appello di Salerno, sia quando afferma la necessità di desumere dall'effetto ex tunc di questa decisione l'animus detinendi in nomine alieno caratteristico del conduttore e considera l'efficacia del giudicato nel futuro sulla condizione psicologica del soggetto.6.1. La violazione di norme imperative per cui era stata dichiarata la nullità del contratto di locazione è stata ricondotta dalla Sezione Agraria esclusivamente all'abbandono di fatto del fondo ed alla sua gestione per tredici ad opera degli affittuari, di per sé contraria all'art. 1418 c.c. e l. n. 1766/1927 e relativo regolamento di attuazione.6.2. L'efficacia retroattiva dalla sentenza non si limita perciò alla sola fictio juris della nullità del rapporto locativo, ma investe la relazione fra il soggetto e il bene che viene equiparata addirittura al possesso qualificato dal corrispondente animus, come è quello del possessore della cosa abbandonata e non del detentore della cosa locata, ancora diversamente da quanto afferma la decisione impugnata.6.3. Il coacervo degli anzidetti elementi non è stato affatto esaminato nel provvedimento che non ha rinvenuto i presupposti per la legittimazione dell'occupazione abusiva per la sola posizione del sig. De Bartolomeis di detentore qualificato del terreno in forza del contratto di locazione, senza, invece considerare l'evoluzione dello stato di fatto del terreno accertata dalla Corte d'Appello nel dichiarare radicalmente nullo il contratto di locazione.6.4. In queste ragioni risiede il fondamento dei primi due motivi dell'appello che censurano l'impossibilità, ritenuta dalla sentenza, di qualificare il sig. ....... "occupatore" del fondo, come richiede l'art. 9, l. n. 1766/1927 e la necessità dell'interversione della detenzione in possesso che i primi giudici ravvisano per legittimare l'occupazione.6.5. E, invero, che l'art. 32 r.d. n. 332/1928 consideri sufficiente per la legittimazione la mancanza o l'invalidità del titolo secondo le leggi vigenti in ciascuna regione all'epoca della concessione, contraddice apertamente alla necessità di un'espressa interversione dalla detenzione in possesso, impossibile sui beni la cui demanialità (anche nella più limitata forma della devoluzione ad uso civico) sia conosciuta dal detentore del bene al momento della stipula della locazione.7. Va poi accolto il quarto motivo dell'appello volto a censurare la ritenuta impossibilità di legittimare l'occupazione a causa della reintegra disposta per effetto della sentenza n. 215/97 della Sezione Agraria della Corte d'Appello di Salerno, che avrebbe fatto venire meno ogni relazione fra il ricorrente e il fondo.7.1. Secondo la costante giurisprudenza di questo Consiglio, la reintegra del suolo demaniale gravato da uso civico può essere disposta anche in pendenza del procedimento di legittimazione, non essendo rinvenibile nell'art. 9 della legge n. 1766/1927, un diritto degli occupanti del suolo a rimanere nel possesso in pendenza di detto procedimento (Cons. Stato, VI, 3 novembre 1998, n. 1499; Consiglio Stato, sez. VI, 16 settembre 1998, n. 1245).7.2. Data la sua finalità di restituire il bene alla sua devoluzione all'uso civico, la reintegra non esime l'Amministrazione dal chiarire quando e con quali modalità sia mancata la relazione fra i soggetto e il fondo e soprattutto dal determinare se anteriormente ad essa si fossero realizzate le condizioni alle quali l'art. 9 subordina la legittimazione dell'occupazione della terre appartenenti all'uso civico.7.3. Ancora con istanza in data 24 giugno 1997, il sig. ..............., aveva ha richiesto la legittimazione dell'occupazione del terreno, e pertanto ben anteriormente alla reintegra, avvenuta il 21 luglio 2001, allorché egli è stato estromesso dal fondo in esecuzione della sentenza della Sezione agraria della Corte d'Appello.8. Le considerazioni sinora svolte sono in parte assorbenti del sesto motivo di appello di difetto di motivazione circa l'interesse pubblico da considerare nella legittimazione dell'occupazione e della settima censura, di omessa valutazione delle osservazioni del ricorrente.8.1. La valorizzazione dell'operosità degli occupatori, evidenziata nella deliberazione della G.R. Campania n. 1815 del 21 aprile 1999 e la preferenza che la legge accorda all'uso produttivo della proprietà dovevano essere, comunque oggetto di valutazione nel provvedimento impugnato, per il rilievo della sentenza della Corte d'Appello al sostanziale abbandono del fondo agli affittuari per un lungo lasso di tempo e il contrasto di atti nella stessa amministrazione che, in un primo tempo, aveva accertato in capo al ricorrente l'esistenza delle condizioni per la legittimazione.9. Può essere, invece, assorbito l'ultimo motivo nei confronti della determinazione dei frutti indebitamente percepiti perché avvenuta sulla base della migliorie apportate e non sul valore del fondo prima della locazione.10. In conclusione, l'appello deve essere accolto e, per l'effetto, riformata la sentenza impugnata. In accoglimento del ricorso di primo grado deve essere annullato il provvedimento nella parte in cui reintegra alla massa collettiva di pertinenza del comune di Stella Cilento le terre civiche occupate dal sig. De Bartolomeis.11. La difficoltà interpretativa degli atti afferenti la vicenda è giustificato motivo per compensare integralmente tra le parti le spese processuali relative ad ambedue i gradi del giudizio.&lt;br /&gt;&lt;a name="PQM"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.iuritalia.com/Sa/sa_showdocNav.asp?rid=1&amp;amp;ftc=58308#PQMbackPQMback"&gt;Inizio documento&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quinta, accoglie l'appello. In riforma della sentenza impugnata, accoglie il ricorso di primo grado ed annulla il provvedimento impugnato nella parte in cui reintegra alla massa collettiva di pertinenza del comune di Stella Cilento le terre civiche già occupate dal sig. .............Spese del doppio grado compensate.Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa.Così deciso in Roma, dal Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), nella camera di consiglio del 4 maggio 2007, con l'intervento dei Signori:Sergio Santoro PresidenteCesare Lamberti rel. est ConsigliereClaudio Marchitiello ConsigliereMarco Lipari ConsigliereMarzio Branca ConsigliereDEPOSITATA IN SEGRETERIA IL 31 DIC. 2007.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-2819436145927559370?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2819436145927559370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2819436145927559370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2008/01/il-consiglio-di-stato-sugli-usi-civici.html' title='IL CONSIGLIO DI STATO SUGLI USI CIVICI - La reintegra si può fare anche in corso di legittimazione -'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/R5W-XKxRJoI/AAAAAAAAAHM/roVEf76HxJk/s72-c/CDS.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-8162510371631623205</id><published>2008-01-14T10:49:00.000+01:00</published><updated>2008-01-23T15:28:16.167+01:00</updated><title type='text'>GIOTTO MINUCCI E LA REGIONE TOSCANA SUL PROGETTO DI LEGGE SUGLI USI CIVICI</title><content type='html'>Giotto Minucci ha scritto:&lt;br /&gt;Carissimi, ho ricevuto il vs. invito per il 17 p.v. presso la RegioneToscana per discutere la proposta di legge in materia di UsiCivici.Ma a parte la mia salute che non permette di muovermi di casa (ho 82 anni ) e poi vengo a conferire con chi ? " Non c'è peggior sordodi chi non vuole sentire . Gli esiti nefasti che produrrebbe unasiffatta legge regionale " Riordino Usi Civici "sono stati in primissperimentati dall'A.S.B.U.C. di Montepescali ,la quale li ha respintiai mittenti : Regione - Comune -Provincia dopo le pronuncie : 1^ dellaCommissione Tributaria di Grosseto la quale ha riconosciuta illegalela sanzione di euro 67.000.- (elevata dalla G.F. previa anonimadenuncia inoltrata da ignoti alla Procura di Grosseto ,per togliere dimezzo il Presidente dell'ASBUC e tutto il Consiglio ) per omessadichiarazione dei redditi per gli anni 1998-1999-2000-2001 -2002 -2003 -e con sentenza n.64/03/06 ha riconosciuto contro legge anche ilmancato pagamento dei redditi per l'anno 1997 ( vedi ,a proposito ,come sentenziò , a suo tempo ,la Commissione Regionale di Firenze -sentenze n. 79/3/6/1998 e n. 147 del 28/9/98 ) -Nonostante questepositive sentenze l'Agenzia delle Entrate -Ufficio di Grosseto in data7/12/07 ha fatto ricorso in Appello alla Commissione TributariaRegionale di Firenze in opposizione alla sentenza Sez.03,n.64/3/06della Commissione Tributaria Provinciale di Grossetopronunciata a ns. favore l'11 Maggio 2006 obbligando l'ASBUC diMontepescali a sostenere ulteriori consistenti spese per la difesa !!!2^ ) - Sentenza n. 101/2005 R.G . n.706 Commissario Dr. FrancoCarletti :nella controversia demaniale avente per oggetto " opposizionealla verifica demaniale disposta dalla Regione Toscana per ASBUC diMontepescali ..omissis " in conseguenza di ciò domanda attrice vaaccolta e compensate le spese di lite ; omissis P.Q.M. Il commissario,definitamente decidendo nella causa in epigrafe : ..omissis condannala Regione Toscana alle spese peritali, come liquidate con separataordinanza del 28 settembre 2006 cron. 899 . Roma 13 Luglio 2007-Aquesta sentenza passata in giudicato ,la Regione Toscana in data 5Ottobre 2007 ha inoltrato il Reclamo di Appello alla Ecc.ma CorteD'Appello di Roma - Sezione Speciale Usi Civici - costringendo unapiccola Amministrazione come la nostra (possiede soltanto ettari 378 diterreno collettivo) a sopportare altre ingenti spese legali !!3^ Surroghe consiglieri dell'ASBUC dimissionari : Il Comune in data 21Marzo 2006 surrogò in seno al Consiglio dell'ASBUC due Signori i qualiricoprivano già la carica di consigliere in Consiglio Comunale e nelConsiglio Circoscrizionale - Il Consiglio dell'ASBUC di Montepescalifece presente sia al Comune sia alla Regione l'incompatibilità deipredetti a far parte del Consiglio dell'ASBUC .La Corte d'Appello di Firenze in data 7 Novembre 2006 con sentenza 1833dichiarava legittima l'opposizione dell'ASBUC di Montepescali enonostante tale sentenza i predetti consiglieri comunali feceroricorso alla Corte Suprema di Cassazione - Sezione Prima Civile ,laquale in data 18 Dicembre 2007 n. 26672/07 ha dichiarato improponibileil ricorso condannando i ricorrenti ( i due consiglieri comunali) alpagamento delle spese del giudizio oltre alle spese generali ed agliaccessori di legge . .....Non esprimo commenti alcuni . Dopo quello chel'ASBUC ha dovuto sostenere in difesa della Comunità tutta ricadentenell'antico territorio di Montepescali , libero Comune dal 1147 , loscrivente è più che mai convitto che la Regione Toscana voglia mandarcitutti a casa ,non sapendo , o fanno finta di non sapere che le terreciviche e collettive sono sotto l'usbero della Costituzione RepubblicanaItaliana . Pertanto confermo tutto quanto ho riportato nelladissertazione avente per titolo " La Regione Toscana verso laspoliazione degli Usi Civici " sottoposta agli studiosi di diritto enon presenti alla 12^ del Novembre 2006 organizzata dal Centro Studidell'Università di Trento ,allegata alla presente .Un cordiale efraterno saluto a tutti. Cav. Giotto Minucci Presidente dell'ASBUC diMontepescali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-8162510371631623205?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/8162510371631623205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/8162510371631623205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2008/01/giotto-minucci-e-la-regione-toscana-sul.html' title='GIOTTO MINUCCI E LA REGIONE TOSCANA SUL PROGETTO DI LEGGE SUGLI USI CIVICI'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-204631776978466487</id><published>2007-12-14T17:36:00.000+01:00</published><updated>2007-12-14T17:39:48.762+01:00</updated><title type='text'>Usi civici nella frazione Acquavella di Casalvelino (SA).</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/R2KxyqxRJnI/AAAAAAAAAHA/kQ8IoY9BMEc/s1600-h/PICT0037.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/R2KxyqxRJnI/AAAAAAAAAHA/kQ8IoY9BMEc/s400/PICT0037.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5143869208443037298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/R2Kxo6xRJmI/AAAAAAAAAG4/svtz_0SSugI/s1600-h/PICT0036.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/R2Kxo6xRJmI/AAAAAAAAAG4/svtz_0SSugI/s400/PICT0036.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5143869040939312738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/R2KxdaxRJlI/AAAAAAAAAGw/weW7sGqspwQ/s1600-h/PICT0035.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/R2KxdaxRJlI/AAAAAAAAAGw/weW7sGqspwQ/s400/PICT0035.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5143868843370817106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-204631776978466487?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/204631776978466487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/204631776978466487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2007/12/usi-civici-nella-frazione-acquavella-di.html' title='Usi civici nella frazione Acquavella di Casalvelino (SA).'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/R2KxyqxRJnI/AAAAAAAAAHA/kQ8IoY9BMEc/s72-c/PICT0037.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-2937578015386539660</id><published>2007-12-05T10:10:00.001+01:00</published><updated>2007-12-11T09:37:13.137+01:00</updated><title type='text'>ESPROPRIAZIONE SIVE MUTAMENTO DI DESTINAZIONE</title><content type='html'>Me ne andavo al mattino a spigolare, quando ho visto una barca in mezzo al mare, era una barca che andava a vapore ed alzava una bandiera tricolore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMMENTO DEL DOTT. L.GB. VENNERI, DOTTORE IN FARMACIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi versi sono della “Spigolatrice di Sapri”, poesia scritta da Luigi Mercantini a fine del 1857 e canta in versi la spedizione di Sapri di Carlo Pisacane avvenuta il 28 giugno 1857. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma perché il Mercantini non una un altro incipit? Tipo la donzelletta vien dalla campagna come il Leopardi, o altro ancora? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché mette in bocca i suoi versi a questa gentile ragazzina che, dal tono pacato con cui inizia la poesia sembra che non vada a fare altro che la cosa più naturale possibile, come oggi quando si incontra un amico si invita per il 99% dei casi, a prendere un caffè, sebbene non lo vediamo da anni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dove va la signorinella? Va ad esercitare un Uso Civico. Uso civico molto diffuso all'epoca: lo Spicilegio, o di spigolare. (raccogliere spighe nei campi mietuti) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Così come il il ruspo è quello di raccogliere frutti residui o caduti). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diciamo, (piccola curiosità) che l'uso civico che esercita la protagonista è cronologicamente corrispondente alla data della spedizione: fine giugno!!! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si vede, l'esercizio di uso civico sia “ Uti Singuli che Uti Cives” era talmente diffuso nel passato da trovarne tracce anche in letteratura in modo così naturale. Ma oggi, l'uso civico ovvero, sia il diritto di una collettività di trarre delle utilità primarie dalla terra su cui tale uso grava, sia l'esercizio stesso di tale diritto esercitato dall'utente come singulus et cives è ancora attuale? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta non può essere che SI'!!! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mutuando dal dizionario della lingua italiana la definizione del termine “lingua”, esso si può adattare al concetto di “uso civico”: “Fenomeno vivente in continua evoluzione”, in più l'uso civico non è legato alle sorti di Stati, Regioni, Province o Comuni, ma della popolazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'uso civico deve essere utilizzato in modo da dare un ritorno economico alle popolazione che ne hanno il titolo, ma compatibilmente con la valenza di tutela ambientale che l'uso civico ha assunto nei tempi moderni ( vedi L. Galasso e D. Lgs 29/ott. 2004 n° 41 codice dei beni culturali e del paesaggio). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora si potrebbe paragonare la definizione di uso civico a quella di “patrimonio Unesco”. (ovvero di tutta una collettività) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi i titolari di uso civico, in base ai regolamenti di gestione, possono trarre dalla terra sostegno economico, facendo ritornare attuale il concetto dell'800 o fino alla metà del secolo scorso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza voler fare considerazioni sull'aumento del costo della vita, dei mutui, od altro, chi è titolare di Uso Civico ha una marcia in più: può trarre dalla terra sostentamento, mezzi necessari prima a sopravvivere e poi a vivere. Io stesso che faccio il farmacista, se non potessi più comprare dai fornitori, ho come cives l'uso civico di raccogliere erbe medicinali, e poter continuare nella professione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Analisi del termine “ demaniale” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parola demaniale deriva dal francese domanial, e prima ancora dall'antico francese Demaine XI sec- poi “domaine” che a sua volta deriva dal lat. Dominium da “dominicus” ovvero del signore. Infatti i terreni demaniali erano terreni del dominicus del signore, ma aperti e su cui si esercitavano gli usi civici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma si noti che la parola demaniale ha in sè anche la radice “ demos” dal greco popolo, ed infatti sui terreni demaniali i popoli che vi insistevano traevano mezzi di sussistenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gestione Usi Civici &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la gestione della terre di uso civico, sia chiaro dal principio che per esse l'espressione “ gravati da uso civico”, o l'espressione “vincolati” è giuridicamente corretta . Ma la parola gravato, da “gravis” peso (in lat.) indica qualcosa di oneroso, di pesante, di ostacolo. La stessa parola vincolo, di etimologia latina, porta alla mente termini come legacci, legami, ostacoli, impedimenti. Conferisce un senso di negatività all'espressione stessa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A mio avviso un terreno non è gravato da uso civico, bensì regolamentato da esso. Non è sottoposto a vincolo, bensì è protetto. L'uso civico è un baluardo, una difesa, un freno alla spregiudicatezza e al delirio di onnipotenza, derivante ed avvalorato, dalla scarsità di controlli di certi amministratori od amministratrici locali che credono, i terreni demaniali di uso civico, essere a disposizione per il loro uso e consumo. Il vincolo è da intendersi nei confronti di mutamenti di destinazione, al fine di impedire che vengano concessi con leggerezza. L'accezione negativa di “gravato da uso civico”, è per quanti credono di poterli utilizzare per i loro scopi, in barba alla loro originaria destinazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Salvo nella sua opera “ Regime amministrativo dei beni di uso civico dei beni dei comuni, delle frazioni, delle associazioni agrarie” In giustizia Civile 1988 II, pag. 163 dice chiaramente che le terre civiche di proprietà collettiva della comunità degli abitanti, non appartengono al patrimonio del Comune e non fanno parte della sua proprietà esclusiva; non rientrano tra i beni del demanio comunale né fra i beni appartenenti al patrimonio dell'ente locale; costituiscono un demanio civico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pertanto sia chiaro che il Comune non esercita sulle terre civiche il potere d'Imperio, (per non dire di onnipotenza) ma di rappresentanza e gestione. Infatti per i comuni gestori di terre civiche, essi sono Enti esponenziali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La titolarità del diritto collettivo di proprietà spetta ai singoli cittadini (cives). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il comune entra in considerazione solo come rappresentante organizzato della collettività, che è e resta l'unica titolare dell'uso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;( Corte Costituzionale sentenza dell'11/7/1989 ) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quanto “cives”, titolare e portatore di diritti di uso civico, IO rivendico la proprietà del diritto sui terreni dove l'uso civico di frazionista è presente. Questi terreni non sono nella disponibilità dei Comuni, che pensano erroneamente di poterne disporre per i propri usi e consumi in modo impudente e spregiudicato, pensando di sdemanializzarli e poter fare in questo modo, facilmente cassa. Tra l'altro, se ciò anche fosse, essi avrebbero l'obbligo di reinvestire tali proventi in opere di miglioria fondiaria e colturale a vantaggio dei frazionisti. (vedi le leggi in materia di uso civico) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questo non deve essere, perché i terreni di uso civico sono proprietà privata, proprietà privata dei frazionisti, o meglio di una collettività da essi rappresentata , i quali, pertanto, sono a loro volta portatori di pubblico interesse. Mi viene da pensare, per iperbole, se il comune di Roma, chiudesse alla vista il Colosseo, ormai patrimonio oltre che dei romani, degli italiani e del mondo… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Espropri e Mutamenti di destinazione &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Và detto però che le terre di uso civico, per motivi di pubblica utilità possono essere suscettibili di mutamento di destinazione (vedi R.D. 332/28) ed espropriate (vedi Corte Costit. Sent. n° 391 dell' 11/7/1989 e Legge 31/1/1994 art. 12. Per quanto riguarda quest'ultima va detto che la Corte Costituz. con sentenza 10/5/1995 n° 156 ha stabilito l'illegittimità costituzionale nella parte in cui non sia sentito il parere delle regioni interessate sulla cessazione degli usi civici, e nella parte in cui affida al commissario di fissare l'indennità ai fruitori degli usi civici, questo ad onor del vero.) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso del mutamento di destinazione, il terreno di uso civico, quando cessa o viene meno lo scopo per cui è stato concesso il mutamento, torna all'originaria destinazione. Nel caso dell'esproprio no. Senza entrare nel merito della terza forma di perdita o di alienazione di uso civico, l'affrancazione, oggetto magari di altro discorso, sia detto che nel caso dell'esproprio per pubblica utilità, il terreno di uso civico deve avere il suo valore monetizzato, e pagato alla collettività titolare del diritto di uso civico, così come si paga un'indennità di esproprio ad un privato: e questo a mio avviso, vale anche per i mutamenti di destinazione. Infatti è d'obbligo, in un modo o nell'altro, restituire sotto forma di moneta, il valore del bene sottratto all'uso civico o come esproprio, o come mutamento di destinazione. &lt;br /&gt;Fatta questa premessa, entriamo nel cuore dell'argomento che ho sviluppato: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ovvero un commento alla sentenza della Corte Costituzionale n° 348 del 2007 che tratta il tema del “ristoro non irrisorio” per gli espropri per pubblica utilità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va detto che la sentenza si riferisce a terreni edificabili espropriati, pur tuttavia il concetto espresso ben si adatta anche ad i terreni di Uso Civico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggendo in seguito si capirà il perché. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commento alla sentenza n° 348 del 2007 della Corte Costituzionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[…] Con ordinanza depositata il 29 maggio 2006 (r.o. n. 402 del 2006), la Corte di cassazione ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 5-bis del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333 (Misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica), convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n. 359, per violazione dell'art. 111, primo e secondo comma, della Costituzione, in relazione all'art. 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) firmata a Roma il 4 novembre 1950, cui è stata data esecuzione con la legge 4 agosto 1955, n. 848 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali firmata a Roma il 4 novembre 1950 e del Protocollo addizionale alla Convenzione stessa, firmato a Parigi il 20 marzo 1952), nonché dell'art. 117, primo comma, Cost., in relazione al citato art. 6 CEDU ed all'art. 1 del primo Protocollo della Convenzione stessa, firmato a Parigi il 20 marzo 1952, cui è stata data esecuzione con la medesima legge n. 848 del 1955. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La norma è oggetto di censura nella parte in cui, ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione dei suoli edificabili, prevede il criterio di calcolo fondato sulla media tra il valore dei beni e il reddito dominicale rivalutato, disponendone altresì l'applicazione ai giudizi in corso alla data dell'entrata in vigore della legge n. 359 del 1992. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[…] La censura della parte ricorrente è estesa all'art. 37 del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità), in quanto si tratta della disposizione, oggi vigente, che ha perpetuato il criterio di calcolo censurato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[…] Con la sentenza del 29 marzo 2006, invece, la Corte di Strasburgo ha rilevato la strutturale e sistematica violazione, da parte del legislatore italiano, dell'art. 1 del primo Protocollo della Convenzione europea, osservando che la quantificazione dell'indennità in modo irragionevole rispetto al valore del bene ha determinato, appunto, una situazione strutturale di violazione dei diritti dell'uomo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[…] La Corte costituzionale è introduttiva di un criterio mediato che assicura un ristoro «non irrisorio» ai soggetti espropriati, nel rispetto della funzione sociale della proprietà. (sentenze n° 283, 414, e 442 del 1993). Inoltre, in merito ad un giudizio analogo, la Suprema Corte cita la pronuncia definitiva resa dalla “Grande Chambre” il 29 marzo 2006 e scrutina il concetto di Pubblica Utilità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, nel presente giudizio […] il profilo della utilità pubblica risulterebbe di modesta rilevanza, essendo le aree espropriate destinate alla costruzione di un parcheggio e alla realizzazione di “verde attrezzato”. (Abbiamo il concetto quindi di “ MODESTA RILEVANZA PUBBLICA” e su cui torneremo in seguito). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In merito all'applicazione delle sentenze della corte europea, si segnala che la Risoluzione 1226 (2000) dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa abbia affermato […] che gli Stati contraenti sono tenuti ad assicurare, tra l'altro, l'applicazione diretta, da parte dei Giudici nazionali, della Convenzione e delle sentenze della Corte Europea che la interpretano e la applicano. Pertanto questa sentenza è destinata a fare storia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[…] È inoltre richiamato il passaggio della menzionata pronunzia, ove sono citate le sentenze n. 223 del 1983, n. 283 e n. 442 del 1993, con le quali la Corte costituzionale ha invitato il legislatore ad adottare una disciplina normativa che assicuri «un serio ristoro» al privato, Peraltro, poiché alcuni criteri utilizzati, sono stati trasfusi nel testo unico in materia di espropriazioni (d.P.R. n. 327 del 2001), la Corte di Strasburgo non ha mancato di rilevare come sia agevolmente prefigurabile la proposizione di numerosi e fondati ricorsi. […] La tutela del diritto di proprietà prevista nell'art. 1 del primo Protocollo non differisce nel contenuto dalla tutela apprestata dall'art. 42 Cost., posto che entrambe le norme richiedono un giusto bilanciamento tra interessi del singolo e interesse della comunità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora, si valuta che, […] la necessità di un «giusto equilibrio» porta alla conclusione per cui «ogni volta che venga sacrificato il diritto e l'interesse di un singolo per la realizzazione di una singola opera pubblica e/o di pubblica utilità, l'indennizzo deve essere pari al valore venale integrale del bene, mentre è soltanto nei casi eccezionali, in cui la privazione della proprietà riguardi una serie indeterminata di soggetti e sia volta ad attuare fondamentali riforme politiche, economiche e/o sociali, che l'indennizzo potrebbe, se del caso, essere inferiore all'integrale valore venale del bene, fermo restando che, anche in questi casi, l'indennizzo deve sempre e comunque essere in ragionevole collegamento con detto valore. […] E' d'obbligo che si attui il necessario ed imprescindibile giusto equilibrio tra il diritto umano del singolo e l'interesse della collettività», evitando, pertanto, un «carattere sostanzialmente “punitivo”». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[…]Questa Corte ha richiamato la sua pregressa giurisprudenza, consolidatasi negli anni, sul concetto di «serio ristoro», particolarmente illustrato nella sentenza n. 5 del 1980. Quest'ultima pronuncia ha stabilito che «l'indennizzo assicurato all'espropriato dall'art. 42, comma terzo, Cost., se non deve costituire una integrale riparazione della perdita subita - in quanto occorre coordinare il diritto del privato con l'interesse generale che l'espropriazione mira a realizzare - non può essere, tuttavia, fissato in una misura irrisoria o meramente simbolica ma deve rappresentare un serio ristoro. Perché ciò possa realizzarsi, occorre far riferimento, per la determinazione dell'indennizzo, al valore del bene in relazione alle sue caratteristiche essenziali, fatte palesi dalla potenziale utilizzazione economica di esso, secondo legge. Solo in tal modo può assicurarsi la congruità del ristoro spettante all'espropriato ed evitare che esso sia meramente apparente o irrisorio rispetto al valore del bene». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pertanto si valuta il bene per le sue caratteristiche peculiari ed intrinseche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi faccio un esempio: se si volesse espropriare un terreno gravato da uso civico per costruire una piazza, questo è un pubblico interesse? Ma se l'Ente espropriatore ha già tre piazze, e questa fosse la quarta, il concetto di pubblica utilità, verrebbe o meno a perdere vigore, trasformandosi, pertanto, in mero ed aleatorio, oltre che chimerico? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora, sia posto il caso di una collettività di frazionisti titolari di uso civico, che rappresenta i due terzi della popolazione del comune di appartenenza, nel momento in cui si inizia una procedura per pubblico interesse per la totalità degli abitanti, in questo caso il pubblico interesse superiore, che mette in moto la procedura di mutamento di destinazione, c'è o non c'è?. Ovvero in nome di chi si inizia il meccanismo del cambio di destinazione? Del restante terzo della popolazione? Se i due terzi sono frazionisti titolari di uso civico che in tal modo verrebbero privati del loro diritto, e che si oppongono, si computano nel novero del pubblico interesse, o il restante terzo della popolazione da sola, prevarica sui precedenti? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ancora, posto che si dà all'esproprio il concetto di pubblica utilità, se il terreno oggetto dell'esproprio veniva utilizzato dai cives, o frazionisti, per festeggiare il buon esito del raccolto con una festa popolare, di valenza sociale, etnica, culturale, potrebbe quel terreno essere “pagato” con un astratto criterio basato su astratte ed impersonali tabelle? NOSSIGNORE, bisogna tenere conto delle caratteristiche intrinseche del bene, orientamento questo, già anticipato dalla regione campania, che con nella seduta del 3 agosto 2007, deliberaz. N° 1464, Area Generale di Coordinamento 11, Sviluppo e attività settore primario, avente ad oggetto: Legge regionale n° 11 del 17/03/1981, art. 11: aggiornamento perit i istruttori demaniali, delibera di consentire l'inserimento nell'elenco dei periti istruttori demaniali, di soggetti in possesso di laurea in giurisprudenza e/o discipline umanistiche, al fine di poter espletare indagini di natura storico-giuridica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riprendendo il commento alla sentenza, essa continua enunciando che[…] il principio del serio ristoro è violato, secondo tale pronuncia, quando, «per la determinazione dell'indennità, non si considerino le caratteristiche del bene da espropriare ma si adotti un diverso criterio che prescinda dal valore di esso». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco il valore delle indagini storiche nel nostro caso di specie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[…] La sentenza n. 283 del 1993, ha confermato il principio del serio ristoro, precisando che, l'indennità stessa non può essere (in negativo) meramente simbolica od irrisoria, ma deve essere (in positivo) congrua, seria, adeguata». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posto che, in conformità all'ormai consolidato orientamento giurisprudenziale, deve essere esclusa «una valutazione del tutto astratta in quanto sganciata dalle caratteristiche essenziali del bene ablato»,( e ritorna la considerazione di cui sopra) questa Corte ha ritenuto ammissibili criteri «mediati», lasciando alla discrezionalità del legislatore l'individuazione dei parametri concorrenti con quello del valore venale. La Corte stessa ha tenuto a precisare che la «mediazione tra l'interesse generale sotteso all'espropriazione e l'interesse privato, espresso dalla proprietà privata, non può fissarsi in un indefettibile e rigido criterio quantitativo, ma risente sia del contesto complessivo in cui storicamente si colloca, sia dello specifico che connota il procedimento espropriativo, non essendo il legislatore vincolato ad individuare un unico criterio di determinazione dell'indennità, valido in ogni fattispecie espropriativa». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come emerge chiaramente dalla citata pronuncia, questa Corte, accanto al criterio del serio ristoro - che esclude la pura e semplice identificazione dell'indennità espropriativa con il valore venale del bene - ha pure riconosciuto la relatività sincronica e diacronica dei criteri di determinazione adottabili dal legislatore. In altri termini, l'adeguatezza dei criteri di calcolo deve essere valutata nel contesto storico, istituzionale e giuridico esistente al momento del giudizio. (Addirittura si va oltre il valore venale, già di per sé superiore ai criteri attuali, ma si inserisce il concetto di contesto storico e pertanto sociale) (si pongono in evidenza proprio la relatività delle valutazioni, che richiede di verificare nel tempo e nello spazio normativo il punto di equilibrio tra i contrastanti interessi costituzionalmente protetti.) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora si deve rilevare che[…] l'art. 1 del primo Protocollo della CEDU è stato oggetto di una progressiva focalizzazione interpretativa da parte della Corte di Strasburgo, che ha attribuito alla disposizione un contenuto ed una portata ritenuti dalla stessa Corte incompatibili con la disciplina italiana dell'indennità di espropriazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In esito ad una lunga evoluzione giurisprudenziale, la Grande Chambre, con la decisione del 29 marzo 2006, ha fissato alcuni principi generali: a) un atto della autorità pubblica, che incide sul diritto di proprietà, deve realizzare un giusto equilibrio tra le esigenze dell'interesse generale e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali degli individui (punto 93); b) nel controllare il rispetto di questo equilibrio, la Corte riconosce allo Stato «un ampio margine di apprezzamento», tanto per scegliere le modalità di attuazione, quanto per giudicare se le loro conseguenze trovano legittimazione, nell'interesse generale, dalla necessità di raggiungere l'obiettivo della legge che sta alla base dell'espropriazione (punto 94); c) l'indennizzo non è legittimo, se non consiste in una somma che si ponga «in rapporto ragionevole con il valore del bene»; […] (punto 95); d) in caso di «espropriazione isolata», pur se a fini di pubblica utilità, solo una riparazione integrale può essere considerata in rapporto ragionevole con il valore del bene (punto 96); &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[…] Poiché i criteri di calcolo dell'indennità di espropriazione previsti dalla legge italiana porterebbero alla corresponsione, in tutti i casi, di una somma largamente inferiore al valore di mercato (o venale), la Corte europea ha dichiarato che l'Italia ha il dovere di porre fine ad una violazione sistematica e strutturale dell'art. 1 del primo Protocollo della CEDU, anche allo scopo di evitare ulteriori condanne dello Stato italiano in un numero rilevante di controversie seriali pendenti davanti alla Corte medesima. ( PAROLE MOLTO DURE, ma in osservanza dei criteri della CEDU &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[…] Sia la giurisprudenza della Corte costituzionale italiana sia quella della Corte europea concordano nel ritenere che il punto di riferimento per determinare l'indennità di espropriazione deve essere il valore di mercato (o venale) del bene ablato, […] che la valutazione sull'adeguatezza dell'indennità deve essere condotta in termini relativi, avendo riguardo al quadro storico-economico ed al contesto istituzionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[…] Un'indennità «congrua, seria ed adeguata» (come precisato dalla sentenza n. 283 del 1993) non può adottare il valore di mercato del bene come mero punto di partenza per calcoli successivi che si avvalgono di elementi del tutto sganciati da tale dato, concepiti in modo tale da lasciare alle spalle la valutazione iniziale, per attingere risultati marcatamente lontani da essa. ( e qui torniamo all'esempio della piazza da costruire su un terreno oggetto di utilizzo sociale e culturale) Mentre il reddito dominicale mantiene un sia pur flebile legame con il valore di mercato (con il risultato pratico però di dimezzare, il più delle volte, l'indennità), l'ulteriore detrazione del 40 per cento è priva di qualsiasi riferimento, non puramente aritmetico, al valore del bene. D'altronde tale decurtazione viene esclusa in caso di cessione volontaria e quindi risulta essere non un criterio, per quanto “mediato”, di valutazione del bene, ma l'effetto di un comportamento dell'espropriato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONSIDERAZIONI FINALI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[…] Da quanto sinora detto si deve trarre la conclusione che la norma censurata - la quale prevede un'indennità oscillante, nella pratica, tra il 50 ed il 30 per cento del valore di mercato del bene - non supera il controllo di costituzionalità in rapporto al «ragionevole legame» con il valore venale, prescritto dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo e coerente, del resto, con il «serio ristoro» richiesto dalla giurisprudenza consolidata di questa Corte. La suddetta indennità è inferiore alla soglia minima accettabile di riparazione dovuta ai proprietari espropriati, anche in considerazione del fatto che la pur ridotta somma spettante ai proprietari viene ulteriormente falcidiata dall'imposizione fiscale, la quale - come rileva il rimettente - si attesta su valori di circa il 20 per cento. Il legittimo sacrificio che può essere imposto in nome dell'interesse pubblico non può giungere sino alla pratica vanificazione dell'oggetto del diritto di proprietà. (e che è oggetto di tutela da parte della Costituì. Italiana e CEDU) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[…] Non emergono, sulla base delle considerazioni fin qui svolte, profili di incompatibilità tra l'art. 1 del primo Protocollo della CEDU, quale interpretato dalla Corte di Strasburgo, e l'ordinamento costituzionale italiano, con particolare riferimento all'art. 42 Cost. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Si ribadisce la salvaguardia della proprietà privata, sia a livello costituzionale, che a livello dei diritti dell'uomo.) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per questi motivi &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA CORTE COSTITUZIONALE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[…] riuniti i giudizi, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 5-bis, commi 1 e 2, del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333 (Misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica), convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n. 359; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dichiara, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l'illegittimità costituzionale, in via consequenziale, dell'art. 37, commi 1 e 2, del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 ottobre 2007. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Depositata in Cancelleria il 24 ottobre 2007. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa sentenza non discute, non dichiara, o declama o proclama, bensì statuisce, o meglio scolpisce a caratteri indelebili nell'ordinamento giuridico italiano, che la proprietà privata è garantita a livello di Costituzione (art. 42) ed a livello internazionale ( art. 1 del Primo Protocollo del 20/3/1952). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le considerazioni finali sono che se l'esproprio di un terreno privato colpisce la sfera della proprietà privata del singolo, l'esproprio di un terreno gravato da uso civico inerisce la proprietà privata di una collettività, pertanto di una moltitudine di individui, elevando esponenzialmente gli effetti che tale esproprio cagiona al singolo in termini affettivi, economici sociali e giuridici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pertanto seria, adeguata ed indiscutibile motivazione di pubblica utilità, deve accompagnare ogni richiesta di esproprio o mutamento di destinazione di ogni e qualsivoglia terreno gravato da uso civico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diversamente si ravvisa un tentativo irragionevole, ancor più maldestro ed inefficace, di attacco e spoliazione di proprietà privata, tra l'altro garantita e tutelata prima dalla Costituzione, e poi dalla CEDU, con gli effetti che ne derivano. Ricordo, ad ogni buon conto, quanto già teorizzai nel convegno del Cesducim del 5 ottobre a Salerno: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualora l'Ente, sia esso Comune, Provincia o Regione insistesse nel riversare i suoi interessi (leggi appetiti) sui terreni di uso civico, e persistesse nelle richieste di mutamento di destinazione, od espropri per pubblica utilità, per fini di “pubblica utilita” non adeguatamente motivati, si presenterebbe un attacco alla proprietà privata, proprietà privata di una collettività, o civitas, o di frazionisti. Ancora, su questi terreni, in quanto sottoposti a vincoli paesaggistici non possono essere realizzate che alcuni tipi di opere pubbliche i cui proventi devono poi essere reinvestiti nel miglioramento e nelle trasformazioni fondiarie e colturali, escludendo categoricamente opere che contrastano col vincolo paesaggistico. Pertanto, qualora ciò non fosse, ed essendo la proprietà privata e l'ambiente garantiti dalla Costituzione, e le violazioni di normative ambientali soprattutto se ripetute, costituiscono gravi violazioni di legge, a mio avviso si potrebbe invocare l'art. 141 comma 1 lettera ”a” T.U.E.L ( D.Lgs 267/2000) che prevede lo scioglimento dei consigli comunali e provinciali, o l'art. 126 della Costituzione, che prevede lo scioglimento dei Consigli Regionali, quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge. (quali appunto la proprietà privata e l'ambiente)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994748242851322249-2937578015386539660?l=cesducim.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2937578015386539660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994748242851322249/posts/default/2937578015386539660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cesducim.blogspot.com/2007/12/espropriazione-sive-mutamento-di.html' title='ESPROPRIAZIONE SIVE MUTAMENTO DI DESTINAZIONE'/><author><name>CESDUCIM</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_m6JwNZIQVJE/SL1UNn1bWDI/AAAAAAAAAKs/D6N8icSKK4k/S220/ginestra.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994748242851322249.post-9086509322992777044</id><published>2007-11-21T10:07:00.002+01:00</published><updated>2008-10-10T17:21:19.017+02:00</updated><title type='text'>SEMINARIO INFORMATIVO DEL COORDINAMENTO REGIONALE DELLA CAMPANIA DELLA CONSULTA NAZIONALE DELLE PROPRIETA' COLLETTIVE</title><content type='html'>IL 30 NOVEMBRE 2007 ORE 10, 00&lt;br /&gt;NELLA EX CHIESA DI SAN GIORGIO IN NOVI VELIA (SA) SI TERRA' IL 1° SEMINARIO INFORMATIVO SULLA "GESTIONE DEGLI USI CIVICI NEL CILENTO" ORGANIZZATO DAL COORDINAMENTO REGIONE CAMPANIA DELLA CONSULTA NAZIONALE DEGLLE PROPRIETA' COLLETTIVE DELL'UNIVERSITA' DI TRENTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL COORDINAMENTO INTENDE ORGANIZZARE ALTRI INCONTRI INFORMATIVI NEI COMUNI, NELLE PROVINCE, NELLE PRO-LOCO ED ASSOCIAZIONI VARIE E NELLE COMUNITA' MONTANE PER CUI SI ATTENDONO EVENTUALI RICHIESTE ALL'E-MAIL &lt;a href="mailto:gdigenio@unisa.it"&gt;gdigenio@unisa.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MENSILE DI INFORMAZIONE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI&lt;br /&gt;ANNO XXV - N. 1/2008 Sped. A. P. com. 20 art. 2 legge 662/SA&lt;br /&gt;Controcorrente&lt;br /&gt;pagine 8 e 9&lt;br /&gt;Agropoli/ Convegno sui&lt;br /&gt;prodotti agroalimentari&lt;br /&gt;tipici del Cilento&lt;br /&gt;E’ stata ribadita la necessità&lt;br /&gt;e l’opportunità di utilizzare i&lt;br /&gt;prodotti locali innanzitutto&lt;br /&gt;nel nostro territorio anche&lt;br /&gt;come stile di vita.&lt;br /&gt; IN QUESTO NUMERO&lt;br /&gt;sostenitori. Ce ne sono ancor&lt;br /&gt;tanti , che immancabilmente,&lt;br /&gt;ci fanno pervenire il loro contributo&lt;br /&gt;volontario. Certo nel&lt;br /&gt;corso degli anni qualcuno ci&lt;br /&gt;ha abbandonato, qualcuno,&lt;br /&gt;purtroppo non c'è più e poi ce&lt;br /&gt;ne sono altri nuovi che credono&lt;br /&gt;nella validità del nostro&lt;br /&gt;impegno.&lt;br /&gt;Poi il nostro periodico fa il&lt;br /&gt;salto di qualità , aderendo al&lt;br /&gt;Centro di Promozione Culturale&lt;br /&gt;per il Cilento, e porta così&lt;br /&gt;avanti anche tante iniziative&lt;br /&gt;di carattere culturale. Il prof.&lt;br /&gt;Amedeo La Greca, tra le tante&lt;br /&gt;iniziative editoriali, prende a&lt;br /&gt;cuore il nostro periodico. Iniziano&lt;br /&gt;pure le promozioni di&lt;br /&gt;carattere culturale. Ci piace&lt;br /&gt;ricordare le giornate del TURISTA&lt;br /&gt;a Pioppi,con concerti, teatri&lt;br /&gt;, gare di disegni e gare di&lt;br /&gt;canti per i bambini, recital di&lt;br /&gt;musiche e canti cilentani, prime&lt;br /&gt;mostre in assoluto di prodotti&lt;br /&gt;e artigianato locali.&lt;br /&gt;E poi le iniziative a carattere&lt;br /&gt;territoriale, i due raduni di&lt;br /&gt;tutte le CONGREGHE del&lt;br /&gt;Cilento, Il primo ad Acciaroli,&lt;br /&gt;con le riprese RAI e una&lt;br /&gt;straordinaria partecipazione. Il&lt;br /&gt;secondo a Sessa con interventi&lt;br /&gt;di vari emittenti televisive e&lt;br /&gt;articolo su Famiglia Cristiana.&lt;br /&gt;Gli incontri a Pisciotta di tutte&lt;br /&gt;le Pro Loco e Associazioni per&lt;br /&gt;la stampa di un programma&lt;br /&gt;unitario di tutte le iniziative&lt;br /&gt;estive. Gli incontri a San Marco&lt;br /&gt;di giornali, radio e televisioni&lt;br /&gt;per una voce più forte&lt;br /&gt;a favore del territorio.&lt;br /&gt;Non tralasciamo l'intervento&lt;br /&gt;su " Striscia la notizia" per&lt;br /&gt;l'apertura dell'Ospedale di&lt;br /&gt;Roccadaspide e la lunghissima&lt;br /&gt;intervista sul primo canale&lt;br /&gt;radiofonico nazionale per la&lt;br /&gt;trasmissione " Rai a qual Paese",&lt;br /&gt;sull'impegno del nostro&lt;br /&gt;giornale per la costituzione dl&lt;br /&gt;PARCO Nazionale del Cilento.&lt;br /&gt;Possiamo affermare , senza&lt;br /&gt;ombre di smentite, che il rilancio&lt;br /&gt;della dieta mediterranea,&lt;br /&gt;di cui oggi tutti parlano è&lt;br /&gt;soprattutto merito nostro.&lt;br /&gt;Qualcuno vuole negare, che&lt;br /&gt;quando tutto era andato nel&lt;br /&gt;dimenticatoio,CRONACHE&lt;br /&gt;CILENTANE ha iniziato a&lt;br /&gt;riproporre convegni sul problema?&lt;br /&gt;I nostri A 25 anni ll'inizio del 1983, su&lt;br /&gt;sollecitazione di alcuni&lt;br /&gt;amici , decidemmo&lt;br /&gt;di registrare un periodico&lt;br /&gt;locale.&lt;br /&gt;La storia dice che prima di&lt;br /&gt;noi erano sorti nel Cilento 42&lt;br /&gt;giornali, molti dei quali non&lt;br /&gt;davano più segni di vita.&lt;br /&gt;Quindi la prospettiva non&lt;br /&gt;era rosea, c'era la consapevolezza&lt;br /&gt;delle grandi difficoltà a&lt;br /&gt;portare avanti una simile iniziativa.&lt;br /&gt;Per stampare un giornale,&lt;br /&gt;oltre agli articoli ci&lt;br /&gt;vogliono i soldi che, guarda&lt;br /&gt;caso , erano proprio quelli che&lt;br /&gt;mancavano. I preventivi di&lt;br /&gt;spesa delle tipografie apparivano&lt;br /&gt;alti. Incominciammo a&lt;br /&gt;capire che tra il dire e il fare&lt;br /&gt;c'è di mezzo il mare. La registrazione&lt;br /&gt;al Tribunale di Vallo,&lt;br /&gt;col numero 43, era avvenuta&lt;br /&gt;,ma le prospettive ci spaventavano.&lt;br /&gt;Inaspettatamente,&lt;br /&gt;però, un amico arriva in&lt;br /&gt;nostro aiuto.&lt;br /&gt;Il rimpianto dottor Ferdinando&lt;br /&gt;Sabatino fa sapere che&lt;br /&gt;il figlio Ciro ha aperto una&lt;br /&gt;tipografia a Pompei.&lt;br /&gt;L'occasione è troppo grossa,&lt;br /&gt;otteniamo massima disponibilità&lt;br /&gt;e così vengono stampati&lt;br /&gt;i primi numeri di Cronache&lt;br /&gt;Cilentane con costi di&lt;br /&gt;favore. E guarda caso arriva&lt;br /&gt;anche la preziosa collaborazione&lt;br /&gt;di Don Michele Vassallo,&lt;br /&gt;che con la sua Casa di Preghiera&lt;br /&gt;inserisce, nel nostro&lt;br /&gt;periodico, un inserto religioso.&lt;br /&gt;L'occasione, a distanza di tanti&lt;br /&gt;anni per dire a questi amici&lt;br /&gt;che la nostra gratitudine non&lt;br /&gt;verrà mai meno. Nel frattempo&lt;br /&gt;abbiamo la fortuna di avere&lt;br /&gt;validi collaboratori, così il&lt;br /&gt;nostro periodico si pone&lt;br /&gt;all'attenzione generale.&lt;br /&gt;Il resto l'hanno fatto i nostri&lt;br /&gt;E son diciotto anni che&lt;br /&gt;immancabilmente il nostro&lt;br /&gt;periodico organizza gli&lt;br /&gt;Incontri MEDITERRANEI.&lt;br /&gt;E' stato pubblicato anche il&lt;br /&gt;primo volume degli atti, con&lt;br /&gt;le relazioni tenute ai nostri&lt;br /&gt;Convegni presieduti dal prof.&lt;br /&gt;Alberto Fidanza ed è pronto&lt;br /&gt;anche il secondo volume. Non&lt;br /&gt;dimenticata la stampa dell'opuscolo&lt;br /&gt;in occasione del Millenario&lt;br /&gt;della storia di Pioppi.&lt;br /&gt;L'impegno del nostro periodico&lt;br /&gt;continua anche con la&lt;br /&gt;promozione di interessanti&lt;br /&gt;viaggi culturali in Italia e&lt;br /&gt;all'estero. Naturalmente senza&lt;br /&gt;venir meno alle nostre&lt;br /&gt;finalità iniziali. Dare spazio&lt;br /&gt;anche alle piccole iniziative,&lt;br /&gt;ai nostri personaggi caratteristici,&lt;br /&gt;dare le notizie che gli&lt;br /&gt;altri non danno, costituire una&lt;br /&gt;voce assolutamente "LIBERA",&lt;br /&gt;senza condizionamenti&lt;br /&gt;e senza aperture politiche,&lt;br /&gt;accogliere pareri e sollecitare&lt;br /&gt;problemi. Mettersi a disposizione&lt;br /&gt;di chiunque intende&lt;br /&gt;esprimere la propria opinione&lt;br /&gt;e poi raggiungere i Cilentani&lt;br /&gt;che stanno lontano, in Italia o&lt;br /&gt;all'estero, cosa questa resa&lt;br /&gt;ancora più fattibile grazie&lt;br /&gt;alla nostra presenza su Internet.&lt;br /&gt;Oltre ai contenuti abbiamo&lt;br /&gt;voluto arricchire il periodico&lt;br /&gt;con interessanti rubriche,&lt;br /&gt;e presentare un giornale&lt;br /&gt;tutto a colori, con il numero&lt;br /&gt;delle pagine raddoppiato, con&lt;br /&gt;una grafica e una stampa&lt;br /&gt;diversa. E qua un grazie&lt;br /&gt;anche allo studio di impaginazione&lt;br /&gt;Scriptorium e alla tipografia&lt;br /&gt;CGM.&lt;br /&gt;Ora speriamo in un 2008&lt;br /&gt;ancora migliore.&lt;br /&gt;Dino Baldi&lt;br /&gt;Nella foto: la Redazione “storica”&lt;br /&gt;di Cronache Cilentane&lt;br /&gt;A tutti i cilentani, con l'augurio che&lt;br /&gt;possano salvarsi dalla "monnezza"&lt;br /&gt;napoletana.&lt;br /&gt;A tutti i napoletani; che continuino a&lt;br /&gt;tenersi la "monnezza"da loro prodotta.&lt;br /&gt;Ai monumenti alla "monnezza".&lt;br /&gt;Ai monumenti politici che amministrano...&lt;br /&gt;da monnezza .&lt;br /&gt;Ai loro sicofanti.&lt;br /&gt;A quel più 30% sulla TARSU.&lt;br /&gt;Ai cittadini del Cilento che quel più&lt;br /&gt;30%… hanno preso..&lt;br /&gt;Ai lacchè di turno che… prendono&lt;br /&gt;senza capire.&lt;br /&gt;Ai trombati della Comunità Montana&lt;br /&gt;"Alento-Montestella", sperando che&lt;br /&gt;cambino mestiere.&lt;br /&gt;Ai lavori pubblici infiniti ed incompleti.&lt;br /&gt;Ai cittadini muti ,sordi e ciechi.&lt;br /&gt;Ai finti sordi, muti e ciechi perché,&lt;br /&gt;finalmente, paghino per la loro inettitudine.&lt;br /&gt;A tutti quelli che,da tempo, sopportano&lt;br /&gt;amministratori disonesti.&lt;br /&gt;Ai servi sciocchi che sperano in una&lt;br /&gt;sistemazione di parenti e compari,con&lt;br /&gt;l'augurio che la speranza duri in eterno.&lt;br /&gt;Ai disoccupati.&lt;br /&gt;Ai finti disoccupati , che, presto, finiscano&lt;br /&gt;ai lavori forzati.&lt;br /&gt;A tutti quelli che auspicano una nuova&lt;br /&gt;provincia o una nuova regione,con la&lt;br /&gt;speranza che abbiano compreso la&lt;br /&gt;necessità di liberarsi, prima, della&lt;br /&gt;"monnezza" nostrana.&lt;br /&gt;Corrado Lucibello&lt;br /&gt;CRONACHE&lt;br /&gt;CILENTANE&lt;br /&gt;Buon Anno&lt;br /&gt;2&lt;br /&gt;cronache cilentane territorio&lt;br /&gt;gennaio 2008&lt;br /&gt;Ancora a proposito di toponomastica urbana&lt;br /&gt;Un pessimo esempio viene da Pollica&lt;br /&gt;Controne: nasce l’osservatorio&lt;br /&gt;sull’ambiente affidato ai ragazzi&lt;br /&gt;di Amedeo La Greca&lt;br /&gt;Chissà perché - direbbe qualcuno&lt;br /&gt;- il vostro giornale insiste&lt;br /&gt;tanto su un argomento&lt;br /&gt;che per la maggior parte delle&lt;br /&gt;persone lascia il tempo che trova.&lt;br /&gt;E' semplice: intitolare una via, una&lt;br /&gt;piazza o una località a qualcuno che in&lt;br /&gt;vita si è distinto in qualcosa di positivo,&lt;br /&gt;è una cosa importante, o meglio la&lt;br /&gt;scelta è importante, in quanto deve&lt;br /&gt;servire ad additare a tutti il fatto che&lt;br /&gt;quel personaggio ha lasciato una traccia&lt;br /&gt;da non dimenticare ed ha segnato&lt;br /&gt;una via da seguire, da imitare; insomma,&lt;br /&gt;la sua vita e le sue azioni dovrebbero&lt;br /&gt;servire da esempio ai nostri figli&lt;br /&gt;affinché crescano con la coscienza di&lt;br /&gt;chi ha contribuito a creare le condizioni&lt;br /&gt;del benessere civile ed economico,&lt;br /&gt;nonché spirituale, di cui essi oggi godono.&lt;br /&gt;Egualmente dicasi quando le intitolazioni&lt;br /&gt;ricordano antichi toponimi (interessantissimi&lt;br /&gt;per chi li capisce, perché li&lt;br /&gt;ha studiati, sono quelli conservatisi nella&lt;br /&gt;dizione dialettale antica) che certamente&lt;br /&gt;è più difficile da far "capire" ai&lt;br /&gt;giovani d'oggi (figuriamoci agli amministratori!)&lt;br /&gt;il cui indottrinamento scolastico&lt;br /&gt;esclude l'uso del cervello per&lt;br /&gt;poter "capire" la Storia (sia essa nazionale&lt;br /&gt;che locale) in quanto "capire" può&lt;br /&gt;diventare pericoloso per chi gestisce:&lt;br /&gt;basti pensare che finanche i programmi&lt;br /&gt;scolastici (complici insegnanti ignoranti)&lt;br /&gt;vengono asserviti agli interessi di&lt;br /&gt;costoro….&lt;br /&gt;Dunque, mi sembra chiaro che la&lt;br /&gt;revisione toponomastica di un Comune&lt;br /&gt;non può essere assoggettata ai capricci&lt;br /&gt;degli amministratori di turno, i quali&lt;br /&gt;spesso - e questa è la cosa più ignobile&lt;br /&gt;che si possa fare - usano i nomi di&lt;br /&gt;quelle benemerite persone estinte per il&lt;br /&gt;proprio interesse di "visibilità" politica.&lt;br /&gt;Egualmente deprecabile è 'affidarsi&lt;br /&gt;all'emozione di un momento o per&lt;br /&gt;"consigli" all'Associazione "agganciata".&lt;br /&gt;Tutto ciò è avvenuto negli scorsi anni&lt;br /&gt;nel Comune di Pollica e ancora si insiste&lt;br /&gt;con questo sistema. E questo è un&lt;br /&gt;danno che si arreca ai giovani perché&lt;br /&gt;continuano a non ricevere nulla dalle&lt;br /&gt;scelte dell'Amministrazione comunale.&lt;br /&gt;Ed ecco la nuova moda: qualche preferenza&lt;br /&gt;va per taluni personaggi che&lt;br /&gt;quando erano in vita sono stati perseguitati&lt;br /&gt;perché non "allineati", perché&lt;br /&gt;hanno denunciato certe "cose", perché&lt;br /&gt;di parte politica avversa: ed ora ad essi&lt;br /&gt;si vuole intitolare una località da parte&lt;br /&gt;degli stessi persecutori.&lt;br /&gt;Per la verità, il rispetto doveva essere&lt;br /&gt;dato loro quando erano in vita, perché&lt;br /&gt;la vita di questi era già di per sé un&lt;br /&gt;esempio che l'arroganza di qualche sindaco&lt;br /&gt;o di qualche suo tirapiedi ha ignorato&lt;br /&gt;e - peggio ancora - combattuto.&lt;br /&gt;Questi metodi, questi sistemi sono&lt;br /&gt;oggettivamente da condannarsi, ed è&lt;br /&gt;questo il motivo di questo ennesimo&lt;br /&gt;intervento su questo giornale, visto che&lt;br /&gt;nel Comune di Pollica chi gestisce la&lt;br /&gt;cosa pubblica gioca - e anche spudoratamente&lt;br /&gt;bene ! - sull'assuefazione dei&lt;br /&gt;cittadini che non vedono, non sentono,&lt;br /&gt;non parlano; ma ciò è nulla in confronto&lt;br /&gt;ad un fatto di per se stesso aberrante:&lt;br /&gt;l'utilizzo del nome di persone morte&lt;br /&gt;per la propria visibilità politica.&lt;br /&gt;Il progetto nasce dall'esperienza di&lt;br /&gt;laboratorio didattico sul restauro delle&lt;br /&gt;opere d'arte organizzato dal Servizio&lt;br /&gt;Educativo della Soprintendenza BAPPSAE&lt;br /&gt;e dall'Istituto comprensivo di&lt;br /&gt;Castelcivita, nella sede di Controne,&lt;br /&gt;da cui è scaturita l'idea di istituire un&lt;br /&gt;punto di osservazione permanente&lt;br /&gt;finalizzato alla conoscenza e alla tutela&lt;br /&gt;del territorio, dei suoi beni, del suo&lt;br /&gt;paesaggio. Infatti, seguire e partecipare&lt;br /&gt;a scuola al restauro di un'opera&lt;br /&gt;d'arte rappresenta per i giovani&lt;br /&gt;un'occasione importante per avvicinarsi,&lt;br /&gt;in maniera attiva e coinvolgente,&lt;br /&gt;alla conoscenza e al rispetto del&lt;br /&gt;proprio territorio. La valenza formativa&lt;br /&gt;del progetto " se faccio...capisco" è&lt;br /&gt;nella molteplicità degli stimoli culturali&lt;br /&gt;che deriva da un laboratorio pratico,&lt;br /&gt;in cui il manufatto artistico diventa un&lt;br /&gt;vero e proprio libro di testo interdisciplinare&lt;br /&gt;che parla di cultura artistica, di&lt;br /&gt;tradizioni popolari e religiose, di iconografia,&lt;br /&gt;di storia locale; che trasmette&lt;br /&gt;la percezione della fragilità del&lt;br /&gt;patrimonio e della responsabilità di&lt;br /&gt;ognuno nella sua conservazione.&lt;br /&gt;Imparare tecniche di restauro significa&lt;br /&gt;soprattutto capire le cause che determinano&lt;br /&gt;il degrado del patrimonio artistico&lt;br /&gt;e la necessità di studi e competenze&lt;br /&gt;per la sua manutenzione. La&lt;br /&gt;verifica della gravità e, talvolta, della&lt;br /&gt;irreversibilità dei danni causati al&lt;br /&gt;patrimonio artistico dall'incuria permette&lt;br /&gt;ai giovani di maturare un atteggiamento&lt;br /&gt;consapevole e critico nei&lt;br /&gt;confronti della realtà circostante e la&lt;br /&gt;volontà di affrontare i problemi relativi&lt;br /&gt;non più solo alle singole opere, ma al&lt;br /&gt;paese nel suo complesso.&lt;br /&gt;Il laboratorio di restauro delle opere&lt;br /&gt;d'arte è stato progettato, infatti,&lt;br /&gt;come laboratorio di formazione culturale&lt;br /&gt;all'interno di un più vasto progetto&lt;br /&gt;didattico Genius Loci che mira,&lt;br /&gt;attraverso azioni diverse, alla valorizzazione&lt;br /&gt;dei beni culturali.&lt;br /&gt;L'osservatorio sull'ambiente costituisce,&lt;br /&gt;appunto, una di queste azioni,&lt;br /&gt;la più nuova e ambiziosa.&lt;br /&gt;Anche la più complessa da realizzare&lt;br /&gt;in quanto richiede spazi dedicati e&lt;br /&gt;costantemente aperti al pubblico. I&lt;br /&gt;compiti che l'osservatorio si pone si&lt;br /&gt;riassumono: nella promozione e realizzazione&lt;br /&gt;di iniziative volte alla raccolta&lt;br /&gt;di dati e materiali che rappresentino&lt;br /&gt;la storia e la realtà contemporanea dei&lt;br /&gt;luoghi; e nella costituzione di una&lt;br /&gt;mediateca (biblioteca, emeroteca,&lt;br /&gt;videoteca...) con particolare riferimento&lt;br /&gt;alle problematiche culturali e&lt;br /&gt;ambientali locali, che contenga, in&lt;br /&gt;particolare, un archivio documentario&lt;br /&gt;delle esperienze e dei materiali prodotti&lt;br /&gt;dalle scuole del comprensorio.&lt;br /&gt;Per tutti questi motivi è evidente&lt;br /&gt;che questo progetto non può realizzarsi&lt;br /&gt;senza la collaborazione delle istituzioni&lt;br /&gt;locali. A Controne questa collaborazione&lt;br /&gt;è già attiva, grazie soprattutto&lt;br /&gt;all'impegno della Pro Loco Controne&lt;br /&gt;2001, che ha saputo coinvolgerle&lt;br /&gt;tutte. Anche alle attività dell'osservatorio&lt;br /&gt;concorreranno, oltre alla scuola,&lt;br /&gt;il Servizio Educativo della Soprintendenza,&lt;br /&gt;il settore Educazione&lt;br /&gt;Ambiente di ItaliaNostra, la pro Loco,&lt;br /&gt;la comunità religiosa e l'Amministrazione&lt;br /&gt;comunale. L'inaugurazione è&lt;br /&gt;stata preceduta da un convegno sul&lt;br /&gt;tema "Se faccio capisco. Se capisco&lt;br /&gt;divento".Sono intervenuti: ing. Nicola&lt;br /&gt;Pastore Sindaco di Controne; don&lt;br /&gt;Pasquale Cascio Parroco di Controne;&lt;br /&gt;Lucia Zito Presidente della Pro Loco&lt;br /&gt;Controne 2001; Dot. Maria Rosaria&lt;br /&gt;Cascio Dirigente scolastico; Alessandro&lt;br /&gt;Manzo e Lucia Vitolo responsabili&lt;br /&gt;del Laboratorio didattico; Mario Ferrante&lt;br /&gt;Assessore alle politiche sociali&lt;br /&gt;del Comune di Controne; Avv Rosa&lt;br /&gt;Egidio Masullo Responsabile Ufficio&lt;br /&gt;Piano di Zona A6; Dott. Maria Pasca&lt;br /&gt;Coordinatore Servizio Educativo&lt;br /&gt;Soprintendenza BAPPSAE; dr. Carmine&lt;br /&gt;Cennamo Presidente della Comunità&lt;br /&gt;Montana Alburni; prof. Muchela Manzoni,&lt;br /&gt;Associazione ITALIA NOSTRA;&lt;br /&gt;mons. AngeloSpinillo Vescovo di Teggiano&lt;br /&gt;e Policastro; prof. Giuseppe&lt;br /&gt;Tarallo Commissario Parco Nazionale&lt;br /&gt;del Cilento e Vallo di Diano; ha concluso&lt;br /&gt;il dr. Pasquale Stanzione.&lt;br /&gt;Attivato dal Comune di Controne, dalla Soprintendenza&lt;br /&gt;per i BAPPSAE di Salerno e Avellino, dall'Associazione Italia Nostra e&lt;br /&gt;dalla Pro Loco Controne 2001&lt;br /&gt;di Michele Faiella&lt;br /&gt;Castellabate&lt;br /&gt;Campagna nazionale di&lt;br /&gt;monitoraggio dei campi elettrici&lt;br /&gt;Martedì 11 dicembre, a circa un anno dal primo passaggio, c'è stata di nuovo a&lt;br /&gt;Castellabate, la BluShuttle - una microvettura Smart in grado di muoversi agevolmente&lt;br /&gt;anche nei centri storici urbani - per informare i cittadini sul monitoraggio dei livelli di&lt;br /&gt;campo elettromagnetico. L'evento rientra nel progetto di comunicazione itinerante&lt;br /&gt;legato al monitoraggio dei campi elettromagnetici sul territorio nazionale, con l'ausilio&lt;br /&gt;della BluShuttle del Consorzio Elettra 2000 (Consorzio di cui fanno parte l'Università di&lt;br /&gt;Bologna e la Fondazione Ugo Bordoni). Sono state effettuate rilevazioni dimostrative&lt;br /&gt;sul territorio di Castellabate in 7 punti di misura ubicati in tutte le frazioni e al capoluogo.&lt;br /&gt;Poi nel pomeriggio, presso Villa Matarazzo a Santa Maria si è svolto un incontro&lt;br /&gt;pubblico durante il quale i tecnici hanno presentato i risultati delle misure effettuate e&lt;br /&gt;hano risposto alle&lt;br /&gt;domande dei cittadini.&lt;br /&gt;La citycar, dotata&lt;br /&gt;di sofisticate attrezzature&lt;br /&gt;in grado di&lt;br /&gt;accertare i valori di&lt;br /&gt;campo elettromagnetico&lt;br /&gt;sul posto, è&lt;br /&gt;stata a disposizione&lt;br /&gt;dei cittadini che&lt;br /&gt;hanno potuto in tal&lt;br /&gt;modo assistere alle&lt;br /&gt;operazioni di monitoraggio&lt;br /&gt;e ricevere&lt;br /&gt;informazioni, ma&lt;br /&gt;anche verificare con mano come si usa un misuratore di campi magnetici a larga banda&lt;br /&gt;e imparare come si esegue un rilevamento.&lt;br /&gt;3&lt;br /&gt;cronache cilentane cultura&lt;br /&gt;gennaio 2008&lt;br /&gt;Meminisse iuvabit&lt;br /&gt;Suggestioni virgiliane in un&lt;br /&gt;altro “vecchio” di Hemingway&lt;br /&gt;«Un vecchio con gli occhiali cerchiati&lt;br /&gt;d’acciaio e i vestiti coperti di polvere&lt;br /&gt;sedeva sul ciglio della strada».&lt;br /&gt;Comincia così Vecchio al ponte, uno&lt;br /&gt;de I quarantanove racconti (1938) di&lt;br /&gt;Ernest Hemingway, scritto per ultimo&lt;br /&gt;e telegrafato da Barcellona nell’aprile&lt;br /&gt;del ’38, come attestato dallo stesso&lt;br /&gt;autore nella breve prefazione alla raccolta.&lt;br /&gt;Il “vecchio” più famoso dello scrittore&lt;br /&gt;statunitense è senza dubbio&lt;br /&gt;quello del romanzo del 1952, Il vecchio&lt;br /&gt;e il mare, ma tra il pescatore&lt;br /&gt;cubano e l’anonimo pastore spagnolo&lt;br /&gt;di Vecchio al ponte c’è una chiara&lt;br /&gt;somiglianza psicologica. L’ultima&lt;br /&gt;sfida di Santiago è come ricompensata,&lt;br /&gt;qui nel racconto, da un’epica resistenza&lt;br /&gt;all’oblio. La guerra aveva&lt;br /&gt;costretto il vecchio ad abbandonare il&lt;br /&gt;suo paese, San Carlos, e le sue bestie:&lt;br /&gt;due capre, un gatto e quattro coppie&lt;br /&gt;di piccioni. C’è come una sottile eco&lt;br /&gt;virgiliana in queste pagine di&lt;br /&gt;Hemingway, poiché nei patimenti del&lt;br /&gt;protagonista sembrano rivivere quelli&lt;br /&gt;di Melibeo: nos patriae finis et dulcia&lt;br /&gt;linquimus arva, / nos patriam fugimus&lt;br /&gt;(Buc. I, 3-4). Ma se il Melibeo virgiliano&lt;br /&gt;porta con sé le sue capre e le&lt;br /&gt;mostra a Titiro come l’ultimo tesoro&lt;br /&gt;rimastogli (Buc. I, 12-13: En ipse&lt;br /&gt;capellas / protenus aeger ago), il&lt;br /&gt;“vecchio” di Hemingway appare&lt;br /&gt;immobile, seduto lungo la riva&lt;br /&gt;dell’Ebro, mentre tutti fuggono terrorizzati&lt;br /&gt;dall’avvicinarsi dei fascisti. A&lt;br /&gt;stupire è la sua apatia allucinata&lt;br /&gt;verso la storia che si accinge ad irretire&lt;br /&gt;il progresso umano, verso la partigianeria&lt;br /&gt;politica e la sua stessa vita:&lt;br /&gt;emerge solamente un sentimento&lt;br /&gt;empatico per i suoi animali che è&lt;br /&gt;stato costretto a lasciare. Il gatto,&lt;br /&gt;dice a se stesso, se la sarà cavata, i&lt;br /&gt;piccioni saranno volati via poiché la&lt;br /&gt;piccionaia era rimasta aperta, ma gli&lt;br /&gt;altri? «Agli altri è meglio non pensare&lt;br /&gt;»: risponde così, con apparente rassegnazione,&lt;br /&gt;in questo suo monologo&lt;br /&gt;interiore. Sono le due capre, forse –&lt;br /&gt;ma è soltanto la suggestione di un&lt;br /&gt;lettore – proprio quelle, definite spes&lt;br /&gt;gregis , che la gravida capella di&lt;br /&gt;Melibeo era stata costretta ad abbandonare&lt;br /&gt;nella fuga. L’empatia del&lt;br /&gt;pastore virgiliano, però, non aveva&lt;br /&gt;fatto del suo gregge una ragione di&lt;br /&gt;vita, bensì un semplice mezzo di&lt;br /&gt;sopravvivenza, quasi una bandiera di&lt;br /&gt;orgoglio, mentre il “vecchio” pastore&lt;br /&gt;di Hemingway sembra aver trasformato&lt;br /&gt;la memoria di bestie perdute&lt;br /&gt;nel senso stesso di una vita al tramonto.&lt;br /&gt;Dal 29 novembre al 2 dicembre&lt;br /&gt;scorsi, professori e giovani&lt;br /&gt;ricercatori di ogni parte&lt;br /&gt;del mondo, si sono incontrati ad&lt;br /&gt;Ascea, presso la Fondazione Alario,&lt;br /&gt;per dar vita ad un convegno di studi&lt;br /&gt;intitolato: Parmenide. Suoni, immagini,&lt;br /&gt;esperienza. Il responsabile scientifico&lt;br /&gt;del progetto è stato il prof. Livio&lt;br /&gt;Rossetti dell’Università di Perugia,&lt;br /&gt;infaticabile promotore di simili iniziative.&lt;br /&gt;Sono comparsi, durante l’inaugurazione&lt;br /&gt;e persino in qualche dibattito,&lt;br /&gt;anche un parlamentare e degli&lt;br /&gt;amministratori locali. A dire il vero,&lt;br /&gt;sulla sensibilità “disinteressata” dei&lt;br /&gt;politici alla cultura non sarei pronto a&lt;br /&gt;scommettere, ma su quella della&lt;br /&gt;comunità scientifica internazionale&lt;br /&gt;per Parmenide e gli Eleati sì, come&lt;br /&gt;dimostra il breve discorso tenuto dal&lt;br /&gt;prof. Daniel Graham della Brigham&lt;br /&gt;Young University (Provo UTAH), che&lt;br /&gt;ha annunciato con entusiasmo la&lt;br /&gt;prossima istituzione di un’International&lt;br /&gt;Association for Presocratic&lt;br /&gt;Studies.&lt;br /&gt;Durante le quattro giornate, a parlarci&lt;br /&gt;di Parmenide e della Scuola eleatica&lt;br /&gt;è stata la prof.ssa M. Laura&lt;br /&gt;Gemelli Marciano, dell’Università di&lt;br /&gt;Zurigo: le tre lezioni hanno riguardato&lt;br /&gt;il proemio del poema parmenideo (fr.&lt;br /&gt;1 D.-K.), la questione dell’esperienza&lt;br /&gt;dell’essere nel fr. 8 D.-K. e infine una&lt;br /&gt;reinterpretazione “inattuale” dei&lt;br /&gt;paradossi di Zenone.&lt;br /&gt;La visione della Gemelli, che ha&lt;br /&gt;esplicitamente parlato di un&lt;br /&gt;Parmenide “mistico” più che “scienziato”,&lt;br /&gt;mago sapiente più che filosofo&lt;br /&gt;in senso stretto, ha sollevato&lt;br /&gt;naturalmente un vivace dibattito tra i&lt;br /&gt;presenti, i quali tuttavia non sempre&lt;br /&gt;hanno corredato i loro interventi critici&lt;br /&gt;con quella dovizia di fonti e con&lt;br /&gt;quell’acribia filologica che ha caratterizzato&lt;br /&gt;il coerente ragionamento della&lt;br /&gt;studiosa zurighese. La sua lettura è&lt;br /&gt;indubbiamente quella di una filologa&lt;br /&gt;classica, ma la filosofia che indaga il&lt;br /&gt;suo passato non può inventare, non&lt;br /&gt;può prescindere dal rigore e dalla&lt;br /&gt;contestualizzazione, e per questo,&lt;br /&gt;credo, anche interpreti intelligenti e&lt;br /&gt;di alta levatura da sempre sostenitori&lt;br /&gt;di un’interpretazione diversa da quella&lt;br /&gt;della Gemelli, avranno sicuramente&lt;br /&gt;tratto giovamento dalle sue lezioni,&lt;br /&gt;sebbene il loro richiamo alla filosofia&lt;br /&gt;ionica, quale sottofondo quanto&lt;br /&gt;meno concorrente con quello esoterico&lt;br /&gt;e misterico richiamato dalla professoressa,&lt;br /&gt;abbia un fondamento&lt;br /&gt;indiscusso.&lt;br /&gt;Non resta che segnalare la collaborazione&lt;br /&gt;del prof. Luigi Vecchio durante&lt;br /&gt;la visita al parco archeologico di&lt;br /&gt;Elea-Velia, il magnifico concerto per&lt;br /&gt;violoncello di Maria Cecilia Berioli che&lt;br /&gt;ha allietato la penultima serata del&lt;br /&gt;convegno e l’originalissima mostra di&lt;br /&gt;“Legni parlanti” dell’artista Paolo&lt;br /&gt;Cibelli. Penso che vi siano tutti i presupposti&lt;br /&gt;per ripetere l’esperienza il&lt;br /&gt;prossimo anno. Anzi, lo spero.&lt;br /&gt;di Christian Golias&lt;br /&gt;di Christian Golias&lt;br /&gt;Marina di Ascea Convegno parmenideo&lt;br /&gt;L'Istituto Comprensivo "Basilio&lt;br /&gt;Focaccia" di Montecorice, con il&lt;br /&gt;patrocinio del Comune, ha aderito&lt;br /&gt;per l'anno scolastico 2007-2008 al&lt;br /&gt;"Programma Eco-Schools" promosso&lt;br /&gt;dalla FEE, scegliendo come scuola&lt;br /&gt;capofila il Plesso Infanzia-Primaria&lt;br /&gt;di Agnone.&lt;br /&gt;Tale programma europeo ha lo&lt;br /&gt;scopo di incoraggiare e riconoscere&lt;br /&gt;l'impegno della scuola a favore dell'ambiente&lt;br /&gt;offrendo un metodo utile&lt;br /&gt;per l'applicazione delle politiche&lt;br /&gt;ambientali alla gestione quotidiana&lt;br /&gt;della scuola.&lt;br /&gt;Gli insegnanti del Plesso di Agnone,&lt;br /&gt;dopo aver costituito un Eco-&lt;br /&gt;Comitato, hanno attivato un Piano&lt;br /&gt;di Azione scaturito dalle criticità&lt;br /&gt;emerse da un'attenta indagine&lt;br /&gt;ambientale. Esso si pone l'obiettivo&lt;br /&gt;di ridurre l'impatto ambientale della&lt;br /&gt;scuola, promuovere il contatto tra&lt;br /&gt;scuola e società, stabilire un Eco-&lt;br /&gt;Codice da rispettare, ottenere il riconoscimento&lt;br /&gt;della Bandiera Verde&lt;br /&gt;attraverso attività concrete di raccolta&lt;br /&gt;differenziata, produzione e utilizzo&lt;br /&gt;di compost, comportamenti&lt;br /&gt;positivi per evitare sprechi di energia&lt;br /&gt;e acqua, difesa e salvaguardia&lt;br /&gt;degli spazi verdi all'esterno dell'edificio.&lt;br /&gt;Tale programma ha richiesto e&lt;br /&gt;richiederà la collaborazione attiva&lt;br /&gt;degli Enti locali quali Consorzi,&lt;br /&gt;Comune, Parco, Stampa, ecc., affinché&lt;br /&gt;portino il loro contributo allo&lt;br /&gt;sviluppo degli obiettivi di crescita&lt;br /&gt;civile e sociale dei ragazzi.&lt;br /&gt;Certi di tale impegno, i membri&lt;br /&gt;dell'Eco-Comitato si ripropongono di&lt;br /&gt;aggiornare, attraverso queste pagine,&lt;br /&gt;sugli sviluppi del Progetto.&lt;br /&gt;Agnone&lt;br /&gt;Scuola e Ambiente&lt;br /&gt;Il nostro periodico, in occasione&lt;br /&gt;della XV edizione dei&lt;br /&gt;Convegni sulla Dieta Mediterranea&lt;br /&gt;ha dato alla stampa&lt;br /&gt;il primo volume degli atti&lt;br /&gt;relativi agli Incontri organizzati&lt;br /&gt;puntualmente ogni anno&lt;br /&gt;a Pioppi dal 1991.&lt;br /&gt;Ora, con la ricorrenza del&lt;br /&gt;25° anno di Cronache Cilentane,&lt;br /&gt;è stato stampato anche&lt;br /&gt;il secondo volume degli atti&lt;br /&gt;contenente nuove relazioni.&lt;br /&gt;Gli abbonati a Cronache&lt;br /&gt;Cilentane possono,&lt;br /&gt;entro il 15 febbraio&lt;br /&gt;2008, prenotare il libro&lt;br /&gt;per riceverlo gratuitamente,&lt;br /&gt;telefonando allo&lt;br /&gt;0974 904183.&lt;br /&gt;4&lt;br /&gt;cronache cilentane iniziative&lt;br /&gt;gennaio 2008&lt;br /&gt;Una proposta dal convegno di Novi Velia&lt;br /&gt;I terreni demaniali possono&lt;br /&gt;trasformarsi in aree produttive&lt;br /&gt;Nell'ex Chiesa di San Giorgio in Novi&lt;br /&gt;Velia si è svolto il primo seminario&lt;br /&gt;informativo sulla " Gestione degli Usi&lt;br /&gt;civici del Cilento", dopo la costituzione&lt;br /&gt;dell'Associazione culturale denominata&lt;br /&gt;CESDUCIM con sede in Salerno. Altri&lt;br /&gt;incontri saranno promossi presso&lt;br /&gt;Comuni, Comunità Montane, Pro Loco&lt;br /&gt;con l'intento di porre l'attenzione sulle&lt;br /&gt;proprietà collettive che possono trasformarsi&lt;br /&gt;in aree produttive. Almeno&lt;br /&gt;questo il primo messaggio partito da&lt;br /&gt;Novi Velia. Terreni demaniali abbandonati&lt;br /&gt;che potrebbero dare lavoro e prospettive.&lt;br /&gt;Finora i terreni del demanio erano&lt;br /&gt;considerati " sacri ed intoccabili".&lt;br /&gt;Perfetta e concreta la relazione del&lt;br /&gt;dotto Giambattista Venneri, membro&lt;br /&gt;dell'Associazione CESDUCIM (che attiva&lt;br /&gt;progetti di gestione e sviluppo dei&lt;br /&gt;beni e dei diritti di uso civico) il quale&lt;br /&gt;ha fatto un po' la storia di questi terreni&lt;br /&gt;citando varie legislazioni in merito.&lt;br /&gt;Ma ora occorre l'impegno della loro&lt;br /&gt;utilizzazione per il bene del cittadino.&lt;br /&gt;Nel rispetto delle leggi regionali,&lt;br /&gt;nazionali, europee, fermi restanti gli&lt;br /&gt;aspetti storici, culturali, ambientali, si&lt;br /&gt;pone la necessità della loro utilizzazione.&lt;br /&gt;Una idonea gestione con iniziative&lt;br /&gt;economiche, turistiche, commerciali,&lt;br /&gt;può non solo produrre reddito , ma&lt;br /&gt;può anche portare alla valorizzazione&lt;br /&gt;di questi terreni .&lt;br /&gt;A ribadire la necessità di utilizzare i&lt;br /&gt;terreni demaniali e gestirli per uno sviluppo&lt;br /&gt;del territorio ci hanno pensato&lt;br /&gt;tutti gli altri relatori presenti: Di Genio&lt;br /&gt;Giuseppe, Tomasco Francesco , Formosa&lt;br /&gt;Ignazio, Labriola Michele.&lt;br /&gt;Anche i politici presenti, il sindaco di&lt;br /&gt;Novi Velia Adriano De Vita, il consigliere&lt;br /&gt;provinciale Valiante Simone&lt;br /&gt;ritengono giunto il momento di non&lt;br /&gt;lasciare ancora in uno stato di abbandono&lt;br /&gt;tanti terreni che potrebbero invece&lt;br /&gt;dare prosperità e benessere ai cittadini.&lt;br /&gt;Ecco allora un punto fermo del seminario&lt;br /&gt;di Novi, a conclusione dei vari ed&lt;br /&gt;interessanti interventi. Una difesa ad&lt;br /&gt;oltranza ed un impegno per la valorizzazione&lt;br /&gt;dei beni misti, siano essi terreni&lt;br /&gt;statali, regionali, provinciali o comunali,&lt;br /&gt;perché essi costituiscono espressioni&lt;br /&gt;di diritti fondamentali, eredità dei&lt;br /&gt;nostri padri, e futuro per i nostri figli.&lt;br /&gt;di Carmela Baldi&lt;br /&gt;Albanella Per ogni bambino nato,&lt;br /&gt;un bambino salvato&lt;br /&gt;Approvato dalla Giunta&lt;br /&gt;Comunale il progetto promosso&lt;br /&gt;dall'Unicef a tutela dell'infanzia.&lt;br /&gt;Il 3 gennaio una cerimonia&lt;br /&gt;a Palazzo Spinelli&lt;br /&gt;Albanella è il primo comune in Provincia&lt;br /&gt;di Salerno ad avere aderito ad&lt;br /&gt;un progetto dell'Unicef denominato&lt;br /&gt;"Per ogni bambino nato, un bambino&lt;br /&gt;salvato" finalizzato alla difesa dei&lt;br /&gt;diritti dell'infanzia, che l'associazione&lt;br /&gt;umanitaria ha proposto a tutte le&lt;br /&gt;Amministrazione Comunali, rivolgendo&lt;br /&gt;in tal modo un invito a sostenere&lt;br /&gt;le proprie attività. Si tratta di una iniziativa&lt;br /&gt;che rispecchia i principi dell'Unicef,&lt;br /&gt;la prima associazione al&lt;br /&gt;mondo che si batte in 155 Paesi&lt;br /&gt;per aiutare i bambini a sopravvivere,&lt;br /&gt;crescere e sviluppare le proprie&lt;br /&gt;potenzialità; tuttavia l'Unicef è un&lt;br /&gt;organismo sostenuto solo da contributi&lt;br /&gt;volontari di privati, aziende,&lt;br /&gt;fondazioni e governi.&lt;br /&gt;Approvando il progetto e aderendo&lt;br /&gt;all'iniziativa, l'Amministrazione&lt;br /&gt;Comunale di Albanella, retta&lt;br /&gt;da Giuseppe Capezzuto, si è impegnata&lt;br /&gt;ad adottare, attraverso un&lt;br /&gt;contributo di euro 20,00, la cosiddetta&lt;br /&gt;"pigotta", la bambola di&lt;br /&gt;pezza dell'Unicef. Ogni volta che&lt;br /&gt;un bambino nasce e che viene&lt;br /&gt;registrato all'anagrafe, verrà&lt;br /&gt;"adottata" una "bigotta" che sarà&lt;br /&gt;poi regalata al nuovo nato; la&lt;br /&gt;donazione contribuirà a combattere&lt;br /&gt;la mortalità infantile consentendo&lt;br /&gt;all'Unicef di fornire ad un bambino&lt;br /&gt;della Guinea Bissao un kit&lt;br /&gt;salvavita composto da vaccini,&lt;br /&gt;dosi di vitamina A, kit ostetrico per&lt;br /&gt;un parto sicuro, antibiotici ed una&lt;br /&gt;zanzariera.&lt;br /&gt;Il Comune si è altresì impegnato a&lt;br /&gt;regalare la "pigotta" a tutti i bambini&lt;br /&gt;residenti ad Albanella venuti alla luce&lt;br /&gt;nel 2007, dando un primo segnale&lt;br /&gt;della volontà di contribuire alla lotta&lt;br /&gt;a difesa dell'infanzia. Infatti il 3 gennaio,&lt;br /&gt;presso la sede di Palazzo Spinelli,&lt;br /&gt;ha avuto luogo la cerimonia per la&lt;br /&gt;consegna della bambola pigotta, simbolo&lt;br /&gt;di solidarietà, a tutti i bambini&lt;br /&gt;nati nel corso dell'anno 2007. Sono&lt;br /&gt;intervenuti, oltre al Sindaco, l'assessore&lt;br /&gt;alla Cultura, Teresa Vernieri e il&lt;br /&gt;sindaco baby, Elvira Parente; ha concluso&lt;br /&gt;la manifestazione Giovanna&lt;br /&gt;Niglio, Presidente provinciale dell'Unicef.&lt;br /&gt;di Annavelia Salerno&lt;br /&gt;Èstato l'argomento filo conduttore&lt;br /&gt;della serata organizzata il&lt;br /&gt;30 dicembre scorso a Moio della&lt;br /&gt;Civitella. Ed è anche il titolo del&lt;br /&gt;testo presentato nell'occasione e promosso&lt;br /&gt;dall'Associazione Culturale&lt;br /&gt;"Mojoca". L'associazione, presieduta&lt;br /&gt;da Giovanni Bertone, ha organizzato&lt;br /&gt;per la prima volta nel Cilento lo scorso&lt;br /&gt;agosto nel centro storico di Moio&lt;br /&gt;un Festival di Artisti di Strada: un'iniziativa&lt;br /&gt;innovativa per il territorio, che&lt;br /&gt;già all'esordio ha riscosso un sensibile&lt;br /&gt;successo. Da qui la domanda: c'è una&lt;br /&gt;tradizione, ci sono elementi nel nostro&lt;br /&gt;patrimonio culturale, nella nostra storia&lt;br /&gt;che possano richiamare quella che&lt;br /&gt;si definisce "arte di strada"?&lt;br /&gt;L'opuscolo, edito dal Centro di Promozione&lt;br /&gt;Culturale per il Cilento e&lt;br /&gt;scritto dal giornalista Bartolomeo&lt;br /&gt;Ruggiero, cerca di rispondere a questa&lt;br /&gt;domanda. E, grazie anche al contributo&lt;br /&gt;di esperti e studiosi come l'antropologo&lt;br /&gt;Paolo Apolito, il professore&lt;br /&gt;Amedeo La Greca e alle testimonianze&lt;br /&gt;e ai ricordi di persone del posto, si&lt;br /&gt;è potuto notare che lo spirito dell'arte&lt;br /&gt;di strada, connesso al gusto per l'esibizione&lt;br /&gt;in pubblico, il confronto, l'incontro,&lt;br /&gt;è in realtà stato ben presente&lt;br /&gt;in vari momenti dei decenni e dei&lt;br /&gt;secoli passati. Lo si poteva notare nel&lt;br /&gt;goliardico contesto del Carnevale&lt;br /&gt;cilentano, nelle sue forme così tipiche&lt;br /&gt;e particolari, che oggi si sono quasi&lt;br /&gt;ovunque perse, nell'ambito delle fiere&lt;br /&gt;commerciali che si svolgevano sul territorio&lt;br /&gt;e che avevano momenti di&lt;br /&gt;spettacolo con artisti improvvisati.&lt;br /&gt;Ma lo spirito dell'arte e dell'esibizione&lt;br /&gt;estemporanea in piazza si poteva ben&lt;br /&gt;cogliere anche nei tanti giochi all'aperto&lt;br /&gt;collocati nel contesto delle varie&lt;br /&gt;festività (palo della cuccagna, corsa&lt;br /&gt;coi sacchi, etc.). E più direttamente&lt;br /&gt;tutto ciò lo si può documentare attraverso&lt;br /&gt;le testimonianze orali che&lt;br /&gt;rimandano a oltre mezzo secolo fa&lt;br /&gt;quando ancora nei nostri paesi periodicamente&lt;br /&gt;giungevano diversi veri e&lt;br /&gt;propri artisti girovaghi, cantastorie,&lt;br /&gt;musicisti.&lt;br /&gt;Si può dire infine che il festival&lt;br /&gt;ideato dall'associazione va a riannodare&lt;br /&gt;alcuni lacci della tradizione, ma&lt;br /&gt;lo fa in modo originale, tenendo&lt;br /&gt;anche ben presente la promozione dei&lt;br /&gt;diversi aspetti culturali e storicoarchitettonici&lt;br /&gt;del luogo, senza dimenticare&lt;br /&gt;l'altro fondamentale obiettivo:&lt;br /&gt;alimentare la creatività e l'incontro,&lt;br /&gt;dare sfogo a momenti di socialità,&lt;br /&gt;superare gli isolamenti. La serata, animata&lt;br /&gt;dal dibattito sul tema e allietata&lt;br /&gt;dal concerto musicale di Angelo Loia,&lt;br /&gt;si è svolta con la partecipazione di un&lt;br /&gt;folto e interessato pubblico.&lt;br /&gt;Copertina del libro di Bartolomeo&lt;br /&gt;Ruggiero edito dal Centro&lt;br /&gt;di Promozione Culturale per il&lt;br /&gt;Cilento. Per richieste rivolgersi&lt;br /&gt;all’Associazione Culturale&lt;br /&gt;“Mojoca” di Moio della Civitella.&lt;br /&gt;Moio della Civitella&lt;br /&gt;Arte e artisti di strada nel Cilento&lt;br /&gt;Un convegno per la presentazione delle attività 2008&lt;br /&gt;5&lt;br /&gt;cronache cilentane attività&lt;br /&gt;gennaio 2008&lt;br /&gt;San Severino di Centola&lt;br /&gt;Un magico presepe per fa rivivere&lt;br /&gt;l’antico borgo abbandonato&lt;br /&gt;Teatro Comunale di Laurino&lt;br /&gt;1° Festival della comicità&lt;br /&gt;“Non ci resta che... ridere”&lt;br /&gt;Un borgo antico, quello di San Severino&lt;br /&gt;di Centola, torna ancora una volta&lt;br /&gt;a vivere grazie ad un evento straordinario&lt;br /&gt;e magico al tempo stesso, non solo&lt;br /&gt;per il comprensorio del "Lambro e Mingardo"&lt;br /&gt;ma per l'intero Parco Nazionale&lt;br /&gt;del Cilento e Vallo di Diano: il 28&lt;br /&gt;dicembre è stato teatro della rappresentazione&lt;br /&gt;del Presepe Vivente. Ad&lt;br /&gt;organizzare il tutto è l'Associazione&lt;br /&gt;Culturale "Il Borgo" onlus di San Severino&lt;br /&gt;di Centola con il prezioso contributo&lt;br /&gt;del Comune e del Banco di Napoli,&lt;br /&gt;che si avvale di ben 180 soci, i quali&lt;br /&gt;con sentimento, amore, passione e professionalità,&lt;br /&gt;permettono al Borgo&lt;br /&gt;Medioevale di San Severino di Centola&lt;br /&gt;di tornare agli antichi splendori. Questa&lt;br /&gt;magistrale iniziativa si rinnova ogni&lt;br /&gt;anno, cambiando il paesaggio, la disposizione&lt;br /&gt;delle scene e, in parte, anche&lt;br /&gt;dei personaggi. La grande novità di&lt;br /&gt;questa edizione è stata nel fatto che il&lt;br /&gt;Presepe, uscendo dal chiuso delle Chiese,&lt;br /&gt;è andato ad incastonarsi in un vero&lt;br /&gt;paesaggio ed in un'autentica notte&lt;br /&gt;invernale: è la naturale orografia della&lt;br /&gt;collina ove è situato l'Antico Borgo di&lt;br /&gt;San Severino, oggi completamente&lt;br /&gt;disabitato, che agevola ed ispira la realizzazione&lt;br /&gt;di un evento di tale portata&lt;br /&gt;.Il presidente dell'Associazione Culturale&lt;br /&gt;"Il Borgo" è il dottor Silverio D'Angelo,&lt;br /&gt;ha dichiarato: "E' stata questa una&lt;br /&gt;giornata di profonda aggregazione,&lt;br /&gt;partecipazione ed ogni anno si vivono&lt;br /&gt;emozioni diverse, sia durante i mesi di&lt;br /&gt;preparazione che nella magica serata.&lt;br /&gt;L'intera comunità attende questo&lt;br /&gt;momento come un appuntamento irrinunciabile.&lt;br /&gt;Il Paese intero lavora e partecipa&lt;br /&gt;con la gioia di condividere i sentimenti&lt;br /&gt;più profondi legati all'Evento: la&lt;br /&gt;nascita nelle sue diverse interpretazioni,&lt;br /&gt;l'Amore per il Prossimo, la consapevolezza&lt;br /&gt;della Fede e la riflessione della&lt;br /&gt;Vita che si rinnova. Momento veramente&lt;br /&gt;di grande emozione e lo scenario lo&lt;br /&gt;fa rivivere in tutta la sua suggestione,&lt;br /&gt;lasciando un affascinante ricordo quale&lt;br /&gt;augurio per un sereno Anno Nuovo". Il&lt;br /&gt;Borgo, per l'occasione, è stato interamente&lt;br /&gt;illuminato da fiaccole, le vie del&lt;br /&gt;paese sono tornate a vivere grazie agli&lt;br /&gt;antichi mestieri, bambini e professionisti&lt;br /&gt;interpreteranno cori di canti natalizi,&lt;br /&gt;i Magi e gli altri personaggi sono&lt;br /&gt;apparsi in costumi d'epoca del '700 ed&lt;br /&gt;il famoso attore napoletano, Enzo De&lt;br /&gt;Caro, ha recitato diversi passi del Vangelo.&lt;br /&gt;Il tutto è culminato con l'Evento&lt;br /&gt;della Nascita, che si è avverata in una&lt;br /&gt;suggestiva capanna allestita in cima al&lt;br /&gt;Borgo.&lt;br /&gt;di Nicola De Feo&lt;br /&gt;Esordio in grande stile per il nuovo&lt;br /&gt;Teatro comunale di Laurino, un gioiello&lt;br /&gt;del '700 con una sala di duecento&lt;br /&gt;posti, appena restaurato dal Comune&lt;br /&gt;di Laurino: sabato 22 dicembre una&lt;br /&gt;serata di gala per la presentazione&lt;br /&gt;del primo Festival della comicità&lt;br /&gt;"Non ci resta che… ridere", una carrellata&lt;br /&gt;di eventi con grandi nomi che&lt;br /&gt;si svolgerà fino ad aprile con appuntamenti&lt;br /&gt;quindicennali il sabato sera.&lt;br /&gt;Nel corso della serata di gala, condotta&lt;br /&gt;dalla giornalista Carmela Santi,&lt;br /&gt;è stato consegnato al pubblico il&lt;br /&gt;depliant della "Rassegna comica&lt;br /&gt;2008" e il cantante-musicista Iacentino&lt;br /&gt;e il suo gruppo hanno dato vita&lt;br /&gt;allo spettacolo "…raccontando Peppino&lt;br /&gt;di Capri" con musiche natalizie e&lt;br /&gt;brani scelti del grande autore.&lt;br /&gt;Erano presenti il sindaco di Laurino&lt;br /&gt;Gaetano Pacente, il commissario Giuseppe&lt;br /&gt;Tarallo e il direttore Angelo De&lt;br /&gt;Vita del Parco nazionale del Cilento e&lt;br /&gt;Vallo di Diano, cui si deve il merito di&lt;br /&gt;sostenere la rassegna che si avvale&lt;br /&gt;della direzione artistica di Carlo Sacchi,&lt;br /&gt;forte dei tanti successi ottenuti&lt;br /&gt;alla Provvidenza, in stretta sinergia&lt;br /&gt;con il direttore artistico del teatro&lt;br /&gt;comunale di Laurino, Almerica Schiavo.&lt;br /&gt;"Sono felice di assistere alla&lt;br /&gt;ripresa delle attività del nostro antico&lt;br /&gt;teatro, recentemente ristrutturato ed&lt;br /&gt;inaugurato - spiega il sindaco Gaetano&lt;br /&gt;Pacente - Ringrazio l'Ente Parco&lt;br /&gt;che sostiene assieme al Comune questo&lt;br /&gt;cartellone, per promuovere le aree&lt;br /&gt;interne anche nei mesi invernali, con&lt;br /&gt;iniziative di grande qualità tese a stimolare&lt;br /&gt;anche il recupero delle tradizioni&lt;br /&gt;culturali e teatrali popolari&lt;br /&gt;autentiche che, nel nostro caso, ruotano&lt;br /&gt;intorno alla rappresentazione&lt;br /&gt;secolare della vita di S. Elena da Laurino,&lt;br /&gt;dove l'elemento comico e religioso&lt;br /&gt;si fondono mirabilmente. Tuttavia,&lt;br /&gt;questo teatro non è solo di Laurino,&lt;br /&gt;ma dell'intero comprensorio, al&lt;br /&gt;fine di diffondere la cultura teatrale&lt;br /&gt;attraverso attività anche amatoriali e&lt;br /&gt;tradizionali".&lt;br /&gt;Proprio il Parco nazionale del Cilento&lt;br /&gt;e Vallo di Diano ha scelto il teatro&lt;br /&gt;comunale di Laurino come location&lt;br /&gt;del primo "Concerto di Capodanno&lt;br /&gt;del Parco" che è stato tenuto il 5&lt;br /&gt;gennaio.&lt;br /&gt;L'evento, che è frutto della sinergia&lt;br /&gt;tra il Comune di Laurino e il Parco&lt;br /&gt;nazionale con la direzione artistica di&lt;br /&gt;Carlo Sacchi, ha visto una grande&lt;br /&gt;serata all'insegna della musica con&lt;br /&gt;una prima parte dedicata alla musica&lt;br /&gt;sacra con il Coro "Oris Valletta" di&lt;br /&gt;Pellare, 50 elementi diretti da maestro&lt;br /&gt;Maurizio Iacovazzo, seguito dal&lt;br /&gt;grande concerto del trombettista più&lt;br /&gt;famoso della tv, Nello Salza, interprete&lt;br /&gt;di indimenticabili film di Sergio&lt;br /&gt;Leone, accompagnato dalla sua&lt;br /&gt;orchestra in brani strumentali.&lt;br /&gt;Oltre 1000 persone sono intervenute sabato&lt;br /&gt;15 dicembre 2007 alla prima FESTA DEL&lt;br /&gt;SOCIO organizzata della Banca del Cilento&lt;br /&gt;Credito Cooperativo Cilento Centrale di Vallo&lt;br /&gt;della Lucania nonostante il freddo gelido che&lt;br /&gt;ha caratterizzato la serata. La simpaticissima&lt;br /&gt;presentatrice, la giornalista Antonella Petitto&lt;br /&gt;ha cercato di scaldare l'ambiente invitando i&lt;br /&gt;soci ad applaudire il presidente della banca,&lt;br /&gt;eclettico e così particolare, avv.Franco Chirico.&lt;br /&gt;Questi ha rivolto un caloroso saluto ai soci&lt;br /&gt;presenti così numerosi, poi al sindaco di Vallo&lt;br /&gt;della Lucania dott.Luigi Cobellis, al presidente&lt;br /&gt;del comitato regionale ABI dott.Luigi Gargiulo,&lt;br /&gt;già direttore Banca d'Italia di Napoli,&lt;br /&gt;all'on.Antonio Valiante, al direttore della federazione&lt;br /&gt;campana delle banche di credito cooperativo&lt;br /&gt;dott.Franco Vildacci, al commissario&lt;br /&gt;dell'Ente Parco prof.Giuseppe Tarallo.&lt;br /&gt;Questa prima festa del socio organizzata&lt;br /&gt;da un team ben affiatato della banca stessa:&lt;br /&gt;direttore Mario Gorga, dott.Tommaso Giulio,&lt;br /&gt;dott.ssa Chiara Parrilli dopo ben 17 anni di&lt;br /&gt;attività della banca, in questi anni essa ha cercato&lt;br /&gt;di consolidarsi, di patrimonializzarsi. Il&lt;br /&gt;presidente nel suo intervento ha illustrato i&lt;br /&gt;traguardi raggiunti ed i principi che hanno&lt;br /&gt;ispirato il lavoro della banca ricordando i&lt;br /&gt;momenti difficili della fase di avvio, ha ricordato&lt;br /&gt;che insieme, sempre con spirito entusiastico,&lt;br /&gt;agli amici prof.Franco Barella, Pantaleo&lt;br /&gt;Ametrano, il giovane promettente ragioniere&lt;br /&gt;Emilio Romaniello è andato a cercare i soci&lt;br /&gt;nei casolari di campagne o nelle botteghe artigianali.&lt;br /&gt;In illo tempore i soci non potevano&lt;br /&gt;essere né professionisti e né impiegati.La banca&lt;br /&gt;nasce con un atto del notaio Carlo Alberto&lt;br /&gt;Festa il 9 luglio 1988, diventa operativa il 4&lt;br /&gt;agosto 1990 quando i 750 soci iniziali versarono&lt;br /&gt;l'intero importo del capitale:&lt;br /&gt;1.500.000.000 di lire, oggi il patrimonio s'adegua&lt;br /&gt;a euro 20.000.000,00.&lt;br /&gt;"Cari soci- così l'oratore- dovete essere&lt;br /&gt;orgogliosi -oggi il territorio dispone di una&lt;br /&gt;banca locale, affidabile, efficiente, che ha&lt;br /&gt;contribuito a modificare le condizioni socio&lt;br /&gt;economiche locali".&lt;br /&gt;Dopo altri ed autorevoli interventi, infine il&lt;br /&gt;preside Antonio De Vita, ha presentato il volume&lt;br /&gt;del prof.Cerino "I tesori del Cilento". Un&lt;br /&gt;evento di grande rilevanza ed una occasione&lt;br /&gt;per soffermarsi e fare qualche riflessione sulla&lt;br /&gt;crescita del Cilento.I soci della banca ricevendo&lt;br /&gt;in omaggio questo prezioso lavoro sono&lt;br /&gt;stati invitati a partecipare ad un evento culturale&lt;br /&gt;eccezionale. Esso non è solo un libro di&lt;br /&gt;storia e di arte ma dà un contributo di conoscenza&lt;br /&gt;del nostro territorio. L'autore è riuscito&lt;br /&gt;a cogliere attraverso un colore, un segno tracciato&lt;br /&gt;sulla parete una testimonianza. di rilievo&lt;br /&gt;nella storia cilentana. Il prof. De Vita ha&lt;br /&gt;auspicato che il libro possa avere una giusta&lt;br /&gt;collocazione nella scuola. "E' un tesoro da&lt;br /&gt;riscoprire-scrive il prof.Cerino-da ricollocare&lt;br /&gt;nella nostra memoria corrente per&lt;br /&gt;prendere coscienza che quel tesoro appartiene&lt;br /&gt;anche a noi e che costituisce parte della&lt;br /&gt;nostra ricchezza culturale". In un recente&lt;br /&gt;intervento del vice direttore generale della&lt;br /&gt;Banca d'Italia Antonio Finocchiaro parlando&lt;br /&gt;delle banche di credito cooperativo afferma&lt;br /&gt;che esse "sono chiamate a preservare non&lt;br /&gt;solo i valori tipici d'impresa ma anche a tutelare&lt;br /&gt;gli interessi dei soci, dei clienti, delle&lt;br /&gt;comunità e del territorio di riferimento, per&lt;br /&gt;assolvere al meglio la propria funzione sociale,&lt;br /&gt;nel rispetto dei tradizionali valori del localismo&lt;br /&gt;e della mutualità". La Banca del Cilento&lt;br /&gt;partecipa da protagonista alle vicende di&lt;br /&gt;un'area come quella del Cileno condividendo&lt;br /&gt;le sorti delle comunità locali contribuendo al&lt;br /&gt;loro sviluppo non solo economico ma anche&lt;br /&gt;culturale. Ogni socio ha ricevuto come pacco&lt;br /&gt;dono oltre il prestigioso libro, il calendario&lt;br /&gt;2008 curato dal maestro Vincenzo Cerino che&lt;br /&gt;questa volta si è ispirato ai paesaggi di Acciaroli&lt;br /&gt;Pollica, un altro libro di Bardizza /Milesio&lt;br /&gt;"Il patrimonio familiare", i due piatti della collezione&lt;br /&gt;"Antichi Maestri del Cilento" dedicati&lt;br /&gt;quest'anno al "Falegname" e al "Raccoglitore&lt;br /&gt;di olive". Prima dello spettacolo a notte&lt;br /&gt;inoltrata della cabarettista Rosalia Porcaro&lt;br /&gt;che ha presentato i famosi personaggi: Veronica,&lt;br /&gt;operaia in una fabbrica di borse, e&lt;br /&gt;Assundhan, donna afgana del sud, i soci prima&lt;br /&gt;hanno assaggiato il vino novello dell'azienda&lt;br /&gt;vinicola Cobellis, poi hanno partecipato&lt;br /&gt;alla cena organizzata dagli allievi dell'Istituto&lt;br /&gt;Professionale per i Servizi Alberghieri e&lt;br /&gt;della Ristorazione di Castelnuovo Cilento.&lt;br /&gt;Festa del socio della Banca del Cilento&lt;br /&gt;di Pasquale Cerullo&lt;br /&gt;Tra gli altri spettacoli, il concerto di Capodanno&lt;br /&gt;con l’esibizione del coro “Oris Valletta” di Pellare,&lt;br /&gt;del trombettista Nello Salza&lt;br /&gt;6&lt;br /&gt;cronache cilentane politica&lt;br /&gt;gennaio 2008&lt;br /&gt;Dalla parte... del cittadino&lt;br /&gt;Se tra i compiti della Pubblica&lt;br /&gt;Amministrazione c'è anche quello di&lt;br /&gt;corrispondere alle necessità del&lt;br /&gt;comune cittadino, semplificandone gli&lt;br /&gt;atti, gli episodi che stiamo per raccontare&lt;br /&gt;vanno nella direzione esattamente&lt;br /&gt;opposta. Primo episodio. Mattino&lt;br /&gt;di Mercoledì, 26 Dicembre, Stazione&lt;br /&gt;di Vallo della Lucania. Un gruppo&lt;br /&gt;familiare di tre persone si accinge&lt;br /&gt;a prendere il treno regionale per&lt;br /&gt;Salerno. Per il secondo giorno consecutivo,&lt;br /&gt;la biglietteria è chiusa. L'edicola&lt;br /&gt;anche. Non c'è modo di fornirsi&lt;br /&gt;dei biglietti di viaggio. É acquisito che&lt;br /&gt;in questi casi si provvede sul treno,&lt;br /&gt;senza aggravio di spese. O almeno&lt;br /&gt;così è stato finora e tuttora è in altre&lt;br /&gt;regioni d'Italia. Invece no. In Campania&lt;br /&gt;e nel Lazio, spiega il personale di&lt;br /&gt;servizio, chi è sprovvisto di biglietto è&lt;br /&gt;sanzionato con una multa di 33.00&lt;br /&gt;Euro (99 per tutto il gruppo famiglia),&lt;br /&gt;che si aggiunge al normale costo del&lt;br /&gt;viaggio. Alle rimostranze degli utenti&lt;br /&gt;i quali fanno notare come il mancato&lt;br /&gt;possesso del biglietto sia conseguenza&lt;br /&gt;dell'interruzione di un pubblico&lt;br /&gt;servizio (tale dovrebbe essere la possibilità&lt;br /&gt;di acquistare biglietti da viaggio),&lt;br /&gt;il personale oppone prima un&lt;br /&gt;rimprovero per la mancata conoscenza&lt;br /&gt;delle norme della regione Campania&lt;br /&gt;e poi suggerisce, per il futuro, di&lt;br /&gt;provvedere tramite INTERNET,&lt;br /&gt;improvvisando anche una breve lezione&lt;br /&gt;sulle procedure da seguire per chi&lt;br /&gt;è sprovvisto delle necessarie competenze.&lt;br /&gt;Alla fine prevale il buon senso&lt;br /&gt;e si concede ai malcapitati utenti di&lt;br /&gt;comprare i biglietti alla stazione di&lt;br /&gt;Agropoli dove il servizio funziona.&lt;br /&gt;Secondo episodio. Venerdì, 28&lt;br /&gt;Dicembre, Ospedale San Luca di Vallo&lt;br /&gt;della Lucania. Un cittadino, dopo&lt;br /&gt;regolare prenotazione, si presenta al&lt;br /&gt;reparto di competenza per un piccolo&lt;br /&gt;intervento in sala operatoria. Il&lt;br /&gt;responsabile gli comunica invece che&lt;br /&gt;se ne può riparlare solo dopo l'Epifania:&lt;br /&gt;la sala operatoria preposta a quel&lt;br /&gt;tipo di intervento è chiusa per tutto il&lt;br /&gt;periodo delle feste e non può essere&lt;br /&gt;riaperta, trattandosi, tra l'altro, di&lt;br /&gt;cosa non urgente. Nuova prenotazione,&lt;br /&gt;dunque, nuova lista d'attesa, con&lt;br /&gt;tutte le conseguenze del caso per lo&lt;br /&gt;sfortunato cittadino che, magari, aveva&lt;br /&gt;programmato le sue cose fidando&lt;br /&gt;sulla regolarità di un servizio, essenziale&lt;br /&gt;e delicato come dovrebbe essere&lt;br /&gt;quello della salute, se vivessimo in un&lt;br /&gt;paese normale.&lt;br /&gt;Non aggiungiamo alcun commento.&lt;br /&gt;Stazione ferroviaria&lt;br /&gt;e ospedale di Vallo della Lucania:&lt;br /&gt;a Natale chiusi per ferie!&lt;br /&gt;Pisciotta&lt;br /&gt;Approvato dalla Giunta Regionale&lt;br /&gt;della Campania il Piano Integrato&lt;br /&gt;Pioggia di euro sul Comune di&lt;br /&gt;Pisciotta. Il finanziamento è di euro&lt;br /&gt;2.444.800 ed è stato così suddiviso:&lt;br /&gt;euro 1.136.200 per la realizzazione di&lt;br /&gt;un parcheggio in Via Borgo; ed è grazie&lt;br /&gt;a questa somma che Pisciotta, e&lt;br /&gt;non solo d'estate, molto probabilmente&lt;br /&gt;vede la risoluzione di un atavico&lt;br /&gt;problema qual è quello di un'altra&lt;br /&gt;area destinata a parcheggio. Sicuramente,&lt;br /&gt;un modo questo, sinonimo di&lt;br /&gt;vivibilità e sviluppo. Inoltre il finanziamento&lt;br /&gt;prevede 387.300 per l'arredo&lt;br /&gt;urbano, 387.300 per opere di pavimentazione&lt;br /&gt;stradale e 534.000 per la&lt;br /&gt;realizzazione di 6 alloggi di edilizia&lt;br /&gt;residenziale pubblica. Il sindaco di&lt;br /&gt;Pisciotta, Cesare Festa, ha così commentato&lt;br /&gt;questo finanziamento che&lt;br /&gt;può essere considerato una vera&lt;br /&gt;strenna natalizia per i pisciottani:"&lt;br /&gt;L'approvazione del Programma&lt;br /&gt;Integrato da parte della Giunta della&lt;br /&gt;Regione Campania, corona un impegno&lt;br /&gt;che l'Amministrazione Comunale&lt;br /&gt;aveva avviato all'indomani del suo&lt;br /&gt;primo insediamento, vale a dire, nel&lt;br /&gt;mese di maggio del 2005. Si tratta di&lt;br /&gt;un intervento destinato a risolvere&lt;br /&gt;innanzitutto il grave problema della&lt;br /&gt;carenza di parcheggi; sarà, infatti,&lt;br /&gt;realizzato un parcheggio a due piani&lt;br /&gt;nella centrale Via Borgo, a pochi&lt;br /&gt;metri dalla piazza principale. Inoltre&lt;br /&gt;si procederà ad una riqualificazione&lt;br /&gt;urbanistica, edilizia ed ambientale di&lt;br /&gt;tutto il centro storico, a partire dalla&lt;br /&gt;zona dell'ex convento dove il vecchio&lt;br /&gt;edificio scolastico sarà ricostruito per&lt;br /&gt;diventare contenitore di sei appartamenti&lt;br /&gt;da assegnare a giovani coppie&lt;br /&gt;ed a famiglie disagiate. Inoltre la&lt;br /&gt;zona del centro storico sarà oggetto&lt;br /&gt;di un vero e proprio restailyng con&lt;br /&gt;rifacimento della viabilità, sistemazione&lt;br /&gt;della pubblica illuminazione ed&lt;br /&gt;arredo urbano, in sintonia con le particolari&lt;br /&gt;caratteristiche dell'area interessata.&lt;br /&gt;A questo straordinario risultato&lt;br /&gt;siamo pervenuti con l'impegno&lt;br /&gt;innanzitutto dell'assessore all'urbanistica,&lt;br /&gt;Nanni Marsicano, dei tecnici&lt;br /&gt;incaricati e dei funzionari regionali&lt;br /&gt;che sono venuti anche personalmente&lt;br /&gt;a Pisciotta. Desidero, in conclusione,&lt;br /&gt;ringraziare la dottoressa Maria Adinolfi,&lt;br /&gt;dirigente dell'ufficio urbanistico&lt;br /&gt;regionale e tutti i componenti della&lt;br /&gt;giunta regionale, primo fra tutti il&lt;br /&gt;presidente Antonio Sassolino, che,&lt;br /&gt;ciascuno per la propria competenza,&lt;br /&gt;hanno consentito l'approvazione di&lt;br /&gt;uno strumento destinato a rivitalizzare&lt;br /&gt;il "cuore antico" di Pisciotta".&lt;br /&gt;di Nicola De Feo&lt;br /&gt;Mi avevano detto che Velia era&lt;br /&gt;ritornata a nuovo splendore dopo gli&lt;br /&gt;ultimi scavi e così, approfittando di&lt;br /&gt;una breve vacanza durante il periodo&lt;br /&gt;natalizio, ho pensato di recarmici con&lt;br /&gt;alcuni amici per un tuffo nella memoria…&lt;br /&gt;Ma ahimè, che spettacolo si è offerto&lt;br /&gt;ai nostri occhi.&lt;br /&gt;"Chissà perché ogni cosa che è&lt;br /&gt;buona e valida, deve essere sconvolta!":&lt;br /&gt;è questo che ho detto tra me&lt;br /&gt;guardando gli interminabili lavori di&lt;br /&gt;ristrutturazione del parcheggio antistante&lt;br /&gt;gli scavi di Velia. Per la verità il&lt;br /&gt;vecchio parcheggio era funzionale,&lt;br /&gt;pratico, anche bello, se si vuole, nella&lt;br /&gt;sua rusticità, che preparava all'ingresso&lt;br /&gt;agli scavi con la magnifica vista, in&lt;br /&gt;alto, della torre.&lt;br /&gt;Ora è da almeno un anno che è nello&lt;br /&gt;stato di "cantiere". Perché sprecare&lt;br /&gt;tanto danaro per rifare qualcosa&lt;br /&gt;che era già buono? Non era più&lt;br /&gt;opportuno impegnare queste risorse&lt;br /&gt;per altro?&lt;br /&gt;Ma entrando nell'area archeologica,&lt;br /&gt;le sorprese sono aumentate. A&lt;br /&gt;parte la già tanto contestata costruzione&lt;br /&gt;avveniristica della biglietteria e&lt;br /&gt;accessori, ciò che ci ha colpito è l'abbandono&lt;br /&gt;totale e nello stesso tempo&lt;br /&gt;le imponenti strutture metalliche&lt;br /&gt;degne di grattacieli collocate per cercare&lt;br /&gt;di coprire i nuovi scavi, abbandonati&lt;br /&gt;ovviamente a se stessi.&lt;br /&gt;E ancora: la Via Sacra che a Parmenide&lt;br /&gt;ispirò poesia universale, è lì nel&lt;br /&gt;più totale abbandono perché un masso&lt;br /&gt;ha "osato", più di un anno fa,&lt;br /&gt;posarcisi sopra e… guai a chi lo tocca!&lt;br /&gt;E' lì in attesa della messa in sicurezza&lt;br /&gt;dell'intera area, dei soldi che&lt;br /&gt;non arrivano, degli appetitosi progetti&lt;br /&gt;faraonici… Quando si dice: duro&lt;br /&gt;come la pietra… per la verità, dopo&lt;br /&gt;tutto, costituisce un nuovo look.&lt;br /&gt;Viene spontaneo chiederci: a chi&lt;br /&gt;giova tutto questo? E' questo il parco&lt;br /&gt;archeologico patrimonio dell'UNESCO?&lt;br /&gt;E infine, che ci dovrebb
